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Archivio per Proteste

Sciopero!


Oggi si contesta il crimine umanitario di uno Stato e dei suoi conniventi.
Partecipo a questo urlo per contribuire all’apertura del precipizio sotto i piedi dei carnefici: ci affonderanno e la Storia si ricorderà delle loro schifose facce, degli strepiti orribili di una donna, dei suoi ingordi sodali.

Non è possibile non esserci, oggi.

SCIOPERO!

Carmilla on line | Illuminations, i racconti dell’immaginario di Alan Moore


Su CarmillaOnLine una panoramica sull’opera del fumettista Alan Moore, artista che sovrappone le sue visioni con un immaginario politico che va sempre tenuto in conto; l’incipit:

Alan Moore (Northampton 1953) è uno dei più grandi sceneggiatori di fumetti di sempre: è conosciuto per le sue opere anticonvenzionali e dal marcato tono politico. Tra le sue graphic novel più famose c’è V per Vendetta (1982), una distopia che racconta di una Londra oppressa da un regime totalitario di sorveglianza e controllo dei cittadini, cui si oppone il rivoluzionario V, eroe mascherato con la faccia di Guy Fawkes (assurto a icona del movimento occupy di qualche anno fa). Ma anche la saga degli Watchmen (1987), rivisitazione del mito del supereroe in chiave iperrealistica e critica, dove gli “eroi” sono personalità borderline affette da delirio di onnipotenza e dalla dubbia moralità, spesso usati come braccio armato al servizio della politica imperialista USA; il titolo fa riferimento alla frase di Giovenale “Quis custodiet ipsos custodes” (in inglese appunto, “Who watch the watchmen”), cioè chi controlla i controllori, che fa riferimento ai rischi di degenerazione e abuso del potere. Le istanze politiche emergono anche in From Hell (1989-98), affresco della Londra vittoriana che esplora le vicende che ruotano attorno agli assassini attribuiti a Jack lo squartatore, visti come prodotto sociale e culturale dell’epoca.

Le storie di Moore sono delle incursioni nell’immaginario collettivo, capaci di sovvertire il senso comune, smascherare le ipocrisie della società e risvegliare la coscienza politica, portando il lettore a porsi domande su di sé, sul mondo e sul modo in cui vive. Moore si definisce un anarchico, non intendendo con questo una semplice repulsione di ogni regola, ma una severa critica e opposizione al potere costituito e alle logiche di oppressione che dominano la società capitalista. Moore è sempre stato insofferente ai dettami del mercato mainstream, al punto da rifiutarsi sempre di mettere il proprio nome nei numerosi film tratti dalle sue opere (i cui diritti erano stati già ceduti dalle società editoriali che le avevano pubblicate), criticando aspramente l’equivalenza che spesso viene fatta tra film e fumetto, affermando che se il fumetto fosse visto solo come linguaggio intermedio verso il cinema, sarebbe solo un film senza movimento, mentre il fumetto ha una sua specificità artistica e linguistica del tutto unica e inadattabile, data dall’unione della parola scritta all’immagine disegnata.
Moore, dopo aver scritto fumetti per più di trent’anni, nel 2019 dichiara di abbandonare il medium per dedicarsi alla narrativa. Stanco delle logiche dell’industria editoriale del fumetto mainstream, che già lo avevano portato a cercare di lavorare solo per editori indipendenti, lo scrittore abbandona il suo medium preferito per dedicarsi alla scrittura letteraria. Così dopo aver già pubblicato un primo romanzo, La voce del fuoco, nel 1996, nel 2016 pubblica Jerusalem, un’imponente opera fiume, un affresco storico-mitologico della cittadina natale di Northampton, che spazia attraverso i secoli. Per chi fosse curioso dello stile letterario di Moore è però sicuramente più agevole la lettura della raccolta di racconti Illuminations, pubblicata nel 2022 (in italiano l’anno successivo per Fanucci), che contiene nove storie brevi di carattere surreale e fantastico e un racconto lungo che ripercorre la storia del fumetto americano dagli anni ’50 del secolo scorso ai giorni della pandemia, utilizzando alter ego e nomi di fantasia per parodiare quelli reali di autori e personaggi, dando vita a un affresco cinico e spietato dell’industria odiata da Moore di un medium che invece adora, il fumetto.

Il nuovo romanzo di Cory Doctorow | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com, nell’ambito di Delos250, la segnalazione del nuovo romanzo di Cory Doctrow, The Lost Cause, sul tema dell’emergenza climatica e del cinico e disilluso punto di vista politico che l’autore ha sul mondo del business, motore di questa società:

“Questo romanzo assomiglia al nostro futuro e sembra il nostro presente: è una visione indimenticabile di ciò che potrebbe essere. Anche un futuro parzialmente buono richiederà battaglie politiche spietate e una solida solidarietà tra coloro che lottano per un mondo migliore, e qui l’ho lottato insieme a Brooks, Ana Lucía, Phuong e i loro compagni. Insieme alla scarica di adrenalina ho sentito una forte ondata di speranza. Che vada così”. Con queste parole, Kim Stanley Robinson ha presentato il nuovo romanzo di Cory Doctorow, dal titolo The Lost Cause, incentrato sul tema sempre più rilevante dell’emergenza climatica.
La trama racconta di giovani che devono cambiare il loro presente per poter avere un futuro, perché il cambiamento climatico ha oggi e, ancor di più domani, terribili conseguenze. Ma non tutti sono disposti a credere al mutamento climatico e alle rovinose conseguenze.

Ecco la trama del romanzo di Doctorow: facendo progressi, mitigando il cambiamento climatico, lentamente ma inesorabilmente. Ma che dire di tutte le persone arrabbiate che non ci credono? Per i giovani americani della prossima generazione, il cambiamento climatico non è controverso, è semplicemente un fatto schiacciante della vita. Ma lo sono anche i grandi sforzi per contenerlo e mitigarlo. Intere città vengono spostate nell’entroterra a causa dell’innalzamento del livello del mare. Ovunque stanno nascendo vasti progetti di energia pulita. Il soccorso in caso di calamità, la mitigazione delle inondazioni e delle tempeste, è diventata una competenza per la quale decine di milioni di persone vengono addestrate ogni anno. Lo sforzo è globale. Dà lavoro a chiunque voglia lavorare. Anche quando la politica nazionale ritorna ai leader di destra, lo slancio è troppo grande; questi vasti programmi non possono essere fermati sul nascere. Ma ci sono ancora quegli americani che si aggrappano ai loro berretti rossi da camionista, alle loro lamentele, alla loro rabbia, alla loro nostalgia per l’età d’oro dei fucili d’assalto. Le loro fonti di notizie “alternative” li rassicurano che il loro risentimento è giusto e puro e che il “cambiamento climatico” è una truffa. Sono tuo nonno, tuo zio, la tua prozia. Non andranno da nessuna parte. E Io sono armato fino ai denti.

Pretese e pretesti


Quante pretese nelle proteste alzate verso l’abisso siderale del tuo Nulla senziente!

Strani giorni: Jean Baudrillard


“Il lavoro (anche sotto forma di tempo libero) invade tutta la vita come repressione fondamentale, come controllo, come occupazione permanente in luoghi e in tempi regolati; secondo un codice onnipresente. Bisogna sistemare la gente dappertutto, a scuola, in fabbrica, sulla spiaggia o davanti al televisore nel riciclaggio: mobilitazione generale permanente. Ma questo lavoro non è più produttivo nel senso originario. Non è più lo specchio della società, il suo immaginario,  il suo principio fantastico di realtà. Pulsione di morte, forse.”

Il post di Ettore Fobo si regge da solo, è stato estrapolato da Lo scambio simbolico e la morte, di Jean Baudrillard; continuiamo a correre verso il nulla, continuiamo…

Il Cazzarometro | scheggetaglienti


Il mese prossimo si vota. Fra tutti i candidati che ci vengono proposti, come riconoscere i più cazzari? Ecco alcune delle loro frasi tipiche (da ScheggeTaglienti):

“Dobbiamo occuparci dei veri problemi della gente”
Questa formula viene regolarmente adoperata dai cazzari per evitare di rispondere delle innumerevoli porcate commesse. Qualunque sia l’argomento che il cazzaro vuole evitare, il vero problema della gente per lui – o lei – sarà sempre un altro.
Esempio:
– Perché avete occultato la notizia dell’acquedotto inquinato da una mistura di cianuro, plutonio, e colera?
– Evitiamo le polemiche strumentali, parliamo dei veri problemi della gente.

“Pensiamo al futuro dei nostri figli”
Chi usa questa frase di solito vede i propri figli il meno possibile, e spesso non ne ricorda i nomi. Il loro futuro però lo ha già assicurato comprandogli un diploma in Lituania, una laurea in Moldavia, un mitra in Croazia, iscrivendoli alla Loggia P2.0, e nominandoli assessori ai beni culturali, anche se hanno ancora tre anni.

In bilico


La complessità di un suono che induce al pensiero di essere nell’epica corretta, al giusto svolgersi di eventi, alla necessaria integrità etica da indossare come un’armatura. In bilico tra incorruttibilità e follia.

“Is This the Life We Really Want” by Roger Waters @Pittsburgh 7-6-2022″


Davvero vogliamo continuare a vivere così?

#FreeAssange | Sull’amaca blog


Diffondo dal blog dell’amaca:

Julian Assange deve essere liberato!
È di ieri la notizia, che la ministra dell’Interno britannica, Priti Patel, ha ordinato l’estrazione negli Stati Uniti del giornalista e attivista che con il portale web WikiLeaks rivelò documenti secretati del governo USA. I documenti provavano numerosi crimini di guerra commessi dall’esercito di Washington negli anni delle missioni militari in Iraq e Afghanistan. Julian Assange rischia una condanna fino a 175 anni di carcere negli USA.
#FreeAssange

Il baratro


La deriva assume i connotati della catastrofe, quando l’ingordigia non ti fa rendere conto del baratro.

ALL'OMBRA DEL MONTE FUJI

Alla scoperta del Giappone in punta di...bacchette

le pagine dei nostri libri

E' solo un punto di vista

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

blog 57

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Jam Writes

Where feelings meet metaphors and make questionable choices.

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