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Annus Solis, la meravigliosa Terra senza monoteismi | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Annus Solis, racconto di Flavio Deri uscito per DelosDigital; di cosa parliamo?

La Terra di Flavio Deri descritta in Annus Solis è molto più avanzata della nostra, ha colonizzato lo spazio e il sistema solare. Come mai? Cosa è accaduto di diverso dalla nostra timeline? Ecco l’inghippo: non ci sono state le grandi religioni monoteiste.

Un mondo senza i grandi monoteismi. Una legge di luce. Una crepa nell’equilibrio.
Alcibiade Kael, cronista del Commonwealth Solare, attraversa questo attuale mondo che, inevitabilmente ha gettato nuovi binari rispetto alla storia che oggi conosciamo.
Annus Solis è un tentativo di viaggio tra archivi e catastrofi silenziose, dove la ragione smette di essere rifugio e comincia a chiedere fede.

Delos Science Fiction 275: 100 anni di Fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com un post per segnalare un numero specialissimo di Delos, il 275, dove trova esclusivo posto il centenario della SF; una festa insomma, ricca di articoli che ripercorrono temi e date del genere in un modo – altrimenti non avrei segnalato nulla – non accademico, intriso di riflessioni che fanno bene alla mente leggere; vi lascio al post di segnalazione, che esplica assai bene i contenuti che v’invito a leggere in toto:

Nell’aprile del 1926, apparve nelle edicole americane una nuova rivista, un pulp magazine dal nome altisonante: Amazing Stories (storie incredibili). Il suo “inventore” si chiamava Hugo Gernsback e con questa sua creatura editoriale intendeva dar corso a una nuovo tipo di narrativa che avesse come pilastri i “fatti scientifici” e le “visioni profetiche”. Nasceva così la science fiction, che in Italia diventerà fantascienza, grazie a Giorgio Monicelli, primo curatore di Urania, che coniò, o se volete tradusse a suo modo, il termine americano. La fantascienza, in realtà, veniva già regolarmente pubblicata su altri pulp magazine già da molti anni, ma non era stata etichettata con un nome. Non a caso l’editore americano, di origini lussemburghesi, dichiarava nell’editoriale di quel primo numero che i riferimenti letterari erano il francese Jules Verne, il britannico Herbert George Wells e l’americano Edgar Allan Poe.
Gernsback, in un sol colpo, diede un nome, una “casa”, la definì e propose alcuni possibili “padri” del nuovo filone narrativo, ma creò di fatto anche un pubblico di lettori. Non a caso, da alcuni critici, è considerato il padre della science fiction. Se si considera l’apparizione della rivista di Gernsback come l’anno zero, allora la fantascienza ha esattamente 100 anni, un anniversario che Delos Science Fiction, la nostra rivista di approfondimento, omaggia con un numero molto speciale.

Nell’editoriale di questo numero, Arturo Fabra, inserisce la fantascienza nelle grandi narrazioni del Novecento, esaltandone il suo immaginario. Antonino Fazio ci racconta come da quel fatidico 1926, la fantascienza abbia cambiato continuamente pelle, mostrando mille facce a seconda dei periodi storici. Ancora, Andrea Cattaneo dimostra come uno degli elementi cardini della science fiction, al di là del periodo considerato, è la “paura”, declinata in varie epoche storiche e osservata attraverso i film di fantascienza.
Lo speciale di questo numero 275 è una vera e propria Storia della fantascienza, scritta dal curatore della rivista Carmine Treanni, necessariamente breve, ma che attraversa questi primi cento anni del filone narrativo, partendo da Gernsback e arrivando alle nuove forme come il solarpunk e la climate fiction, ma passando per l’Età dell’Oro, l’epoca della Space Opera, la social science fiction, la New Wave, il cyberpunk e la distopia degli anni Duemila. Un viaggio negli affascinanti e misteriosi territori del futuro…

 

 

 

 

 

 

The Harbinger, automated care | Neural


[Letto su Neural]

Esiste un livello di sorveglianza tollerabile e uno che invece è intollerabile. Questa soglia di tollerabilità si è spostata in modo significativo nel corso del tempo per adattarsi a una maggiore sorveglianza. Negli ultimi vent’anni, gli artisti hanno esplorato la materializzazione del confine tra i due. In The Harbinger, Wesley Goatley spinge questo concetto ancora oltre. Utilizza un altoparlante intelligente in uno scenario in cui la famigerata azienda Palantir espande il proprio contratto con il sistema sanitario pubblico britannico (NHS) e viene installata in ogni studio medico di base (GP), ascoltando ed effettuando «analisi intelligenti basate sull’intelligenza artificiale». Si concretizza così una «cura automatizzata» di marca con un livello di sorveglianza (in)sopportabilmente intimo.

L’archivio digitale di Valerio Evangelisti


Sul sito ufficiale di Valerio Evangelisti la segnalazione di una tesi di laurea dedicata prevalentemente all’archivio digitale dello scrittore scomparso pochi anni fa; il lavoro, svolto da Lucia Giagnolini, ha assunto queste tonalità:

L’indagine, oltre ad aver coinvolto cinquanta finalisti del Premio Strega e Campiello, si è soprattutto concentrata sull’analisi dell’Archivio Valerio Evangelisti, il più ampio caso di uso di archivi digitali d’autore finora documentato in Italia.

La nostra Associazione è lieta di aver potuto collaborare con lei negli ultimi due anni e mezzo. Il lavoro di Lucia Giagnolini ci ha consentito di poter iniziare un’operazione di mappatura e descrizione delle risorse contenute nei supporti informatici sui quali Valerio aveva lavorato per più di vent’anni, pioniere e precursore nel comprendere le potenzialità dei computer e della Rete per la sua opera e nel rapporto con il suo pubblico di lettori. Il lavoro, dunque, non termina qui: ma in questo momento ci congratuliamo con Lucia per il meritatissimo riconoscimento.

Gli eccidi nel Congo Belga | le pagine dei nostri libri


Sul blog Recensioni936 una lunga dissertazione su cosa è – non cosa è stato – il colonialismo nel secolo XIX, sulle sue ramificazioni liberisti, razziste, fasciste, quant’altro; vi lascio al post, ditemi che differenze ci sono col presente, con il futuro, con il profondo passato:

Nato nel 1835, Leopoldo regnò tra il 1865 e il 1909 ed in Belgio fu un re riformista: incentivò grandi opere pubbliche, appoggiò una legislazione sociale progressista, e sostenne il suffragio universale maschile. Scoprì un promettente territorio al centro dell’Africa, l’enorme bacino del Congo, ma camuffò il suo interesse economico con una retorica scientifica e umanitaria e fondò l’Associazione internazionale africana. Invitò a prenderne parte Henry Morton Stanley, giornalista statunitense senza scrupoli ed esperto conoscitore dell’Africa.
Tra il 1879 e il 1884, finanziato dal re belga, Stanley esplorò metodicamente il basso Congo e fondò Léopoldville. Stabilì degli avamposti e stipulò, a volte con la violenza, centinaia di falsi trattati con i congolesi che, senza saperlo, gli cedevano le loro terre.
Nel 1885 nella Conferenza di Berlino, in cui gli europei si spartirono l’Africa, venne creato a tavolino lo Stato libero del Congo, ottanta volte più grande del Belgio, che doveva essere neutrale e libero nei commerci. Inoltre Leopoldo venne eletto re del Congo, ma «a titolo personale». Per amministrarlo, nel 1886 creò la Compagnia del Congo per il Commercio e l’Industria.
Gli europei vi si potevano stabilire «senza chiedere il permesso» e senza rendere conto a nessuno. Le compagnie saccheggiavano le materie prime della colonia, in particolare il caucciù e l’avorio. I rappresentanti dello stato e gli agenti delle compagnie prendevano una percentuale sulla vendita dei prodotti, quindi per ottenerne la massima produzione ricorrevano a ogni mezzo, anche alla violenza.
Per sorvegliare la colonia, nel 1885 fu istituito un corpo armato: la Force Publique (FP), dalla fama sinistra comandata da ufficiali europei, in maggioranza belgi e anche scandinavi. Ne facevano parte africani, spesso criminali, schiavi in fuga o mercenari stranieri. Erano etiopi e somali, ma pure liberiani, senegalesi e perfino congolesi reclutati con la forza. Per queste note atrocità, il Congo belga fu sottoposto a un’insolita tassazione da parte degli altri stati colonialisti. Nel 1904-1905 una commissione di inchiesta internazionale pubblicò un rapporto sugli abusi nella raccolta del caucciù. Nacque l’Associazione per la riforma del Congo.

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Carmilla on line | Contro Dracula oggi a Roma è Carmillafest


CarmillaOnLine ci ricorda che oggi pomeriggio, alle 17, a Roma andrà in scena CarmillaFest, la festa dell’emagazine fondato un quarto di secolo fa da Valerio Evangelisti e che ancora oggi è un punto di riferimento del Fantastico con pensiero politico; l’appuntamento è a Via dei Lucani 11, al GranMa.

Dracula è la metafora dello sfruttamento, del morto che per continuare a esistere deve succhiare sangue ai vivi. Marx non a caso costruì intorno alla figura del vampiro la teoria del plusvalore: «Il capitale – diceva – è lavoro morto, che, come un vampiro, vive solo succhiando lavoro vivo, e vive tanto più, quanto più lavoro succhia».
Valerio Evangelisti sosteneva che Carmilla, il personaggio creato dallo scrittore irlandese Sheridan Le Fanu, fosse invece completamente diverso: «Seducente e trasgressiva, non teme affatto la luce del sole e non ama dormire troppo a lungo nei sepolcri. Si muove tra prati e fanciulle in fiore, impegnata in una lotta per la sopravvivenza che dura da secoli, contro una morte a cui non si è mai rassegnata».
Valerio dubitava che potesse essere un Van Helsing qualsiasi a sconfiggere Dracula, restaurando lo status quo vittoriano. Sosteneva che «Solo un vampiro può sconfiggere un altro vampiro»: di fronte alle allucinazioni indotte dal mostro notturno, solo il morso di una vampira lunare e felina avrebbe potuto offrire un’adeguata risposta antagonista. Carmilla online nella contesa dell’immaginario (letterario, politico, culturale) ha sempre voluto essere questo tipo di vampira!

Incontriamoci alla Carmillafest 2026, contrastiamo la guerra e la morte del capitale, sogniamo e costruiamo un mondo migliore. Ecco il programma:

17.00 –  Introduzione: Granma

17.15 – Modulo 1: Valerio
Moderazione: Granma
L’insurrezione immaginaria di Valerio Evangelisti (Sandro Moiso)
Carmilla: la figlia lunare di Valerio (Nico Maccentelli)
Nicolas Eymerich: la zona oscura dell’eroe (Fabio Ciabatti)

18.30 – Modulo 2: La guerra che viene
Dialogo tra Geraldina Colotti e Sandro Moiso

19.15 – Modulo 3 – Libri carmilli
Moderazione: Granma
Presentazione dei seguenti libri:
Domenico Gallo, L’ultima cordata e altri racconti degli anni Novanta e La patria del ribelle e altri racconti degli anni Duemila, Delos, 2025
Paolo Lago, Gioacchino Toni, Ibridazioni. Viaggio nell’immaginario tecnologico di David Cronenberg, Rogas, 2025
Franco Pezzini, Morte astrale,  Polidoro, 2025 e Le pirate, Tempesta, 2026.

Dalle 20.00 in poi: aperitivo sociale e dj set (a cura di Granma)

Carmilla on line | We are not robots – Nutrire la macchina. L’intelligenza artificiale estrattivista


Su CarmillaOnLine una recensione di Gioacchino Toni a Nutrire la macchina. Come alimentiamo l’intelligenza artificiale, saggio di James Muldoon, Mark Graham, Callum Cant edito da Mimesis; un estratto:

«Se pensiamo all’intelligenza artificiale come a una macchina estrattivista, allora noi siamo la materia prima». «La macchina vuole il tuo lavoro, le tue idee, la tua arte, la tua acqua, la tua energia, i tuoi dati e i minerali rari del tuo paese. Tutti questi input vengono alimentati nel fuoco che li trasforma in output, potere e profitti. C’è un nome semplice per il sistema che ha creato questa macchina. Si chiama capitalismo». Questa, in estrema sintesi, la convinzione espressa Nutrire la macchina (2026) uscito in lingua inglese nel 2024 e ora tradotto in italiano dal Gruppo Ippolita per Mimesis edizioni.

Il testo «racconta le storie delle persone il cui lavoro rende possibile l’esistenza dell’intelligenza artificiale, descrivendo i sistemi di potere che alimentano le disuguaglianze globali nell’accesso al capitale, alle reti e alle opportunità professionali. Lo studio porta alla luce la forza lavoro nascosta che contribuisce all’intelligenza artificiale e rivela come questo aspetto essenziale venga deliberatamente occultato» (p. 13). L’ammaliante narrazione di macchine portentose, capaci di apprendere da sole sfruttando quantità sterminate di dati e di fornire risposte alle più diverse richieste che vengono loro sottoposte, nasconde un universo di lavoro umano mal pagato e massacrante, non riconducibile soltanto ai dannati della terra destinati all’estrazione dei materiali utili alla loro realizzazione materiale e a coloro che assemblano le macchine, ma anche all’attività di tantissimi «annotatori di dati, moderatori di contenuti, ingegneri di machine learning, esperti di etica dell’IA, magazzinieri, organizzatori del lavoro e figure di spicco del settore» (p. 13). A questi occorre poi aggiungere quanti forniscono gratuitamente dati e prendono parte all’addestramento delle macchine semplicemente utilizzandole quotidianamente.

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Autoreferente


Sfogli intere entelechie per comprendere il tuo DNA alieno, e non hai ancora assorbito la necessità di essere anche altro.

Il nastro infinito di Élisabeth Vonarburg | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Band ohne Ende, opera di Élisabeth Vonarburg edita da DelosDigital, con la curatela di Franco Ricciardiello. La quarta:

Li chiamano metama, da “metamorfosi”: sono quasi immortali, per ucciderli occorre un’esplosione, un’elettrocuzione prolungata, un trauma che superi l’ostinata capacità di rigenerarsi delle loro cellule. I metama, addestrati sulla stazione spaziale di Lagrange 4, intervengono nelle situazioni i cui l’umanità si rivela troppo fragile; destano nei “normali” una curiosità morbosa, soprattutto a Baïblanca, capitale dell’Eurafrica, costruita sulla costa rocciosa all’estremo sud della Spagna, al sicuro dalle catastrofi che hanno sconvolto la Terra. La causa di morte più frequente tra i metama è l’amok, una furia violenta e omicida che sfogano su se stessi. Paula Berger è una giovane metama che entra in crisi personale: dopo avere assistito all’amok di un suo simile, metamorfosa in maschio e cerca di confondersi nel jet set di Baïblanca. Ma non sarà facile, perché “normali” e metama sono avvolti gli uni agli altri da un nastro di Moebius, come in quella litografia di Escher, Band ohne Ende.

Carmilla on line | Fantasy di passaggio


Su CarmillaOnLine Franco Pezzini firma una recensione a due opere edite da Hypnos; ecco un dettaglio d’intenti, più che di contenuti, perché si parla di Fantasy e Fantastico; parliamo di Marcel Brion, La città di sabbia e di Elena Furlan, Storia di Achille.

L’etichetta fantasy per noi in Italia veicola immediatamente una serie di suggestioni. In genere legate all’heroic fantasy, magari nell’eccezione tolkienoide che tenta di ricalcare fino all’allergia cutanea la produzione di uno scrittore in sé immenso (ma dopo di lui ha poco senso imitarne le storie di elfi e di orchi, brandite con una consapevolezza filologica e antropologica inimitabile). Meno frequentemente – ma con una certa attestazione di presenza – troviamo dark fantasy, urban fantasy o quel romance fantasy che capitalizza l’elemento romance tanto vivo attraverso certa narrativa rosa autoprodotta. Poi le tipologie sono infinite, quindi è difficile pretendere di irrigidire troppo il discorso; ma occorre ricordare che il termine fantasy, nel mondo anglosassone, è il corrispettivo del nostro fantastico – genus estremamente ampio o anche species non meglio etichettabile. Oltretutto, come sappiamo, non tutto è genere: con buona pace di alcune semplificazioni fandom, non possiamo applicare tout court l’etichetta fantasy a grandi poemi come l’Odissea o l’Orlando furioso, dove l’elemento immaginale è giocato su tavoli diversi da quello tecnico appunto del genere.
Che d’altronde esistano esigenze – o tentazioni – di marketing sulla disinvolta etichettatura come fantasy di opere non meglio inquadrabili è un dato reale. E prendo in esame due casi di grande interesse recentemente editi da Hypnos. Due testi in modo diverso eccellenti e poetici, per i quali la collocazione in uno scaffale fantasy dei grandi distributori è probabilmente automatica ma un tantino falsante, e che sollevano interessanti interrogativi sulla rispettiva natura letteraria.

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ALL'OMBRA DEL MONTE FUJI

Alla scoperta del Giappone in punta di...bacchette

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