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Recensione di Enrico Ravelli a “Il sigillo del dolore”, di Giovanna Repetto | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Il nostro editore, Lukha B. Kremo, segnala su FB la recensione di Enrico Ravelli a “Il sigillo del dolore”, romanzo di Giovanna Repetto uscito nella collana Avatar di Kipple Officina Libraria.

Amo le distopie: le bramo, le cerco e quando le trovo le leggo con gusto! Intendiamoci, mi piacciono anche quelle super cupe senza un briciolo di speranza come “1984” e “Il Mondo Nuovo”, ma vado in brodo di giuggiole se la distopia del momento mi lascia un briciolo di speranza. Del resto, se avessi quarti di nobiltà mi piacerebbe avere come motto “Adda passà a nuttata”. Il Sigillo del Dolore di Giovanna Repetto non solo appartiene al secondo gruppo, brodo di giuggiole incluso, ma mi ha davvero incatenato alle pagine: era tanto che nella lettura notturna non facevo le ore piccole per leggere. Libro centrato sui personaggi, sui loro caratteri e sulle loro interazioni, più che sul worldbuilding che comunque rimane affascinante nella sua lucida e funzionale essenzialità.
5 stelle per un libro che meriterebbe tanti, tanti altri lettori.

LA QUARTA
In una società distopica, con una città-fortezza popolata da soli uomini e organizzata gerarchicamente e un villaggio fuori dalle mura dove sono segregate le donne, il soldato Zaion viene sorpreso privo del cilicio regolamentare. Punito e degradato, egli non sa o non vuole fornire una giustificazione plausibile né dare indicazioni sulla sorte dell’oggetto scomparso. I Superiori gli mettono alle costole un’ambigua Sentinella, Anton, con l’incarico di aiutarlo nelle ricerche ma soprattutto di esercitare una stringente sorveglianza. I destini dei personaggi s’incrociano in una partita dall’esito imprevedibile, dove l’amore e la morte sono le uniche carte disponibili, ma anche la posta in gioco.

Giovanna Repetto | Il sigillo del dolore
Kipple Officina Libraria

Collana eAvatar — Formato ePub — Pag. 180 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-59-0
Collana Avatar — Formato cartaceo — Pag. 174 – € 15.00— ISBN 978-88-32179-60-6

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Recensione al Premio Kipple 2025 – “Machiavelli a Venezia”, di Federico Aboaf | LesFleursDuMal blog @ KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Sul blog LesFleursDuMal è uscita la recensione di Barbara Anderson a “Machiavelli a Venezia”, romanzo di Federico Aboaf vincitore del Premio Kipple 2025; un corposo estratto, che comprende anche la recensione ai due racconti vincitori:

Federico Aboaf ci offre un romanzo ucronico, un Rinascimento alternativo che devia completamente dalla rotta conosciuta. Qui Machiavelli non viene arrestato né confinato a San Casciano: lui fugge a Venezia e chiede asilo politico. E da qui l’autore non si limita ad aprire una finestra sulla storia, la spalanca invitandoci a guardare un tempo parallelo dove la Serenissima diventa non solo fulcro di intrighi internazionali, ma anche laboratorio segreto di idee, spionaggio e visioni esoteriche.
Aboaf attraversa le Guerre d’Italia con uno sguardo penetrante, Firenze, Borgogna, Francia e Venezia si contendono il potere, eppure la storia che ci racconta non è la storia reale. Machiavelli diventa esiliato lucido, osservatore attento, cacciatore di segreti e custode del sapere occulto. Cosa cova dentro il ventre grasso della più enigmatica delle repubbliche? Venezia non è più solo un luogo di rifugio, ma un organismo sanguigno, vivo, ambiguo e spietato, dove la diplomazia si intreccia alla magia e la conoscenza si mescola alla menzogna. Ogni canale di Venezia, ogni palazzo, ogni piazza, prende vita sotto gli occhi del lettore, come se la città stessa respirasse e cospirasse insieme ai personaggi.

C’è una metodicità tempistica nella sua scrittura, come un respiro lento e regolare che scandisce gli eventi e accompagna il lettore in una discesa nella storia con una lentezza terribilmente ipnotica. Mi avvicino al libro con cautela, come davanti a un labirinto: passo dopo passo, guidata dalle ombre, dai sussurri, dai dettagli. E poi, senza accorgermene, mi ritrovo immersa nella laguna, nei giochi di spie e segreti, nel corpo vivo della tensione tra ragione e occulto. Trattengo il fiato in più di un passaggio, come se la lentezza stessa della narrazione avesse il potere di sospendere il tempo reale. Avete presente la sensazione di vivere a un ritmo diverso, scandito non da orologi, ma dall’acqua che scorre lenta tra calli e canali?
Lo stile di questo autore, che meritatamente ha vinto il premio Kipple è di una bellezza incredibile: elegante, disciplinato, ma pieno di risonanze sommerse. Non cede mai al ritmo rapido, ma costruisce la storia con una pazienza artigianale, come un orologiaio che monta ingranaggi invisibili. Ogni dialogo, ogni passaggio, ogni azione è calibrata con precisione per far sentire al lettore il peso del potere, la lentezza delle decisioni, la minuziosità della diplomazia. Eppure, proprio attraverso questa lentezza, Aboaf genera forte tensione.

Leggere Aboaf è come immergersi in un flusso che trascina nel fondo della laguna. All’inizio l’acqua è calma, riflette solo il cielo poi diventa densa, viva, fatta di pensiero e paura. Raramente un romanzo riesce a fondere intelligenza politica, fascino del mistero e inquietudine trascendentale con tanta armonia. Aboaf costruisce il suo Machiavelli dentro la nostra testa. È inquietante il suo stile così penetrante. Chiudo il libro con la stessa sensazione dei sogni al risveglio: il tempo sembra alterato, Venezia resta con me e con lei Machiavelli, che ci ha mostrato il cuore oscuro del potere e chissà forse anche forse della verità.

Il volume contiene anche due racconti premiati nell’edizione Kipple 2025: Lo vuoi, vero? di Paola ViezziDiritto al ritorno di Guido Levi. Due testi, due stili completamente diversi, uniti però da una forza rara, la parola che vuole essere ascoltata.
Viezzi mi ha toccata fisicamente come se le parole penetrassero la pelle. Il suo racconto è breve ma densissimo, esplora il desiderio come forma di controllo, il potere che si insinua nella mente e nell’anima. Riesce a far nascere la tensione nel silenzio, dal non detto. Levi, invece ci porta in terre contese, tra perdita e ricordo e lo fa con una delicatezza sorprendente: la memoria diventa necessaria, fragile e potente allo stesso tempo.
Tre autori, tre stili diversi ma un unico filo conduttore: il potere. Quello di Aboaf come struttura inquietante e attuale del mondo, quello di Viezzi come dominio dell’intimo e del desiderio, quello di Levi come custodia dei ricordi. Una triplice voce che parla al presente con prudenza coraggio e intensità.

La Kipple è, senza dubbio rivoluzione letteraria e culturale. Ha una visione coraggiosa e un’attenzione rara per tutto ciò che sfugge ai generi tradizionali. Ci invita a guardare oltre, a farci interrogare da ciò che non è né comodo né immediato. In un tempo in cui tutto tende a consumarsi in fretta leggere testi come questi che chiedono concentrazione, attenzione, profondità diventa senza alcun dubbio un atto di libertà.

KIPPLE OFFICINA LIBRARIA – Collana Avatar n. 46
“Machiavelli a Venezia” di Federico Aboaf, vincitore del Premio Kipple 2025
Contiene il racconto “Lo vuoi, vero?”, di Paola Viezzi, vincitore del Premio Short Kipple 2025
e il racconto “Diritto al ritorno” di Guido Levi, menzione speciale della giuria del Premio
In copertina: fotografia di Silvia Minguzzi
Cartaceo – Pag. 168 – 20,00€ – ISBN 978-88-32179-98-9 – https://shorturl.at/ToMoI
ePub – Pag. 177 – 3,95€ – ISBN 978-88-32179-99-6 – Link Amazon https://shorturl.at/oTcRU
Disponibili copie staffetta per recensioni.
Scrivere a: kol@kipple.it

Esce il Premio Kipple 2025: “Machiavelli a Venezia”, di Federico Aboaf


[Letto su KippleBlog]

Inizi del Cinquecento. Niccolò Machiavelli va in esilio da Firenze a Venezia, ci va in treno; lì, tra le varie trame e sottotrame che scuotono la Repubblica, insieme al suo fido sbiro Mariano scopre dell’esistenza di una particolare aggregazione, la Societas deorum, che sembra un po’ il fulcro di alcune azioni poco pulite e dagli intenti strani, forse incarna una forma acuta di disturbo allo scacchiere internazionale?
Informazioni criptate, accenni a uno strano oggetto chiamato computer, spettacoli teatrali di sue opere: ma cosa sta facendo davvero a Venezia, quale missione potrebbe avere, Niccolò Machiavelli?

Completano il volume il racconto “Lo vuoi, vero?”, di Paola Viezzi, vincitore del Premio Short Kipple 2025 riservato ai racconti fantastici, e visto il momento mondiale estremamente drammatico e cruento, la redazione assegna una menzione speciale a “Diritto al ritorno”, di Guido Levi, per la sua testimonianza emotiva sui crimini in atto in Terra Santa.

KIPPLE OFFICINA LIBRARIA – Collana Avatar n. 46
“Machiavelli a Venezia” di Federico Aboaf, vincitore del Premio Kipple 2025
Contiene il racconto “Lo vuoi, vero?”, di Paola Viezzi, vincitore del Premio Short Kipple 2025
e il racconto “Diritto al ritorno” di Guido Levi, menzione speciale della giuria del Premio
In copertina: fotografia di Silvia Minguzzi
Cartaceo – Pag. 168 – 20,00€ – ISBN 978-88-32179-98-9 – https://shorturl.at/ToMoI
ePub – Pag. 177 – 3,95€ – ISBN 978-88-32179-99-6 – Link Amazon https://shorturl.at/oTcRU
Disponibili copie staffetta per recensioni.
Scrivere a: kol@kipple.it

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Cover reveal del Premio Kipple 2025 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La pubblicazione del Premio Kipple 2025, contenente il romanzo di Federico Aboaf “Machiavelli a Venezia”, il racconto “Lo vuoi, vero?” di Paola Viezzi e il segnalato “Diritto al ritorno” di Guido Levi, è in dirittura di arrivo; mentre le copie cartacee sono in stampa e saranno disponibili a StraniMondi, la redazione Kipple inaugura un nuovo corso e mostra l’anteprima della copertina: la fotografia di Silvia Minguzzi è incastonata nella rinnovata veste grafica della collana Avatar.
Rimanete connessi, presto l’annuncio dell’uscita ufficiale del libro!

Recensione a “L’innerspace e l’inumano”, Aa. Vv. – Darklava | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Su Daklava è uscita una recensione di Giorgio Leonardi all’antologia KippleConnettiva L’innerspace e l’inumano, terzo episodio che indaga la frontiera tra umano e inumano, come sempre a cura di Sandro Battisti; questi sono gli autori coinvolti: Maddalena Marcarini, Stefano Spataro, Maico Morellini, Yanuk Lurijame, Emiliano Maramonte, Giovanni De Matteo, Lukha B. Kremo, Marco Milani, Elisa Franco, Giulia Abbate, Franco Ricciardiello, Roberto Furlani, Carmine Mangone.

Psichedelica: è come definirei questa raccolta di racconti. Immergersi nella lettura di alcune di queste storie significa a volte ritrovarsi in mondi pieni di immagini fantastiche, surreali, apparentemente oltre la capacità di comprensione; alla fine di ognuno di essi ci si sente come essersi appena svegliati e ricordarsi l’ultimo sogno che appariva così reale eppure allo stesso tempo inverosimile.
Alcuni racconti sembrano non avere un inizio e una fine ma essere piuttosto la descrizione di un mondo alieno o di un’evoluzione dell’uomo o di razze sconosciute ed anche la scrittura degli autori a volte si allinea con i mondi fantasmagorici che vogliono rappresentare con termini e frasi che possono apparire inumane e illogiche come i personaggi che vogliono rappresentare.
L’impressione che ho avuto è che ogni lettore vedrà in queste storie una propria realtà diversa da quella degli altri lettori e probabilmente anche degli stessi autori.

LA QUARTA
La Terza Frontiera si colloca nel nostro innerspace. Qui l’inumano comunica con l’uomo usando un lessico da interpretare e genera un nuovo limes, il cui orizzonte appare come un vasto arenile prosciugato, un’aspersione di cenere psichica sparsa sopra i nostri cluster cognitivi: lasciandosi attraversare da ciò che umano non è, siamo arrivati al limitare d’ogni intima interazione immaginabile, il buco nero dell’esistenza attira e fa precipitare nell’interiore.
L’innerspace non è soltanto una condizione interiore, è soprattutto l’introiettarsi di dimensioni sconosciute, spesso destabilizzanti, a contatto con l’inconcepibile.
Gli scrittori presenti hanno fornito la loro interpretazione della Terza Frontiera, del limes che stritola o libera, delle chimere eviscerate dalle ossessioni, dei simbolismi arcaici che esplorano un universo simile al nostro, da vivere senza costrizioni, ansie o smanie di possesso.

Aa. Vv., L’innerspace e l’inumano – La “Terza Frontiera” – a cura di Sandro Battisti
Copertina: Ksenja Laginja
Kipple Officina Libraria – Collana Avatar

Formato cartaceo – Pag. 192 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-95-8
Formato ePub – Pag. 205 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-96-5

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Esce l’antologia “L’innerspace e l’inumano – La Terza Frontiera” di Aa.Vv. – a cura di Sandro Battisti | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce per la collana Avatar la raccolta di racconti L’innerspace e l’inumano – La “Terza Frontiera” nei sogni, negli incubi, nelle trascendenze, nello spleen distopico, la terza puntata di una ricerca liminale che, nell’esplorazione di Sandro Battisti, contempla un nuovo step di indagine del confine tra umano e inumano.
In rigoroso ordine di lettura, gli autori presenti in questo volume sono: Maddalena Marcarini, Stefano Spataro, Maico Morellini, Yanuk Lurijame, Emiliano Maramonte, Giovanni De Matteo, Lukha B. Kremo, Marco Milani, Elisa Franco, Giulia Abbate, Franco Ricciardiello, Roberto Furlani, Carmine Mangone.

Il volume è disponibile in cartaceo e in ebook su www.kipple.it, nelle librerie e nei principali store online; la copertina è di Ksenja Laginja.

SINOSSI

…questi racconti ci mostrano l’interazione dell’intimo umano con l’inumano e così, amati lettori, trovate voi stessi il punto d’ascensione attraverso i testi che preferite e poi specchiatevi nei loro riflessi, cercando il confine tra umano e inumano, il raccordo tra l’ascesi psichica e quella dimensionale, ascoltando ciò che il disincarnato ha da dirvi quando v’infilate nel buco nero del vostro kernel psichico: sognare è libertà, percepire è costrizione; questi sono i limiti che la nostra condizione incarnata ci pone, attraverso cui potrete muovervi sulla “Terza Frontiera”…

ESTRATTO – Dall’intro di Sandro Battisti

Lo sciamanesimo non è una religione, ma un insieme di pratiche e credenze che gravitano intorno a varie tecniche dell’estasi, cerimonie e rituali che favoriscano il contatto diretto con essenze soprannaturali allo scopo di recare benefici ai singoli e alla comunità di cui lo sciamano fa parte: sempre benefico, è medicine man, diagnostica malattie grazie all’aiuto degli spiriti e sempre grazie al loro ausilio favorisce la guarigione, volando con il corpo astrale in altre dimensioni per recuperare l’anima del malato rubata dalle entità sfavorevoli; oppure, se il malato ha subìto l’intrusione da parte di uno spirito, si adopera per liberarlo dall’intruso, con il soccorso dei suoi spiriti adiutori che spesso hanno forma di animali, o degli antenati. Divina il futuro e accompagna, in qualità di psicopompo, i defunti nell’aldilà mentre propizia magicamente il buon esito della caccia; sovrintende a riti sacrificali.

(Angelo TonelliNegli abissi luminosi)

— Oggi sappiamo che il pensiero si diffonde in quanti di energia, come la luce, e che l’energia è tramutabile in materia.
— State dando corpo all’inconscio collettivo; la gente non riesce più a distinguere tra incubo e realtà, i sogni non sa più nemmeno cosa sono.
— Be’ era proprio questa la finalità del sistema: spegnere i sogni perché non sono governabili, mentre gli incubi sì; sovversione e terrorismo nascono dai primi, anche se magari si convertono nei secondi.

(Valerio EvangelistiFuga dall’incubatrice)

Il margine è per eccellenza il luogo del meraviglioso e del fantastico: è il punto d’incrocio tra il noto e l’ignoto, dove s’incontrano forme e luoghi favolosi e il diaframma tra l’umano e il divino si assottiglia. Nel margine, tradizionalmente, gli eroi compiono le loro prove iniziatiche aprendo il varco tra il reale e il fantastico. Il margine non è l’ignoto, ma una porta aperta su esso: è uno spazio e non la sua assenza o fine, è un luogo in cui s’incontrano gli estremi che sono normalmente esclusi dall’esperienza umana, cioè il mostruoso e il divino.

(Giulio GuidorizziIl racconto degli dèi)

Simbologie oltre le frontiere antropiche
mostrano istanti privati di creatività surreale.

LA QUARTA

La Terza Frontiera si colloca nel nostro innerspace. Qui l’inumano comunica con l’uomo usando un lessico da interpretare e genera un nuovo limes, il cui orizzonte appare come un vasto arenile prosciugato, un’aspersione di cenere psichica sparsa sopra i nostri cluster cognitivi: lasciandosi attraversare da ciò che umano non è, siamo arrivati al limitare d’ogni intima interazione immaginabile, il buco nero dell’esistenza attira e fa precipitare nell’interiore.
L’innerspace non è soltanto una condizione interiore, è soprattutto l’introiettarsi di dimensioni sconosciute, spesso destabilizzanti, a contatto con l’inconcepibile.
Gli scrittori presenti hanno fornito la loro interpretazione della Terza Frontiera, del limes che stritola o libera, delle chimere eviscerate dalle ossessioni, dei simbolismi arcaici che esplorano un universo simile al nostro, da vivere senza costrizioni, ansie o smanie di possesso.

GLI AUTORI

In rigoroso ordine di lettura (introduzione del curatore Sandro Battisti): Maddalena Marcarini, Stefano Spataro, Maico Morellini, Yanuk Lurijame, Emiliano Maramonte, Giovanni De Matteo, Lukha B. Kremo, Marco Milani, Elisa Franco, Giulia Abbate, Franco Ricciardiello, Roberto Furlani, Carmine Mangone.

LA COLLANA

Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali.
Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa. Vv., L’innerspace e l’inumano – La “Terza Frontiera” – a cura di Sandro Battisti
Copertina: Ksenja Laginja
Kipple Officina Libraria – Collana Avatar

Formato cartaceo – Pag. 192 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-95-8
Formato ePub – Pag. 205 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-96-5

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Suggerimenti per il Premio Italia


PremioItalia

Votate opere e artisti giusti, e se proprio volete sporcarvi le mani con quel che faccio, eccovi un piccolo elenco su dove sono candidato; tenete presente che i titoli che menziono li trovate nell’elenco delle candidature spontanee 🙂

– Curatore (io e Lukha B. Kremo)
– Collana (non-aligned objects, L’orlo dell’Impero, Avatar)
– Rivista o sito web non pro (HyperHouse, KippleBlog)
– Racconto autore italiano su pubblicazione professionale (ne avete un po’ di miei da scegliere)
– Fumetto autore italiano (Pulphagus, uscito per HyperHouse)

Poi altri suggerimenti sparsi per artisti valenti 🙂

– Artista (Ksenja Laginja, Mariano Equizzi)
– Romanzo autore italiano (Giovanni De Matteo e Lukha B. Kremo)
– Romanzo autore italiano Fantasy (Lukha B. Kremo)
– Antologia (Lukha B. Kremo)
– Articolo su pubblicazione amatoriale (Giovanni De Matteo, Maico Morellini, Lorenzo Davia)

Che vi dico? Grazie, a prescindere, comunque, sempre. Anche se non votate o se non mi votate, vi amo lo stesso e in ogni caso 🙂

Recensione a “La volontà trasgressiva” di Autori Vari, Kipple Edizioni. A cura di Barbara Anderson | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Barbara Anderson recensisce, sul blog LesFleursDuMal, l’antologia La Volontà trasgressiva – Seconda frontiera, edita da Kipple Officina Libraria a cura di Sandro Battisti (cover di Ksenja Laginja).

Progetti di questo tipo danno la possibilità agli autori di mostrare non solo il loro talento narrativo, di costruzione delle storie, di sviluppi di trama ma anche capaci di descrivere una loro visione interiore di qualcosa di grande. Trasgredire un po’, uscire da quelle che definiamo le comfort zone, mettendoci in gioco, esponendoci a nudo senza i timori di non essere apprezzati o compresi.

Gli autori di questa opera consegnano un lavoro curato, espressivo, attraverso sfumature weird, horror, fantastiche, sciamaniche, ognuno con la propria personale visione che entra in connessione con quella degli altri autori come se tutti seguissero la trama dello stesso filo, la controcorrente di un flusso continuo. Alcuni racconti sono più complessi di altri, alcuni hanno e richiedono un’introspezione molto intensa e una concentrazione profonda, ma tutti, nessuno escluso, ci mostrano altro. Altre possibilità che mettono in discussione anche ciò che siamo e ciò che percepiamo o crediamo di percepire di noi stessi. Come se ci fosse un mondo di sotto e un mondo di sopra sullo stesso terreno ma su mondi e universi distanti ma connessi.

LA QUARTA Cos’è la realtà? È una domanda con cui dobbiamo fare i conti quando decidiamo di abbandonare la comfort zone delle certezze, delle convenzioni e delle convinzioni, dell’usuale mondo che plasma di continuo la nostra esistenza. Abbandonare il senso del reale che ci appare solido, granitico, immodificabile, implica che la nostra esistenza non è così definita e, a quel punto, nemmeno così fisica. Undici storie che narrano ciò che c’è oltre la frontiera, a cavallo tra weird e SF, tra Volontà e aliti vitali, con un occhio a quello che Crowley, il più grande esoterista del XX secolo, ha sperimentato e creato.

AA.VV. | La Volontà trasgressiva. Seconda frontiera Curatela e VR di Sandro Battisti Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria Collana eAvatar — Formato cartaceo — Pag. 160 – € 15.00 — ISBN 978-88-32179-61-3 Collana eAvatar — Formato ePub — Pag. 160 – € 3.95 — ISBN 978-88-32179-62-0

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Recensione a “Dormono sulla collina, tra Masters e De André. A cura di Barbara Andersonn | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Barbara Anderson, sul blog LesFleursDuMal, recensisce Dormono sulla collina, raccolta di racconti Aa. Vv. curata da Alessandro Napolitano e Fabio Aloisio, edita da Kipple Officina Libraria, copertina di Ksenja Laginja.

Gli autori in maniera assolutamente avvincente e coinvolgente si avvalgono del progresso scientifico dell’ingegneria genetica, della fusione nucleare, della nanotecnologia per mostrarci come riuscire a raggiungere un’esistenza senza malattie, con inesauribile ed economica energia nucleare, dove la libertà è sfrenata e le distrazioni virtuali sono stimoli continui che intorpidiscono il cervello, i robot che sostituiscono gli umani per renderci la vita migliore e chissà forse perfino la morte.

Questi defunti che ci raccontano la loro storia sono smarriti, confusi, incerti, quasi inconsapevoli di come quell’immortalità raggiunta sia di fatto una maledizione.

LA QUARTA
La rilettura in chiave fantastica dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e dell’album Non al denaro non all’amore né al cielo di Fabrizio De André affida a dieci racconti la voce di altrettanti defunti provenienti da un futuro lontano. Ascolterete i loro racconti, conoscerete i loro vizi e le loro virtù e scoprirete, forse, come il rapporto tra la società contemporanea e i propri defunti potrebbe radicalmente cambiare.

Aa. Vv., Dormono sulla collina
              Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Avatar
Formato cartaceo – Pag. 192 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-78-1
Formato ePub – Pag. 183 – 3.99€ – ISBN 978-88-32179-79-8

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Recensione al Premio Kipple 2024: Marionette a altri racconti – Club GHoST


[Letto su KippleBlog]

Sul Club GHoST è apparsa una bella recensione al volume che contiene i Premi Kipple 2024, in primis il romanzo di Giuliano Cannoletta “Marionette”, e poi i racconti “Deriva immobile” di Davide Camparsi e “L’avvenire dura per sempre” di Franco Ricciardiello:

In conclusione, Marionette e altri racconti è una raccolta che si inserisce nel solco della narrativa fantascientifica contemporanea made in Italy, con un forte accento su temi distopici e riflessioni etiche. I racconti contenuti offrono una visione inquietante di un futuro in cui la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, sfugge al controllo umano, mettendo in discussione la natura stessa dell’umanità e del potere. Nonostante la concorrenza in piano editoriale della fantascienza internazionale, questo libro e altri titoli simili confermano l’alta qualità della produzione italiana. La fantascienza, un genere senza confini, ci ricorda costantemente l’infinita capacità umana di immaginare.

LA QUARTA

Quando il filo resta teso troppo a lungo, chi può più dire chi sia la marionetta e chi il marionettista? Nel futuro, il conflitto tra umani e Marionette è diventato violento e irreparabile. Non sono più androidi al servizio dell’uomo, ma sistemi autosufficienti trasformati in perfette macchine da guerra. È evidente che qualcosa di grosso è andato storto. Solo un uomo pare avere in mano la chiave per salvare l’umanità. Ma sarà disposto a farlo?

Cannoletta, Camparsi, Ricciardiello, Marionette e altre storie – Premio Kipple 2024

Kipple Officina Libraria – Collana Avatar – Copertina: Ksenja Laginja Formato cartaceo – Pag. 232 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-93-4 Formato ePub – Pag. 254 – 3.95€ – ISBN 978-88-32179-94-1

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Alla scoperta del Giappone in punta di...bacchette

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