HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per settembre 21, 2012
Dimensioni ripiegate su se stesse
Distinto, esacerbato, reso cadente e siderale dalle urla quantistiche che s’infilano da iati inaccessibili, impossibili, ripiegati su se stessi con logiche aeuclidee; dimmi il momento matematico chiave per risolvere ancora una volta il mio lato postumano, ho di nuovo bisogno di innalzarmi prima che trascenda verso il Nulla senziente
Riflessioni su Il Canto Oscuro | KippleBlog
[Letto su KippleBlog]
Alessio “Galessio” Brugnoli, autore de Il canto oscuro, vincitore del Premio Kipple 2011, segnala sul suo blog una recensione particolare del suo romanzo che non è una recensione, bensì un esame critico dei punti chiave dell’opera:Premetto di non volere scrivere una recensione: è una scelta di onestà intellettuale. Essendo amico dello scrittore, il mio giudizio sarebbe inevitabilmente di parte. Non è mia intenzione scrivere una marchetta, ma dedicarmi a una critica in senso più ampio.
Non dire mi piace o non mi piace, qui c’è un errore o compratelo, ma cercare di evidenziare quanto il libro di Alessio rispecchi la forma romanzo.
Forma romanzo che può essere identificata con un triangolo, i cui vertici sono l’intreccio, i personaggi, l’ambientazione.
Se nelle forme originali, il romanzo greco e medievale, ciò che predominava era l’intreccio, dal Seicento in poi il vertice dominante è stato prima quello dei personaggi, poi quello dell’ambientazione.
Faccio un esempio concreto: l’Ulisse potrebbe vivere senza Leopold Bloom, ma non senza la Dublino visionaria creata da Joyce.
Quanto ne Il Canto Oscuro si rispecchiano i tre elementi ?
Limbo – Enviromental Sound Object
La rotazione ha un senso psichedelico. La rotazione si riverbera sulle assi olografiche del mondo. Le assi sono rifrazioni del Nulla senziente, a te postumano impauriscono.
Groove
Mi perdo nei meandri assoluti frattali infiniti concatenati cinesi, vertiginosi, di universi dentro universi dentro universi dentro…
Soltanto una lieve idea abissale e oscura di cosa sono; ecco, cosa sono adesso, dentro e fuori, in modo non significativo.
Japan – Night Porter
Girarsi in ogni angolo, per cercare il tuo sguardo, poi non trovarlo, poi sentire l’immensa solitudine del proprio vivere, solo sopravvivenza, solo il proprio battito psichico – fuori è nero, tutto è nero, tutto è siderale. Mi trovo a lasciarmi andare, ma sono troppo solo e decadente per sopportare la deriva: non c’è nulla oltre la barriera, nulla, niente, c’è soltanto l’assoluto inconsistente e ne sono parte inscindibile.

