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Sequestro lampo | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione di “Sequestro lampo”, racconto weird di Alberto Costantini uscito per la collana InnsMouth di DelosDigital; la quarta:
Ivan non è mai stato molto sveglio, lo ammette per primo. Ma stavolta è certo: ha partecipato a un sequestro. Suo fratello Walter aveva organizzato tutto – un rapimento-lampo, senza violenza, solo per soldi. Ma niente è andato come previsto. La ragazza non piange, non implora. Il padre non paga. E le cose cominciano a farsi molto strane… In un racconto teso e inquietante, tra noir criminale e fantascienza distopica, Sequestro lampo esplora l’oscurità della mente umana, la fragilità della realtà e le pieghe più imprevedibili della coscienza. Un protagonista indimenticabile, una tensione crescente, e un finale che vi farà dubitare di tutto. Perfino di quello che avete appena letto.
Delos Digital presenta “Crimini nel passato – Storie nere d’altri tempi” | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la segnalazione di “Crimini nel passato – Storie nere d’altri tempi”, raccolta di racconti di Daniele Pisani in uscita per DelosDigital ; thriller, crime, misteri, Storia, intrecciati tra loro e questa è la quarta:
Un viaggio sorprendente per chi ama il thriller e la storia: diciassette racconti avvincenti che ti permetteranno di immergerti in luoghi ed epoche differenti: dalla Roma antica all’Europa preistorica, dalla Venezia del Rinascimento all’Inghilterra georgiana, dalla Spagna del ’39 alla Mesopotamia dei Sumeri, e tanto altro: misteri, tradimenti, delitti e verità nascoste. Ogni racconto unisce la potenza del thriller con la ricchezza della storia, creando un intreccio avvincente ad alto tasso di suspense. Il passato, con il suo lato oscuro, si svela con violenza e inquietudine, mostrandoci come le passioni umane siano immutabili, e come il delitto non abbia confini, né di luogo né di tempo. Il sangue si mescola alla polvere dei secoli, e verità inconfessabili riappaiono come antiche rovine. Diciassette storie diverse, spesso molto lontane tra loro, eppure legate da un unico grande filo conduttore: il crimine.
Doppio romanzo per Alastair Reynolds | Fantascienza.com
Su delos270 la segnalazione delle nuove pubblicazioni – all’estero, quindi romanzi nuovi – di Alastair Reynolds; ecco il dettaglio:
Sono usciti sul mercato anglosassone ben due romanzi dello scrittore gallese. Il primo è Halcyon Years, che si può definire come una fusione tra noir e fantascienza: Yuri Gagarin è un investigatore privato che si occupa di piccoli casi nella sua comunità locale, si mette nei guai con la polizia locale e, in generale, sbarca il lunario come meglio può. Si trova a bordo dell’Halcyon, un’astronave che sfreccia nello spazio trasportando migliaia di passeggeri e altre migliaia che dormono durante il viaggio. Solo il suo consueto lavoro investigativo – catturare coniugi infedeli e piccoli truffatori – sta per cambiare. Viene assunto da una misteriosa donna di nome Ruby Red per indagare su un omicidio in una delle famiglie più abbienti di Halcyon… e poi viene nuovamente dissuaso dal caso da una seconda misteriosa donna di nome Ruby Blue. Preso tra le due, sta per essere coinvolto in un giallo in cui – da un momento all’altro – potrebbe essere l’ultima vittima.
Il secondo romanzo, invece, mescola fantascienza e fantasy e ha per titolo The Dagger in Vichy:
In un futuro medievale, un gruppo di giocatori attraversa la Francia per mettere in scena le solite vecchie storie nelle solite vecchie città. Quando dei soldati di passaggio affidano loro una misteriosa scatola che, a loro dire, deve essere consegnata all’Imperatore, il vecchio drammaturgo Master Guillaume e il giovane ladro fuggitivo Rufus si chiedono cosa possa contenere la scatola. Quando Rufus ascolta per caso strane conversazioni tra il suo Master Guillaume e la cosa nella scatola, deve scegliere tra la sua lealtà all’uomo che lo ha salvato dal cappio e la paura dell’antica intelligenza che opera in mezzo a loro. I segreti si riversano sulla strada per Avignone e nessuno nella compagnia è al sicuro. Né il Cieco Benedict, che un tempo vide il Cavaliere Vuoto senza volto pattugliare la Foresta immortale che si avvicina sempre di più alle città, né il Maestro Bernard, i cui piani sensati non sono all’altezza della cosa soprannaturale che la compagnia ora porta con sé. Tutto il mondo è un palcoscenico, e così lo era ogni mondo che lo ha preceduto.
Delos Digital presenta “Furto di identità” | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la segnalazione di “Furto di identità”, romanzo di Robert J. Sawyer edito da DelosDigital; la quarta:
Sotto la cupola della colonia marziana di New Klondike, l’investigatore Alexander Lomax lotta per rimanere a galla in un mondo dove la morte ha perso significato. Quando la misteriosa e affascinante Cassandra Wilkins entra nel suo ufficio, la sua richiesta sembra semplice: ritrovare il marito scomparso. Ma nulla su Marte è come appare, e Lomax presto scopre che dietro la facciata perfetta dei “trasferiti”, esseri umani che hanno abbandonato i corpi biologici per nuove identità artificiali, si nascondono oscuri segreti. L’indagine lo porta a confrontarsi con una città disperata, dove cacciatori di fossili alieni e tecnologia avanzata convivono in un fragile equilibrio. Ma quando le prove iniziano a indicare che qualcuno sta manipolando le menti trasferite, Lomax dovrà chiedersi se sia davvero possibile uccidere qualcuno che ha già rinunciato alla vita.
Un noir fantascientifico avvincente, che esplora il confine tra identità e coscienza, portando il lettore a chiedersi fino a che punto siamo davvero padroni della nostra mente… e del nostro destino.
Ensemble Edizioni presenta “Mr. Crowley, Le Cronache di Cefalù” | HorrorMagazine
Su HorrorMagazine la segnalazione di “Mr. Crowley, Le Cronache di Cefalù”, romanzo di Aldo Mancusi che segue la silloge Olam Haothu (Memorie di un Suicida); è un giallo a tinte noir che indaga sui misteri di Aleister Crowley e il periodo in cui ha soggiornato in Sicilia, a Cefalù. L’opera è arricchita dalla prefazione di John Shirley mentre La postfazione è invece curata da Carlo Dorofatti.
La quarta: Londra, 30 marzo 1923. Il cadavere di Elizabeth Dane, giovane ricercatrice dell’Università di Cambridge, viene trovato nella stazione di Whitechapel. Scotland Yard archivia il caso come suicidio, ma Lord Philip Dane, padre della ragazza, è convinto si tratti di un omicidio. Per scoprire la verità assume il detective Edward Thomas Dickinson, ex prodigio della polizia finito in disgrazia. Le indagini portano l’investigatore in Italia, a Cefalù, dimora del magista Aleister Crowley, definito dalla stampa inglese come “l’uomo più malvagio del mondo”. Ma non tutto è come sembra. Chi è stata realmente questa figura così misteriosa?
Claudia Salvatori. A domanda risponde | ThrillerMagazine
Su ThrillerMagazine l’intervista a Claudia Salvatori, prolifica e fantastica scrittrice sempre all’opera; un estratto:
Dove sei quando scrivi? Sia fisicamente che mentalmente
Fisicamente, sono sempre a una scrivania. Cambia lo strumento per scrivere: dalla penna stilografica o biro a una Olivetti, da uno dei primi PC con schermo grigio e lettere verdi a un sistema Windows, eccetera. La scrivania era piazzata dove c’era spazio e tranquillità. Negli ultimi anni ho lavorato in una stanza accanto al giardino, per rilassare di tanto in tanto la vista, uscire e prendere una boccata d’aria. Ma, come sai, il luogo di lavoro è il corpo stesso. Quando lascio la scrivania continuo a rimuginare, a elaborare interventi e rifiniture che apporterò al testo. Mi piace lasciami andare al libero flusso di pensieri quando sono in treno, o in auto se guida un’altra persona.
In quanto al luogo mentale, è sempre un altrove. Un sogno. Non faccio del realismo, ammesso che esista una riproduzione della realtà per mezzo della fiction. Molti credono che io scriva storie con un taglio psicologico. È sbagliato. Non m’importa della psicologia dei personaggi. Tutti i miei personaggi sono parti di me che dialogano e interagiscono fra loro, in un sogno che può svilupparsi in una struttura thriller o in un romanzo storico, quando sprofondo in lontani passati, che sicuramente mi sarebbero stati più congeniali dell’epoca attuale.Come scegli le tue vittime, e i tuoi assassini?
Le mie vittime sono io da vittima, con le mie tendenze autodistruttuve, il mio lasciarmi landare talvolta a farmi ingannare da altri anche se so che mi stanno ingannando. Un farmi del male portato alle estreme conseguenze. I miei assassini sono sempre io, in preda alla rabbia non per essere stata ingannata, ma presa per stupida. Io che mi vendico simbolicamente. O lotto per la mia vita e libertà, perché non mi lasciano altra scelta.
Ma non è sempre così. Ho anche personaggi antagonisti, sia vittime che carnefici. Il tipo di vittima che mi piace che lo sia perché incarna qualche mia idiosincrasia. E il tipo di assassino che io non sarei mai. Un esempio: i quattro stadi della crudeltà di William Hogarth.Qual è il tuo modus operandi?
Metto a fuoco un aspetto del vivere sociale e ci lavoro su. Non c’entra la psicologia, è osservazione del comportamento umano. Una scoperta, una verità nascosta, qualcosa che mi turba e mi indigna. Trovato questo punto centrale, lo ristrutturo e lo smaschero, cercando di far vedere quello che vedo io. Metto chi mi legge con le spalle al muro, in modo che non possa distogliere la faccia e far finta di nulla. Poi, chi non vuole vedere non vede comunque…
Chi sono i tuoi complici?
Gente morta, in genere. Gli artisti massacrati o suicidati nel mondo moderno. Mio marito e i miei amici spinti a morte prematura dagli orrori epocali. Fra quelli rimasti in vita, i pochi che hanno ancora dei principi e resistono con coraggio.
Il ritorno di Repetita | ThrillerMagazine
Su ThrillerMagazine la segnalazione di Repetita, romanzo thriller-noir di Marilù Oliva che, come sempre per questa autrice, ci dona un senso d’inquietudine piena, torbida, disturbante.
«Di sacro oggi mi è rimasta solo la passione per la Storia. Mi porto addosso la crudeltà atavica che è stata del mio patrigno, di mio nonno, del mio bisnonno e, prima ancora, di tutti gli uomini che furono. La dipendenza dal male propria di ogni epoca.» Scrive in prima persona Lorenzo Cerè, il protagonista di questo romanzo: scrive perché non può raccontare la verità, come invece vorrebbe la dottoressa Marcella Malaspina, l’ultima di una lunga serie di psichiatri che hanno tentato di liberarlo dai suoi terribili mal di testa. Al contrario degli altri medici, questa professionista che veste come una rockstar finalmente lo capisce, oltre ad attrarlo con la sua sensualità naturale quanto conturbante. Ma più si avvicina a Lorenzo, più Marcella si trova in pericolo mortale. Perché il suo paziente è un serial killer, lo chiamano «il Valentino» ed è lui che sta seminando cadaveri tra Bologna, le sue colline e le sue campagne con un modus operandi colto quanto inquietante, denso di riferimenti a eventi storici, dallo schiaffo di Anagni alla morte di Cleopatra.
Il thriller più nero e appassionante di Marilù Oliva è un intreccio senza scampo di eros e thanatos, un’immersione suggestiva, devastante e vera nel Male, nell’animo umano e nella Storia. È questa, infatti, suggerisce l’autrice, la vera assassina: perché si ripete, a ogni giro di giostra sempre più fatale, condannandoci a rivivere gli incubi del passato in infiniti presenti alla ricerca di un’agognata, faticosa e forse impossibile catarsi.
Resoconto della presentazione de “Il giorno dell’uragano” di Marco Scarlatti | KippleBlog
[Letto su KippleBlog]
I Bokononisti erano presenti alla presentazione del Premio Kipple Il Giorno dell’uragano, di Marco Scarlatti, avvenuta a Roma il 18 maggio, realizzando ora una recensione assai positiva; ringraziandoli intensamente, incollo qui sotto una delle tante valutazioni scaturite dalla serata:
In questa occasione con “Il giorno dell’uragano” Scarlatti ha presentato un tema di stampo dickiano, la distopia della società, quella brutta, quella del capitalismo che si fa religione schiacciando ogni umanità e spazio che non sia economicamente funzionale.
Un noir che ti fa vedere letteralmente l’oscurità della dittatura capitalista di una grande corporazione sui propri dipendenti, quello che già adesso trovi nei centri commerciali aperti fino a mezzanotte per la gloria dei brand mentre gli ospedali sospendono i servizi “non essenziali” nel week end e tutto va bene, tutto normale purché l’azienda sia “sana” sulle spalle della massa.
Lo strumento principe del progetto è quello religioso, si parla di mitopoiesi aziendale, il bispensiero orwelliano in confronto diventa acqua fresca.




