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Archivio per Andrea Viscusi

Fantascienza. Storia delle storie del futuro | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Fantascienza. Storia delle storie del futuro, saggio storico del genere SF a cura di Angela Bernardoni e Andrea Viscusi; cos’è, nel dettaglio?

Navicelle spaziali, tunnel spaziotemporali, clonazioni, intelligenze artificiali, mostri orrendi, mostri meno orrendi, mostri decisamente umanoidi, telecinesi, mondi da esplorare o da conquistare o da distruggere e robot, robot ovunque. E alieni, ovvio. Come dimenticare gli alieni? Per chi non sa da dove iniziare o per chi vuole continuare ad esplorare la fantascienza, in questa scattante guida Angela Bernardoni e Andrea Viscusi – autorɜ del podcast Reading Wildlife nonché parte della redazione della fanzine sci-fi Specularia – vi accompagnano nei meandri della storia della narrativa di speculazione. Dalla Rivoluzione industriale (e anche un po’ prima) fino alle ultime uscite in giro per il mondo, viaggeremo tra le epoche della science fiction per scoprire dove è arrivata la fantascienza pur rimanendo su questo povero pianeta. Autori e autrici, temi, stili, wave. In questo libro c’è tutto quello da sapere per sondare la galassia sci-fi. Poi fate voi.

Hallucigenia, il fantasy psichedelico | HorrorMagazine


Su HorrorMagazine la segnalazione di Hallucigenia, raccolta di racconti che esplorano la narrativa fantastica in chiave psichedelica e anti-tradizionale. Un tipo di fantasy di nicchia ma che riserva numerose sorprese ai lettori. La quarta:

Basta con elfi buoni e Oscuri Signori, barbari sotto steroidi e intrighi di palazzo! Abbiamo inviato diciotto immaginifici autori italiani là dove nessun racconto fantasy è mai arrivato prima.
Hallucigenia è l’antologia di storie surreali e psichedeliche che vi porterà oltre i confini di questo livello d’esistenza.Contiene racconti di Andrea Berneschi, Michele Borgogni, Simone Cicali, Francesco Corigliano, Lorenzo Davia, Pietro Dell’Oglio, Gianni De Martino, Gianmaria Ghetta, Carlo Marasciulo, Debora Parisi, Adelaide Rossi, Giorgio Smojver, Stefano Spataro, Ambra Stancampiano, Stefania Toniolo, Flavio Torba, Andrea Vanacore, Andrea Viscusi. Prefazione di Cristiano Saccoccia.

Il Fiore della Quintessenza, un’antologia sul multiverso | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una bella iniziativa editoriale – e non perché c’è la mia breve postfazione. Parliamo di Il Fiore della Quintessenza, antologia curata da Sergio Mastrillo, che vede la partecipazione attorno a un tema che potrebbe benissimo definirsi connettivista, di molti autori italiani tra i maggiori del momento.

Tanti dei migliori autori italiani del fantastico nell’antologia curata da Sergio Mastrillo e pubblicata dall’editore napoletano AliRibelli intitolata Il fiore della Quintessenza. Sedici racconti inediti scelti tra i migliori autori di fantascienza in Italia.
 Storie che aprono le porte della percezione verso mondi in cui è sempre facile perdersi. In queste nuove, surreali dimensioni le regole che conosciamo non valgono più, se non per avere un termine di paragone.
Sedici racconti che si esprimono in molteplici declinazioni della fantascienza. Non ucronia, che pure sono contemplate nel concetto dei mondi paralleli, ma soft sci-fi, bizzarro fiction, speculative fiction, space opera e altri sottogeneri che si modelleranno  unicamente sul concetto di astrazione del Multiverso, un tema che sarà affrontato da diversi punti di vista, stili e prospettive. La quarta:

Immagina l’intero universo racchiuso in un punto che viaggia lungo un petalo. Immagina sedici petali con centinaia di universi che s’intrecciano, stami e pistilli che si allungano dai vertici di un ipercubo e zampillano nella quinta dimensione. Ecco, ora vedrai una corolla.
Immagina strane voci che raccontano storie di mondi incredibili. Remote frequenze. Proiezioni parallele. Crocevia del Sense of Wonder. Ora sentirai la musica del Multiverso. Ecco, ora vedrai un Fiore della Quintessenza.

Altomare, Barbacetto, Blanc, Davia, Del Popolo Riolo, De Santi, Drago, Forlani, Gastaldi, Marinelli, Morellini, Petrarca, Repetto, Vezza, Viscusi, Vita, postfazione di Sandro Battisti.

404, visioni pericolose italiane | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’uscita su Amazon di 404, antologia a cura di Alessandro Forlani che coinvolge alcuni nomi noti del panorama editoriale fantastico italiano. Di cosa si parla in quest’atipica antologia?

Si parla di cyberpunk, di Blade Runner e persino di Jovanotti nell’introduzione di 404, la nuova antologia curata da Alessandro Forlani e pubblicata in modo indipendente su Amazon, ma non di Dangerous Visions. Eppure a noi sembra, leggendo la quarta di copertina ancora prima dei racconti, che il filo conduttore sia molto simile a quello della famosa antologia curata negli anni sessanta da Harlan Ellison. Un’antologia di rottura, senza limiti imposti di alcun genere. Nelle pagine che leggerete ci sono argomentazioni forti: troverete almeno un racconto, almeno un paragrafo che vi farà storcere il naso, che vi costringerà a fermarvi a pensare a quello che state leggendo dice, ed è difficile non raccogliere la sfida.

I racconti sono dieci, di alcuni degli autori più validi del momento nella fantascienza italiana – Linda De Santi, Alberto Della Rossa, Irene Drago, Giuliana Leone, Maico Morellini, Ilaria Petrarca, Ambra Stancampiano, Fabio Ulcigrai (Lorenzo Davia), Andrea Viscusi, Simone Volponi, e per ognuno di essi c’è una diversa copertina: il libro infatti è acquistabile su Amazon in dieci versioni diverse.

Distòpia, da oggi in edicola il nuovo Millemondi italiano | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com continua il countdown per l’uscita del nuovo Millemondi di Urania, Distòpia, che… esce nelle edicole italiane proprio oggi! Numerosi ed eccellenti gli autori coinvolti da Franco Forte nel progetto; eccoli qui: Paolo Aresi, Valeria Barbera, Francesca Cavallero, Alberto Cola, Milena Debenedetti, Giovanni De Matteo, Linda De Santi, Valerio Evangelisti, M. Caterina Mortillaro, Simonetta Olivo, Giampietro Stocco, Nicoletta Vallorani e Andrea Viscusi che sfidano il destino, dietro una splendida copertina di Franco Brambilla.

Come immaginare il futuro della nostra specie? Quali declinazioni dare agli scenari possibili a cui l’umanità dovrà far fronte, dopo la scossa possente che è arrivata con la pandemia da coronavirus? Alcuni fra i migliori autori italiani di science fiction hanno provato a raccontare la loro distopia, i loro personali incubi futuri, e quello che ne è venuto fuori è una messe di storie che narrano meglio di tante altre ciò che siamo oggi, in attesa di percorrere le strade di quegli orizzonti distopici che solo noi, con le nostre azioni e la nostra volontà (o mancanza di volontà), siamo in grado di costruire per le generazioni che verranno.

Come aggiunge De Matteo, coinvolto anch’egli tra gli autori, ecco un dettaglio ancora più approfondito dei racconti presenti:

Tenetevi pronti a sognare agli scenari immaginati da alcuni dei migliori scrittori della fantascienza italiana, riuniti da Franco Forte, curatore dell’antologia.
Le loro visioni vi porteranno a incontrare un androide nelle gelide miniere di Plutone, a indagare insieme a una Nativa Mentale i segreti di un’Italia virtuale (o meglio “n’Italia”) post pandemia, ad aggirarvi sotto i tramonti oscuri della città di Morjegrad, preda di strani blackout.
Preparatevi a danzare con un’umanità mutilata dall’editing genetico, a inseguire ali di farfalla in un mondo prosciugato dalla vita, a far crepitare di raggi laser la neve grigia dell’inverno nucleare.
Tra le pagine di “Distòpia” scalerete i durissimi canoni estetici del riallineamento, sarete assordati dal frastuono del crollo dei grandi monumenti della Terra, andrete a caccia di emozioni forti in un mondo che ha sacrificato la privacy e il contatto umano a favore di un’inquieta sicurezza, andrete a caccia all’ispirazione insieme a uno scrittore disperato.
Potrete farvi inebriare dal fascino digitare di un/a Perfect Companion, colonizzare un pianeta meticcio e multispecie e persino perdervi in un futuro psichedelico governato da hashtag e captcha.

Devo dire che non vedo l’ora di leggere questo lavoro corale, è anche un modo per rendersi conto di quanto il nostro mondo sia davvero distopico…

Fanta-Scienza, quando la fantascienza insegue la scienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova antologia SF, in uscita per DelosDigital, che vede un manipolo di autori misurarsi sul tema di cosa sia più importante nel genere, se la componente scientifica o quella fantastica. Hanno risposto all’appello del curatore Marco Passarello alcuni degli scrittori più bravi, come Lukha B. Kremo, Paolo Aresi, Franci Conforti, Alessandro Forlani, Piero Schiavo Campo, Alessandro Vietti, Serena Barbacetto e Andrea Viscusi. Vi lascio alla quarta:

“Fantascienza” è una parola composta. Qual è la parte più importante, “Fanta” o “Scienza”? Noi pensiamo che i migliori racconti nascano da un perfetto equilibrio tra queste due componenti, come un albero che per crescere bene deve avere le radici ben piantate in un solido terreno scientifico, ma il cui fusto deve potersi espandere senza costrizioni nel libero spazio della fantasia. Per questa antologia abbiamo preparato il “terreno” chiedendo a otto ricercatori di punta dell’Istituto Italiano di Tecnologia di raccontarci gli sviluppi che cambieranno il futuro nel loro campo di specializzazione. Poi lo abbiamo “seminato” chiedendo a otto scrittori di fantascienza (più uno) di lasciarsi ispirare dalle descrizioni degli scienziati. Il risultato sono nove racconti che spaziano dalla robotica alla genetica, dalla medicina alla scienza dei materiali, dalla nanotecnologia alla microscopia, dalla tecnologia indossabile a quella bioispirata. Visioni del futuro sorprendenti eppure plausibili, come deve essere la vera fantascienza.

T – recensione di Andrea Viscusi | Il Grande Avvilente


Sul blog di Alessandro Forlani è leggibile una recensione che Andrea Viscusi ha fatto al suo T. Ciò è interessante perché Viscusi conferma la mia teoria sull’arte di scrivere di Forlani, un raccontare estremamente colloquiale di cose tutt’altro che banali, un po’ come se la vita quotidiana fosse un coacervo quantico di battute popolari. Eccellente…

Di Alessandro Forlani mi è già capitato di parlare in precedenza, e non so se in quelle occasioni l’ho detto, ma se anche fosse mi ripeto: a mio avviso Forlani è attualmente uno dei due migliori autori italiani di fantascienza in circolo oggi. Anche se in un certo senso è riduttivo definirlo “autore di fantascienza”, e non perché, come dicono i critici veri nelle rubriche letterarie dei giornali seri, i suoi lavori “non sono solo fantascienza”, ma più che altro perché nelle sue opere si trova una matassa indistricabile di fantascienza, horrorweird, satira, epica e probabilmente tanti altri generi che sono troppo ignorante io per recepire. Ammetto con serenità che Forlani batte con netto distacco tutti gli altri perché ha una cosa che a tutto il resto manca: una poetica. Tutti i suoi romanzi e racconti, anche quando parlano di cose completamente diverse e sono ambientate in universi narrativi differenti, esprimono un’unità di base di tematiche e una coerenza stilistica che non si ritrova altrove. E se ogni nuova storia sembra sempre costruire sulla base delle precedenti, con si può pensare di essere arrivati al vero e proprio manifesto del forlanismo (ehi, l’ho detto io per primo, libri di letteratura futura, ho coniato io questo termine!).

Come tutte i lavori di Forlani, anche è “scritto difficile”, con una prosa che è quasi poesia, una cantilena continua e ipnotizzante (a me pare che le proposizioni siano sempre di otto sillabe, non so se lo fa apposta o gli escono da sole così, ma nel dubbio ne ho contate a decine e mi sono sempre tornate così), che accoppia tra di loro arcaicismi e neologismi, termini aulici da opertta morale e volgari bestemmie da derby del sabato pomeriggio. Se non si supera questo scoglio è impossibile goderne, ma dopo lo smarrimento iniziale ci si accorge che è estremamente facile seguire la scrittura e perdersi in questo fiume di parole sempre azzeccate. Ma anche volendo ignorare il valore estetico di della composizione c’è molto al di sotto, per cui partiamo dal titolo del libro e cerchiamo di capire che cosa significa quella lettera.

ALL'OMBRA DEL MONTE FUJI

Alla scoperta del Giappone in punta di...bacchette

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Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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