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Ti uccideranno | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione di Emanuele Manco a “Ti uccideranno”, film di Kirill Sokolov che tocca molte tematiche estreme e attuali, prossime ai deliri che portano il nome di Epstein ma che nascondono follie proprie del comando; un estratto:

Con Ti uccideranno Kirill Sokolov ribadisce la sua vocazione per un horror violento e moralmente scomodo, che trasforma la lotta di classe in un combattimento corpo a corpo. Il film racconta la notte di una giovane donna costretta a sopravvivere nel Virgil, grattacielo‑labirinto e covo di un culto demoniaco che ne ha già fatto sparire molte altre, e ne trasforma il calvario in un’allegoria del rapporto tra élite e lavoratori precari. La protagonista accetta un lavoro notturno in un ambiente ostile e incomprensibile e si trova a incarnare la figura del “sacrificio” sociale, scelta come vittima sacrificale in un gioco che sembra sacro eppure è soprattutto economico. Con questo film, Sokolov entra in tensione con la tradizione del survival horror, proiettandola in un’ottica più diretta e politica, dove la violenza non è solo effetto spettacolare ma strumento di lettura sociale.

La struttura narrativa riprende il modello del film‑percorso in vari spazi chiusi, una stanza, un’ascensore, un piano, un appartamento su cui si accumulano cadaveri, innescando un’escalation di scontri fisici e psicologici. Per ogni corpo colpito, il film sembra ricordare che c’è una storia alle spalle: la giovane donna che capita nel Virgil è solo l’ultima di una lunga serie di lavoratori precari, prestatori d’opera, corpi spendibili fino allo sfinimento. Il culto demoniaco che domina il grattacielo funziona come metafora dell’élite che si nutre, simbolicamente e materialmente, del lavoro altrui, consumando vite in cambio di un’illusione di immortalità. L’impianto, dunque, è chiaramente politico: il film è un orologio che conta le ore di un’operaia domestica intrappolata in un meccanismo di sfruttamento, trasformato in rito di morte.

In conclusione, Ti uccideranno è un’opera che non si accontenta di essere un semplice esercizio di stile di genere: è un film che mette in scena la lotta di classe come corpo a corpo, sacrificio e catarsi, usando il codice dell’horror‑action per smascherare la violenza strutturale del potere. Non sempre la direzione registica riesce a mantenere il controllo su tanti elementi, ma la chiarezza politica del film e la sua volontà di non addolcire la violenza rendono Ti uccideranno un’esperienza disordinata, ma significativa. Il film invita a vedere il sangue non come effetto speciale, ma come simbolo di squilibri sociali.

Il Transumanesimo ha vinto ed è virale su TikTok – L’INDISCRETO


Su L’Indiscreto un lungo post che traccia alcune coordinate sul Transumanesimo, diventato quasi mainstream; un estratto:

Poco prima dello scoppio della pandemia, nel 2019, ho pubblicato un piccolo saggio dal titolo Verificare di essere umani per i tipi di Lekton Edizioni (Acireale), passato relativamente inosservato rispetto alla pubblicazione parallela e assai più fortunata di Mark O’Connell, Essere una macchina, di Adelphi. Singolare coincidenza anche la scelta dei titoli, diametralmente in antitesi: mentre io mi interrogavo su cosa rimanesse di noi umani nell’era dell’ibridazione umano-macchina, per O’Connell la direzione tracciata dai transumanisti era già chiara. In quel testo cercavo di mettere a fuoco i confini di una lotta per la supremazia nell’immaginario legato al futuro delle nuove tecnologie: da una parte le filosofe e le epistemologhe interessate agli approcci femministi alla scienza e alla tecnologia (da Donna Haraway a Helen Longino), dall’altra l’esercito influente dei seguaci della Singolarità, imprenditori della Silicon Valley e accademici controversi come Nick Bostrom e Ray Kurzweil. Oggi quella lotta ha cambiato volto e le filosofie transumaniste non sembrano più i deliri di megalomani ultramiliardari in cerca di vie di fuga dalla morte e dalla sofferenza. Quel substrato culturale si è sedimentato in forme inattese, diluito nella cultura di internet, nei contenuti virali sul glow-up dei tiktokers, nell’estetica delle clean-girls, nei board di 4chan, nei nuovi gerghi delle comunità manosferiche – è divenuto pop, appunto. Pertanto, è forse arrivato il momento di spazzare via un po’ di polvere e di riaprire il dibattito in termini nuovi, poiché il transumanesimo pop è l’emblema di come un’ideologia si radica rapidamente nella vita di tutti i giorni quando i suoi sponsor possiedono direttamente i mezzi di distribuzione del pensiero. In definitiva serve chiedersi: il pensiero transumanista ha davvero vinto quella lotta?
Sostengo di sì, sebbene le catene causali, in storia delle idee, siano quasi sempre più complesse e meno lineari di quanto una tesi divulgativa possa onestamente sostenere. E tuttavia, ciò che si può affermare con maggiore cautela, e forse con maggiore utilità critica, è che esistono una serie di analogie strutturali profonde, rese possibili da una costellazione di concause che questo contributo può solo indicare: la diffusione capillare delle piattaforme digitali, la concentrazione del potere tecnologico nelle mani di imprenditori con visioni del mondo coerenti, la crisi dei modelli tradizionali di mascolinità, la mercificazione del corpo, la diffusione del self-branding, e l’erosione progressiva di qualsiasi immaginario collettivo alternativo all’ottimizzazione competitiva del sé. In questo contesto, alcune idee attecchiscono non perché vengano trasmesse consapevolmente, ma perché trovano già pronte le condizioni per sembrare ovvie.

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Cose troppo personali


Installi perfezioni di un lontano sapore esotico, somigliano alle perversioni, risaltano come destinazioni rivolte soltanto alla tua isola.

Just write


…costruendo elementi per una costruzione epica, che racchiuda ogni elemento d’intollerabile schifo fino a su, fino alla bocca dello stomaco, fino alle porte della cognizione che si spalancano come un Vaso di Pandora…

BlackGoo a go-go


I files del dominio inumano espressi dalle IA, che tutto sanno e vedono. Via Mariano Equizzi.

Enjoy BlackGoo @ island


Lì sull’isola, a mangiare e farsi mangiare dal GreyGoo. Con MarIAno Equizzi.

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