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Archivio per Axa Lydia Vallotto

Recensione a “Dormono sulla collina, tra Masters e De André. A cura di Barbara Andersonn | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Barbara Anderson, sul blog LesFleursDuMal, recensisce Dormono sulla collina, raccolta di racconti Aa. Vv. curata da Alessandro Napolitano e Fabio Aloisio, edita da Kipple Officina Libraria, copertina di Ksenja Laginja.

Gli autori in maniera assolutamente avvincente e coinvolgente si avvalgono del progresso scientifico dell’ingegneria genetica, della fusione nucleare, della nanotecnologia per mostrarci come riuscire a raggiungere un’esistenza senza malattie, con inesauribile ed economica energia nucleare, dove la libertà è sfrenata e le distrazioni virtuali sono stimoli continui che intorpidiscono il cervello, i robot che sostituiscono gli umani per renderci la vita migliore e chissà forse perfino la morte.

Questi defunti che ci raccontano la loro storia sono smarriti, confusi, incerti, quasi inconsapevoli di come quell’immortalità raggiunta sia di fatto una maledizione.

LA QUARTA
La rilettura in chiave fantastica dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e dell’album Non al denaro non all’amore né al cielo di Fabrizio De André affida a dieci racconti la voce di altrettanti defunti provenienti da un futuro lontano. Ascolterete i loro racconti, conoscerete i loro vizi e le loro virtù e scoprirete, forse, come il rapporto tra la società contemporanea e i propri defunti potrebbe radicalmente cambiare.

Aa. Vv., Dormono sulla collina
              Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Avatar
Formato cartaceo – Pag. 192 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-78-1
Formato ePub – Pag. 183 – 3.99€ – ISBN 978-88-32179-79-8

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Esce “Bio-Kin – NeXT-Stream 4”, per la collana Avatar | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce oggi in cartaceo e digitale, per la collana Avatar, la raccolta di racconti Bio-Kin – NeXT-Stream 4, quindici autori del fantastico italiano che si misurano sul delicato tema della bioetica, sulle nuove frontiere della vita e di ciò che si può ritenere tale.
La curatela dell’opera è di Lukha B. Kremo, la postfazione di Sandro Battisti, la copertina di Ksenja Laginja.

SINOSSI
Quella che vi apprestate a leggere non è un’antologia manifesto del nuovo visceralmente a spron battuto – o almeno, così potreste credere che sia – ma un’introduzione al nostro futuro possibile, apparentemente non troppo difforme dal nostro attuale, eppure ha in sé i germi di un dissonante spaventoso.
Gli autori coinvolti in questo progetto hanno saputo portare avanti delle linee d’immaginazione e confronto con le tecnologie attuali molto ben realizzate, perciò cosa vi può spaventare ancora di ciò che avverrà? L’umanità è stata sé stessa per interi millenni – tralasciando la Preistoria – e ha combinato sfracelli tali da gettare fango su fango sulla nostra genia: allora non è forse meglio tentare il divenire stracciando il presente e cercando di rifondare davvero i nostri pensieri, i corpi, le esistenze, per migliorare un poco la nostra vita? Rivoltare il tavolo è forse l’unica possibilità che abbiamo, se non ci crediamo noi, nessuno lo farà al posto nostro: leggendo queste storie potrete capire che un altro mondo è possibile, dobbiamo renderlo vivo prima che il marcio dell’umanità ci sommerga. Il trucco è usare la tecnologia per i nostri scopi, non per i loro.

ESTRATTO – dalla prefazione del curatore
Bios ed ethica, vita e idea della stessa. È proprio sulla base della nostra concezione di vita (sacra? inutile? un passaggio della materia?) che derivano le risposte che diamo alle domande più difficili.
Tra queste: quando l’essere umano diventa “cosciente”? Al momento del concepimento, alla nascita o in una qualche fase intermedia, e quale? Quando la vita del feto è parte della donna e quando non lo è più?
Non sempre il processo della morte avviene in pochi minuti, a volte servono anni, magari passati in stati vegetativi e di coma profondo, per arrivare al definitivo decesso. Quando è il momento in cui ci si può considerare morti? Quando accelerare il processo diventa una pratica naturale o lecita? Basta la volontà di morire?
Clonare e usare cellule umane a cosa può essere giusto? Curare? Creare tessuti? Creare un’altra persona?
Il Dna è una sorta di codice univoco della persona, un identificativo, direbbe la società tecnocratica, quanto è giusto trasportarlo da una cellula all’altra?
Cambiare il sesso è naturale? È lecito? È lecito farlo anche più volte? Quanto la società che ci circonda influisce sul nostro sentire sessuale?
E, in fondo, a quale scopo si pratica una scelta etica? La sacralità della vita? Il bene inteso come “utile alla società”? L’utile inteso come profitto?
E con la tecnologia che ci permette pratiche sempre più sofisticate e invadenti, cosa cambia?
Per stare con Socrate, prima della risposta è importante l’approccio etico, quello che ci sembra migliore sulla base dei fatti e non delle credenze, e quindi un’idea di base che ci faccia da timone, prima che questo venga afferrato e controllato da chi prende le decisioni al posto di chi non le prende.
Quindi non risposte ai quesiti di cui sopra, ma l’attitudine ad affrontare le questioni prima che lo faccia qualcun altro al posto nostro.
Ecco il perché del titolo: “kin”, parentela, come la intende Donna Haraway, cioè un legame allargato tra i viventi, una connessione d’intenti che non è una mera bolla, ma un olobioma che vive di interazioni delle proprie unità biologiche. Il nuovo “flusso” (la quarta antologia delle serie “NeXT-Stream”) è quindi qualcosa di più verticale, non il ripetitivo scorrere dell’acqua di un fiume, ma una corrente piroclastica d’idee senza alcuna intenzione di essere copia, ma con quella di essere origine di altre idee, proprio come la lava di un vulcano forma nuova roccia.

LA QUARTA
Le vie della fantascienza sono lastricate di tentativi, d’ibridazioni, di sperimentazioni e immaginazioni oltre la quotidianità, d’introspezioni che i nostri sensi umani vorrebbero costantemente porre all’attenzione.
Noi siamo il nostro tempo e i nostri ricordi, le emozioni e i bisogni, le paure e le constatazioni, e mai penseremmo che sia possibile rimanere identici nel futuro già incipiente: abbiamo la sensazione che il tempo ci priverà in parte della nostra identità, ma forse è solo perché non abbiamo abbastanza immaginazione per tuffarcisi dentro.
“Bio”, vita, e “Kin”, parentela, come la intende Donna Haraway, cioè un legame allargato tra i viventi, una connessione d’intenti che non è una mera bolla, ma un olobioma che vive d’interazioni delle proprie unità biologiche.
Il nuovo “flusso” (la quarta antologia delle serie “NeXT-Stream”) è quindi qualcosa di più verticale, non il ripetitivo scorrere dell’acqua di un fiume, ma una corrente piroclastica d’idee senza alcuna intenzione di essere copia, ma con quella di essere origine di altre idee, proprio come la lava di un vulcano forma nuova roccia.

GLI AUTORI
Nicoletta Vallorani, Elisa Franco, Franco Ricciardiello, Alessandro Pedretta, Giulia Abbate, Marco Scarlatti, Axa Lydia Vallotto, Helena Velena, Fabio Aloisio, Giovanna Repetto, Nino Martino, Stefano Spataro, Laura Scaramozzino, Franci Conforti e Daniele Brolli.

LA COLLANA
Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali.
Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa. Vv., Bio-Kin – NeXT-Stream 4
A cura di Lukha B. Kremo
Postfazione di Sandro Battisti
Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Avatar
Formato cartaceo – Pag. 264 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-88-0
Formato ePub – Pag. 274 – 3.99€ – ISBN 978-88-32179-89-7

Link:

La nave dei folli, se l’arte ispira la narrativa | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di un’interessante antologia: La nave dei folli, ispirata a Hieronymus Bosch, in uscita per DelosDigital e con la curatela di Emiliano Maramonte (e Simonetta Olivo per un saggio su Bosch) che ha riunito grossi nomi dell’attuale fantastico italiano; la quarta:

Può l’arte ispirare l’arte? Può un dipinto ispirare un racconto? Questa domanda ha acceso una fiamma. La sfida era prendere spunto da un quadro famoso e trarne racconti che ne cogliessero lo spirito complessivo o soltanto alcuni dettagli. E fin qui tutto bello e affascinante. Ma come scegliere il quadro giusto? I membri del Collettivo Immaginario Fantastico, che hanno lavorato a questo libro, hanno messo ai voti. E ha prevalso La nave dei folli di Hieronymus Bosch.
Da quel momento è iniziata la seconda fase, nella quale gli autori partecipanti al progetto potevano trarre ispirazione nel modo che ritenevano opportuno, focalizzando l’attenzione su un personaggio della nave, un dettaglio o, più semplicemente, ispirandosi a ciò che l’opera, nel complesso, suggeriva loro. Ne è nato un mosaico narrativo sorprendente.

Esce il Premio Kipple 2023″Le colpe che c’imponiamo e altri racconti”, di Axa Lydia Vallotto e altri autori | KippleBlog


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Esce oggi Le colpe che c’imponiamo di Axa Lydia Vallotto, il racconto vincitore del Premio Kipple 2023, in un volume contenente anche i racconti dei finalisti, sei storie scritte da Tea C. Blanc, Giuliano Cannoletta, Debora Donadel, Carlo Menzinger di Preussenthal, Paola Viezzi, Vanessa West. La copertina è di Ksenja Laginja.

NOTA EDITORIALE
Kipple ha scelto di premiare i migliori racconti pervenuti in redazione e attinenti alla propria linea editoriale. Per la sezione romanzi, ce ne rammarichiamo, non è stato ravvisato alcun contributo che soddisfi le caratteristiche ricercate all’interno del Premio; i romanzi pervenuti si sono comunque distinti per una buona qualità e ci teniamo a ringraziare tutti gli autori partecipanti che hanno accettato la sfida Kipple.
Ricordiamo ai nostri lettori e autori che dall’edizione dell’anno precedente il Premio Kipple è stato unificato al Premio ShortKipple; esistono certamente le differenziazioni tra romanzo e racconto ma, come in questo caso, il Premio Kipple può essere assegnato soltanto a una sezione – anche se, lo auspichiamo sempre, preferiamo premiarle entrambe.

ESTRATTO – dal racconto “Le colpe che c’imponiamo”, di Axa Lydia Vallotto, vincitore Premio Kipple 2023
Portarono via mamma per prima e il ricordo mi ha ossessionata per anni. Mi sono detta che avrei potuto fare qualcosa per impedirlo, me lo sono ripetuta fino a farlo diventare parte di me. Non era vero, ero solo una ragazzina spaventata, indebolita dalla mancanza di ossigeno e dallo shock. Non avrei potuto difendere nemmeno me stessa.
Ma non lo sapevo. E l’impotenza è più spaventosa persino dei sensi di colpa.
Ti dispiacerebbe partire dall’inizio?
È… complicato. La memoria mi fa ancora scherzi strani, quando ripenso a certi momenti.
Non preoccuparti. Racconta quello che ti ricordi.
Sono nata in una piccola città di Gandikar – probabilmente è più conosciuta come Prometheus b. Ho avuto un’infanzia normale, per gli standard di un pianeta-riserva. Prometheus è proprio sull’orlo del Protettorato, lontano da tutti, e soprattutto lontano dalla civiltà.
Eravamo poveri. Non lo sapevo, per quanto eravamo tagliati fuori da tutto. Ho scoperto solo da adulta che non è normale accendere l’holo solo durante il giorno, perché c’è l’elettricità direttamente dal tetto solare. Di notte spegnevamo tutto il possibile, le batterie non erano abbastanza potenti. Sembra assurdo dirlo ora che non devo più lavare i vestiti a mano perché ho un pulitore tutto mio, nel mio appartamento, e posso usarlo senza paura di sovraccaricare la rete elettrica.
È strano crescere su un pianeta-riserva. C’è questo contrasto tra quello che vivi tutti i giorni – l’holo solo con la luce, i paesi piccoli e agricoli, i materiali di recupero, gli oggetti vecchi – e la consapevolezza, come un rumore bianco di fondo, che fuori ci sia altro. Vedevo le navette da sbarco atterrare ogni settimana allo spazioporto. Vedevo le persone nell’holo vestite in modi assurdi, che parlavano di cose assurde, e le ecumenopoli con l’orizzonte di grattacieli e le luci dallo spazio come ragnatele dorate. Ero troppo piccola per capire, ma anche troppo grande per non rendermi conto, non so se mi spiego.
Eri felice, o sentivi la mancanza di qualcosa?
Non avevo idea di quanto il resto dell’universo fosse diverso, quindi non sentivo la mancanza di nulla. Ma ogni volta che guardavamo l’holo riempivo i miei genitori di domande a cui non potevano rispondere. Ripensandoci ora, dev’essere stato doloroso per loro, ma non mi hanno mai impedito di farlo. Mi davano le risposte che potevano darmi. Mi ricordo di un servizio sui propulsori ad antimateria che mi fece decidere che sarei diventata ingegnere spaziale, e di papà che fu costretto a farmi tornare alla realtà. Non ci sono università su Gandikar.
Abbandonai l’idea, ma non il sogno di salire su un’astronave. Ironico, no?

LA QUARTA
Il Premio Kipple è conosciuto per la sua propensione verso testi con tematiche sociali ed enigmatiche, caratterizzato da uno stile informale o talvolta ardito. Qui trovate la migliore produzione pervenuta nel 2023, che sfrutta tutte le potenzialità della letteratura fantastica, le tematiche speculative, il sense of wonder, le riflessioni sociali e la creatività, coniugate con uno stile lirico e maturo. Sono sette storie, sette perle narrative, distinte per un’idea folgorante o una tematica limite. Difficilmente dimenticherete questi racconti.

GLI AUTORI
Axa Lydia Vallotto, vincitrice del Premio Kipple 2023; finalisti del Premio Kipple 2023: Tea C. Blanc, Giuliano Cannoletta, Debora Donadel, Carlo Menzinger di Preussenthal, Paola Viezzi, Vanessa West.

LA COLLANA
Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali.
Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa. Vv., Le colpe che c’imponiamo e altri racconti – Premio Kipple 2023
              Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Avatar
Formato cartaceo – Pag. 104 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-82-8
Formato ePub – Pag. 105 – 3.99€ – ISBN 978-88-32179-83-5

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Vince il Premio Kipple 2023… | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Vince il Premio Kipple 2023 “Le colpe che c’imponiamo – intervista a una maaltja sopravvissuta al traffico di tridialina”, di Axa Lydia Vallotto.

La redazione di Kipple Officina Libraria, dopo attente valutazioni, ha decretato vincitore il racconto di Axa Lydia Vallotto, per aver narrato con maestria le tracce della discriminazione profonda, siderale e disumana. Il discorso sociale su cui si articola il racconto è la migliore risposta ai molti segnali d’insensibilità alla sofferenza che, sempre più spesso, coinvolgono larghe fasce della nostra società.

Ricordiamo ai nostri lettori e autori che dalla scorsa edizione il Premio Kipple è stato unificato allo ShortKipple; esistono certamente differenziazioni tra romanzo e racconto ma, come in questo caso, il Premio Kipple può essere assegnato soltanto a una sezione – anche se, lo auspichiamo sempre, preferiamo premiarle entrambe.
In questa edizione sono stati scelti i migliori racconti pervenuti in redazione mentre per la sezione romanzi, ce ne rammarichiamo, non è stato ravvisato alcun contributo che soddisfi le caratteristiche che la casa editrice ricerca all’interno del Premio; i romanzi si sono comunque distinti per una buona qualità e ci teniamo a ringraziare tutti gli autori che hanno accettato la sfida Kipple.

Kipple Officina Libraria si felicita con la vincitrice e dà appuntamento ai suoi lettori alla prossima edizione di Stranimondi, quando presenterà le ultime novità.

Esce l’antologia di Aa. Vv. “Dormono sulla collina”, tra Masters e De André | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce oggi la raccolta di racconti Dormono sulla collina, ispirata all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e all’album Non al denaro non all’amore né al cielo di Fabrizio De André. Dodici autori del fantastico italiano si sono cimentati in una rilettura in chiave fantastica di questi due capolavori, in un viaggio attraverso vizi e virtù all’incrocio dei mondi. La copertina è di Ksenja Laginja.

SINOSSI
Comunque vada finiremo in polvere d’ossa.
Per sopravvivere alla morte ci ancoriamo al ricordo dei cari, alle foto sbiadite e a lapidi destinate a rimanere senza fiori.
Proiettiamo la nostra vita in quella degli altri, con la convinzione che qualcosa di noi si preservi.
Senza renderci conto quanto di noi spargiamo nella quotidianità.
Seminiamo frammenti di vita sotto forma di pixel, like e tag; il filo d’Arianna che abbiamo srotolato nei social, su internet, negli acquisti online e nei vocali è stato passato all’orditoio per plasmare un’anima post mortem.
Dormono sulla collina è un cimitero digitale in cui tutte le nostre tracce sono raccolte per dare vita a IA che ricalchino la nostra identità.
La morte trova un nuovo senso: non è più una fine, ma può essere un inizio.

Questa è la sfida raccolta e accettata dagli autori dell’antologia.
Il risultato ha soddisfatto i due curatori, Alessandro Napolitano e Fabio Aloisio: nove sfaccettature di vita e morte in chiave fantascientifica, fantastica e weird compongono l’antologia, e il risultato non poteva dare maggiore omaggio al lavoro di due artisti come Edgar Lee Masters e Fabrizio De André.

ESTRATTO – dalla prefazione dei curatori
I due curatori di questa antologia, oltre a essere appassionati di letteratura fantastica, sono follemente innamorati dell’ultimo poeta del Novecento italiano: Fabrizio De André.
La letteratura fantastica e Faber sono forse un connubio troppo audace da proporre a dei lettori attenti e preparati, ma date fiducia a questa breve prefazione.
Il 2021, anno di pandemia, privazioni e dolori, ha segnato il cinquantesimo anniversario di uno dei capolavori di De André, Non al denaro non all’amore né al cielo. Il concept album (probabilmente uno dei primi a essere pensati e prodotti in Italia) prendeva spunto dal libro di Lee Masters conosciuto con il titolo di Spoon River Anthology.
Lee Masters, autore americano del primo ‘900, maturò l’idea di affidare a 245 poesie presentate sotto forma di epitaffi, la vita degli abitanti del midwest americano. L’intuizione geniale avuta dall’autore fu proprio quella di rievocare la vita dei morti per bocca dei morti stessi. E in piena libertà di espressione.
Il successo di Spoon River fu tanto immediato quanto fragoroso, ma di fatto segnò anche la fine della vena poetica di Lee Masters, incapace da quel momento in poi di ripetersi artisticamente, fino a morire dimenticato e povero.
Finché, almeno per il mercato italiano, Fabrizio De André, nell’autunno del 1971 decise di ridare voce ai morti seguendo il principio che fu di Lee Masters: nove canzoni per nove esseri umani che raccontano senza filtri la propria vita, con pregi e difetti, ma in assoluta libertà di espressione perché dopotutto, i morti, non hanno più nulla da perdere e possono esprimersi come non hanno mai avuto il coraggio di fare da vivi.
1971 e 2021, cinquant’anni da uno dei tanti capolavori che Faber ha deciso di regalarci.
L’antologia che avete tra le mani ha l’obiettivo ambizioso di rileggere in chiave fantastica l’idea alla base di Spoon River e Non al denaro non all’amore né al cielo, affidando a dieci racconti di genere fantastico la voce di altrettanti defunti provenire da un futuro lontano.
Ascolterete i loro racconti, conoscerete i loro vizi e le loro virtù e scoprirete, forse, come il rapporto tra la società contemporanea e i propri defunti potrebbe radicalmente cambiare.

LA QUARTA
La rilettura in chiave fantastica dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e dell’album Non al denaro non all’amore né al cielo di Fabrizio De André affida a dieci racconti la voce di altrettanti defunti provenienti da un futuro lontano. Ascolterete i loro racconti, conoscerete i loro vizi e le loro virtù e scoprirete, forse, come il rapporto tra la società contemporanea e i propri defunti potrebbe radicalmente cambiare.

GLI AUTORI
Davide Del Popolo Riolo, Emiliano Maramonte, Maico Morellini, Lorenzo Davia e Fabio Aloisio, Alessandro Napolitano, Veronica De Simone e Axa Lydia Vallotto, Damiano Lotto, Simonetta Olivo, Roberto Furlani, Giovanna Repetto.

LA COLLANA
Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali.
Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa. Vv., Dormono sulla collina
              Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Avatar
Formato cartaceo – Pag. 192 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-78-1
Formato ePub – Pag. 183 – 3.99€ – ISBN 978-88-32179-79-8

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I finalisti al Premio Kipple 2023 | KippleBlog


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Rullo di tamburi per i finalisti al Premio Kipple 2023, aperto ai romanzi e ai racconti di genere fantastico:

Yagé, di Tea C. Blanc
Storia di una donna che uccideva con un tocco e di un uomo che non poteva morire, di Giuliano Cannoletta
Senza fiato, di Debora Donadel
Noi siamo, di Carlo Menzinger
Le colpe che ci imponiamo – intervista a una maaltja sopravvissuta al traffico di tridialina, di Axa Lydia Vallotto
Bucaneve, di Paola Viezzi
Asse inclinato, di Vanessa West

La redazione Kipple ha scelto di premiare, come finalisti, i racconti migliori e particolarmente attinenti alla propria linea editoriale. Per la sezione romanzi, ce ne rammarichiamo, non è stato ravvisato alcun contributo che soddisfi le caratteristiche che la casa editrice ricerca all’interno del Premio; i romanzi pervenuti si sono comunque distinti per una buona qualità e ci teniamo a ringraziare tutti gli autori che hanno accettato la sfida Kipple.

Ricordiamo ai nostri lettori e autori che dall’edizione dell’anno precedente il Premio Kipple è stato unificato col Premio ShortKipple; esistono certamente le differenziazioni tra romanzo e racconto ma, come in questo caso, il Premio Kipple può essere assegnato soltanto a una sezione – anche se, lo auspichiamo sempre, preferiamo premiarle entrambe.

La pubblicazione legata al Premio (cartacea e digitale), anziché contenere il romanzo e il racconto vincitori, presenterà il novero di tutti i racconti segnalati.
Facciamo le nostre felicitazioni agli autori finalisti; presto, la redazione decreterà il vincitore della XVI edizione del Premio.

Cover reveal di “Dormono sulla collina” | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

«Dormono sulla collina. Tra Masters e De André», a cura di Alessandro Napolitano e Fabio Aloisio, cover di Ksenja Laginja.

La rilettura in chiave fantastica dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters e dell’album Non al denaro non all’amore né al cielo di Fabrizio De André.

Racconti di: Davide Del Popolo Riolo, Emiliano Maramonte, Maico Morellini, Lorenzo Davia, Alessandro Napolitano, Fabio Aloisio, Veronica De Simone, Axa Lydia Vallotto, Damiano Lotto, Simonetta Olivo, Roberto Furlani, Giovanna Repetto.

In uscita il 4/09 su www.kipple.it e nei principali store online

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