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Carmilla on line | Immaginari non allineati al tempo di Margaret Thatcher
6 aprile 2026 alle 20:53 · Archiviato in Cognizioni, Editoria, Futuro, Letteratura, Oscurità, Passato, Recensioni, Sociale and tagged: Billy Bragg, CarmillaOnLine, Friedrich von Hayek, Gioacchino Toni, Infection, Liberismo, Margaret Thatcher, Martin Shakeshaft, Milton Friedman, Punk, Silvia Albertazzi, The Clash, Trish Murtha, Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Su CarmillaOnLine una recensione di Gioacchino Toni a TINA. La cultura britannica al tempo di Margaret Thatcher, saggio di Silvia Albertazzi che indaga la figura di una delle donne più infami della recente storia; un estratto:
Parlamentare dal 1961, ministro della Pubblica Istruzione nel 1970, a capo del Partito Conservatore dal 1975, Margaret Thatcher si è insediata al 10 di Downing Street in veste di Primo Ministro per tre, infiniti, mandati consecutivi, dal maggio 1979 al novembre 1990. Nel corso di quel decennio, la Iron Lady in tailleur ha lavorato alacremente per cambiare il Paese facendo di tutto per smantellare, un pezzo alla volta, tutti quei legami sociali considerati d’impiccio a un sistema di sviluppo intento a spingere sempre più sull’acceleratore del libero mercato più cinico, del monetarismo e dell’individualismo più becero in nome della meritocrazia, della competitività e dell’orgoglio nazionale, riformulando la materialità e l’immaginario del proprio Paese erigendo lo slogan “There is no alternative” (TINA) a luogo comune astorico, indelebile e imprescindibile per tutte le classi sociali.
Per quanto sia innegabile anche in termini di immaginario il successo ottenuto dal thatcherismo all’insegna dell’infame adagio “la società non esiste. Esistono gli individui, gli uomini e le donne, ed esistono le famiglie. […] È nostro dovere badare prima a noi stessi”, non sono mancate nel panorama culturale britannico forme di sottrazione o di aperta opposizione alla sua colonizzazione dell’immaginario collettivo. A ricordarle provvede il volume TINA di Silvia Albertazzi passando in rassegna il panorama culturale che ha dato voce e immagine alle rivolte urbane, agli scioperi, alla vita nelle periferie ed a valori e stili di vita irriducibilmente altri rispetto a quelli thatcheriani.
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