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Carmilla on line | Contro Dracula oggi a Roma è Carmillafest
18 aprile 2026 alle 09:50 · Archiviato in Cognizioni, Fantastico, Filosofia, Futuro, Letteratura, Mood, Passato, Presentazioni, Sociale, Storia and tagged: Attività politica, CarmillaFest, CarmillaOnLine, Domenico Gallo, Fabio Ciabatti, Franco Pezzini, Gioacchino Toni, Joseph Sheridan Le Fanu, Karl Marx, Liberismo, Nico Maccentelli, Paolo Lago, Sandro Moiso, Valerio Evangelisti, Vampirismo
CarmillaOnLine ci ricorda che oggi pomeriggio, alle 17, a Roma andrà in scena CarmillaFest, la festa dell’emagazine fondato un quarto di secolo fa da Valerio Evangelisti e che ancora oggi è un punto di riferimento del Fantastico con pensiero politico; l’appuntamento è a Via dei Lucani 11, al GranMa.
Dracula è la metafora dello sfruttamento, del morto che per continuare a esistere deve succhiare sangue ai vivi. Marx non a caso costruì intorno alla figura del vampiro la teoria del plusvalore: «Il capitale – diceva – è lavoro morto, che, come un vampiro, vive solo succhiando lavoro vivo, e vive tanto più, quanto più lavoro succhia».
Valerio Evangelisti sosteneva che Carmilla, il personaggio creato dallo scrittore irlandese Sheridan Le Fanu, fosse invece completamente diverso: «Seducente e trasgressiva, non teme affatto la luce del sole e non ama dormire troppo a lungo nei sepolcri. Si muove tra prati e fanciulle in fiore, impegnata in una lotta per la sopravvivenza che dura da secoli, contro una morte a cui non si è mai rassegnata».
Valerio dubitava che potesse essere un Van Helsing qualsiasi a sconfiggere Dracula, restaurando lo status quo vittoriano. Sosteneva che «Solo un vampiro può sconfiggere un altro vampiro»: di fronte alle allucinazioni indotte dal mostro notturno, solo il morso di una vampira lunare e felina avrebbe potuto offrire un’adeguata risposta antagonista. Carmilla online nella contesa dell’immaginario (letterario, politico, culturale) ha sempre voluto essere questo tipo di vampira!Incontriamoci alla Carmillafest 2026, contrastiamo la guerra e la morte del capitale, sogniamo e costruiamo un mondo migliore. Ecco il programma:
17.00 – Introduzione: Granma
17.15 – Modulo 1: Valerio
Moderazione: Granma
L’insurrezione immaginaria di Valerio Evangelisti (Sandro Moiso)
Carmilla: la figlia lunare di Valerio (Nico Maccentelli)
Nicolas Eymerich: la zona oscura dell’eroe (Fabio Ciabatti)18.30 – Modulo 2: La guerra che viene
Dialogo tra Geraldina Colotti e Sandro Moiso19.15 – Modulo 3 – Libri carmilli
Moderazione: Granma
Presentazione dei seguenti libri:
Domenico Gallo, L’ultima cordata e altri racconti degli anni Novanta e La patria del ribelle e altri racconti degli anni Duemila, Delos, 2025
Paolo Lago, Gioacchino Toni, Ibridazioni. Viaggio nell’immaginario tecnologico di David Cronenberg, Rogas, 2025
Franco Pezzini, Morte astrale, Polidoro, 2025 e Le pirate, Tempesta, 2026.Dalle 20.00 in poi: aperitivo sociale e dj set (a cura di Granma)
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Carmilla on line | Carmillafest 2026: il programma, dove e a che ora
3 aprile 2026 alle 19:05 · Archiviato in Cognizioni, Filosofia and tagged: Attività politica, CarmillaFest, Domenico Gallo, Fabio Ciabatti, Franco Pezzini, Gioacchino Toni, Nico Maccentelli, Paolo Lago, Roma, Sandro Moiso, Valerio Evangelisti
Su CarmillaOnLine il programma del CarmillaFest 2026; a Roma: qui.
Carmillafest 2026 si terrà a Roma sabato 18 aprile prossimo a partire dalle ore 17.00 puntuali (o come dicono i romani: “vere!”). Il tema è “Valerio Evangelisti e l’arte delle insurrezioni immaginarie”. La location dell’evento è il Granma in via dei Lucani 11 nel quartiere di San Lorenzo.
Ecco il programma
17.00 – Introduzione: Granma
17.15 – Modulo 1: Valerio
Moderazione: Granma
L’insurrezione immaginaria di Valerio Evangelisti (Sandro Moiso)
Carmilla: la figlia lunare di Valerio (Nico Maccentelli)
Nicolas Eymerich: la zona oscura dell’eroe (Fabio Ciabatti)18.30 – Modulo 2: La guerra che viene
Dialogo tra Geraldina Colotti e Sandro Moiso19.15 – Modulo 3 – Libri carmilli
Moderazione: Granma
Presentazione dei seguenti libri:
Domenico Gallo, L’ultima cordata e altri racconti degli anni Novanta e La patria del ribelle e altri racconti degli anni Duemila, Delos, 2025
Paolo Lago, Gioacchino Toni, Ibridazioni. Viaggio nell’immaginario tecnologico di David Cronenberg, Rogas, 2025
Franco Pezzini, Morte astrale, Polidoro, 2025 e Le pirate, Tempesta, 2026.Dalle 20.00 in poi: aperitivo sociale e dj set (a cura di Granma)
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Carmilla on line | Tre racconti di Natale
25 dicembre 2025 alle 11:18 · Archiviato in Creatività, Letture, Sociale and tagged: CarmillaOnLine, Cesare Battisti, Natale, Nico Maccentelli
Su CarmillaOnLine tre racconti, un modo di vedere la festa di oggi alternativo, corrosivo, ma in un qualche modo in linea con la morale dominante, ipocrita sostanzialmente, buonista per altri; e questi racconti non sono buonista, sono semplicemente veri. Due di Cesare Battisti – quello sotto è il primo – e uno di Nico Maccentelli.
Io sono un detenuto e scrivo piegato sul tavolino della mia cella. Ho composto frasi, affinato pensieri come se stessi parlando a un lettore che potesse leggere con i miei occhi e potesse sentire con il mio stesso cuore. Come se anche lei o lui, dall’altra parte delle sbarre, fossero piegati sul mio stesso tavolino di formica con i bordi bruciacchiati dalle sigarette altrui. E ogni giorno, prima di raddrizzare la schiena, mi sono chiesto se la scrittura Dentro potesse realmente passare attraverso le sbarre, raggiungere il mondo libero senza perdere parte dell’atmosfera dove il recluso ha proiettato ogni fattore pauroso, imprevedibile. Se varcata l’agognata soglia del carcere, le sue parole scritte trattenessero il soffio che trasforma il castigo in speranza, l’aria ferma della cella in luce, in vento che plana sul mondo dal quale egli è separato. Ho cercato la risposta dappertutto tranne in un posto, l’unico dove avrei potuto trovarla: in prigione.
Nel 2021, quando Artisti Dentro mi propose di fare l’editor per il Premio Letterario, non potevo sapere che sarebbero stati i miei compagni di pena, i loro scritti, a darmi la risposta che cercavo. È stato leggendo i testi e poi interagendo cogli autori detenuti, come me, che ho imparato a respirare Dentro, da questo lato delle sbarre, a ritrovare l’antico ritmo per sapersi abbandonare alla scrittura vera. Senza chiedere a nessuno di capire la ragione che ci ha obbligato a frugarci Dentro, ma limitarsi a dire qualcosa che non possiamo più tenerci Dentro. Sono state le grida dei miei compagni di prigionia a ricordarmi che non si scrive percorrendo vie consolatorie, o adeguarsi e raccontare quello che ci vorremmo sentir dire. Chi scrive e sa di farlo sovverte le regole, non pretende di essere capito, giustificato. È uno scrittore che affida la sua anima al vento, al soffio primordiale che nessuno potrà mai imbrigliare.
Chi scrive dà sé stesso, pur non avendo niente da insegnare; è un prigioniero che vive solo per evadere.
Non importa la lingua, la dimensione o lo spessore, scriviamo tutti per ottenere lo stesso premio: stringere forte al cuore la nostra paginetta e sentire lo spirito che va lontano oltre le sbarre, ben oltre la parola fine.
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Carmilla on line | La Sinistra Negata 05
9 novembre 2025 alle 20:54 · Archiviato in Cognizioni, Sociale, Storia and tagged: CarmillaOnLine, Controllo sociale, Nico Maccentelli
Un paio di giorni fa transitavo per la Stazione Termini, e non so perché ma un pensiero da complottista mi ha pervaso all’improvviso; ho pensato “E se tutte queste persone che vivono libere qui, adesso, fossero a breve perseguitate per un qualsiasi motivo riconducibile a principi d’ordine pubblico, cosa succederebbe?”.
È stato un pensiero assurdo, lo riconosco, ma il continuum sa parlarmi e il giorno dopo CarmillaOnLine e Nico Maccentelli me lo ricorda con un reportage che affonda nei primi ’80 italiani, quando quell’incubo era reale; è stato come suggerirmi che “se è già successo, può ripetersi”. Ed è una percezione devastante, e pur non facendo parte né ideologicamente né di fatto di quel movimento che Maccentelli cita, la sensazione che sarebbe un attimo ritrovarsi con una Stato oppressore anche con quei metodi, più di quel che accade, è violenta e vivida…
La conclusione della nostra ricostruzione delle vicende della sinistra rivoluzionaria italiana, apparsa nelle due precedenti puntate de La sinistra negata, ci ha lasciato un senso di insoddisfazione. Non tanto per le molte cose che abbiamo trascurato parlando degli anni Sessanta e Settanta, quanto per aver solo sfiorato il problema cruciale: gli anni Ottanta.
Perché “problema cruciale”? Perché la reale forza, il grado di radicamento, la capacità di mobilitazione della sinistra di classe non sono seriamente valutabili sotto il profilo storico se non si tiene presente che quel movimento ha finito col crollare come un castello di carte, riducendosi a ben poca cosa nel giro di un paio d’anni.
Non fa piacere dirlo, specie per chi, come noi, in quel movimento, nelle sue tensioni e nei suoi valori continua ad identificarsi a fondo. Peggio sarebbe, però, far finta che nulla sia successo, e che la sinistra rivoluzionaria italiana mantenga ancor oggi intatta quella forza che fino a qualche lustro fa sembrava incontenibile. Aggirare i problemi è contrario al nostro metodo, che consiste nel guardare in faccia i nodi essenziali, per quanto sgradevoli possano essere. Cosi come contrario al nostro metodo è limitarci a gettare sguardi asettici sul passato, eludendo il fatto che quel passato sfocia nel nostro presente e ne modella i tratti, e che quindi è da quest’ultimo che occorre necessariamente prendere le mosse.
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Carmilla on line | Anticapitalismo e antifascismo (seconda parte) | CarmillaOnLine
28 ottobre 2025 alle 19:48 · Archiviato in Cognizioni, Oscurità, Sociale, Storia and tagged: Adolf Hitler, Benito Mussolini, Carlo Modesti Pauer, CarmillaOnLine, Fascismo, Infection, Liberismo, Nico Maccentelli
Su CarmillaOnLine la seconda parte di una lunga riflessione di Nico Maccentelli (qui la prima parte) che argomenta come il fascismo sia l’endemica longa manus del capitale, senza troppi giri di parole o sofismi ideologici; l’incipit:
In questa seconda parte affronto l’origine e la storia del fascismo nella prospettiva di una lotta antifascista che non può non essere anticapitalista e vedremo il perché. Ad avvalorare questa ipotesi c’è l’ottimo contributo di Carlo Modesti Pauer apparso il 21 ottobre scorso sul nostro web, dal titolo: Di piazze piene a milioni e di carogne, canaglie e cialtroni…
Modesti Pauer scrive:
«Il punto cruciale è che, dopo la guerra, il “nuovo” capitalismo yankee non ha – apparentemente – più bisogno dei fascismi storici, così come se ne servì nel primo dopoguerra. La democrazia parlamentare entro certi limiti (anticomunismo ad ogni costo), diventa funzionale al nuovo ordine economico e geopolitico sorto con la Guerra fredda. Come noterà Bobbio, la “democrazia liberale è fragile ma si rivela adattabile: non un ostacolo, ma una forma di governo che il Capitale sa usare”. Tuttavia, le vicende complesse degli ultimi trent’anni, dalla dissoluzione dell’Urss in poi, hanno trasformato profondamente lo scenario geopolitico, mentre si imponeva un’economia globale di stampo neoliberista: deindustrializzazione nei paesi maturi, delocalizzazione produttiva, privatizzazioni, vendita di imprese pubbliche e riduzione dello Stato sociale; concentrazione della ricchezza, erosione dei diritti, crisi ricorrenti, tagli alla spesa pubblica, collasso dei welfare europei; omologazione giuridica al modello anglosassone, erosione della sovranità nazionale. La mattanza alla Diaz, la violenza feroce della repressione a Genova (G8-2001), doveva mettere a tacere chi indicava il nuovo orrore della teologia economica: il Capitale, nella sua autoriproduzione, si pone come realtà ultima, come principio di ogni senso, come Assoluto immanente che non tollera esterno né differenza. Il valore non rimanda più a nulla: è puro esser-presente, pura parusia del denaro che si moltiplica.»E ancora:
«Il volto nuovo del fascismo non ha la forza né la necessità di costruire un ordine alternativo come nel 1932. Non organizza corporazioni, non genera un nuovo modello di Stato. Si riduce a un doppio ruolo: a) l’intensificazione repressiva, attraverso leggi securitarie, restrizioni di libertà e sorveglianza hi tech; b) la mobilitazione simbolico-identitaria intorno a bandiere, retoriche nazionaliste, slogan sulla patria e sulla tradizione, richiami strumentali e infantili a disegni divini. Il nuovo fascismo è dunque un attrezzo residuale, non più totalità organica, e quando arriva al potere, si riallinea immediatamente con il Capitale e con lo Stato imperiale.»
Di fatto segue la mia linea di ragionamento sviluppata nella prima parte che trovate qui. Il rapporto organico tra capitalismo e fascismo è ancora più forte in mancanza di un’ideologia, di riferimenti culturali iconici e di valori reazionari come costanti e denominatori comuni da contesto a contesto. L’unica visione del mondo che resta è l’onnipresenza sempiterna del capitalismo, il valore della competizione del rapporto superiorità inferiorità a prescindere dai tools politici e valoriali necessari per affermare e imporre questa narrazione.
Pertanto la relazione tra democrazia svuotata delle sue funzioni a divenirne un simulacro e oligarchia come realtà occultata o manifesta ma comunque anch’essa imposta è l’essenza del fascismo e il livello sopra strutturale del capitalismo, ossia in particolare del capitale globale diretto dall’imperialismo atlantista. Pertanto non ci si può fermare semplicemente alle icone del passato, o ai comportamenti, o peggio alle espressioni culturali stereotipate, tutte gaglierdetti e orbaci. Ma occorre cogliere la determinazione funzionale del fascismo (per essere tale) nella sovrastruttura del capitale stesso. E oggi, nella fine della democrazia liberale (di cui resta solo un vuoto simulacro) arriva ad assurgere una posizione sistemica che va riconosciuta al di là dei luoghi comuni e delle colorazioni politiche che sono solo strumenti di apparati camaleontiaci: un fascismo zelig, ma sempre orientato ad assolvere il suo ruolo. Come vedremo tra breve i classici ci aiuteranno in questo orientamento.
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Carmilla on line | Duci a San Siro
22 marzo 2025 alle 19:20 · Archiviato in Cognizioni, Deliri, Futuro, Sociale, Storia and tagged: CarmillaOnLine, Europa, Guerra, Infection, Liberismo, Nico Maccentelli, Russia, USA
Su CarmillaOnLine un passaggio criticopolitico di Nico Maccentelli che sottolinea alcuni passi ideologici non di poco conto, da tenere bene a mente nell’ordalia pericolosissima di queste settimane, vorrei dire, ma in realtà sono solo giorni; un estratto:
È il titolo più appropriato per la prossima kermesse europeista dem, se dopo Michele Serra a Roma, fosse Roberto Vecchioni a organizzare a Milano un raduno guerrafondaio di pacifinti, con tutte le corbellerie tutt’altro che “di sinistra” che ha detto dal palco di piazza del Popolo. Ed è dai tempi di piazza Venezia nel 1941 che non si vedeva un’adunata di questo tipo e per un antico scopo che torna in auge su scala continentale.
No, non “sono solo canzonette”: c’è il nemico e c’è la guerra. Per questo i marchettari artistici e intellettuali del PD e affini sono andati al raduno nazionale del partito hanno risposto alla chiamata: sono la prima linea dei battaglioni atlantisti che hanno il compito di guastatori delle menti già assuefatte dal politically correct. Ossia: imbonire il popolino di sinistra per far passare gli 800 miliardi di lacrime e sangue che subiranno a breve i popoli europei con Rearm Europe. Tagli assassini alla spesa sociale, una gigantesca messa a profitto bellica tra risparmi a capitali di rischio, ETF dei fondi speculativi, facendo degli europei carne da macello che, se non va in trincea è parco buoi del risparmio gestito, massa precaria assolutamente flessibile, in un’emergenza funzionale a imporre ancora una volta il TINA (There Is Not Alternative). Una democrazia del facciamo quello che ci pare. Ma gli intellettuali non avevano la funzione di critici del regime? A questi giullari presenti il 15 marzo in piazza del Popolo mancava solo lo sponsor Leonardo-Stellantis-Repubblica sulla maglietta. I nuovi repubblichini. Sì perché il fascismo oggidì non dobbiamo vederlo con l’orbace e il fez, ma comprendere che la sua funzione di strumento del capitalismo colonialista e imperialista che ha avuto nel secolo scorso, continua assolverla sotto altre vesti, in base alle condizioni storiche e sociali profondamente mutate.
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Carmilla on line | Grande è il disordine sotto il cielo, la situazione è… demente
28 febbraio 2025 alle 21:25 · Archiviato in Cognizioni, Cultura, Futuro, Sociale and tagged: Attività politica, Attualità, CarmillaOnLine, Economia, Infection, Liberismo, Nico Maccentelli
Su CarmillaOnLine un lungo articolo di Nico Maccentelli che esamina la situazione politica mondiale – e quindi economica – con una lucidità che mi sento di sposare più o meno in toto; vi lascio a un piccolo estratto, ma v’invito a leggere tutto:
Infatti, deve essere chiaro che in questo momento storico in Occidente, l’epicentro dello scontro interno purtroppo non è la lotta di classe del basso contro l’alto, ma un conflitto politico aspro tra frazioni di capitale. Per cui il motto que se vayan todos, la parola d’ordine che emerse spontaneamente durante le proteste argentine dei cacerolazos, e ripreso in Italia da settori dell’antagonismo di classe anni fa, è ancora piuttosto attuale. È ancora oggi l’unica carta che si può giocare per irrompere sulla scena politica, senza farsi strumentalizzare con carrozzoni variopinti e da un dirittumanitarismo falso, che ha completamente e volutamente dimenticato la questione dei diritti sociali e sul lavoro.
Due passaggi politici vanno evidenziati nel constatare che ancora una volta certa sinistra che dicesi comunista cascherà ancora nella tattica trita e ritrita della coalizione di centro-sinistra. Il PD, lo sanno ormai anche le pietre, è la forza principale in Italia dell’euro-atlantismo. Pertanto voler ancora riproporre la formuletta del cespuglio a sinistra che, con la scusa di influenzare il grande partito, si becca delle poltrone e delle prebende o direttamente o indirettamente con le amministrative, è da dementi politici (da qui il titolo del mio articolo, la situazione si riferisce alla sinistra di classe decotta…), se prendiamo la politica come una pratica a favore di tutti e non delle proprie cordate. La scelta, risicata per poco, e proposta dal segretario Acerbo al congresso di Rifondazione Comunista va nella direzione di stampella agli euro-atlantisti ed è il primo passaggio. Sembra fatto apposta per il secondo: la nuova pensata nel centro-sinistra, un Patto Repubblicano, che il Richelieu di certi ambienti dem Goffredo Bettini ha messo in campo per mettere insieme tutti, assemblando un nuovo frankenstein dove dentro c’è tutto e il contrario di tutto (2), renziani e centrosocialari disobbari vari. Il ragionamento si argomenta sulla constatazione che le destre così tanto diverse tra loro, per le elezioni si uniscono e marciano compatte. Le sinistre no. Qui siamo ormai oltre la politica, siamo nell’ambito dell’alchimia tecnica da piccolo chimico dove ciò che importa è battere il “fascismo” incarnato nel governo Meloni. I programmi? Ognuno metta quel che gli pare, tanto poi sono i tecnici eurocrati che decidono su proposte addomesticate di altri euro-atlantisti, provenienti dal centro euro-dem legato al carrozzone delcapitalismo ordoliberista ancora dominante. Anche la sinistra radicale a chiacchiere va bene. Per questo c’è bisogno del voto di tutte le parrocchie con il centro del campo largo dem in testa: associativismo, sindacalismo purchessia, sbandieratori della falce e martello, certo, vanno bene anche i duri e puri, che così tanto
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Carmilla on line | Anticapitalismo e antifascismo (prima parte)
9 novembre 2024 alle 12:50 · Archiviato in Cognizioni, Filosofia, Passato, Sociale and tagged: CarmillaOnLine, Fascismo, Liberismo, Luciano Canfora, Nico Maccentelli, Sinistra
Un incipit su CarmillaOnLine che trovo assolutamente condivisibile: Da Nico Maccentelli la prima parte di “Anticapitalismo e antifascismo”:
Secondo Luciano Canfora, tutte le tendenze di sinistra oggi, pur richiamandosi al’antifascismo, “sono scese a patti con il capitalismo” (1.), per esempio contrastandone lo strapotere attraverso l’organizzazione sindacale”. Questo lo vediamo per esempio in quei contesti in cui le socialdemocrazie hanno ancora una funzione contenitiva e antiliberista delle tendenze politiche dominanti del capitalismo. Ma fondamentalmente sappiamo che questo ottimismo dell’eminente filososofo è sempre meno giustificabile di fronte alla sussunzione di tali politiche dentro la sinistra stessa. Per cui l’anticapitalismo non è più tale in gran parte delle sinistre soprattutto governanti nei paesi atlantisti, ossia del blocco geopolitico in capo agli USA. E l’antifascismo di conseguenza diviene paravento pseudo-ideologico d’innanzi a quelle forze trasversali la società, dominate per lo più da settori di borghesia “perdente” nella redistribuzione sociale della ricchezza e dei poteri, definite “sovraniste” per contendere elettoralmente il governo. Un antifascismo di facciata che si muove al tempo stesso dentro il solco della svolta autoritaria del capitale monopolistico e finanziario, delle multinazionali, che in Occidente sta permeando anche attraverso l’emergenza (di volta in volta sanitaria, bellica, ambientale…) le nazioni della catena imperialista a dominanza USA.
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Carmilla on line | Due anni…
18 aprile 2024 alle 13:33 · Archiviato in Fantastico, Letteratura, Mood, Sociale and tagged: CarmillaOnLine, Lutto, Nico Maccentelli
Su CarmillaOnLine un articolo di Nicola Maccentelli per ricordare Valerio Evangelisti, morto esattamente due anni fa. Un estratto, in cui si evidenzia il suo pensiero politico che, in effetti, era la base della visione narrativa su cui sviluppava le tematiche fantastiche e storiche che tutti conosciamo; ciao Valerio, ci manchi sempre:
Due anni fa ci lasciava Valerio. Due anni che sono volati tra vicende che stanno cambiando radicalmente il mondo. Me lo ricordo ancora, a operazione speciale russa iniziata, in una delle ultime assemblee contro la guerra, in teleconferenza, sostenere quello che poi gli analisti più acuti, quelli che non fanno propaganda e non sono a libro paga dei centri di potere mediatico delle élite atlantiste, vanno dicendo da un paio d’anni. L’analisi lucida di Valerio proveniva da quanto accadeva in Donbass fin dal 2014, da un sostegno internazionalista autentico verso quelle popolazioni martoriate da anni di bombardamenti nazisti.
Non faccio certo fatica oggi a immaginare cosa direbbe Valerio di fronte a questa guerra imperialista a pezzi, a un imperialismo a dominanza USA in declino e all’ignavia complice dei vassalli tra i quali si distingue il nostro paese senza alcuna discontinuità tra centrosinistra e destre atlantiste, che proseguono a svendere il paese e a macellare le classi popolari…
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Carmilla on line | Scambiare lucciole neocapitaliste per lanterne socialiste.
6 marzo 2024 alle 21:27 · Archiviato in Cognizioni, Sociale, Storia and tagged: CarmillaOnLine, Cina, Comunismo, Liberismo, Nico Maccentelli
Su CarmillaOnLine una profonda analisi su cosa è la Cina ora e sui suoi rapporti che oscillano tra capitalismo e comunismo, una curiosa commistione che non ha eguali; ma si sa, l’impero cinese può molte cose…
Queste che seguono non hanno la velleità di costituire un saggio organico sulla Cina, ma semplicemente sono alcune note sparse, riflessioni nella fase in cui siamo giunti di sviluppo economico egemone di questo paese nel mondo e, nel contempo, di conflitto tra potenze capitalistiche, nell’era in cui assistiamo alla brutale e inesorabile decadenza dell’Occidente imperialista a guida USA. La Cina è una questione che dalla sinistra marxista non viene affrontata, a mio parere, con un approccio analitico che non sia di adesione acritica al nuovo papà ritrovato o, al contrario di critica libertaria che spesso si associa alla vulgata democraticista borghese della sinistra liberale. Quello che mi interessa, scevro da approcci dogmatici, è quello di parlare della Cina per comprendere quale socialismo in specifico sia realizzabile nei paesi come il nostro e, in generale, cosa sia oggi il socialismo possibile, a fronte dei fallimenti delle esperienza novecentesche. Senza trionfalismi e con tutto l’interesse dovuto a quelle esperienze che oggi lo proseguono sperimentando nella transizione problematiche nuove (mi riferisco per esempio a Cuba e al bolivarismo, che quivi non tratterò, ma che meritano un’analisi approfondita). L’argomento Cina l’ho già trattato su Carmilla qui, qui e qui, nonché in altri articoli anche del mio blog. Buona lettura.
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