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Recensione al Premio Kipple 2025 – “Machiavelli a Venezia”, di Federico Aboaf | LesFleursDuMal blog @ KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Sul blog LesFleursDuMal è uscita la recensione di Barbara Anderson a “Machiavelli a Venezia”, romanzo di Federico Aboaf vincitore del Premio Kipple 2025; un corposo estratto, che comprende anche la recensione ai due racconti vincitori:

Federico Aboaf ci offre un romanzo ucronico, un Rinascimento alternativo che devia completamente dalla rotta conosciuta. Qui Machiavelli non viene arrestato né confinato a San Casciano: lui fugge a Venezia e chiede asilo politico. E da qui l’autore non si limita ad aprire una finestra sulla storia, la spalanca invitandoci a guardare un tempo parallelo dove la Serenissima diventa non solo fulcro di intrighi internazionali, ma anche laboratorio segreto di idee, spionaggio e visioni esoteriche.
Aboaf attraversa le Guerre d’Italia con uno sguardo penetrante, Firenze, Borgogna, Francia e Venezia si contendono il potere, eppure la storia che ci racconta non è la storia reale. Machiavelli diventa esiliato lucido, osservatore attento, cacciatore di segreti e custode del sapere occulto. Cosa cova dentro il ventre grasso della più enigmatica delle repubbliche? Venezia non è più solo un luogo di rifugio, ma un organismo sanguigno, vivo, ambiguo e spietato, dove la diplomazia si intreccia alla magia e la conoscenza si mescola alla menzogna. Ogni canale di Venezia, ogni palazzo, ogni piazza, prende vita sotto gli occhi del lettore, come se la città stessa respirasse e cospirasse insieme ai personaggi.

C’è una metodicità tempistica nella sua scrittura, come un respiro lento e regolare che scandisce gli eventi e accompagna il lettore in una discesa nella storia con una lentezza terribilmente ipnotica. Mi avvicino al libro con cautela, come davanti a un labirinto: passo dopo passo, guidata dalle ombre, dai sussurri, dai dettagli. E poi, senza accorgermene, mi ritrovo immersa nella laguna, nei giochi di spie e segreti, nel corpo vivo della tensione tra ragione e occulto. Trattengo il fiato in più di un passaggio, come se la lentezza stessa della narrazione avesse il potere di sospendere il tempo reale. Avete presente la sensazione di vivere a un ritmo diverso, scandito non da orologi, ma dall’acqua che scorre lenta tra calli e canali?
Lo stile di questo autore, che meritatamente ha vinto il premio Kipple è di una bellezza incredibile: elegante, disciplinato, ma pieno di risonanze sommerse. Non cede mai al ritmo rapido, ma costruisce la storia con una pazienza artigianale, come un orologiaio che monta ingranaggi invisibili. Ogni dialogo, ogni passaggio, ogni azione è calibrata con precisione per far sentire al lettore il peso del potere, la lentezza delle decisioni, la minuziosità della diplomazia. Eppure, proprio attraverso questa lentezza, Aboaf genera forte tensione.

Leggere Aboaf è come immergersi in un flusso che trascina nel fondo della laguna. All’inizio l’acqua è calma, riflette solo il cielo poi diventa densa, viva, fatta di pensiero e paura. Raramente un romanzo riesce a fondere intelligenza politica, fascino del mistero e inquietudine trascendentale con tanta armonia. Aboaf costruisce il suo Machiavelli dentro la nostra testa. È inquietante il suo stile così penetrante. Chiudo il libro con la stessa sensazione dei sogni al risveglio: il tempo sembra alterato, Venezia resta con me e con lei Machiavelli, che ci ha mostrato il cuore oscuro del potere e chissà forse anche forse della verità.

Il volume contiene anche due racconti premiati nell’edizione Kipple 2025: Lo vuoi, vero? di Paola ViezziDiritto al ritorno di Guido Levi. Due testi, due stili completamente diversi, uniti però da una forza rara, la parola che vuole essere ascoltata.
Viezzi mi ha toccata fisicamente come se le parole penetrassero la pelle. Il suo racconto è breve ma densissimo, esplora il desiderio come forma di controllo, il potere che si insinua nella mente e nell’anima. Riesce a far nascere la tensione nel silenzio, dal non detto. Levi, invece ci porta in terre contese, tra perdita e ricordo e lo fa con una delicatezza sorprendente: la memoria diventa necessaria, fragile e potente allo stesso tempo.
Tre autori, tre stili diversi ma un unico filo conduttore: il potere. Quello di Aboaf come struttura inquietante e attuale del mondo, quello di Viezzi come dominio dell’intimo e del desiderio, quello di Levi come custodia dei ricordi. Una triplice voce che parla al presente con prudenza coraggio e intensità.

La Kipple è, senza dubbio rivoluzione letteraria e culturale. Ha una visione coraggiosa e un’attenzione rara per tutto ciò che sfugge ai generi tradizionali. Ci invita a guardare oltre, a farci interrogare da ciò che non è né comodo né immediato. In un tempo in cui tutto tende a consumarsi in fretta leggere testi come questi che chiedono concentrazione, attenzione, profondità diventa senza alcun dubbio un atto di libertà.

KIPPLE OFFICINA LIBRARIA – Collana Avatar n. 46
“Machiavelli a Venezia” di Federico Aboaf, vincitore del Premio Kipple 2025
Contiene il racconto “Lo vuoi, vero?”, di Paola Viezzi, vincitore del Premio Short Kipple 2025
e il racconto “Diritto al ritorno” di Guido Levi, menzione speciale della giuria del Premio
In copertina: fotografia di Silvia Minguzzi
Cartaceo – Pag. 168 – 20,00€ – ISBN 978-88-32179-98-9 – https://shorturl.at/ToMoI
ePub – Pag. 177 – 3,95€ – ISBN 978-88-32179-99-6 – Link Amazon https://shorturl.at/oTcRU
Disponibili copie staffetta per recensioni.
Scrivere a: kol@kipple.it

Esce il Premio Kipple 2025: “Machiavelli a Venezia”, di Federico Aboaf


[Letto su KippleBlog]

Inizi del Cinquecento. Niccolò Machiavelli va in esilio da Firenze a Venezia, ci va in treno; lì, tra le varie trame e sottotrame che scuotono la Repubblica, insieme al suo fido sbiro Mariano scopre dell’esistenza di una particolare aggregazione, la Societas deorum, che sembra un po’ il fulcro di alcune azioni poco pulite e dagli intenti strani, forse incarna una forma acuta di disturbo allo scacchiere internazionale?
Informazioni criptate, accenni a uno strano oggetto chiamato computer, spettacoli teatrali di sue opere: ma cosa sta facendo davvero a Venezia, quale missione potrebbe avere, Niccolò Machiavelli?

Completano il volume il racconto “Lo vuoi, vero?”, di Paola Viezzi, vincitore del Premio Short Kipple 2025 riservato ai racconti fantastici, e visto il momento mondiale estremamente drammatico e cruento, la redazione assegna una menzione speciale a “Diritto al ritorno”, di Guido Levi, per la sua testimonianza emotiva sui crimini in atto in Terra Santa.

KIPPLE OFFICINA LIBRARIA – Collana Avatar n. 46
“Machiavelli a Venezia” di Federico Aboaf, vincitore del Premio Kipple 2025
Contiene il racconto “Lo vuoi, vero?”, di Paola Viezzi, vincitore del Premio Short Kipple 2025
e il racconto “Diritto al ritorno” di Guido Levi, menzione speciale della giuria del Premio
In copertina: fotografia di Silvia Minguzzi
Cartaceo – Pag. 168 – 20,00€ – ISBN 978-88-32179-98-9 – https://shorturl.at/ToMoI
ePub – Pag. 177 – 3,95€ – ISBN 978-88-32179-99-6 – Link Amazon https://shorturl.at/oTcRU
Disponibili copie staffetta per recensioni.
Scrivere a: kol@kipple.it

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Sarò presente a StraniMondi 25


Come riportato sul post di Kipple Officina Libraria, la casa editrice sarà presente anche quest’anno alla manifestazione milanese StraniMondi, l’appuntamento che ogni anno richiama da tutta Italia gli appassionati del Fantastico; ci troverete l’11 e il 12 ottobre alla Casa dei Giochi, in via Sant’Uguzzone 8, allo stand A22 e poi, sabato 11 alle 15.40, alla Sala Viola quando presenteremo il panel “Kipple in movimento: la nuova linea grafica e l’Atlante delle micronazioni, le Ambigue Utopie, l’inumana Terza Frontiera e un Machiavelli da Premio”: Il mondo Kipple è sempre in movimento e quest’anno la casa editrice propone strani viaggi: uno insieme a Niccolò Machiavelli, scritto da Federico Aboaf e introdotto da una nuova impostazione grafica di copertina: le foto di Silvia Minguzzi; poi un viaggio dall’itinerario sterminato, che attraversa tutte le micronazioni mondiali (a cura di Lukha B. Kremo) fino all’inumana Terza Frontiera (Aa. Vv., a cura di Sandro Battisti) dove troverete infine Un’ambigua Utopia a dirvi come potrebbero andare e funzionare le cose, con una visione del mondo completamente diversa. La redazione Kipple presenterà il romanzo vincitore del Premio Kipple per il Miglior Romanzo “Machiavelli a Venezia”, di Federico Aboaf, contenente anche il racconto vincitore del Premio Kipple per il Miglior Racconto “Lo vuoi, vero?” di Paola Viezzi, e il segnalato “Diritto al ritorno”, di Guido Levi; la raccolta di racconti “L’innerspace e l’inumano”, e il nuovo numero (15) della rivista “Un’ambigua Utopia”.
Ma…
Ma…
Sarò presente pure, assieme a Emmanuele Pilia, Stefano Tevini e Claudio Kulesko, in veste di autore per D Editore, domenica 12 alle 16.50 sempre presso la Sala Viola, nel panel “La rinascita dell’Impero connettivo”: «Un nuovo istante quantico dove il collasso dell’impensabile poteva restituire qualsiasi nuova altra realtà mentre, in sottofondo ai sensi, il reale usuale si svolgeva senza sorprese» Alle origini dell’Impero Connettivo, vi era l’Earthbuond… A più di vent’anni dalla nascita di una delle saghe sci-fi più longeve d’Italia, Sandro Battisti riavvia interamente il suo mondo speculativo per rifondarlo da zero. Tra piani spaziotemporali nel continuum quantico, misticismo preistorico, tecnologia fantascientifica e trascendenza aliena, Earthbound rappresenta l’inizio di una nuova avventura…

Ci vediamo lì?

Cover reveal del Premio Kipple 2025 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

La pubblicazione del Premio Kipple 2025, contenente il romanzo di Federico Aboaf “Machiavelli a Venezia”, il racconto “Lo vuoi, vero?” di Paola Viezzi e il segnalato “Diritto al ritorno” di Guido Levi, è in dirittura di arrivo; mentre le copie cartacee sono in stampa e saranno disponibili a StraniMondi, la redazione Kipple inaugura un nuovo corso e mostra l’anteprima della copertina: la fotografia di Silvia Minguzzi è incastonata nella rinnovata veste grafica della collana Avatar.
Rimanete connessi, presto l’annuncio dell’uscita ufficiale del libro!

Federico Aboaf e Paola Viezzi vincono il Premio Kipple 2025 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria, dopo aver individuato i finalisti dell’edizione 2025 del Premio Kipple, aggiudica come Miglior Romanzo “Machiavelli a Venezia” di Federico Aboaf e Miglior Racconto “Lo vuoi, vero?”, di Paola Viezzi; la redazione ha deciso poi, visto il momento mondiale estremamente drammatico e cruento, di dare la menzione speciale anche a “Diritto al ritorno”, di Guido Levi, per la sua testimonianza emotiva sui crimini in atto in Terra Santa.

Kipple Officina Libraria si congratula con i vincitori e con i finalisti di quest’edizione del Premio e vi dà appuntamento a Milano in ottobre, alla manifestazione StraniMondi, per la presentazione ufficiale dell’opera e degli autori premiati.

Finalisti al Premio Kipple 2024! | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Parecchi autori quest’anno hanno partecipato al Premio Kipple riservato ai racconti e romanzi di genere fantastico, con predilezione per il weird, la fantascienza e altri sottogeneri; sono giunte in redazione molte narrazioni di alta qualità e infatti, molti sono i finalisti che la giuria ha deciso di scegliere, donandogli un prestigioso riconoscimento. Le opere sono:

 

Romanzi finalisti in ordine alfabetico

  • Error Code 3, di Taylor Blackfyre
  • Mediterraneo terminale, di Matt Briar
  • Marionette, di Giuliano Cannoletta
  • Orlanda furiosa, di Lorenzo Davia
  • La mirabolante avventura di Guglielmo Marconi, di Francesco Di Gangi
  • Falange dei sogni, di Damiano Lotto
  • Spicchio di Terra, di Alessandro Montoro
  • Hibakusha, di Marco Palone
  • La variabile Heisenberg, di Pierfrancesco Prosperi

Racconti finalisti in ordine alfabetico

  • Inferno eterno, di Umberto Sergio Bertani
  • Deriva immobile, di Davide Camparsi
  • Egemonia, di Marco Palone
  • L’avvenire dura per sempre, di Franco Ricciardiello
  • Harmonia, di Stefano Spataro
  • Cavie disumane, di Paola Viezzi
Kipple Officina Libraria desidera ringraziare e congratularsi con i bravissimi finalisti e, in modo più esteso, con i partecipanti al Premio che hanno contribuito a elevare ancor di più il livello qualitativo del contest; l’appuntamento per l’annuncio dei vincitori è a breve, rimanete in ascolto!

Esce il Premio Kipple 2023″Le colpe che c’imponiamo e altri racconti”, di Axa Lydia Vallotto e altri autori | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce oggi Le colpe che c’imponiamo di Axa Lydia Vallotto, il racconto vincitore del Premio Kipple 2023, in un volume contenente anche i racconti dei finalisti, sei storie scritte da Tea C. Blanc, Giuliano Cannoletta, Debora Donadel, Carlo Menzinger di Preussenthal, Paola Viezzi, Vanessa West. La copertina è di Ksenja Laginja.

NOTA EDITORIALE
Kipple ha scelto di premiare i migliori racconti pervenuti in redazione e attinenti alla propria linea editoriale. Per la sezione romanzi, ce ne rammarichiamo, non è stato ravvisato alcun contributo che soddisfi le caratteristiche ricercate all’interno del Premio; i romanzi pervenuti si sono comunque distinti per una buona qualità e ci teniamo a ringraziare tutti gli autori partecipanti che hanno accettato la sfida Kipple.
Ricordiamo ai nostri lettori e autori che dall’edizione dell’anno precedente il Premio Kipple è stato unificato al Premio ShortKipple; esistono certamente le differenziazioni tra romanzo e racconto ma, come in questo caso, il Premio Kipple può essere assegnato soltanto a una sezione – anche se, lo auspichiamo sempre, preferiamo premiarle entrambe.

ESTRATTO – dal racconto “Le colpe che c’imponiamo”, di Axa Lydia Vallotto, vincitore Premio Kipple 2023
Portarono via mamma per prima e il ricordo mi ha ossessionata per anni. Mi sono detta che avrei potuto fare qualcosa per impedirlo, me lo sono ripetuta fino a farlo diventare parte di me. Non era vero, ero solo una ragazzina spaventata, indebolita dalla mancanza di ossigeno e dallo shock. Non avrei potuto difendere nemmeno me stessa.
Ma non lo sapevo. E l’impotenza è più spaventosa persino dei sensi di colpa.
Ti dispiacerebbe partire dall’inizio?
È… complicato. La memoria mi fa ancora scherzi strani, quando ripenso a certi momenti.
Non preoccuparti. Racconta quello che ti ricordi.
Sono nata in una piccola città di Gandikar – probabilmente è più conosciuta come Prometheus b. Ho avuto un’infanzia normale, per gli standard di un pianeta-riserva. Prometheus è proprio sull’orlo del Protettorato, lontano da tutti, e soprattutto lontano dalla civiltà.
Eravamo poveri. Non lo sapevo, per quanto eravamo tagliati fuori da tutto. Ho scoperto solo da adulta che non è normale accendere l’holo solo durante il giorno, perché c’è l’elettricità direttamente dal tetto solare. Di notte spegnevamo tutto il possibile, le batterie non erano abbastanza potenti. Sembra assurdo dirlo ora che non devo più lavare i vestiti a mano perché ho un pulitore tutto mio, nel mio appartamento, e posso usarlo senza paura di sovraccaricare la rete elettrica.
È strano crescere su un pianeta-riserva. C’è questo contrasto tra quello che vivi tutti i giorni – l’holo solo con la luce, i paesi piccoli e agricoli, i materiali di recupero, gli oggetti vecchi – e la consapevolezza, come un rumore bianco di fondo, che fuori ci sia altro. Vedevo le navette da sbarco atterrare ogni settimana allo spazioporto. Vedevo le persone nell’holo vestite in modi assurdi, che parlavano di cose assurde, e le ecumenopoli con l’orizzonte di grattacieli e le luci dallo spazio come ragnatele dorate. Ero troppo piccola per capire, ma anche troppo grande per non rendermi conto, non so se mi spiego.
Eri felice, o sentivi la mancanza di qualcosa?
Non avevo idea di quanto il resto dell’universo fosse diverso, quindi non sentivo la mancanza di nulla. Ma ogni volta che guardavamo l’holo riempivo i miei genitori di domande a cui non potevano rispondere. Ripensandoci ora, dev’essere stato doloroso per loro, ma non mi hanno mai impedito di farlo. Mi davano le risposte che potevano darmi. Mi ricordo di un servizio sui propulsori ad antimateria che mi fece decidere che sarei diventata ingegnere spaziale, e di papà che fu costretto a farmi tornare alla realtà. Non ci sono università su Gandikar.
Abbandonai l’idea, ma non il sogno di salire su un’astronave. Ironico, no?

LA QUARTA
Il Premio Kipple è conosciuto per la sua propensione verso testi con tematiche sociali ed enigmatiche, caratterizzato da uno stile informale o talvolta ardito. Qui trovate la migliore produzione pervenuta nel 2023, che sfrutta tutte le potenzialità della letteratura fantastica, le tematiche speculative, il sense of wonder, le riflessioni sociali e la creatività, coniugate con uno stile lirico e maturo. Sono sette storie, sette perle narrative, distinte per un’idea folgorante o una tematica limite. Difficilmente dimenticherete questi racconti.

GLI AUTORI
Axa Lydia Vallotto, vincitrice del Premio Kipple 2023; finalisti del Premio Kipple 2023: Tea C. Blanc, Giuliano Cannoletta, Debora Donadel, Carlo Menzinger di Preussenthal, Paola Viezzi, Vanessa West.

LA COLLANA
Avatar è la collana di Kipple Officina Libraria dedicata ai romanzi e grandi capolavori prettamente italiani del Fantastico e della SF, opere contraddistinte dalla cura meticolosa dei testi e dalle ampie visioni autoriali.
Il logo della collana sintetizza perfettamente il circolo del tempo, delle conoscenze, degli eventi nascosti; l’iperbole del Fantastico per spiccare il volo nella fantasia più sfrenata e meravigliosa.

Aa. Vv., Le colpe che c’imponiamo e altri racconti – Premio Kipple 2023
              Copertina di Ksenja Laginja

Kipple Officina Libraria – Collana Avatar
Formato cartaceo – Pag. 104 – 15.00€ – ISBN 978-88-32179-82-8
Formato ePub – Pag. 105 – 3.99€ – ISBN 978-88-32179-83-5

Link:

I finalisti al Premio Kipple 2023 | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Rullo di tamburi per i finalisti al Premio Kipple 2023, aperto ai romanzi e ai racconti di genere fantastico:

Yagé, di Tea C. Blanc
Storia di una donna che uccideva con un tocco e di un uomo che non poteva morire, di Giuliano Cannoletta
Senza fiato, di Debora Donadel
Noi siamo, di Carlo Menzinger
Le colpe che ci imponiamo – intervista a una maaltja sopravvissuta al traffico di tridialina, di Axa Lydia Vallotto
Bucaneve, di Paola Viezzi
Asse inclinato, di Vanessa West

La redazione Kipple ha scelto di premiare, come finalisti, i racconti migliori e particolarmente attinenti alla propria linea editoriale. Per la sezione romanzi, ce ne rammarichiamo, non è stato ravvisato alcun contributo che soddisfi le caratteristiche che la casa editrice ricerca all’interno del Premio; i romanzi pervenuti si sono comunque distinti per una buona qualità e ci teniamo a ringraziare tutti gli autori che hanno accettato la sfida Kipple.

Ricordiamo ai nostri lettori e autori che dall’edizione dell’anno precedente il Premio Kipple è stato unificato col Premio ShortKipple; esistono certamente le differenziazioni tra romanzo e racconto ma, come in questo caso, il Premio Kipple può essere assegnato soltanto a una sezione – anche se, lo auspichiamo sempre, preferiamo premiarle entrambe.

La pubblicazione legata al Premio (cartacea e digitale), anziché contenere il romanzo e il racconto vincitori, presenterà il novero di tutti i racconti segnalati.
Facciamo le nostre felicitazioni agli autori finalisti; presto, la redazione decreterà il vincitore della XVI edizione del Premio.

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