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Archivio per La Nuova Carne

Rivolta, realtà, desiderio: le vie dell’ulteriore in Carmine Mangone – la nuova carne edizioni


È uscito sulle pagine dei novocarnisti un’altra delle monumentali, meravigliose recensioni di Stefano Spataro; stavolta viene indagata la produzione di Carmine Mangone legata alla collana anarcopunk che curo per DelosDigital: non-aligned objects. Vi lascio a stralci della fluente cavalcata di Stefano, invitandovi a leggerla tutta e, soprattutto, a leggere i libri di Carmine.

La collana non-aligned objects (Delos Digital), da me amata (se avete visto qualche recensione precedente) e curata dal sempre attento Sandro Battisti, ha negli anni pubblicato tre saggi brevi e incisivi di Carmine MangoneE nondimeno l’anarchia, Perché il reale, eternamente e La materia dell’ulteriore (quest’ultimo scritto in collaborazione con Viviana Leveghi) – che costituiscono un trittico tematico e stilistico che attraversa il pensiero politico, la filosofia del reale e la corporeità del desiderio.
I tre testi sono scritti con la medesima intensità d’intento: ciascuno proposto come saggio breve, ma denso di idee e letture che trascendono la mera cronaca teorica. L’ordine delle lettura – prima l’anarchia e la comunanza, poi il reale e lo spazio, infine la materia del desiderio e della coscienza – guida il lettore lungo un percorso che va dal politico all’ontologico all’affettivo-erotico.

Nel primo saggio, in poche pagine, Mangone riesce a condensare una delle riflessioni più vive e pertinenti sul senso dell’anarchia oggi. E nondimeno l’anarchia non è un trattato né un manifesto, ma un piccolo esempio di pensiero attivo, un gesto di scrittura che tenta di restituire all’anarchia la sua vibrazione originaria: non un sistema politico, ma una tensione vitale, una modalità del vivere.

Con Perché il reale, eternamente, l’autore sposta lo sguardo un po’ più in là, verso un orizzonte che non è più soltanto quello della soggettività o della comunanza, ma quello dello spazio che gli esseri viventi abitano – lo spazio concreto, il territorio, il corpo della terra e quello dei corpi che la attraversano. Se il primo saggio era un dialogo con la possibilità dell’anarchia come forma di vita, questo secondo testo si apre invece come un viaggio nella consistenza del reale: nei suoi attriti, nei suoi mutamenti, nelle tensioni che lo tengono vivo.

Perché il reale, eternamente è, in conclusione, un saggio sull’insistenza della vita. Un testo che non si accontenta di denunciare le catene, ma cerca di mostrare come respirare dentro di esse. Un libro da leggere come un cammino nel corpo del mondo, dove ogni passo è insieme ferita e fioritura.

Elia Gonella vince il Premio Urania 2024 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del vincitore del Premio Urania 2024: Elia Gonella, con un testo che promette molto; un estratto:

È Elia Gonella l’autore del romanzo vincitore del Premio Urania 2024, Occhi dal cielo. Così ha deciso la giuria, composta da Antonio Benvenuti, Francesca Cavallero, Franci Conforti, Giovanni De Matteo, Mauro Gaffo, Franco Ricciardiello e Carmine Treanni e presieduta dal direttore di Urania Franco Forte.
Gonella è nato ad Arzignano (VI) nel 1987 e vive a Milano. È autore noto nel settore della fantascienza e del weird, con all’attivo due brevi romanzi, I tormenti della carne (Zona 42) e Alla corte del Re Cremisi (Las Vegas), un’antologia, Tenebre (Las Vegas) e diversi racconti per Hypnos e La  Nuova Carne.

Il romanzo Occhi dal cielo uscirà a ottobre su Urania e includerà in appendice il racconto vincitore del Premio Urania Short, La sfera degli dei di Giuliano Olivotto. Altri romanzi finalisti sono: La misura di tutte le cose di Davide CamparsiIl fattore evolutivo di Nicola Catellani e Valentino PioppiOmbre di sogni di stelle di Antonella MeceneroAmerikabomber – L’11 settembre di Hitler di Pierfrancesco Prosperi.

“Le cronache di Leg Horn” di Lukha B. Kremo – BIBBIA D’ASFALTO


Su BibbiaAsfalto una bella recensione di Ettore Fobo al romanzo di Lukha B. Kremo, uscito per LaNuovaCarne, “Le cronache di Leg Horn”; ecco cosa ne pensa Ettore:

Due parole su “Le cronache di Leg Horn”, romanzo fantasy di Lukha B. Kremo, connettivista da sempre, e per quel più conta per noi, mitorealista della prima ora. Così, per giocare con voi le nostre carte. Dentro il suo flusso mi sono rimasti impigliati: Ziga e la sua dirompente sensualità di isopode – nel romanzo si immagina che specie evolute di insetti antropomorfi convivano con gli esseri umani e con altre specie ugualmente evolute (molluschi, anfibi, aracnidi). Ziga è un personaggio femminile di enorme spessore, da avvicinare a certe complicate variazioni sulla femminilità elaborate, per esempio, da John Fante, per quel curioso mélange di selvaggia stravaganza e sensibilità esacerbata.  Gronda calore ed energia davvero primordiali il suo amore interspecista con un essere umano,  il poliziotto Glauco Moncherini, personalità nomade e scissa, ed  ha momenti di commozione che tocca il suo apice nel racconto erotico che Kremo intesse: è un modo moderno di raccontare la sessualità senza moralismi che la falsificano, moralismi frutto senz’altro  di sessualità contratte e contraffatte, Kremo suggerisce la via di un’ espansione psichedelica e orgonica del coito fra specie diverse, e leggerlo nella precisione millimetrica delle sue visioni è un’esperienza realmente tantrica,  aldilà delle falsificazioni del tantra operate dalla nostra cultura ossessionata dal mito del sesso (vedi Foucault). Proprio come la femmina di squalo che copula con Maldoror nelle profondità dell’oceano immaginato da Isidore Ducasse, il conte di Lautréamont, Kremo così suggerisce il percorso   di una gaia scienza dei sensi che in fin dei conti sembrano fare a meno dei corpi stessi, o almeno di quei corpi immaginati dalla metafisica occidentale prima e dalla scienza poi, sua esecutrice testamentaria. Corpo senz’organi? Si va in quella direzione.

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A proposito di alcune ultime uscite in non-aligned objects – la nuova carne edizioni


Sulla NuovaCarne, Stefano Spataro opera critiche acute e lucide ad alcuni titoli usciti per DelosDigital nella collana anarcopunk che curo, non-aligned objects. Il lavoro che Stefano ha prodotto ha una base ideologica di svisceramento delle cerebralità che il contenitore vuole suggerire, e propone altri spunti non esplicitati direttamente dalle opere e quindi non posso fare altro che ringraziarlo per quest’approfondimento, invitandovi a leggere tutta la recensione e, perché no, ad acquistare se volete i titoli selezionati; ecco il dettaglio dei tre titoli esaminati, ovvero l’antologia Delle eloquenti distopie 2, Zeitgeist e Mandela Effect, narrativa e saggi speculativi intrecciati senza soluzione di continuità di Helena Velena, Franco Ricciardiello, Michele Nigro, Fabio Aloisio, Mariano Equizzi; più sotto, invece, Stefano spende delle belle parole su me, lo ringrazio anche per questo:

L’antologia Delle eloquenti distopie 2, composta dai tre racconti di Helena Velena, Franco Ricciardiello e Michele Nigro, si presenta come un caleidoscopio di narrazioni che scandagliano i meandri della nostra realtà, dipingendone sia le speranze che i timori. Spicca con particolare forza il racconto di Helena Velena, la quale, con una prosa che unisce ironia e allucinazione, riesce a intrecciare il passato dell’ultimo secolo a una visione futuristica tanto affascinante quanto inquietante. L’autrice rievoca i momenti cruciali della storia occidentale, per poi proiettarsi in un futuro iper-tecnologico in cui la meccanizzazione del lavoro e l’automatizzazione delle interazioni sociali diventano la risposta – o, forse, la soluzione – ai problemi contemporanei. Con un tono insieme divertente e disturbante, l’autrice dipinge la civiltà capitalistica come in bilico tra l’entusiasmo per le innovazioni e la paura di una completa alienazione umana.
Accanto a questo spaccato visionario, gli altri racconti presenti nell’antologia ampliano il discorso sulla distopia, creando un mosaico narrativo che invita il lettore a interrogarsi sulle possibili traiettorie future. Anarcometaverso, di Michele Nigro segue le vicissitudini penitenziarie di un carcere futuristico, riprendendo alcuni stilemi classici libertari e rileggendoli in chiave fantascientifica. Il punk e l’arte della manutenzione della bicicletta, di Franco Ricciardiello invece ci regala un divertente pseudoaneddoto che vede un Bob Dylan saltare quanticamente in una realtà completamente diversa e cyber.
È interessante come la curva discendente del libro si concluda proprio con la seconda parte del contributo di Velena donando al complesso un’interessante dinamica, in cui il passato non è mai veramente sepolto, ma si trasforma in un presagio ironico e inquietante del domani.

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Le cronache di Leg Horn un incubo dietro l’angolo – Codice Rosso


Su CodiceRosso una bella recensione a Le cronache di Leg Horn, romanzo di Lukha B. Kremo uscito per i tipi della NuovaCarne; un estratto:

…è proprio il caso di dire rapidamente qualche parola su questa opera del sullodato Kremo, che è una narrazione sicuramente includibile nel campo della distopia, ma – ahi noi – di una distopia talmente vicina al reale da avere inquietato un lettore (io) che si trova ad abitare nel luogo dove questa distopia è ambientata, per l’appunto Livorno, qui evocata nel titolo “Le cronache di Leg Horn”, due termini che, se li mettete insieme, danno realmente il nome inglese della città di Livorno, città di cui condivido la cittadinanza con l’autore. Il libro è uscito per i tipi delle Edizioni la Nuova Carne, una bella banda di zuzzurelloni che perseguono un’idea piuttosto estrema di letteratura di genere, a cui il Baroncini sì accoda – penso volentieri – nella sua opera: questo romanzo, che è tale per coerenza interna, nonostante sia composto da una serie di episodi (esattamente 10) tutti autoconclusivi, racconta le storie di una città dove in un futuro prossimo non specista convivono allegramente esseri umani, insetti, molluschi e altre simpatiche specie animali, come anche gli anfibi, che sono all’inizio delle storie la razza, diciamo così, dominante. Soprattutto tra le prime ci sono delle storie legate alla mitologia propria della città contemporanea scelta come modello, facilmente riconoscibile sebbene trasfigurata dal disfacimento distopico e ribattezzata nei luoghi con eteronomi sovente spassosi: ad esempio nel libro compaiono personaggi che ancora adesso fanno parte dell’immaginario Popolare, come Johnny Paranza, nella realtà odierna un venditore di fritto dal look fricchettone, che nel primo racconto per una specie di contrappasso diventa un astice coi dread,  continuando però a vendere fritto come nella realtà, insomma dando da mangiare nel libro dei suoi parenti di specie; oppure troviamo anche un’inquietantissima storia di sdoppiamento di personalità che evoca un recente mistero della storia popolare di Livorno, tirando in ballo il popolarissimo personaggio di Zeb, locale graffitaro che è scomparso nel nulla oramai diversi anni fa e che aveva allietato per tanti anni i muri della città toscana con una serie di disegnini semplici e divertenti, ma soprattutto di curiose riflessioni di varie umanità espresse in frasi rimaste proverbiali…

Le cronache di Leg Horn, di Lukha B. Kremo, presentato a Stranimondi | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine c’è una bella intervista a Lukha B. Kremo, realizzata nel recente contesto di StraniMondi; un estratto:

Bentrovato a Gianluca Cremoni Baroncini, o meglio Lukha B. Kremo, e grazie per averci concesso questa intervista a ridosso di Stranimondi. Innanzitutto, la domanda: erano buoni gli insetti?

Gli insetti erano davvero buoni.

Poi, che sapore hanno gli insetti?

Gli insetti hanno un retrogusto che ricorda le arachidi, ma sostanzialmente li usi come ingrediente per qualcos’altro. Anche da soli, fritti sanno dell’olio con cui li friggi, mentre gli snack che ho presentato a Stranimondi erano speziati al cumino, cannella, wasabi, ecc.

Era tutto un piano segreto e chi li ha mangiati si trasformerà a breve in uno schiavo degli insetti che imperversano per Leg Horn, giusto?

Siamo già insetti, non c’è bisogno di trasformarsi.

Scherzi a parte, ti chiediamo gentilmente, prima di parlarci del tuo ultimo libro, di presentarti ai nostri lettori.

Io scrivo fin da piccolo, ho iniziato a pubblicare fantascienza in stile cyberpunk negli anni 90, e poi sono passato a una fantascienza distopico o discronica. Ho vinto il Premio Urania e ho pubblicato dodici romanzi e più di cento racconti. Oltre alla fantascienza, ho pubblicato anche un giallo noir ambientato in un rave e dei racconti horror e weird.

Poi, ci descriveresti il tuo ultimo romanzo, ‘Le cronche di Leg Horn’?

Tecnicamente ‘Le Cronache di Leg Horn’ è un fantasy, inteso come urban weird fantasy. Ambientato in una Livorno in cui specie di insetti (ma anche aracnidi, molluschi e crostacei) intelligenti e di dimensioni paragonabili agli umani, interagiscono con gli stessi. Chiaramente ogni specie ha un carattere diverso e la convivenza nella città è instabile.
Si tratta di un romanzo diviso in racconti, alcuni sono separati dalla storia principale (tipo spin-off), ma altri seguono le vicende di un poliziotto (Gluaco Moncherini) inviato a lavorare Leg Horn come punizione, che è costretto in breve a capire le strane dinamiche della città. Le indagini sono solo dei pretesti per descrivere come vive questa società interspecista, tra compromessi e ostilità.

Se Leg Horn sta per Livorno, ti chiediamo: quanto hai pescato dalla realtà urbana o folkloristica della “mitica” città toscana?

Più di quanto possa sembrare. Oltre alla mappa, presa pari pari da quella vera, anche la divisione in quartieri è la stessa, e ci sono almeno due personaggi importanti della storia tratti da persone reali conosciute a Livorno.

Sulle vicende che si dispiegano nel libro: ci sono solo eventi narrativi o anche un po’ di storia e filosofia, o per meglio, una certa “visione del mondo”?

Sì, ma non devo spiegarle io. Le deve “sentire” il lettore.

Aprile, tempo di eventi Kipple a Roma – oggi e domani, LastSeal


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria oggi 27 aprile e domani 28 sarà ospite di due eventi a Roma.

Oggi 27 aprile, alle 17.00 presso la “Sala degli affreschi” della facoltà d’Ingegneria dell'”Università della Sapienza”, Via Eudossiana 18, il “Chiosco Letterario” presenterà la casa editrice e le sue ultime opere; saranno presenti il moderatore Nicola Argenti, per Kipple l’editore Lukha B. Kremo e l’editor Sandro Battisti, e il vincitore del Premio Kipple 2021 Marco Scarlattiqui l’evento.

Domani 28 aprile, nell’ambito dell’evento Visioni Futuribili Expo – Tra fantascienza, avanguardie e squarci sul futuro, organizzato dal collettivo CRUSH – Collettiva Arte Visiva che si svolgerà presso il Defrag in Via delle Isole Curzolane 75, alle 20.15 Lukha B. Kremo parteciperà insieme ad Andrea Manenti della Nuova Carne alla tavola rotonda “Scrivere di futuro oggi – Dalle burle ai dilemmi etici”, modererà Eleonora D’Agostino.

Ci vediamo lì?

Aprile, tempo di eventi Kipple a Roma – SecondSeal


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria nei prossimi giorni sarà ospite di due eventi a Roma, uno il 27 aprile e l’altro il 28.

Il 27 aprile, alle 17.00 presso la “Sala degli affreschi” della facoltà d’Ingegneria dell'”Università della Sapienza”, Via Eudossiana 18, il “Chiosco Letterario” presenterà la casa editrice e le sue ultime opere; saranno presenti il moderatore Nicola Argenti, per Kipple l’editore Lukha B. Kremo e l’editor Sandro Battisti, e il vincitore del Premio Kipple 2021 Marco Scarlattiqui l’evento.

Il 28 aprile, nell’ambito dell’evento Visioni Futuribili Expo – Tra fantascienza, avanguardie e squarci sul futuro, organizzato dal collettivo CRUSH – Collettiva Arte Visiva che si svolgerà presso il Defrag in Via delle Isole Curzolane 75, alle 20.15 Lukha B. Kremo parteciperà insieme ad Andrea Manenti della Nuova Carne alla tavola rotonda “Scrivere di futuro oggi – Dalle burle ai dilemmi etici”, modererà Eleonora D’Agostino.

Ci vediamo lì?

Aprile, tempo di eventi Kipple a Roma | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Kipple Officina Libraria nei prossimi giorni sarà ospite di due eventi a Roma, uno il 27 aprile e l’altro il 28.

Il 27 aprile, alle 17.00 presso la “Sala degli affreschi” della facoltà d’Ingegneria dell'”Università della Sapienza”, Via Eudossiana 18, il “Chiosco Letterario” presenterà la casa editrice e le sue ultime opere; saranno presenti il moderatore Nicola Argenti, per Kipple l’editore Lukha B. Kremo e l’editor Sandro Battisti, e il vincitore del Premio Kipple 2021 Marco Scarlattiqui l’evento.

Il 28 aprile, nell’ambito dell’evento Visioni Futuribili Expo – Tra fantascienza, avanguardie e squarci sul futuro, organizzato dal collettivo CRUSH – Collettiva Arte Visiva che si svolgerà presso il Defrag in Via delle Isole Curzolane 75, alle 20.15 Lukha B. Kremo parteciperà insieme ad Andrea Manenti della Nuova Carne alla tavola rotonda “Scrivere di futuro oggi – Dalle burle ai dilemmi etici”, modererà Eleonora D’Agostino.

Ci vediamo lì?

Recensione al Premio Urania “L’impero Restaurato” di Sandro Battisti, Delos Digital & La nuova carne


A cura di Barbara Anderson, sul blog LesFleursDuMal è stato recensito L’Impero restaurato, romanzo con cui vinsi il Premio Urania 2014 e recentemente edito in digitale da DelosDigital e in cartaceo da La nuova carne. Ecco grandi stralci della recensione:

“Non a caso questo romanzo ha vinto il Premio Urania.
Spettacolare opera”.

Sandro Battisti, con il suo Impero narrativo, estrapola tutte le mie riflessioni e me le serve su un piatto d’argento con la sua fantasia, la sua cultura in ambito storico, scientifico, ma anche umano e mescola tutti i pezzi, lanciandoli in aria, facendoli ricadere sul tavolo delle possibilità; mostrandomi non una risposta alle mie domande ma infinite: l’ordine del caos.
Ma voi direte che il caos non ha un ordine, che nel mondo umano tempo, spazio, presente, passato e futuro, sono elementi stabili, regolari, e invece no, non lo sono non nel mondo connettivo e sicuramente sono convinta nemmeno nel mondo umano. L’Impero connettivo che ci mostra Battisti ha alle basi la teoria del connettivismo, nella quale tutto è collegato, unito come un cerchio che collega lo spazio, il tempo, le persone, i luoghi, le menti umane e l’autore applica il connettivismo anche alla Storia, all’esplorazione del cosmo, alla fisica, alla prosa ricercata, persino all’erotismo. Sì, perché anche l’eros coinvolge, collega, connette, trasmette, comunica con un altro individuo non solo attraverso il contatto fisico ma anche quello mentale.

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Sogni e poesie di una donna qualunque

Questo è un piccolo angolo di poesie, canzoni, immagini, video che raccontano le nostre emozioni

ALL'OMBRA DEL MONTE FUJI

Alla scoperta del Giappone in punta di...bacchette

le pagine dei nostri libri

E' solo un punto di vista

quindi, sì, nudo e crudele

Niente apostrofi, nessuna morale, solo montaggio.

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