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Archivio per Giallo

Aspettando il Giallo – Altri sette piccoli saggi in cerca di un genere | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di “Aspettando il giallo”, una ricerca di Mauro Smocovich edita da DelosDigital sul Giallo e sulle fascinazioni che il Male esercita sull’umano; la quarta:

Prima che Mondadori tingesse di giallo le sue copertine, i delitti popolavano già i feuilleton, i pulp magazine, i romanzi d’appendice. Prima di Hercule Poirot e Sherlock Holmes, c’erano Vidocq e Vautrin, Rocambole e Atar-Gull, giustizieri della notte, detective improvvisati, donne che indagano sotto falso nome.
Mauro Smocovich conduce il lettore in un viaggio attraverso sette saggi che sono altrettante esplorazioni: nei bassifondi di Parigi con Eugène Sue, nei salotti londinesi con Oscar Wilde, nei sogni di Stevenson, negli pseudonimi di Louisa May Alcott, nei processi ai Fanti di Cuori, nei romanzi “mangiati” dalle sartine di Carolina Invernizio. E, sullo sfondo, una domanda che attraversa i secoli: perché il male affascina? Perché leggiamo storie di delitti?

Tra cronaca nera e invenzione letteraria, tra giustizia sommaria e vendetta, questo libro non è una storia del giallo. È una mappa sentimentale dei suoi fantasmi. Perché ogni genere, prima di essere riconosciuto, è stato a lungo un fantasma in cerca di un nome.

La Città di Acqua e Vetro | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la recensione a La Città di Acqua e Vetro, romanzo tra Fantasy e Steampunk di Linda Ghio, che suscita interesse ed è uscito per Oscar Mondadori; di cosa parliamo?

Venezia è divisa in due: Venezia alta, dimora dell’aristocrazia, sfarzosa e impossibile da raggiungere per la gente comune, vive su un piano sopraelevato, libero dall’inquinamento e lo squallore che caratterizzano invece Venezia Bassa, dove vive la massa della “gente di Sotto”, costituente la gran maggioranza della popolazione di Venezia. Le condizioni di vita di Venezia Bassa sono tremende: i canali luridi, dall’acqua fangosa, una perenne nebbia, dovuta ai fumi delle fabbriche dove fin troppi operai sono rimasti mutilati e gli alloggi ricavati in ogni centimetro di spazio disponibile sono la quotidianità per la “gente di sotto”. Ma quando questa quotidianità viene spezzata da una serie di omicidi terrificanti, la già precaria situazione di Venezia Bassa sembra essere sull’orlo del baratro e la giovane Cornelia Furlan deve sobbarcarsi il peso della sicurezza cittadina per portare alla luce l’assassino, insieme a un aiutante inaspettato: il Signore di Notte Stefano Rosin.
La Città di Acqua e Vetro è il romanzo d’esordio di Linda Ghio che nelle sue pagine ci racconta di una Venezia spaccata, dipinta in una luce steampunk che ribolle di elementi mitologici e alchemici. Venezia Alta e Venezia Bassa sono come due mondi distinti, che raramente si mischiano: da una parte la ricchezza e l’aria pulita, dall’altra la povertà e l’acqua sporca.  È su questo palcoscenico che operano i protagonisti, Cornelia e Stefano, divisi tra la ricerca dell’efferato assassino che sta agendo nell’ombra delle strette calli di Venezia Bassa e le ricerche sul flogisto. Il flogisto è l’elemento alchemico che permea qualsiasi essere vivente e che il padre adottivo di Cornelia, il nano inventore Giuseppe, cerca di imbrigliare come propellente per delle protesi all’avanguardia; il problema è che il flogisto è estremamente sfuggevole, quasi impossibile da contenere e difficile da estrarre in quantità utili, rendendo le ricerche di Giuseppe estremamente complicate da portare avanti. Nonostante ciò, qualcuno che a quanto pare è riuscito laddove tutti gli altri hanno fallito c’è: lo strambo, e un po’ timido, professor Vàclav sembra aver avuto successo nell’animare la materia inanimata e, durante una conferenza sull’argomento, dimostra proprio di poter animare una mano meccanica tramite l’uso del flogisto, suscitando lo stupore dei presenti.
Questo sfuggevole elemento è uno dei punti chiave del romanzo, accompagnando il lettore per tutta l’indagine, mentre se ne scoprono le applicazioni e i limiti. Tra scienziati visionari e creature mitologiche provenienti dalla Grecia, il flogisto sembra essere onnipresente a Venezia, permeando visceralmente le storie dei suoi cittadini che, tuttavia, ne sono per lo più ignari. E forse, tra le verità nascoste tra gli invisibili rivoli di questo “elemento solforoso” potrebbe celarsi anche la pista giusta, ma la sfida per Cornelia e Stefano sarà proprio riconoscerla.
Tra metodi decisamente poco convenzionali, passaggi segreti e realtà sconosciute persino all’incredibile rete di spie del Consiglio e al temutissimo Fante de’ Cai, i due protagonisti si ritroveranno in un vortice di scoperte e vicoli ciechi, un groviglio di intrighi che li porteranno dai canali fangosi agli altissimi tetti di Venezia, finanche all’isola di Murano, la prigione dorata per i mastri vetrai, dove nessuno entra o esce senza l’esplicito permesso del Consiglio, nessuno che voglia passare per vie legali perlomeno. Ghio ci trasporta così in una Venezia sia familiare che aliena, in cui alchimia e scienza si fondono in una spirale strettissima e centrale all’intera vicenda, dove l’impossibile diventa dolorosamente possibile e dove le cose, e le persone, non sempre sono quel che sembrano. L’autrice riesce a immettere elementi mitologici di tradizioni lontane fra loro e amalgamarli in maniera del tutto naturale, presentandoci un racconto che scorre veloce e avvincente capitolo dopo capitolo.

Sherlock, Delos e Antonino Fazio | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di Sette personaggi iconici del canone sherlockiano, di Antonino Fazio, in uscita per DelosDigital; la quarta e poi, sull’articolo, una breve intervista all’autore:

I più simbolici personaggi che ruotano attorno a Holmes e Watson. L’universo narrativo di Sherlock Holmes è abitato da personaggi secondari che sono penetrati a fondo nell’immaginario dei lettori. Si tratta di figure che a volte sono presenti con una certa continuità, ma che in altri casi compaiono in una singola storia, e tuttavia hanno lasciato il segno. Per ciascuno di loro, si cerca qui di capire quali siano i motivi che li hanno resi particolarmente significativi. Questi personaggi, in numero di sette, vengono presentati in ordine alfabetico.

Christie: una mappa completa per orientarsi nel suo universo narrativo | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di Il grande libro di Agatha Christie, edito da Mondadori e a cura di Massimo Moscati, per ripercorre la narrazione che Agatha Christie ha operato coi suoi indimenticabili romanzi:

Il libro si propone come una guida ricchissima, un viaggio appassionato che svela retroscena, curiosità e momenti cruciali della biografia della scrittrice. Ma l’autore va oltre il semplice racconto: analizza i sessanta romanzi, gli oltre cento racconti e soprattutto le figure diventate leggenda – Hercule Poirot e Miss Marple – che hanno plasmato l’immaginario collettivo del giallo classico.
Ampio spazio è dedicato anche alle trasposizioni cinematografiche e televisive, un universo sterminato che ha contribuito a mantenere viva e pulsante l’opera della Christie. Moscati ne ricostruisce l’evoluzione, dagli adattamenti storici alle produzioni più recenti, comprese le versioni dirette da Kenneth Branagh, rivelando dettagli curiosi e aspetti spesso ignorati dal grande pubblico.

Secondo l’autore, il vero segreto della Christie non risiede soltanto nell’ingegnosità degli enigmi o nei celebri finali a sorpresa, ma nella capacità di creare un mondo narrativo in cui la soluzione del delitto rappresenta un punto di partenza, non di arrivo. È questa alchimia irripetibile a rendere le sue opere intramontabili e a garantire all’arte del mistero un fascino che continua a conquistare lettori e spettatori di ogni epoca.
Il grande libro di Agatha Christie diventa così non solo un omaggio alla scrittrice, ma una mappa completa per orientarsi nel suo universo narrativo: un patrimonio culturale che continua a brillare come uno dei grandi capolavori della narrativa moderna.

 

Doppio romanzo per Alastair Reynolds | Fantascienza.com


Su delos270 la segnalazione delle nuove pubblicazioni – all’estero, quindi romanzi nuovi – di Alastair Reynolds; ecco il dettaglio:

Sono usciti sul mercato anglosassone ben due romanzi dello scrittore gallese. Il primo è Halcyon Years, che si può definire come una fusione tra noir e fantascienza: Yuri Gagarin è un investigatore privato che si occupa di piccoli casi nella sua comunità locale, si mette nei guai con la polizia locale e, in generale, sbarca il lunario come meglio può. Si trova a bordo dell’Halcyon, un’astronave che sfreccia nello spazio trasportando migliaia di passeggeri e altre migliaia che dormono durante il viaggio. Solo il suo consueto lavoro investigativo – catturare coniugi infedeli e piccoli truffatori – sta per cambiare. Viene assunto da una misteriosa donna di nome Ruby Red per indagare su un omicidio in una delle famiglie più abbienti di Halcyon… e poi viene nuovamente dissuaso dal caso da una seconda misteriosa donna di nome Ruby Blue. Preso tra le due, sta per essere coinvolto in un giallo in cui – da un momento all’altro – potrebbe essere l’ultima vittima.

Il secondo romanzo, invece, mescola fantascienza e fantasy e ha per titolo The Dagger in Vichy:
In un futuro medievale, un gruppo di giocatori attraversa la Francia per mettere in scena le solite vecchie storie nelle solite vecchie città. Quando dei soldati di passaggio affidano loro una misteriosa scatola che, a loro dire, deve essere consegnata all’Imperatore, il vecchio drammaturgo Master Guillaume e il giovane ladro fuggitivo Rufus si chiedono cosa possa contenere la scatola. Quando Rufus ascolta per caso strane conversazioni tra il suo Master Guillaume e la cosa nella scatola, deve scegliere tra la sua lealtà all’uomo che lo ha salvato dal cappio e la paura dell’antica intelligenza che opera in mezzo a loro. I segreti si riversano sulla strada per Avignone e nessuno nella compagnia è al sicuro. Né il Cieco Benedict, che un tempo vide il Cavaliere Vuoto senza volto pattugliare la Foresta immortale che si avvicina sempre di più alle città, né il Maestro Bernard, i cui piani sensati non sono all’altezza della cosa soprannaturale che la compagnia ora porta con sé. Tutto il mondo è un palcoscenico, e così lo era ogni mondo che lo ha preceduto.

Morte di Odisseo | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine il GialloMondadori del mese: Morte di Odisseo, di Franca Oliva; la quarta/recensione:

Siamo al decimo anno della guerra di Troia. Si parte dalla morte di Odisseo, re di Itaca, che giace con il capo frantumato sulla sponda del fiume Scamandro. Arma del delitto uno strano “cavallo di legno, lungo una spanna e mezzo e alto in proporzione.” Chi è l’assassino? Zeus vuole che Efesto, dio del fuoco, scenda sulla terra e ricerchi il colpevole, così come ha già avvertito Agamennone, il capo degli Achei. Indagine difficilissima dato che Odisseo era odiato da molti, fra cui lo stesso Agamennone ingannato da una sua lettera per l’uccisione rituale di sua figlia Ifigenia, potendo iniziare così la guerra contro Troia. E poi c’è Tersite che detesta Odisseo e porta ancora i lividi dei suoi colpi. Forse è lui l’assassino (uomo basso che zoppicava con la gobba e il cranio a pera) visto da Diomede dirigersi proprio verso lo Scamandro. Anche perché ora si dà alla fuga…

Al centro della storia si staglia Efesto che può rendersi invisibile o trasformarsi nel personaggio desiderato per scoprire eventuali indizi, e anche per amoreggiare, magari, con Elena avendo preso le sembianze di Paride (furbetto, eh!). Interrogando il fiume Scamandro scopre che la sera del delitto ha sentito due voci di donne. Qualcuno, un guerriero, doveva raggiungerle nella notte. Ma chi?
Saremo di fronte a un bel viaggio tra miti, dei, ed eroi: il dio Ermes che rincorre Efesto per impartirgli gli ordini di Zeus, il dio Hypnos che addormenta certi personaggi per favorire la trasformazione di Efesto, l’indovina Cassandra e l’indovino Calcante, Aiace Oileo e Aiace Telamonio, Enea, Palamede, gli amori fra Achille e Patroclo, la schiava Briseide e altri ancora. Con le loro peculiari caratteristiche tra rabbia, odio, amore, devozione, gelosia, sospetto, inganno e i vari sentimenti dell’animo umano. Al centro, ripeto, soprattutto Efesto (anche Agamennone ha la sua parte) che va avanti nella ricerca del colpevole e non si arrende nemmeno di fronte a momenti di dubbio e di crisi aumentati dopo un altro omicidio. Fino a quando…Ecco…ha incominciato a capire…
Bellissima lettura giallo-epica che ci riporta indietro negli anni quando studiavamo queste affascinanti storie! Da non perdere.

L’oscura immensità della notte | ThrillerMagazine


Su ThrillerMagazine la recensione di Diego Zandel al Giallo “L’oscura immensità della notte”, di Massimo Carlotto.
Solitamente non indugio in questo tipo di narrativa, ma lo scavo nella melma umana m’induce a riflettere da un lato, dall’altro m’invita a tenermene ogni volta più lontano, un abisso fetido e melmoso da cui sento provenire solo cose basse e inutili; la chiosa della rece:

Ma allo stesso lettore che parteggia per lui sarà richiesto uno stomaco capace di immergersi in uno di quegli inferni che Massimo Carlotto, con la sua profonda conoscenza della più spietata psicologia criminale, è maestro nel raccontare con il suo stile crudo e cinico di cui ha dato prova in tanti romanzi indimenticabili, uno su tutti “Arrivederci amore, ciao” di cui “L’oscura immensità della morte” ripercorre le piste più feroci. Tanto che, se all’inizio, appunto, può apparire comprensibile il bisogno di Contin di vendicarsi sugli assassini della moglie e del figlio, dopo sarà più difficile accettarlo: troppa violenza da parte sua, carica peraltro di una crudeltà senza limiti e attuata seguendo piani preparati con un’accuratezza degna di una mente insospettabilmente perversa e criminale, da restare sconvolti. Da chiederci se il dolore causato da una tragedia famigliare come quella subita da Contin, possa davvero scatenare in un uomo, diciamo normale, una reazione tale da produrre in lui un simile cambiamento.

Centododici | SherlockMagazine


Su SherlockMagazine la segnalazione di Centododici. Il sangue è la profezia, di Nicola Verde, in uscita per La Lepre Edizioni; la quarta:

Siamo a Roma, anno 2012: lo scienziato Ludovico Frangipane si appresta a rivelare una sensazionale scoperta sul Dna umano, preludio di una graduale sostituzione della specie Homo Sapiens a favore di un nuovo ramo evolutivo, ma prima che possa farlo viene ucciso. A indagare in solitaria sulla sua morte, rubricata troppo in fretta come incidente, è il commissario Athos De Roberti, amico di gioventù della vittima, con l’aiuto imprevisto di un sacerdote che si rivelerà un agente dei Servizi segreti vaticani. La scoperta di Frangipane sembra infatti avvalorare le predizioni contenute nella Profezia di San Malachia, nelle visioni mistiche di San Bernardo di Chiaravalle e soprattutto in una pergamena, la Reliquia più sacra, contesa tra due sette che si proclamano discendenti degli Esseni.

La trama si sviluppa su diversi piani temporali, coinvolgendo anche il lettore in un’indagine atipica tra Medioevo e contemporaneità. La posta in gioco non è solo la verità sulla morte dello scienziato, ma la conferma dell’approssimarsi di un’apocalisse che lascerà intatto il mondo, cambiando solo l’umanità come finora l’abbiamo conosciuta.

 

 

Delos Digital presenta “La neve ti coprirà” | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di “La neve ti coprirà”, romanzo giallo di Giordano Vezzani edito da DelosDigital; la quarta:

All’ombra di Montelama, un villaggio pressoché irraggiungibile nasconde dei segreti. Molti segreti, alcuni dei quali millenari, nascosti nei solchi dei siti megalitici; altri molto più recenti, ma altrettanto legati al mito, ai culti ctoni, e al sangue. Neri, archeologo e ricercatore, arrivato in paese per una campagna di scavo con i suoi studenti, non può immaginare quanto lontano lo porteranno le sue ricerche. E quanto vicino sarà costretto a guardare per dipanare la matassa di misteri che si aggroviglia intorno agli abitanti del paese e ai loro strani rituali.
Indagando sulla serie di misteriosi delitti che colpiscono il paese, Neri scoprirà che la verità è molto meno soprannaturale di quanto possa sembrare.

Intervista a Cristiana Astori – DigitalDreamscape


Su DigitalDreamscape un’interessante intervista a Cristiana Astori, autrice giallista che dosa sapientemente molti ingredienti, dal Cinema all’esoterismo, fino al suo amore per Torino; traspare l’intelligenza di quest’autrice, il sapersi muovere nella scrittura così come nell’arte che respira intorno sé, per chi la conosce già è notevole la capacità che possiede nel trasmettere le storie. Degli estratti:

Ciao Cristiana, benvenuta su DDS. Parliamo della tua ultima opera, uscita, lo scorso anno per Frilli Editore, Tutto quel viola. In questo libro ritorna il personaggio di Susanna Marino, studentessa appassionata di cinema horror, diventato molto popolare tra i lettori. Come è nata l’idea di questo romanzo, come sei approdata a Frilli Editore e in che modo questo personaggio riflette aspetti della tua personalità o delle tue esperienze

Grazie dell’invito, Gianfranco, è un piacere essere qui su DDS!
Tutto quel viola è nato dall’idea di raccontare la Torino esoterica: la città sabauda è sempre stato lo sfondo delle avventure della mia protagonista, Susanna, ma è la prima volta che racconto l’aspetto più tradizionalmente magico di tali location. Aspetto che mi sono divertita ad affrontare in una chiave diversa dalla classica letteratura sulla Torino magica, attraverso la figura del pittore ed esoterista Lorenzo Alessandri.
Frilli Editore ha come linea editoriale quella di pubblicare gialli e thriller in cui una determinata città fa da protagonista, e mi è parso perfetto per un romanzo come Tutto quel viola. Riguardo al personaggio di Susanna, come i miei lettori ormai sanno, oltre a essere entrambe curiose, testarde e insieme distratte, condividiamo la passione per i film e per i romanzi, specie quelli introvabili. Lei forse ha più di me la tendenza a cacciarsi nei guai, ma anch’io non scherzo!

In Tutto quel viola esplori l’esoterismo torinese attraverso la figura di Lorenzo Alessandri. Cosa ti ha attratta di più di questo artista e come ha influenzato la narrazione?

Vidi una mostra di Lorenzo Alessandri da ragazzina, e restai affascinata dal suo stile di pittura surrealista e insieme oscuro, una sorta di Magritte dark e sensuale. Alessandri è infatti l’deatore del movimento artistico Surfanta, ovvero Surrealismo Fantastico, a cui aderirono anche altri pittori torinesi attratti dal mistero (tra cui Colombotto Rosso, colui che ispirò il famoso quadro di Profondo Rosso). Ebbi la possibilità di parlare telefonicamente ad Alessandri, prima della sua fine avvenuta nel 2000. Provai subito un feeling nei confronti della sua poetica, lo trovai molto gentile e disponibile, e mi dispiacque che non fosse così conosciuto quanto avrebbe meritato. Per questo decisi che un giorno o l’altro – se mai avessi continuato a scrivere – gli avrei dedicato un romanzo. E così ho fatto.

Nei cinque romanzi della serie che hai scritto, la giovane cinefila Susanna Marino va alla ricerca di misteriosi film realmente scomparsi. A volte, come la protagonista dei tuoi romanzi, anche a te è accaduto di ritrovarli. Ci racconti come è successo?

È capitato con un paio di film: Un giorno a Lisbona di Alfonso Nieva e con L’Autuomo di Marco Masi, due film introvabili rispettivamentre al centro di Tutto quel nero e di Tutto quel blu. Il primo è stato ritrovato alla Cineteca Madrid semisepolto da altre pellicole grazie al critico spagnolo Carlos Aguilar che avevo contattato durante le ricerche per il romanzo… ma la cosa particolare è che dopo averlo visto alla Cineteca era esattamente come l’avevo immaginato nel libro, scritto poco prima. La storia del ritrovamento è piuttosto complessa ma per chi leggerà Tutto quel nero scoprirà anche questi dettagli. L’Autuomo, invece, un misterioso film di fantascienza italiana anni 80, era sempre rimasto nelle mani del regista, Marco Masi. Dopo una proiezione fallimentare a un festival dell’epoca, Masi non aveva più voluto mostrarlo a nessuno, alimentando il mito della sua scomparsa. Sollecitato dalle mie ricerche e dalla simpatia che si è tra noi creata, l’eccentrico regista ha deciso di renderlo di nuovo visibile al pubblico. Ha infatti permesso di proiettarlo alla prima del mio romanzo Tutto quel blu nel 2014 presso il Cinema Trevi di Roma, luogo mitico per i cinefili romani e non solo, e che purtroppo ora non esiste più. La proiezione fu presentata dallo stesso Masi, che fino ad allora non aveva più mostrato il suo aspetto al pubblico, né dal vivo né in fotografia.

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