HyperHouse

NeXT Hyper Obscure

Archivio per Language

Leif Weatherby – Language Machines, Cultural AI and the End of Remainder Humanism | Neural


[Letto su Neural]

Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che l’intera tecnologia alla base dell’IA si fonda sull’elaborazione del linguaggio, poiché ogni elemento deve essere accompagnato da una qualche forma di descrizione testuale per poter essere utilizzato nei processi predittivi. Questo sembra essere l’aspetto più ingannevole per molti, che sono sedotti dalla velocità e dalla plausibilità dei risultati (il cosiddetto “effetto Eliza”) e non riescono a riconoscere la fallibilità potenzialmente disastrosa di questi sistemi semiotici nel generare output scritti senza un’esplicita intenzione umana. Nell’introduzione a questo libro c’è un’affermazione chiave: “L’IA ha accidentalmente separato il linguaggio dalla cognizione”. Il “significato” si produce quindi computazionalmente “in assenza di intelligenza”, e il linguaggio è ridotto a un “servizio”. La teoria culturale e quella dell’informazione sono utilizzate per sostenere questa posizione e l’invito a tornare a un’analisi strutturalista del linguaggio. Ciò spiegherebbe la sostanziale ambiguità tra il riferimento diretto del linguaggio al mondo e l’assenza di qualsiasi relazione tra i token testuali dei modelli di linguaggio di grande capacità (LLM) e la realtà. Comprendere le ideologie alla base dei modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) e il funzionamento degli algoritmi può aiutarci a capire meglio come e perché usiamo il linguaggio. Si tratta di un libro denso, ma comunque indispensabile e, in definitiva, stimolante, che porta la nostra comprensione del dilemma dell’IA a un livello superiore.

Sul planetoide


La difficoltà di disinserire le parole accostate incautamente alle immagini diviene capitale, un fault che amministra le tue sinapsi sgarbatamente e anzi ti porta al collasso sistemico delle cognizioni: in breve, ti ritroverai come una delle miliardi di amebe presenti sul planetoide, le tue convinzioni pilotate e piegate al lusso di un senso che non potrai permetterti.

Piccoli sorrisi…


Attraverso le parole e le strane suggestioni, ricostruendo quel che appariva disabilitato, un fiotto di idee e riflussi che rinfrescano, mentre la costruzione frattale si apre ai tuoi sensi e tu ne rimani semplicemente meravigliato, piccoli sorrisi…

Suono delle parole


Il suono delle parole diviene crocchiante e onomatopeico, stralcia ogni connessione preesistente e crea nuovi flussi, come uno sciamano sulla parete rocciosa linda e integra, non ancora illustrata da surdimensioni psichiche.

Victoria Keddie – Pshal, P’shaw | Neural


[Letto su Neural]

L’Istituto Max Planck per l’Estetica Empirica, situato a Francoforte, è un centro di ricerca scientifica d’eccellenza che si dedica allo studio sistematico dell’esperienza estetica e della maniera in cui le persone percepiscono, elaborano e valutano l’arte e altri stimoli estetici. Le metodologie che questo centro utilizza sono sia di tipo rigorosamente scientifico sia interdisciplinari, al fine di comprendere a fondo, in tutti i loro aspetti, i meccanismi cognitivi, emotivi e neurobiologici alla base delle esperienze estetiche. Proprio dalla collaborazione tra raster-media e l’istituto nasce White Noise, un progetto che in questa sua seconda implementazione vede Victoria Keddie esplorare le dimensioni sonore e cadenzate del linguaggio fonetico, intrecciando e fondendo molteplici modalità – dalla parola scritta alle composizioni sonore, dalle sequenze video all’elaborazione di dati – supportate da algoritmi di apprendimento creati appositamente per questo scopo. Attraverso questa stratificazione di mezzi espressivi, l’artista ci invita a percepire le sottili vibrazioni e i ritmi nascosti che abitano la nostra comunicazione verbale. Il progetto studia il suono degli otto dittonghi dell’inglese americano attraverso registrazioni effettuate con partecipanti di differenti nazionalità. Durante le sessioni di registrazione è stato fondamentale considerare come i suoni fondamentali del linguaggio prendessero forma nella bocca, nella gola e sulla lingua di chi parla, rivelando così quella dimensione fisica e primordiale caratteristica dell’espressione fonetica. Coerentemente a questa impostazione, uno dei maggiori meriti di Victoria Keddie, già co-direttrice per oltre una decade della E.S.P. TV, è stato quello di concentrarsi sull’aspetto parlato del linguaggio e in particolare sulle sue intonazioni oratorie, sulla conversazione e sull’imitazione di specifiche inflessioni, che cambiano a seconda dei contesti e delle emozioni provate. L’opera di Keddie si distingue per la capacità di trasformare elementi fonetici apparentemente banali in un’esperienza artistica immersiva e rivelativa. Traendo ispirazione dall’architetto visionario Hermann Finsterlin, noto per i suoi rendering architettonici speculativi, Pshal P’shaw costruisce un ponte tra la materialità del suono e l’architettura degli spazi fonetici. Questa pubblicazione rappresenta quindi non solo un documento sonoro di valore artistico, ma anche un importante contributo alla comprensione dell’intreccio tra percezione sensoriale, espressione linguistica e identità culturale – temi centrali della nostra ipertrofica contemporaneità.

Sussiste e muta


Serene istanze di quel che sembra delirio, poi rimane la coscienza, infine ti compi come empatia: non sussiste alcun movimento estraneo, ma le parole mutano di senso e volume nel momento in cui le pronunci, modificando per sempre tutto il continuum.

Celati da eoni


Una compressione di tipo analitico stringe la comprensione intima dei fonemi, delle parole, indicando gli archetipi cognitivi celati dagli eoni.

Parole e portenti


Al culmine del gelo e buio siderale, losanghe di matematica aliena accolgono la tua illuminazione e il costrutto imperiale torna a essere farcito, intrigante, parole dal portento sacro.

REVIEW, embodying hostile language | Neural


[Letto su Neural]

Una delle conseguenze più sottovalutate della moltiplicazione dei motori di apprendimento automatico e della loro integrazione invisibile nella nostra lettura quotidiana è che le parole, i toni, il lessico e le strutture generati avranno un impatto sulla nostra percezione del mondo, nel breve e medio termine, come sempre è stato per il linguaggio. Da questo punto di vista, l’artista Jinwon Lee (eeezeen) si è occupato dell’ipotesi di Sapir-Whorf, una teoria linguistica che fa parte della relatività linguistica e afferma che il modo in cui esprimiamo una lingua ha un’influenza diretta sui nostri pensieri e, di conseguenza, sulla nostra percezione e comprensione della realtà. Il progetto REVIEW di Lee è stato sviluppato partendo da questa premessa. Esso applica questi meccanismi digitali alla realtà concreta attraverso un performer. In questa versione, una ragazza vagabonda è dotata di dispositivi elettronici nascosti, una mini telecamera fissata vicino agli occhi e una stampante compatta montata proprio davanti alla bocca, che stampa i commenti su ciò che la telecamera e la ragazza osservano. Questi commenti sono formulati “in uno stile linguistico negativo e distorto”, elaborato da un modello di apprendimento automatico addestrato con modelli linguistici simili e commenti ostili in vari sottostili espressi in varie comunità online. Quello che sembra un semplice esercizio di rappresentazione è invece un tentativo di permettere a un corpo in movimento di abbracciare nel mondo fisico l’influenza di esseri umani astratti e anonimi dietro i commenti sempre più frequenti e vili sui social media, commenti che vengono pubblicati troppo facilmente e che risuonano in tutta la società. Questo corpo cyborgico risultante è assemblato in modo specifico, ma allo stesso tempo è universale, rappresentando chiunque di “noi”, sopraffatto e soggiogato dall’aggressività di sottili allusioni rese possibili dalla tecnologia. La stampante, quindi, sembra materializzare il traboccare di questo linguaggio sofferto dalla nostra persona, mentre la telecamera collegata evidenzia l’inevitabilità dell’essere esposti, manifestando drammaticamente la nostra fragilità in un cortocircuito inevitabile e inquietante.

Sync


Pixel di poca consistenza che fanno massa, e cambiano significati e caratteri, situazioni.

ALL'OMBRA DEL MONTE FUJI

Alla scoperta del Giappone in punta di...bacchette

le pagine dei nostri libri

E' solo un punto di vista

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

blog 57

testi e fotografie dell'autore

Jam Writes

Where feelings meet metaphors and make questionable choices.

Creative

Travel,Tourism, Life style "Now in hundreds of languages for you."

DestinodiLux

"Una persona che non ha mai fallito è una persona che non ha mai tentato"

Upside Down

Nadine Spaggiari Scrittura Creativa

maurizio landini

poesia e scrittura

Manuela Di Dalmazi Poetry

𝙇𝙖 𝙫𝙚𝙧𝙞𝙩𝙖̀ 𝙫𝙞 𝙧𝙚𝙣𝙙𝙚𝙧𝙖̀ 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙞 (𝙂𝙫 8,32)

Tempera

Rivista moderna di argomenti trascorsi

Troglodita Tribe

Antispecismo e Liberazione Animale

Sogni e poesie di una donna qualunque

Questo è un piccolo angolo di poesie, canzoni, immagini, video che raccontano le nostre emozioni

Francesca Pratelli

Psicologia dell’identità attraverso la scrittura

METATRON - Rivista di Letteratura del Fuori

Rivista di Letteratura del Fuori

Re-Born Project ITALIA

Spirit & Mind Re-coding

©STORIE SELVATICHE

elena delle selve racconta...

My Low Profile

Vôla bas e schîva i sas

Komplex

THE THEATER OF THE GAME23

Pomeriggi perduti

quasi un litblog di Michele Nigro

Architetture Minimali

Blog di Stefano Spataro

Myrela

Art, health, civilizations, photography, nature, books, recipes, etc.

A Cup Of History

Storia e Archeologia... nel tempo di un caffè!

Axa Lydia Vallotto

Un giorno dominerò la galassia. Nel frattempo scrivo.

LES FLEURS DU MAL BLOG

Benvenuti nell'Altrove

The Sage Page

Philosophy for today

Gabriele Romano

Personal Blog

Sobre Monstruos Reales y Humanos Invisibles

El rincón con mis relatos de ficción, humor y fantasía por Fer Alvarado

Gerarchia di un’Ombra

La Poesia è tutto ciò che ti muore dentro e che tu, non sai dove seppellire. ( Isabel De Santis)

A Journey to the Stars

Time to write a new Story

Rebus Sic Stantibus

Timeo Danaos et dona ferentes

chandrasekhar

Ovvero come superare l'ombra, la curva della luna, il limite delle stelle (again)

The daily addict

The daily life of an addict in recovery

Tiny Life

mostly photos

SUSANNE LEIST

Author of Paranormal Suspense

Racconti Ondivaghi

che alla fine parlano sempre d'Amore

The Nefilim

Fields Of The Nephilim

AppartenendoMI

Ero roba Tua

Creative T-shirt design Mart

An Online Design Making Site

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora