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Archivio per Urania

Schiavi degli invisibili di Erik Frank Russel | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di “Schiavi degli invisibili” romanzo di Erik Frank Russel in uscita per l’Urania del mese: la quarta:

La Terra è una fattoria. Siamo proprietà di qualcun altro”.
Questa frase è dello scrittore e ricercatore Charles Fort, nato nel 1874 e deceduto nel 1932, uno studioso dei fenomeni anormali e inspiegabili che ebbe grande influenza nel campo del fantastico.
Fu proprio questa frase che ispirò Eric Frank Russell per il suo primo romanzo, Schiavi degli invisibili (Sinister Barrier, 1939).

La storia parte come un romanzo poliziesco, la morte di alcuni scienziati insospettisce Bill Graham, un funzionario statale, che ritiene molto strane le circostanze dei decessi. Se tutti vogliono la pace, allora perché continuiamo a farci la guerra? E se gli alieni esistono, perché non si sono ancora mostrati?
Maggio 2015. Il dottor Bjornsen muore per quello che sembra un collasso cardiaco. A pochi giorni di distanza, a Londra, il dottor Sheridan crolla a terra stecchito, la mano stretta sul cuore. Nello stesso istante perde la vita anche il dottor Luther, nello stesso modo. E non sono i soli. Ognuno degli scienziati, a modo suo, si stava avvicinando a una realtà agghiacciante: l’umanità non è libera. Non lo è mai stata.
Intanto, l’agente Bill Graham assiste alla morte insensata di un suo amico scienziato, che precipita da un palazzo di New York davanti ai suoi stessi occhi.  Eppure, Bill è certo che il dottor Mayo non si sarebbe mai tolto la vita. Indagando insieme al tenente Art Wohl, l’agente scopre che a morire in circostanze misteriose sono stati scienziati di tutto il mondo, tutti in qualche modo connessi tra loro.
Ha così inizio un’indagine destinata a scoprire molto più di un semplice assassino. Perché le morti non sono accidentali. Come non lo sono le guerre. Come non è mai stata l’intera storia dell’umanità…

E all’interno, per gli Approfondimenti, Eric Frank Russell e le barriere della percezione di Salvatore Proietti.

Love, Death & Robots dallo schermo alla carta stampata | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Giampaolo Rai dell’Urania Millemondi di questa stagione, “Love, Death & Robots”, raccolta crossSF in chiave fantastica estrema curata da Tim Miller. La quarta:

Vi è piaciuta la serie animata Love, Death & Robots? Se vi chiedete da dove arrivano le incredibili idee alla base degli episodi, state per trovare risposta.
Il nuovo Millemondi di primavera, infatti, riunisce i primi diciotto racconti dei grandi autori della scifi internazionale da cui è stata tratta la celebre serie omonima.

Prima degli effetti speciali, delle animazioni e del montaggio serrato, c’erano le pagine che state per leggere.
Preparatevi a immergervi in futuri post-umani dove la coscienza può abitare corpi artificiali, tra marine in armature potenziate, creature aliene, guerre infinite e foreste infestate da presenze demoniache. Pronti a perdervi tra mostri di rifiuti, spiriti volpe ibridati con ingranaggi steampunk, soldati mannari, loop temporali?
Passeggerete insieme ai turisti robot tra le rovine della nostra civiltà, scoprirete come lo yogurt può amministrare un pianeta, e che alcuni oggetti quotidiani possono nascondere intere civiltà.
Settate il navigatore su amore, morte e tecnologia: le coordinate esatte per lanciarsi in una valanga di universi narrativi.

SPAZIO INFINITO Parte 2 – AA.VV. Urania Millemondi n. 103 – Mondadori. A cura di Sergio Duma – LES FLEURS DU MAL BLOG


Io questo volume Urania Millemondi ce l’ho sul comodino, è pronto da leggere; intanto, Alessandra Micheli lo ha recensito su LesFleursDuMal blog, ed ecco cosa ne pensa:

Questo secondo volume dell’antologia Spazio Infinito dedicata alla space opera e alla cosiddetta fantascienza militare è senza dubbio di buon livello. Il volume precedente non mi aveva convinto e avevo trovato il livello qualitativo dei racconti piuttosto discontinuo. Non è stato il caso di questo libro, per fortuna.
L’antologia è stata curata da Bryan Thomas Schmidt, scrittore e sceneggiatore che nell’introduzione fa un’interessante distinzione tra i due sottogeneri della science-fiction. A suo dire, la fantascienza militarista pone l’attenzione agli aspetti strategici delle missioni di guerra, mentre la space opera si concentra sulle psicologie e sulle emozioni dei protagonisti. Si tratta, comunque, come lui stesso ammette, di una distinzione superficiale, dal momento che buona parte dei racconti presenti nell’antologia possono essere considerati come una commistione delle due attitudini.
Le storie sono molto varie, sia come stile che come ambientazioni, ma la qualità è costante. Molti racconti sono intensi e suggestivi, a cominciare da quello di Leigh Brackett, collocato su Marte. L’autrice rievoca con una scrittura evocativa e quasi poetica la gloriosa tradizione della fantascienza dei primordi in maniera convincente. Non posso poi non citare il contributo del grande Alastair Reynolds con uno splendido racconto che si inserisce nell’acclamato ciclo della Rivelazione. Paul Anderson, d’altro canto, delinea una drammatica vicenda incentrata su un cacciatore di extraterrestri e affronta in chiave metaforica il tema del razzismo.
Non manca la celeberrima Anne McCaffrey che concepisce una space-opera di notevole spessore, risultando coinvolgente. È molto interessante anche il racconto di David Drake ambientato in una versione futuribile di Parigi. Si tratta di una tragica storia di violenza e vendetta, con riferimenti al romanticismo e al decadentismo filtrati, naturalmente, da un’attitudine sci-fi. E non posso non citare il racconto più bello in assoluto, quello firmato dal leggendario Robert Silverberg. L’acclamato scrittore realizza una triste, disperata analisi dell’egoismo degli esseri viventi, un sentimento universale che coinvolge indistintamente esseri umani e alieni. La fine è davvero spiazzante e pessimista e non potrà lasciare indifferente nessuno.
Gli altri autori, infine, propongono lavori interessanti e nel complesso ben riusciti e di conseguenza questo volume è da tenere d’occhio. Potrà piacere anche a coloro che non apprezzano di solito la space opera.

Terrible Worlds: Rivoluzione di Adrian Tchaikovsky | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Jumbo di questo mese: “Terrible Worlds: Rivoluzione”, di Adrian Tchaikovsky; la quarta.

Il futuro è un campo di battaglia, e noi stiamo perdendo. Mentre il mondo va a fuoco e le risorse vengono depredate da pochi ultra-ricchi privilegiati, il resto dell’umanità muore ai margini di guerre, sfruttamento e distruzione. Ma forse non tutto è perduto…
“Terrible Worlds: Rivoluzione” raccoglie tre novelle del maestro britannico del fantastico, Adrian Tchaikovsky.

In “Corazze”, gli Stati Uniti hanno invaso l’Europa per imporre il loro sistema ultra-capitalistico. Gli Scion, eredi delle grandi dinastie corporative, combattono dall’alto dei loro esoscheletri corazzati che li rendono invincibili, mentre i soldati semplici sono ridotti a semplice carne da cannone. Quando uno Scion scompare dal fronte, il sergente Regan e la sua squadra di sacrificabili si trovano costretti ad attraversare le linee nemiche per recuperare il ricco rampollo. Tuttavia, gli esoscheletri dei privilegiati potrebbero rivelarsi molto più fragili di quanto non sembrino, proprio come lo spietato sistema che cercano disperatamente di tenere in piedi a tutti i costi…

In “Pirobati”, le temperature globali sono fuori controllo a causa del surriscaldamento climatico, e le grandi famiglie multimiliardarie stanno abbandonando la proverbiale “nave che sta affondando”, per cercare di mettersi in salvo nello spazio. Prima di poter prendere l’Ancora, l’ascensore per le stelle, i super ricchi devono fare una sosta di rito nel Roach Hotel di Ankara Achouka, all’Equatore. Ma per funzionare, l’Ancora ha bisogno di costante manutenzione e gli unici in grado di mantenerle attive sono i Pirobati, squadre di ragazzi disposti anche a camminare sui carboni ardenti, pur di avere una speranza di salvezza futura. Intelligenti, coraggiosi… e usa-e-getta, i giovani come Mao, Lupé e Hotep sono ben consci che ogni missione potrebbe essere l’ultima. Ma forse il vero guasto non è negli impianti, quanto in un mondo tanto folle da sacrificare un’intera generazione per la salvezza di pochi.

“E i giovani erano sostituibili. Giovani disillusi affamati di denaro, era l’unica risorsa naturale di cui Ankara Achouka disponesse in abbondanza.”

A chiudere il volume, “Orchi” ci proietta in un futuro in cui la popolazione mondiale, ormai regredita, è dominata da padroni giganteschi e brutali. Il racconto segue la storia di Torquell, giovane combinaguai del suo villaggio che un giorno osa ribellarsi al figlio del signore locale, allargando la crepa nel già scricchiolante ordine sociale di un agghiacciante medioevo distopico. Tre racconti, tre scenari spietati, un unico filo rosso: quando il futuro è sull’orlo del collasso, l’imperativo morale è ribellarsi.

Ritorna su Urania Robert Silverberg | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: una raccolta di racconti di Robert Silverberg sul tema del viaggio nel tempo; la quarta:

“Quello era il cinquantesimo secolo. “Il cinquantesimo secolo dopo cosa?” aveva chiesto più volte, ma nessuno sembrava saperlo, o non gliene importava.”

In questa antologia Robert Silverberg, uno dei più grandi autori di fantascienza, tira le fila di sessant’anni di carriera e seleziona sedici dei suoi migliori racconti, dai suoi esordi alla maturità, sul tema del viaggio nel tempo. Sedici storie ricche di paradossi temporali, multiple versioni di sé e universi alternativi.
Tra aragoste giganti, giornali che rivelano notizie dal futuro, dinosauri e incesti cross-generazionali, il passato può essere plastico, e il futuro un oceano di possibilità. Come nel celebre racconto “Verso Bisanzio”, vincitore del premio Nebula 1986 e finalista al premio Hugo, in cui l’umanità di un futuro lontanissimo ha ricreate gigantesche repliche delle meraviglie dell’antichità per vivere l’ebbrezza di un passato inimmaginabile.

“La Roma dei Cesari, la Alessandria dei Tolomei, la Venezia dei Dogi, la Chan’an della dinastia Tang, la Asgard degli Asi, nessuna di quelle città era per loro meno reale o irreale delle altre. Ciascuna non era altro che una semplice sfaccettatura di un passato lontanissimo, di un fantastico passato perduto, come un frutto rubato a quell’oscuro abisso di tempo dimenticato.”

Grazie ad Alastair Reynolds


Nelle spire di uno sviluppo esploso verso l’alto di un cielo siderale, esponenziale alla tua capacità di comprendere e molto più che collaterale: vertiginoso. Segni di uno stacco dal terreno, verso gli abissi di cognizioni mai sfiorate, con il conforto dell’astrofisica più esoterica…

Spazio infinito capitolo due | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del Millemondi Urania di questo spicchio d’anno, la seconda parte di un’antologia dedicata alla SpaceOpera che sembra promettere cose mirabolanti agli appassionati del genere – me compreso: Spazio Infinito p. 2 – curata da Bryan Thomas Schmidt.

A Natale, si parte per lo Spazio Infinito! A dicembre arriva in edicola la seconda parte del Millemondi “Spazio Infinito”, antologia che riunisce il meglio della fantascienza globale. In questo volume vi attendono gli ultimi tredici racconti dell’antologia che spaziano tra sword and planet, military sf, space opera e storie di primo contatto.
Linda Nagata ci porta sulla Terra di un futuro prossimo, tra AI e soldati potenziati; con Alastair Reynolds viaggiamo duecento anni prima degli eventi di Rivelazione, alla scoperta del primo Sudario; e con Poul Anderson andiamo a caccia di frodo su Marte.
Anne McCaffrey, la creatrice dei Dragonieri di Pern, ci fa viaggiare su navi cantanti nel primissimo capitolo della saga Brainship; Robert Silverberg ci conduce tra supernove, buchi neri e stelle di neutroni; mentre con Jack Campbell partiamo per un nuovo capitolo della Lost Fleet, dodici anni prima dell’inizio della guerra contro l’Alleanza, alla scoperta della leggenda di John “Black Jack” Geary.

“Spazio Infinito” ripercorre la storia e lo sviluppo della space opera dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri: un libro fondamentale per gli appassionati di Urania e per chi desideri addentrarsi negli innumerevoli universi della fantascienza.

Grovigli d’incubi di Charles Stross | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania del mese: Grovigli d’incubi, di Charles Stross, puntata appartenente al “Ciclo della Lavanderia”; la quarta (romanzo imperdibile, come gli altri del Ciclo):

Cosa ci fa un vampiro sulla spiaggia? Alex Schwartz, giovane matematico della City, sta ancora cercando di capire come convivere con l’algoritmo occulto che l’ha trasformato in vampiro. Dopo la trasformazione, è stato arruolato dalla Lavanderia, l’agenzia segreta del governo britannico che usa matematica applicata, informatica e rituali oscuri per tenere a bada demoni, entità extradimensionali e altre minacce da incubo.
In ferie per evitare di confessare ai genitori la sua nuova non-vita, Alex passeggia sulla spiaggia dopo il tramonto, mimetizzandosi tra i goth del festival di Whitby, dove incontra Cassie, una bella ragazza con i capelli verdi e gli occhi folli. Ma il relax dura poco: il Dungeon Master, il misterioso capo della Lavanderia, lo richiama in servizio per testare lo Scorpion Stare, una rete di telecamere in grado di distinguere le creature magiche dagli umani, al di là dei travestimenti. L’incarico lo porta a Leeds, la sua città natale, e mentre Alex rimanda il fatidico incontro con mamma e papà, incontra di nuovo Cassie, ovvero Cassiopea Brewer, studentessa di teatro e – inspiegabilmente – ragazza che sembra trovarlo davvero affascinante. Peccato che, tra i due, Alex non sia l’unico con un grosso, disturbante segreto…
“Grovigli d’incubi” è una nuova, divertente avventura del ciclo della Lavanderia, l’universo in cui la magia è una branca della matematica e l’informatica si intreccia con le scienze occulte!

Ascension di Nicholas Binge | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Jumbo di questo mese: Ascension, di Nicholas Binge, che ci riporta al tema lovecraftiano dell’orrore proveniente dallo spazio profondo; la quarta.

Non era lo stesso di una volta. Gli occhi erano diversi, come se avessero strappato qualcosa dentro di lui, o lo avessero rimpiazzato con un altro

Harold Tunmore, scienziato giramondo, è scomparso da quasi tre decadi ed è ormai dato per morto, quando suo fratello lo ritrova in un manicomio, in preda alla paranoia. È solo grazie alle sue lettere che è  possibile ricostruire ciò che gli è accaduto in tutti quegli anni. O meglio, cosa lo abbia portato alla follia. Le lettere di Harold raccontano della comparsa di una misteriosa montagna innevata nel bel mezzo dell’oceano Pacifico. Nessuno sapeva quando fosse comparsa, come… o perché. Insieme ad altri scienziati, Harold aveva preso parte a una missione segreta per svelare i misteri della montagna. Ma questa si era presto rivelata un luogo in cui le leggi della fisica erano sovvertite, i minuti diventavano ore, le ore giorni. Tra venti gelidi, creature mostruose e pericoli mortali, Harold si era man mano reso conto di star perdendo pezzi di se stesso, della propria mente, della vita che aveva lasciato prima di partire. La lettura delle lettere di Harold prosegue spasmodica alla ricerca di una risposta. Ce l’aveva fatta alla fine ad arrivare sulla cima alla montagna impossibile? E una volta arrivato lì, quale sconvolgente verità gli ha fatto perdere la ragione?

Il pianeta del silenzio di Stanislaw Lem | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: Il pianeta del silenzio, di Stanislaw Lem; la quarta:

Durante un viaggio con il suo cargo verso Titano, Angus Parvis viene coinvolto in una missione di soccorso. È il prologo di una vicenda destinata a concludersi molti anni dopo, quando il genere umano invia l’astronave Hermes sul lontanissimo pianeta Quinta, da cui sono giunti segnali di una civiltà tecnologicamente molto avanzata. Una volta arrivati, però, i terrestri scoprono che i Quintani sono violenti, poco comunicativi e sembrano impegnati in una cruenta guerra spaziale. Contro chi? L’equipaggio della Hermes è deciso a portare a termine la sua missione: stabilire il primo contatto con una specie aliena intelligente. Ma scoprire i segreti nascosti sotto la superficie silenziosa di Quinta potrebbe avere un costo davvero troppo elevato… Capolavoro della fantascienza classica, Il pianeta del silenzio è un romanzo sorprendente e illuminante, che ancora oggi stupisce per la sua preveggenza.

Dopo un prologo ambientato su Titano, il gigantesco satellite di Saturno, l’azione si sposta perciò su Quinta, un mondo lontano abitato da alieni. Gli umani sono superiori tecnologicamente ma sin da subito emergono seri problemi,il pianeta è circondato da un anello di ghiaccio chiaramente non naturale, ha diversi satelliti artificiali che sono stati distrutti da nanomacchine e le comunicazioni sono disturbate al punto da essere impossibili.
Appare evidente che gli abitanti di Quinta non sono interessati a incontrare altre specie intelligenti e preferiscono continuare un conflitto strano e totale contro un nemico misterioso.

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