HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per Application Programming Interface
Basso codice
6 febbraio 2026 alle 07:48 · Archiviato in Cybergoth, Reading and tagged: Application Programming Interface, Ridefinizioni alternative
Ciò che preme in fondo al business del tunnel è il viatico che non riesce a esprimersi con altro codice che il basso esadecimale.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
Perenne ascolto
28 settembre 2023 alle 19:08 · Archiviato in Cybergoth, Empatia, Experimental, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Reading and tagged: Application Programming Interface, Interrogazioni sul reale, Luce oscura
Il sistema è in crash dopo aver visionato le violenze psichiche cui ha dovuto assistere nolente, quando gli è stata forzato il perenne ascolto.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
La fatica di ricordare
14 settembre 2023 alle 19:49 · Archiviato in Cognizioni, Cybergoth, Experimental, InnerSpace, Reading, Ricordi and tagged: Application Programming Interface, My continuum, Ridefinizioni alternative
Mostrami i ricordi in formato compresso, ho bisogno però di capacità elaborative supplementari per scompattarli e rendermeli fruibili.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
To be right
1 settembre 2023 alle 21:07 · Archiviato in Empatia, Experimental, InnerSpace, Oscurità, Reading, Surrealtà and tagged: Application Programming Interface, Estensione psichica, Luce oscura, Olosensorialità, Ridefinizioni alternative
Afferri con le API del tuo pensiero surreale quello che non esiste ai tuoi sensi; sai di essere nel giusto.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
Le prede
28 agosto 2023 alle 17:40 · Archiviato in Cybergoth, Experimental, InnerSpace, Reading and tagged: Application Programming Interface, Ridefinizioni alternative, Solipsismo
Quando rischiano la complessità ricorsiva senza crescita, le linee di codice innate si piegano su stesse e fanno massa, si rendono preda del confronto sterile.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
Istoriarsi
27 luglio 2023 alle 19:47 · Archiviato in Cybergoth, Experimental, InnerSpace, Oscurità, Reading and tagged: Application Programming Interface, Fields of the Nephilim, Luce oscura, Ridefinizioni alternative, Sumeri
Il cielo è terso di codici esadecimali minuti, impalpabili come nebbia sumera, istoriati di concetti fondanti come la stessa esistenza.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
Firmware
2 luglio 2023 alle 19:58 · Archiviato in Cybergoth, InnerSpace, Reading and tagged: Application Programming Interface, Interrogazioni sul reale, My continuum
La devozione verso la tua stessa necessità di sopravvivere è un firmware scritto, da?
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
Disambiguazioni
26 Maggio 2023 alle 14:23 · Archiviato in InnerSpace, Oscurità, Reading and tagged: Application Programming Interface, Luce oscura, My continuum, Ridefinizioni alternative
Ciò che mostri è la mistificazione di ciò che senti. Verità entrambe accertate, che collassano alternativamente come un circuito flip-flop.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
Altri abissi
21 aprile 2023 alle 18:40 · Archiviato in Cybergoth, Experimental, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Reading and tagged: Abisso, Application Programming Interface, Attraverso le dimensioni, Luce oscura
Il circolo delle possibilità apre i socket della connessione, un abisso di dispersione cognitiva perché aperto su altri continuum.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
I veri pericoli dell’intelligenza artificiale: un dialogo con Nello Cristianini – L’INDISCRETO
25 marzo 2023 alle 18:57 · Archiviato in Accadimenti, Cognizioni, Creatività, Cybergoth, Digitalizzazioni, Experimental, InnerSpace, Interviste, Matematica, OuterSpace, Postumanismo, Sociale, Sperimentazioni, Tecnologia and tagged: Application Programming Interface, Controllo sociale, Distopia, Francesco D'Isa, Intelligenza Artificiale, Interrogazioni sul reale, Nello Cristianini, Ridefinizioni alternative, Teoremi incalcolabili
Su L’Indiscreto una bella disquisizione di Francesco D’Isa e Nello Cristianini sulle peculiarità – pericoli compresi – delle intelligenze artificiali che s’interfacciano con l’arte. Un estratto:
FD: Come spesso accade, le nuove tecnologie ci costringono ad affrontare vecchi problemi che avevamo messo da parte. Grazie alle intelligenze artificiali (IA) ad esempio, ci siamo chiesti di nuovo cosa sia l’arte, chi sia l’autore, cosa sia l’intelligenza… Riguardo a questo ultimo punto, vediamo nel libro che le IA hanno un’intelligenza di tipo completamente diverso dal nostro: funzionano su base statistica, per esempio nell’imitare i nostri linguaggi. Usano metodi statistici per perseguire scopi scelti da noi – e in un certo senso è in questo modo che dimostrano di essere intelligenti, esibendo la “capacità di un sistema di agire in modo appropriato in un ambiente nuovo e incerto, dove le azioni appropriate sono quelle che aumentano la probabilità di successo”. Ma il modo in cui lo fanno è completamente diverso da come lo facciamo noi umani.
NC: Mi interessava dare una definizione di intelligenza che fosse chiara, operativa, misurabile, che di conseguenza escludesse altri concetti che spesso creano confusione: come l’autocoscienza, l’introspezione, le emozioni. Nella scienza spesso una definizione porta chiarezza e consente progresso, come fu nel caso di “informazione” con Shannon. Finora “il concetto di intelligenza” è stato usato in modo ambiguo, e anche vago: per parlarne scientificamente dobbiamo ‘restringerlo’, e per questo propongo una definizione: l’abilità di comportamento efficace in situazioni mai incontrate prima, ovvero l’abilità di perseguire un obiettivo in situazioni nuove. Jean Piaget la definiva: “sapere cosa fare quando non si sa cosa fare”, ovvero prendere decisioni sensate quando non si ha un copione da seguire. È necessario assumere che un agente abbia un obiettivo, per poter decidere se il suo comportamento è efficace, razionale, o irrazionale: una macchina che sceglie le azioni a caso lanciando una monetina ha un comportamento, ma non uno razionale. Al momento, per capire l’IA è meglio eliminare il discorso sull’uomo, perché è fuorviante, ed evoca un bagaglio emotivo troppo grande. Per ora sarebbe meglio evitare paralleli con l’intelligenza umana, e limitarsi a descrivere le intelligenze artificiali. La nostra tendenza ad antropomorfizzare ci può ingannare, e lo ha fatto per decenni.
FD Nel libro parli di una “scorciatoia”, ovvero l’uso di dati e statistica per sviluppare le IA, un metodo molto divergente rispetto alle vecchie piste che erano legate più alla logica e al ragionamento formale. È grazie a questa scorciatoia che lo sviluppo tecnologico è esploso.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

