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Servitore di nessun padrone | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione di “Servitore di nessun padrone”, racconto di Alessio Del Debbio edito da DelosDigital che sfora gli stilemi del Fantasy e della Mitologia, del Folk e dell’Urban Fantasy; di Dante. La quarta:
Nella quinta bolgia dell’ottavo cerchio, l’ordine è assoluto. E Alichino ne è lo schiavo. Un tempo sovrano dell’inverno e signore della Caccia Selvaggia, oggi Alichino è un demone delle Malebranche: un carnefice prigioniero di una legge immutabile che non ammette dubbi. Ma anche nell’abisso più profondo esistono crepe. Una voce che conosce il suo passato riaccende in lui una domanda proibita: è davvero impossibile scegliere?
Esiste una via diversa dall’obbedienza cieca, un’uscita dall’eterno presente della dannazione? Attratto dal richiamo del Bastone del Comando, Alichino intraprende un viaggio disperato verso la libertà, deciso a ritrovare l’antico manufatto e a tornare signore della Caccia Selvaggia. Sarà un percorso che trascende i confini dell’Inferno, portandolo laddove il mito si fonde con la recitazione e la verità si nasconde dietro una maschera.
Tra ribellione e metamorfosi, Alichino dovrà sfidare il proprio destino per reclamare ciò che gli è stato tolto. Riuscirà a spezzare le proprie catene o ci sarà altro ad attenderlo alla fine del viaggio? Una storia sul desiderio più umano di tutti: non appartenere a nessun padrone, scoprendo che a volte, per essere liberi, bisogna accettare di diventare altro.
La Città di Acqua e Vetro | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la recensione a La Città di Acqua e Vetro, romanzo tra Fantasy e Steampunk di Linda Ghio, che suscita interesse ed è uscito per Oscar Mondadori; di cosa parliamo?
Venezia è divisa in due: Venezia alta, dimora dell’aristocrazia, sfarzosa e impossibile da raggiungere per la gente comune, vive su un piano sopraelevato, libero dall’inquinamento e lo squallore che caratterizzano invece Venezia Bassa, dove vive la massa della “gente di Sotto”, costituente la gran maggioranza della popolazione di Venezia. Le condizioni di vita di Venezia Bassa sono tremende: i canali luridi, dall’acqua fangosa, una perenne nebbia, dovuta ai fumi delle fabbriche dove fin troppi operai sono rimasti mutilati e gli alloggi ricavati in ogni centimetro di spazio disponibile sono la quotidianità per la “gente di sotto”. Ma quando questa quotidianità viene spezzata da una serie di omicidi terrificanti, la già precaria situazione di Venezia Bassa sembra essere sull’orlo del baratro e la giovane Cornelia Furlan deve sobbarcarsi il peso della sicurezza cittadina per portare alla luce l’assassino, insieme a un aiutante inaspettato: il Signore di Notte Stefano Rosin.
La Città di Acqua e Vetro è il romanzo d’esordio di Linda Ghio che nelle sue pagine ci racconta di una Venezia spaccata, dipinta in una luce steampunk che ribolle di elementi mitologici e alchemici. Venezia Alta e Venezia Bassa sono come due mondi distinti, che raramente si mischiano: da una parte la ricchezza e l’aria pulita, dall’altra la povertà e l’acqua sporca. È su questo palcoscenico che operano i protagonisti, Cornelia e Stefano, divisi tra la ricerca dell’efferato assassino che sta agendo nell’ombra delle strette calli di Venezia Bassa e le ricerche sul flogisto. Il flogisto è l’elemento alchemico che permea qualsiasi essere vivente e che il padre adottivo di Cornelia, il nano inventore Giuseppe, cerca di imbrigliare come propellente per delle protesi all’avanguardia; il problema è che il flogisto è estremamente sfuggevole, quasi impossibile da contenere e difficile da estrarre in quantità utili, rendendo le ricerche di Giuseppe estremamente complicate da portare avanti. Nonostante ciò, qualcuno che a quanto pare è riuscito laddove tutti gli altri hanno fallito c’è: lo strambo, e un po’ timido, professor Vàclav sembra aver avuto successo nell’animare la materia inanimata e, durante una conferenza sull’argomento, dimostra proprio di poter animare una mano meccanica tramite l’uso del flogisto, suscitando lo stupore dei presenti.
Questo sfuggevole elemento è uno dei punti chiave del romanzo, accompagnando il lettore per tutta l’indagine, mentre se ne scoprono le applicazioni e i limiti. Tra scienziati visionari e creature mitologiche provenienti dalla Grecia, il flogisto sembra essere onnipresente a Venezia, permeando visceralmente le storie dei suoi cittadini che, tuttavia, ne sono per lo più ignari. E forse, tra le verità nascoste tra gli invisibili rivoli di questo “elemento solforoso” potrebbe celarsi anche la pista giusta, ma la sfida per Cornelia e Stefano sarà proprio riconoscerla.
Tra metodi decisamente poco convenzionali, passaggi segreti e realtà sconosciute persino all’incredibile rete di spie del Consiglio e al temutissimo Fante de’ Cai, i due protagonisti si ritroveranno in un vortice di scoperte e vicoli ciechi, un groviglio di intrighi che li porteranno dai canali fangosi agli altissimi tetti di Venezia, finanche all’isola di Murano, la prigione dorata per i mastri vetrai, dove nessuno entra o esce senza l’esplicito permesso del Consiglio, nessuno che voglia passare per vie legali perlomeno. Ghio ci trasporta così in una Venezia sia familiare che aliena, in cui alchimia e scienza si fondono in una spirale strettissima e centrale all’intera vicenda, dove l’impossibile diventa dolorosamente possibile e dove le cose, e le persone, non sempre sono quel che sembrano. L’autrice riesce a immettere elementi mitologici di tradizioni lontane fra loro e amalgamarli in maniera del tutto naturale, presentandoci un racconto che scorre veloce e avvincente capitolo dopo capitolo.
Il crocevia | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione di ” Il crocevia”, romanzo fantasy_folk_weird di Naomi Bonasia edito da Delos Digital; la quarta:
Silvia lavora in una pasticceria e conduce una vita fatta di silenzi, umiliazioni e desideri inconfessabili. Una notte, sulla strada verso casa, si ritrova davanti a un crocevia. E a un gatto. Parlante. Lui le fa una proposta: tre prove, in cambio di ciò che ha sempre voluto. Ma ogni desiderio ha un prezzo. E Silvia scoprirà che attraversare il confine tra giustizia e vendetta, tra realtà e incubo, è facile quanto accarezzare il pelo di un gatto. Una storia gotica e sulfurea, immersa nel folklore siciliano, dove superstizione e oscurità si stringono in un patto. E nulla sarà più come prima.
Hallucigenia – antologia di fantasy surrealista e psichedelico | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la recensione a Hallucigenia – antologia di fantasy surrealista e psichedelico, di Aa.Vv. a cura di Andrea Berneschi con nomi prestigiosi all’interno; un estratto:
Siamo dunque catapultati in un caleidoscopio di immagini, ambientazioni, mondi, personaggi… stranianti. Da una parte, il bello delle antologie; dall’altra, c’è sempre il rischio di perdersi un po’, se tutto ciò che vediamo è necessariamente bizzarro e disorientante. Forse il pericolo più grande è quello di anestetizzare il lettore, sottoposto stile “cura Ludovico” di Arancia Meccanica a una carrellata per forza di cose stroboscopico-fantastica. Il dosaggio generale dell’ingrediente potrebbe sembrare insistente e ridondante, specie se poi scenari simili si rincorrono in diversi autori. Basta scrivere al “tempo presente” per dare freschezza e nuova veste agli stilemi consolidati del genere? Chi lo sa… Non semplicissimo è appassionarsi al ritmo ripetuto, all’apparenza schematico, di diverse storie dal simile copione. Altre volte lo stile di scrittura è così ricercato da essere potenzialmente frastornante. Altre ancora si gioca con l’ironia sugli stereotipi del fantastico… diciamo “peccato”, si poteva magari osare qualche considerazione più significativa, che provasse a incidere sulla psiche del lettore con maggiore consistenza. Nello scorrere della lettura, certo si segnalano idee accattivanti, ambientazioni ben definite, strutture narrative che ispirano a proseguire… insomma, diversi buoni elementi.
Nello scorrere della lettura, si può magari sentire la mancanza di una visione generale che chiuda tutti gli elementi sopracitati in un recinto dalla forma fruibile, piuttosto che, magari, un ordine apparentemente casuale di presentazione. Si ha come l’impressione di trovarsi a un convegno, nel quale uno per uno gli autori sono chiamati a parlare di fronte a una platea amica, di cui conoscono gusti e declinazioni; più che costruire o demolire qualcosa, con magari una tensione contraddittoria sulle cui risultanti macerie sia possibile anche solo provare a edificare qualcosa… le tensioni sembrano “a salve”; gli affondi, non con l’intenzione di ferire. Il clima conclusivo, amicale, condiviso; più che pacifico, disarmato.
I Campioni dell’Inferno: intervista ad Andrea Gualchierotti | FantasyMagazine
“Nel 110 d.C., il Grande Anno, si compie il volgersi del ciclo cosmico che ha visto, in tempi remoti, la divisione dell’Universo tra Zeus, Poseidone e Ade. Le Potenze tengono convegno: come assegnare nuovamente i rispettivi reami, i cieli, i mari, l’oltretomba? Per evitare una guerra cosmica, i tre dei decidono di affidare le loro sorti ad altrettanti campioni, scelti a caso fra gli uomini che in quel momento vengono uccisi fra le tante arene dell’Impero. Il vincitore potrà tornare in vita. Prescelti per questa missione soprannaturale sono il gladiatore Cassio, il giovane Candido e il bandito Zabdas. Giunti nello spaventevole Oltretomba, i tre apprendono i termini del patto, tornano temporaneamente sulla terra e si preparano allo scontro.”
Quella che avete appena letto è la quarta di “I campioni dell’Inferno”, romanzo diversamente fantasy di Andrea Gualchierotti; su FantasyMagazine la segnalazione quindi della pubblicazione e anche un’intervista all’autore, cose interessanti in cui la mitologia si specchia con le intimità più inafferrabili dell’umanità.
Delos Digital presenta “Il falso re” | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione di “Il falso re”, racconto di Massimo Junior D’Auria uscito per la collana fantasy di DelosDigital, curata da Monica Serra; intrigante il tema: impero Assiro.
Assur-uballit II, l’ultimo sovrano degli assiri, vede il suo impero disfarsi sotto i suoi occhi senza poter opporre una vera resistenza.
Dopo la caduta di Ninive e Harran, si trova ridotto a governare un piccolo villaggio di pastori, tormentato da dubbi e rimorsi. Mentre cerca di preservare ciò che resta del suo impero, viene proposto un rituale per deviare l’ira divina su un sostituto. La scelta ricade su un uomo marchiato, creduto immune dalle conseguenze, ma ciò scatena una pestilenza devastante.
Tra dubbi e rimpianti, un ultimo infausto presagio è pronto a portarlo alla rovina.
Lanark in volume unico | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione di Lanark, volume unico dell’opera di Alasdair Gray, racconti di un mondo sul limitare della coscienza. Ma di cosa parliamo?
Lanark – Una vita in quattro libri racconta i destini di due città che corteggiano il dissolvimento, la città sotterranea di Unthank e quella terrena di Glasgow, mentre fluttuano incerte sul limitare del tempo, l’una volto, riflesso e destino dell’altra. Solo percorrendo il labile confine tra i due mondi il protagonista della storia – Lanark o Duncan, entrambi incarnazioni speculari della medesima umanità – riuscirà a dipanare gli intricati fili che lo uniscono indissolubilmente a entrambe e a comprendere la ragione del suo esilio nella città in cui «il lavoro è una prigione, il tempo uno stimolo e l’amore un peso».
Libro-mondo concepito nell’arco di trent’anni e punto d’unione di molteplici universi umani e letterari, Lanark è considerato all’unanimità il capolavoro di Alasdair Gray: pubblicato per la prima volta in lingua inglese nel 1981, l’opera ha immediatamente collocato Gray nell’empireo dei più importanti autori in lingua inglese ed è stato comparato, tra gli altri, a Dante, Blake, Joyce, Orwell, Kafka, Huxley e Carroll.
Dalla postfazione di JeffVanderMeer
Se Gray tende a incorporare fantasy e fantascienza, lo fa per poter pienamente sfruttare tutti gli strumenti appropriati, e perché tali elementi di un’immaginazione priva di confini rappresentano la stessa personale ricerca della luce da parte dello scrittore. Anche se non è un surrealista, Gray appoggia l’idea della bellezza convulsiva: la bellezza, anche quella feroce, al servizio della libertà.
Hallucigenia, il fantasy psichedelico | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la segnalazione di Hallucigenia, raccolta di racconti che esplorano la narrativa fantastica in chiave psichedelica e anti-tradizionale. Un tipo di fantasy di nicchia ma che riserva numerose sorprese ai lettori. La quarta:
Basta con elfi buoni e Oscuri Signori, barbari sotto steroidi e intrighi di palazzo! Abbiamo inviato diciotto immaginifici autori italiani là dove nessun racconto fantasy è mai arrivato prima.
Hallucigenia è l’antologia di storie surreali e psichedeliche che vi porterà oltre i confini di questo livello d’esistenza.Contiene racconti di Andrea Berneschi, Michele Borgogni, Simone Cicali, Francesco Corigliano, Lorenzo Davia, Pietro Dell’Oglio, Gianni De Martino, Gianmaria Ghetta, Carlo Marasciulo, Debora Parisi, Adelaide Rossi, Giorgio Smojver, Stefano Spataro, Ambra Stancampiano, Stefania Toniolo, Flavio Torba, Andrea Vanacore, Andrea Viscusi. Prefazione di Cristiano Saccoccia.
Il ritorno dell’ombra | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione di “Il ritorno dell’ombra”, ennesimo saggio di Christopher Tolkien sull’opera del padre, edito da Bompiani. La quarta:
John Ronald Reuel Tolkien, conosciuto per Lo Hobbit e Il Signore degli anelli, ha scritto nel corso della vita molti racconti e versi che arricchiscono la mitologia e le storie della Terra di Mezzo. Dopo la sua scomparsa il figlio Christopher per volontà del padre ha seguito con cura la pubblicazione di questo tesoro, portando alla luce nuovi personaggi, episodi epici e luoghi incantati. “Il Signore degli Anelli è solo la parte finale di un’opera lunga quasi il doppio, alla quale ho lavorato fra il 1936 e il ’53.” Così scrive J.R.R. Tolkien in una lettera a W.H. Auden, e a darne prova è questo sesto volume della Storia della Terra di Mezzo: qui Christopher Tolkien ricostruisce tre fasi della stesura della Compagnia dell’Anello, tre onde di marea in cui il “magico” anello di Bilbo diventa l’Anello Unico dell’Oscuro Signore, un Cavaliere Nero varca per la prima volta i confini della Contea e Passolungo è solo una figura indistinta, sconosciuta all’autore quanto a Frodo. Una fucina letteraria, un volume inedito in Italia che permette ai lettori di scorgere gli albori di un capolavoro. Il testo è inoltre corredato da riproduzioni delle prime mappe disegnate da Tolkien e di alcune pagine dai primi manoscritti.



