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Archivio per Giovanni De Matteo

Sandro Battisti-Scrittore Informazioni | ASINO ROSSO


Una breve e nervosa scheda che mi riguarda, l’ha firmata Roberto Guerra sul suo AsinoRosso; gli sono grato per questa mirabile sintesi, la incollo qui sotto:

Sandro Battisti è uno scrittore, editor e curatore italiano, noto principalmente per essere uno degli iniziatori e teorici del Connettivismo, un movimento letterario italiano nell’ambito della fantascienza.

Sandro Battisti e il Connettivismo

Ruolo di iniziatore: Insieme ad altri autori come Giovanni De Matteo e Marco Milani, Battisti ha fondato il Movimento nel 2004. Il loro obiettivo era esplorare le ibridazioni tra discipline umanistiche e scientifiche, filosofia e cultura pop, creando nuove forme narrative.

  • Tematiche: Il connettivismo si concentra sulle complesse interconnessioni del mondo moderno, toccando temi come il cyberspazio, le reti, l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale, spesso utilizzando metalinguaggi e avanguardie stilistiche.
  • Opere principali: Battisti ha sviluppato queste idee in romanzi e racconti, in particolare nel “Ciclo dell’Impero Connettivo”. Tra le sue opere figurano romanzi come Olonomico e raccolte come Nuove eterotopie. È stato anche curatore di diverse antologie e riviste, come NeXT.
  • Riconoscimenti: La sua attività nell’ambito del genere fantastico e fantascientifico gli è valsa, tra gli altri, il prestigioso Premio Urania nel 2014. 
Sandro Battisti è una figura chiave nel panorama letterario italiano per aver promosso una fantascienza che riflette sulle implicazioni profonde della tecnologia e della connettività nella società contemporanea. Per maggiori informazioni, puoi consultare la sua pagina Wikipedia o le sue pubblicazioni disponibili su store come Delos Digital. 

Elia Gonella vince il Premio Urania 2024 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del vincitore del Premio Urania 2024: Elia Gonella, con un testo che promette molto; un estratto:

È Elia Gonella l’autore del romanzo vincitore del Premio Urania 2024, Occhi dal cielo. Così ha deciso la giuria, composta da Antonio Benvenuti, Francesca Cavallero, Franci Conforti, Giovanni De Matteo, Mauro Gaffo, Franco Ricciardiello e Carmine Treanni e presieduta dal direttore di Urania Franco Forte.
Gonella è nato ad Arzignano (VI) nel 1987 e vive a Milano. È autore noto nel settore della fantascienza e del weird, con all’attivo due brevi romanzi, I tormenti della carne (Zona 42) e Alla corte del Re Cremisi (Las Vegas), un’antologia, Tenebre (Las Vegas) e diversi racconti per Hypnos e La  Nuova Carne.

Il romanzo Occhi dal cielo uscirà a ottobre su Urania e includerà in appendice il racconto vincitore del Premio Urania Short, La sfera degli dei di Giuliano Olivotto. Altri romanzi finalisti sono: La misura di tutte le cose di Davide CamparsiIl fattore evolutivo di Nicola Catellani e Valentino PioppiOmbre di sogni di stelle di Antonella MeceneroAmerikabomber – L’11 settembre di Hitler di Pierfrancesco Prosperi.

Recensione a “L’innerspace e l’inumano”, Aa. Vv. – Darklava | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su Daklava è uscita una recensione di Giorgio Leonardi all’antologia KippleConnettiva L’innerspace e l’inumano, terzo episodio che indaga la frontiera tra umano e inumano, come sempre a cura di Sandro Battisti; questi sono gli autori coinvolti: Maddalena Marcarini, Stefano Spataro, Maico Morellini, Yanuk Lurijame, Emiliano Maramonte, Giovanni De Matteo, Lukha B. Kremo, Marco Milani, Elisa Franco, Giulia Abbate, Franco Ricciardiello, Roberto Furlani, Carmine Mangone.

Psichedelica: è come definirei questa raccolta di racconti. Immergersi nella lettura di alcune di queste storie significa a volte ritrovarsi in mondi pieni di immagini fantastiche, surreali, apparentemente oltre la capacità di comprensione; alla fine di ognuno di essi ci si sente come essersi appena svegliati e ricordarsi l’ultimo sogno che appariva così reale eppure allo stesso tempo inverosimile.
Alcuni racconti sembrano non avere un inizio e una fine ma essere piuttosto la descrizione di un mondo alieno o di un’evoluzione dell’uomo o di razze sconosciute ed anche la scrittura degli autori a volte si allinea con i mondi fantasmagorici che vogliono rappresentare con termini e frasi che possono apparire inumane e illogiche come i personaggi che vogliono rappresentare.
L’impressione che ho avuto è che ogni lettore vedrà in queste storie una propria realtà diversa da quella degli altri lettori e probabilmente anche degli stessi autori.

LA QUARTA
La Terza Frontiera si colloca nel nostro innerspace. Qui l’inumano comunica con l’uomo usando un lessico da interpretare e genera un nuovo limes, il cui orizzonte appare come un vasto arenile prosciugato, un’aspersione di cenere psichica sparsa sopra i nostri cluster cognitivi: lasciandosi attraversare da ciò che umano non è, siamo arrivati al limitare d’ogni intima interazione immaginabile, il buco nero dell’esistenza attira e fa precipitare nell’interiore.
L’innerspace non è soltanto una condizione interiore, è soprattutto l’introiettarsi di dimensioni sconosciute, spesso destabilizzanti, a contatto con l’inconcepibile.
Gli scrittori presenti hanno fornito la loro interpretazione della Terza Frontiera, del limes che stritola o libera, delle chimere eviscerate dalle ossessioni, dei simbolismi arcaici che esplorano un universo simile al nostro, da vivere senza costrizioni, ansie o smanie di possesso.

Aa. Vv., L’innerspace e l’inumano – La “Terza Frontiera” – a cura di Sandro Battisti
Copertina: Ksenja Laginja
Kipple Officina Libraria – Collana Avatar

Formato cartaceo – Pag. 192 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-95-8
Formato ePub – Pag. 205 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-96-5

Link:

Fantascienza, il XXI secolo (9): lo spirito del cambiamento – Quaderni d’Altri Tempi


La chiosa di Giovanni De Matteo al suo monumentale lavoro di ricerca sulla SF del primo quarto di secolo è esemplare; su QuaderniAltriTempi, queste le ultime righe e qui, qui e qui i riferimenti alle altre puntate:

Come fanno i protagonisti di Bolaño, possiamo cercare nella fantascienza le risposte alle domande che ci assillano, possiamo interrogare i nostri autori preferiti come oracoli, o possiamo semplicemente accontentarci di imparare a leggerne di nuovi: scopriremo così la meravigliosa complessità di un genere che non ha mai smesso di parlarci, nei tempi bui che stiamo attraversando come nei giorni più splendenti che ci siamo lasciati alle spalle. E se non avremo trovato le risposte che cercavamo, pazienza… magari dai nuovi avremo imparato come formulare domande nuove, alla cui soluzione cominciare a lavorare. È questo, in fondo, che ci insegna lo spirito della fantascienza: un genere in continua trasformazione e proprio in questo suo incessante ricambio di idee, di temi e di stili, fedele e aderente alla sua essenza più profonda.

Fantascienza, il XXI secolo (8): nel paese del Gattopardo – Quaderni d’Altri Tempi


Faccio ammenda per aver saltato la settima puntata segnalandovi l’ottava, il carattere enciclopedico dell’operazione su QuaderniAltriTempi curata da Giovanni De Matteo sulla SF mondiale del primo quarto di secolo di questo millennio, si dispiega con tutto il suo ampio respiro; un estratto:

In effetti, anche nel nostro paese la fantascienza è viva e lotta insieme a noi. Anzi, per certi versi potremmo dire che in queste prime due decadi e mezze del XXI secolo abbia goduto di spazi e di visibilità con pochi precedenti. È vero, il mercato delle riviste è in crisi e non torneranno più i gloriosi anni Settanta, con le cinquantamila copie stampate di ogni romanzo di Urania della gestione Fruttero e Lucentini (ma anche con i romanzi sforbiciati e riscritti all’uopo per adattarsi a quello che il Fantastico Duo pensava dovesse essere il gusto del lettore italiano, oltre che per esigenze di paginazione dei fascicoli da edicola), tuttavia il premio Urania varato da Gianni Montanari nel 1989, l’apertura agli italiani sancita sotto la curatela di Giuseppe Lippi anche al di fuori del premio, e l’attenzione degli ultimi editor che hanno gestito le collane Mondadori da edicola, Sergio Altieri prima e dopo di lui Franco Forte fino ai giorni nostri, ha permesso ad almeno tre generazioni di autori di accedere a tirature che sarebbero state altrimenti impensabili per uno scrittore italiano di fantascienza. Ancora adesso che di Urania vengono vendute presumibilmente tra le cinque e le settemila copie al mese (non esistono purtroppo dati ufficiali a riguardo), i romanzi che ospita sono di gran lunga i libri di fantascienza più venduti in Italia.

Apriamo e chiudiamo una rapida parentesi, visto che li abbiamo menzionati, per spendere due parole sui connettivisti. Ufficialmente venutosi a formare la notte del solstizio 2004, con un manifesto che omaggiava la storia del genere, riconosceva l’ascendenza nobile di Valerio Evangelisti sulla sua ispirazione originale e indicava le possibili traiettorie da seguire per i suoi esiti futuri, il movimento connettivista rappresenta la prima esperienza di questo tipo tentata in Italia: un gruppo di autori che mettono insieme le forze per provare a esplorare l’immaginario fantascientifico e fantastico tout court, ognuno conservando il proprio specifico punto di vista, ma senza temere di confrontarsi con il futuro mettendo in opera una sintesi di cultura scientifica e umanistica, prediligendo di volta in volta l’estrapolazione tecnologica o l’indagine sociologica, la speculazione scientifica o l’avanguardia artistica. Perché i futuri sono per definizione possibili e quindi plurali, e non è sufficiente un solo punto di vista per provare ad abbracciarli tutti. Sulle orme dei connettivisti, nel corso dei due decenni successivi, altre esperienze analoghe sono state elaborate, con collettivi di giovani scrittori e movimenti di ispirazione steampunk o solarpunk, che menzioneremo ancora più avanti.

Fantascienza, il XXI secolo (6): i futuri che siamo diventati – Quaderni d’Altri Tempi


Sesta puntata, su QuaderniAltriTempi, della monumentale ricerca di Giovanni De Matteo che descrive la SF mondiale di questo inizio millennio; un estratto:

Oltre alla parità di genere, la maternità è l’altro grande tema esplorato dalla letteratura femminista di questi anni, spesso raccontato attraverso gli specchi deformanti della distopia fantascientifica: anche sulla scia del successo mondiale di The Handmaid’s Tale, la già menzionata trasposizione seriale del romanzo di Margaret Atwood curata da Bruce Miller per Hulu, si sono moltiplicate le narrazioni (anche da parte di firme con pochi o nessun precedente nel genere) sul problema della fertilità e sui diritti delle donne (cfr. De Santi 2019). Il loro corpo diventa così il campo di battaglia su cui si svolge lo scontro tra le pretese di annullamento dell’individuo alla base di nuove e vecchie visioni totalitarie e l’autodeterminazione in cui si riflette tutta la fragilità di diritti che avevamo dato erroneamente per acquisiti. La casa futura del dio vivente di Louise Erdrich (2017), Orologi rossi di Leni Zumas (2018) e l’ancora inedito in italiano Before She Sleeps della scrittrice pakistana Bina Shah (2018) sono tre validissimi esempi di questa tendenza, che non si esaurisce certo alla manciata di titoli citati.

Fantascienza, il XXI secolo (5): generazioni e ri-generazioni – Quaderni d’Altri Tempi


Quinta puntata su QuaderniAltriTempi per la monumentale operazione storica di Giovanni De Matteo che esamina e cataloga il primo quarto di secolo fantascientifico di questo millennio; qui, qui, qui e qui le altre puntate.

Nei precedenti contributi di questa sorta di guida alla fantascienza del Duemila, abbiamo preso in considerazione innanzitutto l’annosa questione se la fantascienza sia morta e analizzato il suo percorso attraverso il Novecento, per poi in seguito soffermarci sulle opere pubblicate nell’ultimo quarto di secolo dai “veterani” della science fiction, vale a dire quegli autori e quelle autrici già in attività nel secolo scorso, che hanno contribuito con nuovi lavori all’evoluzione del genere anche dopo lo scoccare del 2000.
È arrivato ora il momento di analizzare le ultime generazioni che stanno dando forma alla fantascienza dopo il giro di boa del Millennio.

Fantascienza, il XXI secolo (4): un genere per i nostri tempi – Quaderni d’Altri Tempi


Esce la quarta puntata, su QuadernoAltriTempi, della ricerca di Giovanni De Matteo sulla SF di questo primo quarto di secolo, nuovo millennio; un estratto:

Dopo aver rivoluzionato il panorama letterario con Neuromante (1984) e i racconti dello Sprawl (La notte che bruciammo Chrome, 1986), dando prova di ciò che la fantascienza poteva fare intercettando le inquietudini che serpeggiavano sotto la superficie cromata degli anni Ottanta, e ciò che la letteratura mainstream doveva imparare a fare in termini di intersezione tra immaginario tecnologico e sottoculture urbane, lavoro sul linguaggio e critica al tardo-capitalismo, per mantenere il passo di una società in rapido cambiamento, William Gibson è assurto allo stato di autore di culto, nei cui panni non si è mai trovato particolarmente a suo agio. Nel 2003, dopo alcuni anni di silenzio dalla fine del suo secondo ciclo, conosciuto come trilogia del Ponte e incentrato sull’impatto della virtualità su una società in tumulto, scossa dalle ondate sismiche che si irradiano dal corpo ormai quasi spento del capitalismo (Luce virtuale, Aidoru, American Acropolis), torna al centro della scena con L’accademia dei sogni. Il romanzo segna l’inizio di una nuova fase nella sua scrittura, che mantiene l’essenzialità emersa in maniera sempre più netta nel corso del tempo ma rinuncia a un certo ermetismo che contribuiva al fascino dei romanzi precedenti. L’accademia dei sogni inaugura così il ciclo della Blue Ant, dal nome di un’immaginaria agenzia pubblicitaria che cerca di incidere sulle mode e i consumi di massa con tecniche di marketing innovative, quando non proprio aggressive, e sposta ancora più vicino al lettore il tempo della narrazione, portando a termine un progressivo slittamento sul presente già operato con i romanzi del Ponte, ambientati in un futuro imminente e molto più vicino a chi scriveva di quanto non fossero Neuromante e i suoi seguiti, Giù nel cyberspazio (1986) e Monna Lisa Cyberpunk (1988). Il ciclo della Blue Ant proseguirà con Guerreros (2007) e Zero History (2010), adattandosi di volta in volta ai codici del thriller e della spy story e recependo dalle cronache e dall’attualità quel sentimento di angoscia e paranoia che si accompagnava, negli anni Duemila, allo scontro di civiltà e alla guerra al terrorismo dichiarata dalle amministrazioni Bush. Ma è soprattutto il primo volume a spiccare, prefigurando in netto anticipo sui tempi una rete molto simile a quella che frequentiamo ormai quotidianamente: forte della sua innata attitudine per le subculture destinate a plasmare il mainstream (che per usare la terminologia coniata da Sterling, proprio nel citato romanzo breve Il chiosco, potremmo definire “senso del futuro”), Gibson s’immerge nei bassifondi del web, trascinando la sua protagonista Cayce Pollard (degna erede della Molly Millions dello Sprawl e della Chevette Washington del Ponte) in un tour de force alle prese con gli ambigui personaggi che si muovono intorno a un misterioso nuovo fenomeno di nicchia, legato alla diffusione delle sequenze di un film anonimo su cui in tanti vogliono mettere le mani.

Se c’è una cosa che Gibson ha dimostrato a ogni nuova uscita è che non bisogna mai credere di aver capito cosa aspettarsi dalla sua penna. E infatti, completata la sua terza trilogia, nel 2014 esce con un titolo che sarebbe impossibile non riconoscere come fantascienza, e di fantascienza a 360° si tratta: Inverso è un romanzo che coniuga fantapolitica e viaggi nel tempo, universi paralleli e realtà simulate, che addirittura torna a proporre un’estetica cyberpunk da cui l’autore si era intenzionalmente distaccato in gran parte dei lavori dei due decenni precedenti, e per finire arriva a sfiorare in più di una pagina le estrapolazioni tecnologiche e scientifiche care alla fantascienza più hard. Si potrebbe parlare quasi di un ritorno al passato, se non fosse uno dei libri più audaci, coraggiosi e innovativi usciti negli ultimi anni.

Fantascienza, il XXI secolo (3): cyberpunk reloaded – Quaderni d’Altri Tempi


Su QuaderniAltriTempi la terza puntata (qui la prima, qui la seconda) della vasta ricerca che Giovanni De Matteo ha scritto sulla SF del primo quarto di questo secolo; un estratto:

Dalla New Wave al cyberpunk, ecco tornare anche Bruce Sterling, benché con una presenza sempre più attiva fuori dal genere, sia come giornalista, promotore di iniziative e commentatore di costume e delle tendenze nel settore delle nuove tecnologie, che come scrittore di fantascienza. Intorno al 2000, Sterling esce con due importanti progetti antologici: nel 1999, Un futuro all’antica raccoglie i suoi migliori racconti degli anni Novanta, tra cui due vincitori del premio Hugo (Il riparatore di biciclette e Taklamakan), in cui progressivamente si discosta dalle tematiche più strettamente cyberpunk e dalle vertigini postumane de La matrice spezzata per regalare al lettore inquietanti irruzioni del futuro in quadri quotidiani molto vicini al suo presente; mentre Parco giochi con pena di morte è un volume che riunisce saggi suoi e di Gibson, insieme a interviste e brevi racconti di quest’ultimo, in una testimonianza diretta su un mondo al giro di boa del millennio, già in bilico sull’orlo di un futuro sempre più incerto. Dei suoi romanzi successivi, non sono stati tradotti né il techno-thriller The Zenith Angle (2004), su un esperto di cybersecurity che si ritrova invischiato nella guerra al terrorismo seguita all’11 settembre, né The Caryatids (2009), su un mondo minacciato dal cambiamento climatico e sul possibile ruolo che un gruppo di ragazze molto particolari, clonate dalla moglie di un criminale di guerra balcanico esiliato su una stazione spaziale, sono chiamate a svolgere per scongiurare la catastrofe globale. Ma almeno tre titoli devono necessariamente essere ricordati in questa sede ai lettori italiani: Il chiosco (2007) è un piccolo gioiello che ritrae una possibile rivoluzione economica del XXI secolo, basata sulla nanotecnologia e con epicentro in una disastrata città dei Balcani; l’antologia Utopia pirata – I racconti di Bruno Argento uscita per Urania nel 2015, che raccoglie i racconti di ambientazione italiana scritti dopo essersi trasferito a Torino, storie sospese tra il surreale, il fantastico e la fantascienza, tra universi paralleli e suggestioni New Weird; e, per finire, Robot tra le rose, un romanzo breve del 2017 che anticipa la riflessione sul possibile impatto dell’automazione nel mondo dell’arte, mai così attuale come in questi ultimi mesi dominati dal dibattito pubblico su IA e creatività, che, vale la pena ricordarlo, Sterling ha scritto espressamente per un progetto italiano, l’antologia definitiva del connettivismo Nuove eterotopie, uscita per Delos Digital quello stesso anno.

 

Fantascienza, il XXI secolo (2): sulle spalle dei giganti – Quaderni d’Altri Tempi


Su QuadernoAltriTempi la seconda puntata del dossier SF redatto da Giovanni De Matteo, focus sulla letteratura relativa in questo primo quarto di secolo – qui la prima parte. Un estratto:

Cosa ha prodotto di degno di nota la fantascienza del nuovo secolo? Prima di addentrarci in una panoramica necessariamente parziale, poniamoci un problema di metodo. Innanzitutto, per fungere da porta di accesso (o se vogliamo da vetrina) sulla science fiction contemporanea, una selezione di opere presentata a un lettore non necessariamente introdotto al genere dovrebbe offrire un certo equilibrio tra lavori più speculativi e altri più abbordabili, valorizzando l’eterogeneità tematica e stilistica che – come sanno bene i frequentatori assidui di questa vasta regione dell’immaginario – rappresenta la vera ricchezza della fantascienza. Inoltre, non possiamo non chiederci se abbia senso, come fatto nella precedente, embrionale apparizione di questo lavoro sulle pagine non più online di Prismo, mantenere in due liste distinte i lavori presentati sotto la famigerata etichetta di genere, e quelli, spesso a firma di autori esterni al settore ma non solo, che gli editori hanno portato all’attenzione del pubblico rifuggendo lo stigma associato alla science fiction.
Se la prima condizione è stata mantenuta, o se non altro ci siamo sforzati di farlo, per la seconda in questa sede abbiamo optato spesso per un approccio promiscuo, risparmiando ai lettori quella divisione che, benché potesse facilitare la fruizione delle nostre indicazioni, avrebbe rischiato di perpetuare, ancora una volta sebbene del tutto involontariamente, la fuorviante percezione che il corpus fantascientifico si divida tra una produzione alta e una bassa, solo ed esclusivamente sulla base delle firme apposte ai titoli invece che in ragione degli esiti effettivamente raggiunti. Un vincolo altrettanto importante per approdare a un elenco efficace è la reperibilità dei titoli proposti. Purtroppo, sono davvero numerose le opere meritevoli di attenzione finora ignorate dall’editoria italiana, che negli ultimi anni ha attraversato lunghe fasi di sofferenza. Come se non bastasse, anche tra i libri tradotti e pubblicati molti sono presto usciti dalla circolazione: esaurite le copie sugli scaffali o soppiantati dalle novità in cataloghi non sempre duraturi, hanno seguito la sorte delle collane dalla vita effimera in cui erano stati coraggiosamente proposti. Nei casi più fortunati, le edizioni in e-book hanno contribuito all’estensione della vita utile di alcune opere, sopperendo alla brevità del ciclo di permanenza sugli scaffali fisici. Eppure, opere anche significative continuano a passare inosservate, a prescindere dal formato di pubblicazione, per via della perdurante disattenzione delle pagine culturali dei periodici nei confronti degli e-book come pure del mass market. E in un paese in cui da oltre settant’anni il genere si regge sulla colonna portante di una collana da edicola come Urania, questo si traduce troppo spesso in uno svantaggio per opere che meriterebbero ben altra diffusione e considerazione.

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