Archivio per HP Lovecraft
19 aprile 2026 alle 18:07 · Archiviato in Empatia, Experimental, InnerSpace, Inumano, Oscurità, OuterSpace, Quantsgoth, Surrealtà, Tersicore and tagged: Abisso, Droni, HP Lovecraft, No more human, Sjellos, Video
Gli aspetti della profondità dell’inumano.
6 aprile 2026 alle 11:44 · Archiviato in Connettivismo, Cybergoth, Deliri, Digitalizzazioni, Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, Oscurità, Quantsgoth, Surrealtà and tagged: HP Lovecraft, Intelligenza Artificiale, Mariano Equizzi

L’escalation ha connotati ApocalitticI.
30 marzo 2026 alle 13:42 · Archiviato in Connettivismo, Cybergoth, Deliri, Experimental, InnerSpace, Oscurità, Surrealtà, Tecnologia and tagged: Horror, HP Lovecraft, Intelligenza Artificiale, Mariano Equizzi, Ridefinizioni alternative
Quel che non ti AspettI. Via Equizzi.
25 marzo 2026 alle 11:15 · Archiviato in Connettivismo, Cybergoth, Deliri, Digitalizzazioni, Experimental, Inumano, Oscurità, Quantsgoth, Surrealtà, Tecnologia and tagged: HP Lovecraft, Intelligenza Artificiale, Mariano Equizzi, Nefandum psichico
Il lato visibile del liberismo. Via Equizzi.

18 marzo 2026 alle 12:48 · Archiviato in Creatività, Editoria, Empatia, Energia, InnerSpace, Letteratura, Oscurità, Quantsgoth, Surrealtà, Weird and tagged: August Derleth, H. Russell Wakefield, Henry James, HP Lovecraft, Hypnos, John Betjeman, Joseph Sheridan Le Fanu, Montague Rhodes James, Sandro Caparrini
Su FantasyMagazine la segnalazione di I Visitatori Notturni, di H. Russell Wakefield, in uscita per i tipi di Hypnos; la quarta:
Il fantasma in decomposizione di una moglie assassinata; lo spettro di un cane, che risponde al fischio più terrificante; il male che serpeggia mentre un avvocato cerca di vendicare la morte di un amico. Questi, e molti altri, sono i fantasmi che H. R. Wakefield ha deciso di farci visitare nel suo primo libro di storie del soprannaturale, una raccolta storica pubblicata nel 1928 e che approda ora per la prima volta in Italia.
Dieci racconti magistrali tra cui La casa rossa, considerato universalmente il capolavoro dell’autore inglese. Arricchisce il volume un saggio di Sandro Caparrini.
“Wakefield ha raggiunto altissime vette nel campo della letteratura horror (H.P. Lovecraft)
L’ultimo grande rappresentante della ghost story (August Derleth)
M. R. James è il più grande maestro della ghost story. Henry James, Sheridan Le Fanu e H. Russell Wakefield sono secondi a pari merito (John Betjeman)”
16 marzo 2026 alle 09:11 · Archiviato in Connettivismo, Cybergoth, Digitalizzazioni, Experimental, InnerSpace, Inumano, Oscurità, Quantsgoth, Surrealtà, Tecnologia and tagged: HP Lovecraft, Infection, Intelligenza Artificiale, Mariano Equizzi
Chthulu’s call for IA. Via Equizzi.
15 marzo 2026 alle 14:12 · Archiviato in Connettivismo, Cybergoth, Deliri, Digitalizzazioni, Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, Inumano, Oscurità, Quantsgoth, Tecnologia and tagged: HP Lovecraft, Intelligenza Artificiale, Mariano Equizzi, Nefandum psichico
Rise & explAIn. Via Equizzi.
5 marzo 2026 alle 19:48 · Archiviato in Creatività, Editoria, InnerSpace, Inumano, Letteratura, Onirico, Oscurità, OuterSpace, Quantsgoth, Recensioni, Surrealtà, Weird and tagged: Adelphi, Attrattori caotici, CarmillaOnLine, HP Lovecraft, Infection, Karl Schwarzschild, Luce oscura, Nefandum psichico, Nulla senziente, Robert Chambers, Sandro Moiso, William Hope Hodgson, William Sloane
Su CarmillaOnLine una recensione di Sandro Moiso a La porta dell’alba, di William Sloane, uscito per Adelphi; che comincia citando eserghi di Lovecraft e dello stesso Sloane:
Pensò alle antiche leggende del Caos Primigenio, al cui centro brancica goffamente, cieco e idiota, il dio Azathoth, Signore di Tutte le Cose, circondato dalla sua inetta schiera di danzatori ottusi e amorfi e cullato dal sottile, monotono lamento d’un flauto demoniaco stretto da mani mostruose. (H.P. Lovecraft – L’abitatore del buio, 1935)
La mia paura non aveva un oggetto su cui proiettarsi: colorava ogni mio pensiero, ma non aveva contorni precisi. (W. Sloane – La porta dell’alba, 1939)
Ed ecco poi le spiegazioni vere e proprie, l’ingresso nella rece:
Azathoth è un dio appartenente al Ciclo di Cthulhu ideato dallo scrittore Howard Phillips Lovecraft. Conosciuto anche come il Caos Primigenio o il Demone Sultano, Azathoth è il più antico e potente degli Grandi Antichi descritti nei lavori dell’autore americano. Pur definito come il più potente degli Dei Esterni, viene descritto mentre «bestemmia e farfuglia al centro dell’Universo».
Mentre Azathoth veglia in questo stato di semi-incoscienza, gli altri antichi dei ballano ininterrottamente intorno a lui, perché se si il dormiente si risvegliasse del tutto potrebbe ordinare la distruzione dell’universo, compito che spetterebbe a Nyarlathotep. Oppure rivelare che l’universo è solo un sogno di Azathoth che, con il suo risveglio, cesserebbe semplicemente di esistere.
È da qui che occorre partire per comprendere come il vero orrore descritto e immaginato da Howard Phillips Lovecraft non sia tanto quello rappresentato dalle divinità mostruose del summenzionato Ciclo o dalle aberranti trasformazioni fisiche e mentali di esseri umani casualmente entrati in contatto con entità che di divino per la nostra specie non hanno assolutamente nulla, quanto piuttosto da un universo caotico in cui la vita, almeno così come l’uomo si immagina di conoscere proiettandola anche in un inesistente “aldilà”, più ancora che il frutto della casualità ricombinatoria degli elementi che l’hanno resa possibile, costituisce nient’altro che un errore. Un cosmo freddo, buio e inconoscibile in cui ogni umano tentativo di esplorazione, comprensione o controllo non può essere destinato ad altro che al fallimento e alla scoperta di orrori prima inimmaginabili. Ed è questa visione del mistero che circonda l’uomo sbattuto nell’universo che fa sì che sia possibile avvicinare il romanzo di William Sloane pubblicato da Adelphi ai racconti e ai romanzi del solitario di Providence.
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5 marzo 2026 alle 11:35 · Archiviato in Cognizioni, Creatività, Deep Space, Editoria, Empatia, Energia, Filosofia, Futuro, Inumano, Letteratura, Oscurità, Passato, Quantsgoth, SF, Sociale and tagged: Black Goo, Charles Fort, Erik Frank Russel, HP Lovecraft, Liberismo, Salvatore Proietti, Urania
Su Fantascienza.com la segnalazione di “Schiavi degli invisibili” romanzo di Erik Frank Russel in uscita per l’Urania del mese: la quarta:
“La Terra è una fattoria. Siamo proprietà di qualcun altro”.
Questa frase è dello scrittore e ricercatore Charles Fort, nato nel 1874 e deceduto nel 1932, uno studioso dei fenomeni anormali e inspiegabili che ebbe grande influenza nel campo del fantastico.
Fu proprio questa frase che ispirò Eric Frank Russell per il suo primo romanzo, Schiavi degli invisibili (Sinister Barrier, 1939).
La storia parte come un romanzo poliziesco, la morte di alcuni scienziati insospettisce Bill Graham, un funzionario statale, che ritiene molto strane le circostanze dei decessi. Se tutti vogliono la pace, allora perché continuiamo a farci la guerra? E se gli alieni esistono, perché non si sono ancora mostrati?
Maggio 2015. Il dottor Bjornsen muore per quello che sembra un collasso cardiaco. A pochi giorni di distanza, a Londra, il dottor Sheridan crolla a terra stecchito, la mano stretta sul cuore. Nello stesso istante perde la vita anche il dottor Luther, nello stesso modo. E non sono i soli. Ognuno degli scienziati, a modo suo, si stava avvicinando a una realtà agghiacciante: l’umanità non è libera. Non lo è mai stata.
Intanto, l’agente Bill Graham assiste alla morte insensata di un suo amico scienziato, che precipita da un palazzo di New York davanti ai suoi stessi occhi. Eppure, Bill è certo che il dottor Mayo non si sarebbe mai tolto la vita. Indagando insieme al tenente Art Wohl, l’agente scopre che a morire in circostanze misteriose sono stati scienziati di tutto il mondo, tutti in qualche modo connessi tra loro.
Ha così inizio un’indagine destinata a scoprire molto più di un semplice assassino. Perché le morti non sono accidentali. Come non lo sono le guerre. Come non è mai stata l’intera storia dell’umanità…
E all’interno, per gli Approfondimenti, Eric Frank Russell e le barriere della percezione di Salvatore Proietti.
17 febbraio 2026 alle 09:43 · Archiviato in Connettivismo, Cybergoth, Deliri, Digitalizzazioni, Empatia, Energia, Experimental, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Quantsgoth, Surrealtà, Tecnologia and tagged: Black Goo, HP Lovecraft, Infection, Intelligenza Artificiale, Mariano Equizzi

BlackGoo in an IA theme. Via Equizzi.