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Archivio per Magick

The Police – Wrapped Around Your Finger


“Devil and the deep blue sea behind me
Vanish in the air you’ll never find me
I will turn your face to alabaster
When you’ll find your servant is your master”

Carmilla on line | La coscienza di Gustav (appunti meyrinkiani) 16


Su CarmillaOnLine il sempre fantastico Franco Pezzini continua ad analizzare l’opera di Gustav Meyrink e, in particolare, “L’angelo della finestra d’Occidente” (un capolavoro che amo molto molto…). Un estratto (In realtà, dovreste leggere tutto il prosieguo del post originale, perché Meyrink è davvero maestro nel percorrere tutte le trame occulte del mondo “altro”):

Torniamo dunque alla vita di Dee rivissuta dal narrante. La giovane moglie del mago, Jane, prova immediata avversione per il nuovo socio del marito, l’equivoco Kelley. Ma in sé gli esperimenti alchemici vanno benissimo, producendo argento e anche oro.
Dee in realtà non intende arricchirsi in senso terreno, ma lavorare per un imputrescibile corpo di resurrezione. Anche perché è tormentato dalle proprie antiche responsabilità – l’appoggio ai profanatori Ravenheads – sul modo in cui quelle sfere di polvere preziosa sono state acquisite: per cui intende farne un uso nobile, mirando alle nozze chimiche con la sua regina, al realizzarsi in sé di Bafometto e al risplendere sul proprio capo della corona della vita. Poi, quando abbia capito il segreto del processo alchemico, allora Kelley ne faccia quel che vuole e si arricchisca… al momento lì in casa il socio si strafoga di cibo ruttando e allargandosi: e a Dee manca il bravo Gardener, a cui vorrebbe chiedere il parere su tante cose.
Ma gli scrupoli via via si dileguano coi giorni: tanto più che Dee sente di aver espiato le proprie colpe. E tanto più che sa bene che un’alchimia “finalizzata soltanto alla trasformazione dei metalli terrestri […] implica l’intervento di esseri che risiedono in un mondo oscuro e invisibile – al confine con la magia nera, una magia della mano sinistra”: mentre lui cerca la vita eterna. Certo, “in ballo qui ci sono gli spiriti” e da quando Kelley è arrivato si odono sussurri e colpi (i raps dello spiritismo, cui Meyrink sembra ammiccare). Invano Dee invita le presenze a parlargli, Kelley sostiene che gli spiriti stanno tentando di difendere i segreti non ancora svelati… e in effetti lo seguono, confessa, da quando possiede libro e bilie di san Dunstano.

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La Dea Creiddylad: l’eterna Regina dell’Amore e dei Fiori di Maggio | Iridediluce


Ogni forma divina ha bisogno di punti di contatto col nostro mondo fisico, umano, siano essi piani operativi su cui l’energia surreale prende forme a noi intelligibili, siano anche infiorescenze, eventi, suoni, visioni, quant’altro, così da sostanziare l’incedere delle divinità; questo è il succo di un articolo di IrideDiLuce, da leggere tutto d’un fiato:

L’antica mitologia celtica raffigura la lotta perpetua tra luce e oscurità attraverso le figure mitologiche note come il Re della Quercia e il Re dell’Agrifoglio. Questi due archetipi simboleggiano il mutare delle stagioni e l’eterno ciclo della vita. Il Re Quercia rappresenta il potere della luce e della crescita, governando i mesi fertili dell’anno in cui la vita sboccia. La possente quercia, con la sua presenza imponente e i rami robusti, incarna forza e resistenza. È simbolo di vitalità e rigenerazione e rappresenta il trionfo della luce sulle tenebre. Dall’altro lato abbiamo il Re Agrifoglio, che regna durante i mesi più bui dell’anno, quando la natura si ritira in uno stato dormiente. L’agrifoglio, con le sue foglie sempreverdi e i bordi taglienti e spinosi, simboleggia protezione e resilienza. Rappresenta il potere dell’oscurità e il riposo necessario prima di un nuovo inizio.
Durante l’anno, il Re Quercia e il Re Agrifoglio si sfidano in un’eterna battaglia, alternandosi per dominare le stagioni. La loro lotta ciclica rispecchia il flusso e il riflusso della luce e dell’oscurità, ricordandoci l’equilibrio insito nel mondo naturale. In questa battaglia cosmica si erge la Regina di Maggio, rappresentata dall’elegante e sempreverde edera. Dea dei fiori e dell’amore, Creiddylad incarna il potere eterno della vita, del rinnovamento e della fertilità. L’edera, con le sue foglie verdi vivaci e la capacità di aggrapparsi e arrampicarsi, simboleggia la forza e la tenacia dell’amore.
Proprio come la Regina di Maggio regna durante il mese di maggio, quando la natura è in piena fioritura, l’edera rappresenta la vitalità e l’energia rigenerativa associate a questo periodo. Serve a ricordare la forza vivificante dell’amore e il ciclo continuo di crescita e abbondanza. Attraverso l’intreccio tra il Re Quercia, il Re Agrifoglio e la Regina di Maggio, si dispiega il mito della dea Creiddylad, rivelando l’eterna danza tra luce e oscurità, vita e morte, crescita e dormienza.
È una storia senza tempo che ci ricorda l’interconnessione di tutte le cose e l’equilibrio intrinseco necessario per l’armonia dell’esistenza.

Come fare il mondo con le parole | Fantascienza.com


Su Delos265, è comparso questo interessante articolo di Antonino Fazio che indaga la potenza delle parole; vi lascio ad ampi stralci che confermano, se ci pensate bene, la fondatezza creativa della magia.

Un vecchio detto recita “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, per rimarcare la differenza tra le parole e i fatti. Una differenza esiste, ma l’idea che il parlare e il fare siano cose diverse e contrapposte non è affatto corretta, perché parlare è un’attività come un’altra. Si parla come si cucina, si legge o si passeggia. Per dirla tutta, parlando si fanno un sacco di cose. Vediamo quali.
Intanto ci sono i verbi “performativi” studiati da John Austin. In Come fare cose con le parole il filosofo britannico spiega che ci sono cose che si fanno parlando. Per esempio, se dico: “Ti maledico”, la maledizione consiste proprio nell’emissione dell’enunciato. Non si tratta, ovviamente, di magia, ma del fatto che alcune azioni si eseguono parlando. Più in generale, in quanto comunicazione il linguaggio consente di eseguire degli atti linguistici che sono di fatto delle azioni. Se dico: “A che ora ci vediamo?”, sto facendo una domanda. In questo caso, l’espressione grammaticale (locuzione) e l’atto linguistico (illocuzione) coincidono. Se invece dico: “Mi passi il sale?”, locuzione e illocuzione sono diverse, perché ti faccio una domanda, ma la mia è una richiesta. Quest’ultima serve per ottenere che tu mi passi il sale, e questo è il suo aspetto perlocutorio, il risultato specifico.
Le parole si usano anche per fare altro, per esempio: recitare una poesia, cantare, rimproverare, adulare, eccetera. Per quale motivo allora ci sembra che dire le cose non è come farle? Se io dico: “Ti rompo la faccia”, la mia frase non equivale a un colpo sul viso, si limita a minacciarlo. La minaccia, però, è un’azione di per sé, un atto linguistico che corrisponde a un gesto aggressivo, anche se non è fisico ma verbale.

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Edizioni Ensemble presenta “Il libro delle Menzogne” di Aleister Crowley | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di “Il libro delle Menzogne” di Aleister Crowley, un’opera iniziatica attraverso la quale il magista sfida lo studente in un gioco di specchi e verità velate.

Il Libro delle Menzogne è uno dei testi più enigmatici e affascinanti di Aleister Crowley, maestro dell’esoterismo, fondatore della filosofia di Thelema e considerato da molti “l’uomo più malvagio del mondo”. Composto da una serie di brevi e criptici aforismi, poesie e riflessioni, il libro si muove tra il simbolismo esoterico, il misticismo e l’ironia, sfidando il lettore a decifrarne i significati nascosti. Con il suo stile provocatorio e la sua sapienza ermetica, Crowley gioca con le parole e i concetti, offrendo una guida tanto enigmatica quanto illuminante per chiunque voglia addentrarsi nei misteri della magia e della spiritualità. Un’opera imperdibile per gli appassionati di esoterismo e di filosofia ermetica.
Traduzione di Aldo Luigi Mancusi, autore del romanzo Mr. Crowley.

“Magia del Caos per scettici” di Carlos Atanes (estratto) | AxisMundi


Su AxisMundi un bellissimo articolo che estrae brani dal libro Magia del caos per scettici, di Carlos Atanes; sono brani sulla sostanza del reale, visti dal point of view energetico, fisico, spirituale, su cui si può operare la manipolazione, fisica e non; il post ha l’incipit che segue, ma voi proseguite pure oltre per navigare tra i concetti che tutto è fede e che tutto ha valore, ne vale la pena 😉

L’inevitabilità dei postulati scientifici deriva dalla diffusa ma errata teoria del progresso cumulativo basata sulle confutazioni successive e, diciamo, sull’auto-perfezionamento lineare. Come ha dimostrato Thomas S. Kuhn in The Structure of Scientific Revolutions, ciò che accade realmente è un viaggio erratico lungo un itinerario contingente fatto di sostituzioni di certi paradigmi con altri. Solo a posteriori la riscrittura dei libri di testo crea l’impressione di un progresso lineare. I nuovi paradigmi non si basano tanto su perfezionamenti empirici così evidenti, quanto su intuizioni, a volte di natura puramente estetica, come la bellezza di un’equazione e il desiderio platonico che la bellezza corrisponda alla verità. 
In prima genesi i nuovi paradigmi sono sostenuti da atti di fede. È il loro consolidamento successivo – più per il ricambio generazionale della comunità scientifica che per conversione dei suoi membri – a fornire il quadro metodologico in cui si innesteranno i nuovi contributi teorici che si riveleranno più utili per descrivere la realtà e che maschereranno la conoscenza precedente; fino all’avvento di una nuova crisi e al conseguente cambio di paradigma.
Come abbiamo detto, anche la magia è una questione di fede. Ma non solo una. La magia è molto lontana dall’essere un pensiero monolitico e uniforme nel tempo. Attraverso i secoli ha proiettato i suoi modelli e ha generato diverse visioni del mondo, o meglio, le ha generate nello stesso tempo in cui si è nutrita di esse.

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Navicon Torture Technologies – Pariah


Il disturbo della magia infera.

Tracciare la via


Scende un territorio di sensòri attesi a lungo, come idee in liberazione che tracciano la via psichica.

Il grande libro di H.P. Lovecraft | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la recensione di Cesare Buttaboni a “Il grande libro di H.P. Lovecraft”, a cura di Sebastiano Fusco, uscito recentemente per Mondadori. Ecco la rece:

Non si può certo negare a Sebastiano Fusco una grande competenza quando si parla di H.P. Lovecraft. Assieme a Gianfranco De Turris ha contribuito a far conoscere la figura del Solitario di Providence in Italia con le introduzioni alle mitiche collane della Fanucci e con testi importanti come il lungo saggio del Castoro (oggi un raro pezzo da collezione). Si tratta di un lavoro importante elogiato dallo stesso Giuseppe Lippi (che sottolineava in ogni caso qualche forzatura ideologica). Nel corso degli anni ha continuato, con grande impegno e dedizione, a parlare di Lovecraft pubblicando, al netto di qualche scivolone imperdonabile (come il romanzo L’orrore che viene dall’est di H.P. Lovering attribuito in maniera falsa a Lovecraft) anche testi molto interessanti come Il vento delle stelle (purtroppo fuori catalogo causa fallimento dell’editore Agpha Press). Quando ho visto in libreria questo volumone intitolato Il grande libro di H.P. Lovecraft non me lo sono quindi lasciato sfuggire, attirato anche dall’invitante copertina. Le attese non sono andate deluse: il volume è ben strutturato e segue il percorso umano, artistico e filosofico di Lovecraft dall’infanzia fino alla morte.

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La sacerdotessa di Ur | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di “La sacerdotessa di Ur”, racconto di Cristiano Fighera uscito per i tipi di DelosDigital; la quarta:

Enheduanna, figlia di re Sargon di Akkad, gran sacerdotessa della città di Ur e prima poetessa della storia dell’umanità, occupa un ruolo così ambito e custodisce un segreto tanto spaventoso che i suoi nemici sono disposti a trascinarla nel Grande Sotto, l’inferno dei Sumeri, pur di liberarsi di lei. Ma anche il maestro Sagadu, lo “scriba di tempio”, nasconde un segreto. E così il commerciante Ubara Tutu, che si diletta in misteriosi traffici; e Shanesha, un sacerdote fin troppo sicuro di sé. Ma quando le porte del Grande Sotto si spalancano rivelando il cammino dei morti, e i Sette, i demoni in forma di animale nati negli abissi, si scatenano sul mondo depredando i corpi e le anime dei viventi, solo la più potente delle armi può mettere fine alla catena di morte e distruzione; una magia ignota che come un chiodo si pianta nelle menti e le cambia per sempre. Uno strumento i cui effetti sarebbero in grado di cambiare la storia stessa dell’umanità.

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