Archivio per Infection
11 aprile 2026 alle 14:26 · Archiviato in Cognizioni, Oscurità, Postumanismo, Segnalazioni, Tecnologia and tagged: Elon Musk, Guerra, Infection, Intelligenza Artificiale, Israele, J.R.R. Tolkien, Liberismo, Peter Thiel
Su L’Indiscreto un lungo articolo sulle Intelligenze Artificiali e sull’uso che se ne fa in ambito militare – davvero spaventoso, ma vero se si uniscono un po’ di punti… Un estratto:
A dicembre, il chatbot Claude di Anthropic è stato incaricato dagli hacker di violare i registri del governo messicano, presumibilmente come parte di un test di sicurezza; ha trovato e sfruttato vulnerabilità e rubato 150 GB di dati fiscali, registri elettorali e credenziali dei dipendenti. I ricercatori ritengono inoltre che quel tipo di AI potrebbe essere utilizzata per sviluppare analoghi della tossina ricina, non tracciabili con metodi convenzionali, a causa di nuove strutture proteiche.
Amodei si erge a gigante in un mondo di lillipuziani, e l’ha dimostrato rinunciando a duecento milioni di dollari di contratto del Pentagono – e chissà di quanti altri poi – perché voleva avere garanzie che i suoi sistemi non fossero usati per la sorveglianza di massa (per il momento, ad Anthropic basta che non venga applicata sul territorio americano, ad onor del vero) né, soprattutto, per le armi completamente autonome, quelle capaci di premere il grilletto senza il cosiddetto “human-in-the-loop”. Ora, forse la mossa di Amodei sarà marketing, ma d’altronde in quest’epoca di barbarie quotidiana ci facciamo andar bene anche il marketing, se questo può almeno posticipare lo scempio dello sterminio.
Il punto è che questi strumenti sono potenti, molto potenti, e prima di rilasciarli “in natura” è bene pensarci parecchio. Le moratorie e gli appelli etici che pensavamo fossero anch’essi hype per gonfiare le valutazioni di queste startup in perenne rosso, in realtà non si sono rivelati tali: già quello che vediamo oggi basta per spaventarci, e per farci correre rischi esiziali. Figuriamoci quello che non vediamo, e che possiamo solo immaginare esista negli arsenali delle grandi multinazionali del settore. D’altronde, qualsiasi account privato di Anthropic sperimenta i guardrail quando prova a chiedere informazioni sulla costruzione di armi rudimentali, o di altri modi di ferire; ma le versioni in possesso dei governi sono invece on steroids proprio su questi temi, se è vero che sono loro a guidare le strategie di assalto nei conflitti del XXI secolo.
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8 aprile 2026 alle 13:23 · Archiviato in Deliri, Empatia, Energia, Experimental, Oscurità, Reading and tagged: Estensione psichica, Infection, Psichiatrico
In fondo, le derive ambientali mostrano strati di indigenza statica e movimenti ipercinetici di follia dinamica, momenti torcenti delle basi azotate del tuo pensiero che indicano la via di altri continuum, altre emergenze, altre pazzie.
6 aprile 2026 alle 20:53 · Archiviato in Cognizioni, Editoria, Futuro, Letteratura, Oscurità, Passato, Recensioni, Sociale and tagged: Billy Bragg, CarmillaOnLine, Friedrich von Hayek, Gioacchino Toni, Infection, Liberismo, Margaret Thatcher, Martin Shakeshaft, Milton Friedman, Punk, Silvia Albertazzi, The Clash, Trish Murtha, Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Su CarmillaOnLine una recensione di Gioacchino Toni a TINA. La cultura britannica al tempo di Margaret Thatcher, saggio di Silvia Albertazzi che indaga la figura di una delle donne più infami della recente storia; un estratto:
Parlamentare dal 1961, ministro della Pubblica Istruzione nel 1970, a capo del Partito Conservatore dal 1975, Margaret Thatcher si è insediata al 10 di Downing Street in veste di Primo Ministro per tre, infiniti, mandati consecutivi, dal maggio 1979 al novembre 1990. Nel corso di quel decennio, la Iron Lady in tailleur ha lavorato alacremente per cambiare il Paese facendo di tutto per smantellare, un pezzo alla volta, tutti quei legami sociali considerati d’impiccio a un sistema di sviluppo intento a spingere sempre più sull’acceleratore del libero mercato più cinico, del monetarismo e dell’individualismo più becero in nome della meritocrazia, della competitività e dell’orgoglio nazionale, riformulando la materialità e l’immaginario del proprio Paese erigendo lo slogan “There is no alternative” (TINA) a luogo comune astorico, indelebile e imprescindibile per tutte le classi sociali.
Per quanto sia innegabile anche in termini di immaginario il successo ottenuto dal thatcherismo all’insegna dell’infame adagio “la società non esiste. Esistono gli individui, gli uomini e le donne, ed esistono le famiglie. […] È nostro dovere badare prima a noi stessi”, non sono mancate nel panorama culturale britannico forme di sottrazione o di aperta opposizione alla sua colonizzazione dell’immaginario collettivo. A ricordarle provvede il volume TINA di Silvia Albertazzi passando in rassegna il panorama culturale che ha dato voce e immagine alle rivolte urbane, agli scioperi, alla vita nelle periferie ed a valori e stili di vita irriducibilmente altri rispetto a quelli thatcheriani.
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6 aprile 2026 alle 17:51 · Archiviato in InnerSpace, Reading and tagged: Infection, Interrogazioni sul reale, More human
Distribuzioni esentata da qualsiasi elaborazione, il sogno di ogni purista della prestazione; un ingenuo, in altre parole, un raffinato sportivo che estrapola il contesto dal fetido liquore umano, che non capisce cos’è l’incarnazione.
1 aprile 2026 alle 20:42 · Archiviato in Cybergoth, Experimental, InnerSpace, Oscurità, Quantsgoth, Reading, Surrealtà and tagged: Distopia, Infection, Language, Siderale
La difficoltà di disinserire le parole accostate incautamente alle immagini diviene capitale, un fault che amministra le tue sinapsi sgarbatamente e anzi ti porta al collasso sistemico delle cognizioni: in breve, ti ritroverai come una delle miliardi di amebe presenti sul planetoide, le tue convinzioni pilotate e piegate al lusso di un senso che non potrai permetterti.
29 marzo 2026 alle 20:00 · Archiviato in Letteratura, Letture, Oscurità, Surrealtà, Weird and tagged: CarmillaOnLine, Edward Kelley, Franco Pezzini, Gustav Meyrink, Infection, John Dee, Luce oscura, Magick
Su CarmillaOnLine il sempre fantastico Franco Pezzini continua ad analizzare l’opera di Gustav Meyrink e, in particolare, “L’angelo della finestra d’Occidente” (un capolavoro che amo molto molto…). Un estratto (In realtà, dovreste leggere tutto il prosieguo del post originale, perché Meyrink è davvero maestro nel percorrere tutte le trame occulte del mondo “altro”):
Torniamo dunque alla vita di Dee rivissuta dal narrante. La giovane moglie del mago, Jane, prova immediata avversione per il nuovo socio del marito, l’equivoco Kelley. Ma in sé gli esperimenti alchemici vanno benissimo, producendo argento e anche oro.
Dee in realtà non intende arricchirsi in senso terreno, ma lavorare per un imputrescibile corpo di resurrezione. Anche perché è tormentato dalle proprie antiche responsabilità – l’appoggio ai profanatori Ravenheads – sul modo in cui quelle sfere di polvere preziosa sono state acquisite: per cui intende farne un uso nobile, mirando alle nozze chimiche con la sua regina, al realizzarsi in sé di Bafometto e al risplendere sul proprio capo della corona della vita. Poi, quando abbia capito il segreto del processo alchemico, allora Kelley ne faccia quel che vuole e si arricchisca… al momento lì in casa il socio si strafoga di cibo ruttando e allargandosi: e a Dee manca il bravo Gardener, a cui vorrebbe chiedere il parere su tante cose.
Ma gli scrupoli via via si dileguano coi giorni: tanto più che Dee sente di aver espiato le proprie colpe. E tanto più che sa bene che un’alchimia “finalizzata soltanto alla trasformazione dei metalli terrestri […] implica l’intervento di esseri che risiedono in un mondo oscuro e invisibile – al confine con la magia nera, una magia della mano sinistra”: mentre lui cerca la vita eterna. Certo, “in ballo qui ci sono gli spiriti” e da quando Kelley è arrivato si odono sussurri e colpi (i raps dello spiritismo, cui Meyrink sembra ammiccare). Invano Dee invita le presenze a parlargli, Kelley sostiene che gli spiriti stanno tentando di difendere i segreti non ancora svelati… e in effetti lo seguono, confessa, da quando possiede libro e bilie di san Dunstano.
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29 marzo 2026 alle 10:35 · Archiviato in Sociale and tagged: Attività politica, Fascismo, Infection, My continuum
A giorni di distanza, a bocce quasi ferme, è bello vedere come questa manica di postfascisti sia andata nel panico e pur di apparire integra, abbia sacrificato rapporti di amicizia profonda: ma nulla sarà più come prima, state per tornare nelle fogne, in fondo a destra, in marcescente compagnia di tutti i vostri sodali internazionali da genocidio.
Non credo sarà una rivoluzione, ma l’onda è finalmente mutata: siamo oltre la speranza, era ora, il caos ha vinto ancora una volta.
27 marzo 2026 alle 16:29 · Archiviato in Deliri, Fantastico, Oscurità, Recensioni, Sociale and tagged: Attività politica, Cannibalismo, Emanuele Manco, Infection, Jeffrey Epstein, Kirill Sokolov, Movie, Ti uccideranno
Su FantasyMagazine la recensione di Emanuele Manco a “Ti uccideranno”, film di Kirill Sokolov che tocca molte tematiche estreme e attuali, prossime ai deliri che portano il nome di Epstein ma che nascondono follie proprie del comando; un estratto:
Con Ti uccideranno Kirill Sokolov ribadisce la sua vocazione per un horror violento e moralmente scomodo, che trasforma la lotta di classe in un combattimento corpo a corpo. Il film racconta la notte di una giovane donna costretta a sopravvivere nel Virgil, grattacielo‑labirinto e covo di un culto demoniaco che ne ha già fatto sparire molte altre, e ne trasforma il calvario in un’allegoria del rapporto tra élite e lavoratori precari. La protagonista accetta un lavoro notturno in un ambiente ostile e incomprensibile e si trova a incarnare la figura del “sacrificio” sociale, scelta come vittima sacrificale in un gioco che sembra sacro eppure è soprattutto economico. Con questo film, Sokolov entra in tensione con la tradizione del survival horror, proiettandola in un’ottica più diretta e politica, dove la violenza non è solo effetto spettacolare ma strumento di lettura sociale.
La struttura narrativa riprende il modello del film‑percorso in vari spazi chiusi, una stanza, un’ascensore, un piano, un appartamento su cui si accumulano cadaveri, innescando un’escalation di scontri fisici e psicologici. Per ogni corpo colpito, il film sembra ricordare che c’è una storia alle spalle: la giovane donna che capita nel Virgil è solo l’ultima di una lunga serie di lavoratori precari, prestatori d’opera, corpi spendibili fino allo sfinimento. Il culto demoniaco che domina il grattacielo funziona come metafora dell’élite che si nutre, simbolicamente e materialmente, del lavoro altrui, consumando vite in cambio di un’illusione di immortalità. L’impianto, dunque, è chiaramente politico: il film è un orologio che conta le ore di un’operaia domestica intrappolata in un meccanismo di sfruttamento, trasformato in rito di morte.
In conclusione, Ti uccideranno è un’opera che non si accontenta di essere un semplice esercizio di stile di genere: è un film che mette in scena la lotta di classe come corpo a corpo, sacrificio e catarsi, usando il codice dell’horror‑action per smascherare la violenza strutturale del potere. Non sempre la direzione registica riesce a mantenere il controllo su tanti elementi, ma la chiarezza politica del film e la sua volontà di non addolcire la violenza rendono Ti uccideranno un’esperienza disordinata, ma significativa. Il film invita a vedere il sangue non come effetto speciale, ma come simbolo di squilibri sociali.
26 marzo 2026 alle 20:51 · Archiviato in Cognizioni, Creatività, Futuro, Letteratura, Letture, Passato, Sociale and tagged: Arabi, CarmillaOnLine, Distopia, Infection, Iran, Israele, Liberismo, Sandro Moiso, Sergio Altieri, USA, Valerio Evangelisti
Sandro Moiso, su CarmillaOnLine, rende omaggio a Sergio Altieri con un brano che lui scrisse più di trent’anni fa e che è di una lucidità, attualità sconvolgente: “L’occhio sotterraneo1, una delle prime prove dell’autore milanese e ormai da lungo tempo introvabile, potrebbe essere considerato il suo capolavoro. Romanzo della catastrofe assoluta, narra di un futuro prossimo (all’epoca ambientato a ridosso del 2000) che si è rapidamente trasformato nel nostro presente, anticipando un devastante conflitto tra Stati Uniti (con i propri alleati arabo-sauditi e israeliani) e Iran”.
Alan D. Altieri alias Sergio Altieri, quest’ultimo il suo vero nome, è stato uno dei più importanti scrittori italiani di genere (action, thriller, science-fiction, poliziesco e altro ancora) degli ultimi quarant’anni e sicuramente uno dei più visionari, forse il più visionario in assoluto. Motivo per cui collaborò spesso con Carmillaonline, da sempre dedita all’esplorazione delle varie forme dell’immaginario critico dell’esistente e diretta da un altro grande visionario della letteratura fantastica, al quale fu da sempre legato da una profonda amicizia: Valerio Evangelisti.
Autore di ben 19 romanzi e di svariate antologie di racconti, le cui trame si svolgono dal tempo della Guerra dei Trent’anni fino a un prossimo e non meglio definito futuro in cui, comunque, a dominare la scena è quasi sempre la guerra, sia essa tra stati, imperi o bande criminali interessate al dominio dei traffici illegali di una megalopoli (spesso Los Angeles), di materie prime, del pianeta nel suo insieme o addirittura delle altre possibili risorse presenti nel cosmo. Cambiano le coordinate spazio-temporali, ma non i moventi e, conseguentemente, le azioni e le distruzioni che ne derivano. Sì, perché la visionarietà catastrofista, la violenza selvaggia ed ineludibile che animano le sue pagine hanno i piedi ben piantati nella realtà che ci circonda e che accompagna da secoli il modo di produzione ancora dominante. Come i fatti di questi giorni dovrebbero rendere ancor più evidente. Nonostante la disattenzione alimentata, a Destra come a Sinistra, da un referendum farlocco che ha funzionato come un’autentica arma di distrazione di massa, usata su entrambi i fronti a difesa dell’ordine vigente.
Ecco l’estratto dal suo romanzo:
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