Archivio per Antispecismo
24 febbraio 2026 alle 09:55 · Archiviato in Accadimenti, Cognizioni, Editoria, Empatia, Fantastico, Futuro, Interviste, Letteratura, Oscurità, Passato, Presentazioni, Sociale and tagged: Alda Teodorani, Antispecismo, Attività politica, Claudio Kulesko, Distopia, Giuliana Misserville, Liberismo, Marco Minniti, Oblivion, Produco, Video
Ieri scrivevo del panel sull’antispecismo cui ho partecipato a Oblivion II insieme a Giuliana Misserville, Alda Teodorani e Claudio Kulesko; ecco, come un miracolo, il video relativo all’intera discussione: grazie a Marco Minniti per aver filmato tutto.
19 aprile 2025 alle 17:50 · Archiviato in Cognizioni, Empatia, Filosofia, Oscurità, Sociale and tagged: Animali, Animalisti, Antispecismo, Luce oscura, Vegan, Vegetariani
Su L’Indiscreto un articolo di lotta contro la vivisezione e lo specismo, tracciando storia ed eventi passati e volgendo uno sguardo al futuro, volutamente crueltyfree ma anche pieno di domande; un estratto:
Questo perché l’animalismo contemporaneo è quasi sempre associato a una prospettiva antispecista, basti pensare a movimenti come quello degli Anarchici Vegani, all’Animal Liberation Front o a PETA (People for the Ethical Treatment of Animals). Per un antispecista, la vita di un essere umano e quella di ogni altro animale hanno esattamente lo stesso valore, in un uno-vale-uno ecumenico. Chi condivide questa idea è antispecista, mentre gli specisti sono tutti gli altri, quelli che schiacciano le zanzare e mangiano il parmigiano. Negli anni ci sono stati scontri importanti fra le due fazioni, eterogenee e in parte fittizie. Gli esempi più eclatanti provengono dagli Stati Uniti, dove PETA organizza azioni che vanno dalla “semplice” distruzione di fattorie e laboratori, alla messa in piedi di campagne pubblicitarie orwelliane.
Un anno, in occasione del Giorno del Ringraziamento, hanno realizzato dei poster che visti dall’altezza di un adulto ritraevano un succoso arrosto pronto per essere mangiato. Visti dall’altezza di un bambino, invece, mostravano un tacchino ucciso in maniera cruenta da una madre umana. Tensioni recenti si sono verificate anche in Italia, per esempio a Mantova, quando un gruppo di attiviste di Ribellione Animale ha protestato durante l’edizione del 2024 del Food & Science Festival. Striscioni, richieste, urla. “Assassini!”, così le manifestanti chiamavano e reclamavano gli organizzatori. Quando si discute di diritti animali, in particolare in relazione alla ricerca scientifica ma non solo, è importante ricordarlo. Ricordare che, per una persona che ritiene equivalenti le vite di tutti gli animali, chi consuma carne è un assassino. Non è un’iperbole. Lo stesso vale, ovviamente, per chi sacrifica animali in un laboratorio.
6 gennaio 2025 alle 08:51 · Archiviato in Accadimenti, Creatività, Editoria, Experimental, Fantastico, Letteratura, Recensioni and tagged: Antispecismo, La Nuova Carne, Livorno, Lukha B. Kremo
Su CodiceRosso una bella recensione a Le cronache di Leg Horn, romanzo di Lukha B. Kremo uscito per i tipi della NuovaCarne; un estratto:
…è proprio il caso di dire rapidamente qualche parola su questa opera del sullodato Kremo, che è una narrazione sicuramente includibile nel campo della distopia, ma – ahi noi – di una distopia talmente vicina al reale da avere inquietato un lettore (io) che si trova ad abitare nel luogo dove questa distopia è ambientata, per l’appunto Livorno, qui evocata nel titolo “Le cronache di Leg Horn”, due termini che, se li mettete insieme, danno realmente il nome inglese della città di Livorno, città di cui condivido la cittadinanza con l’autore. Il libro è uscito per i tipi delle Edizioni la Nuova Carne, una bella banda di zuzzurelloni che perseguono un’idea piuttosto estrema di letteratura di genere, a cui il Baroncini sì accoda – penso volentieri – nella sua opera: questo romanzo, che è tale per coerenza interna, nonostante sia composto da una serie di episodi (esattamente 10) tutti autoconclusivi, racconta le storie di una città dove in un futuro prossimo non specista convivono allegramente esseri umani, insetti, molluschi e altre simpatiche specie animali, come anche gli anfibi, che sono all’inizio delle storie la razza, diciamo così, dominante. Soprattutto tra le prime ci sono delle storie legate alla mitologia propria della città contemporanea scelta come modello, facilmente riconoscibile sebbene trasfigurata dal disfacimento distopico e ribattezzata nei luoghi con eteronomi sovente spassosi: ad esempio nel libro compaiono personaggi che ancora adesso fanno parte dell’immaginario Popolare, come Johnny Paranza, nella realtà odierna un venditore di fritto dal look fricchettone, che nel primo racconto per una specie di contrappasso diventa un astice coi dread, continuando però a vendere fritto come nella realtà, insomma dando da mangiare nel libro dei suoi parenti di specie; oppure troviamo anche un’inquietantissima storia di sdoppiamento di personalità che evoca un recente mistero della storia popolare di Livorno, tirando in ballo il popolarissimo personaggio di Zeb, locale graffitaro che è scomparso nel nulla oramai diversi anni fa e che aveva allietato per tanti anni i muri della città toscana con una serie di disegnini semplici e divertenti, ma soprattutto di curiose riflessioni di varie umanità espresse in frasi rimaste proverbiali…
19 luglio 2024 alle 11:27 · Archiviato in Accadimenti, Creatività, Editoria, Empatia, Fantastico, InnerSpace, Letteratura, Oscurità, Sociale and tagged: Ali Ribelli Editore, Andrea Berneschi, Animalisti, Antispecismo, Danilo Arona, Francesco Cortonesi, Michele Borgogni, Produco, Ridefinizioni alternative
Sono davvero felice di annunciare che sono ospite con un racconto in una bella antologia antispecista, Zanne, edita da Ali Ribelli; sono in bellissima compagnia di molti autori tra cui cito Danilo Arona, Andrea Berneschi, Michele Borgogni, Francesco Cortonesi (che è anche il curatore), Alda Teodorani e altri ancora.
Queste autrici e autori hanno deciso di donare i loro diritti su Zanne all’Assemblea Antispecista, e in particolare alla campagna Stop-Casteller, dedicata alla difesa degli orsi trentini. L’opera è acquistabile qui al costo di 16€.
26 gennaio 2022 alle 12:48 · Archiviato in Cybergoth, Experimental, InnerSpace, Oscurità, OuterSpace, Reading, Surrealtà and tagged: Antispecismo, Infection, Luce oscura, More human, Ridefinizioni alternative
Le voci che senti rivelarsi oltre la compressione dimensionale sono bisbiglii di universi schiacciati da implosioni, da insussistenze, da fallimenti specisti.
29 settembre 2020 alle 10:18 · Archiviato in Accadimenti, Catarsi, Creatività, eBook, InnerSpace, Letteratura, SF and tagged: Antispecismo, Delos Books, Interrogazioni sul reale, Lukha B. Kremo
Su Fantascienza.com la segnalazione di una nuova uscita per Lukha B. Kremo: il suo centesimo racconto, Specie inferiore. Si festeggia con questa quarta, per i tipi di DelosDigital, in attesa di una nuova saga?
Nella città di Leg Horn, i quartieri sono chiaramente suddivisi a seconda degli abitanti. Ma nei giardini i piccoli giocano insieme, ed è normale mescolarsi: le mosche giocano con i grilli, i ragnetti con gli scarabei, gli umani con le mantidine, le vespe con i primati e i granchi… e le amicizie superano le differenze. Almeno fino a quando non ci si mettono i grandi.
Dal Premio Urania Lukha B. Kremo, un racconto antispecista toccante, la voce di un cucciolo che ci richiama a domande fondamentali.
20 aprile 2020 alle 16:29 · Archiviato in Cognizioni, Oscurità, Sociale, Sperimentazioni and tagged: Animali, Animalisti, Antispecismo, Entomologia, Jean-Henri Casimir Fabre, Liberismo, Ridefinizioni alternative
Su L’Indiscreto un lungo post che analizza gli equilibri della Natura e lo fa tramite alcuni scritti di Jean-Henri Casimir Fabre, un entomologo che agli inizio del 1900 scriveva queste pagine, preveggenti e lucide come un calcio un calcio nello stomaco.
Se lo spirito accorto di Fabre prova invece rimorso per aver dato forzosamente da mangiare ai carabi gli inermi bruchi, non può certo restare indifferente di fronte al massacro dei mattatoi, dove il sacrificio della vita si compie senza più ritualità. Pertanto la battaglia cui fa riferimento non è solo la guerra dell’uomo al suo simile, ma lo sfruttamento delle specie animali gerarchicamente inferiori, anonime e pertanto schiavizzate per fini scientifici o alimentari. L’invito esplicito di Fabre sarebbe di “non ragionare con la pancia”, agiti dall’impulso di mangiare bulimicamente poiché ciò dovrebbe distinguere la cultura umana dalla natura animale. Ma l’economia monetaria ragiona invece proprio con la pancia, estraendo profitto da una rigida gerarchia basata sul principio dell’utile. Il bilancio deve portare il segno positivo, pena la retrocessione, il degradamento e l’uccisione, secondo le leggi del mercato. In quest’ignobile guerra di tutti contro tutti per divorarsi più alla svelta, che è la pessima realizzazione del darwinismo sociale, sopravvive solo chi si sa adattare. A tal proposito, è risaputo come Darwin ammirasse Fabre quale entomologo, elogiandone le osservazioni etologiche, ma anche quanto questa stima non fosse ricambiata, poiché Fabre si dichiarò contrario a una rigida applicazione dell’evoluzionismo.
Ragionati calcoli stimano che l’attuale modello umano di sfruttamento delle risorse naturali, accelerato di anno in anno, in tempi più o meno brevi farà definitivamente saltare (o ha già irrimediabilmente compromesso) quegli equilibri ecologici costruiti dagli ecosistemi in milioni di anni. Quindi, poiché la natura non si adatta agli schemi di sfruttamento delle risorse imposti dal capitalismo consumista, del quale i mattatoi di Chicago rappresentavano gli albori, è destinata all’estinzione. Sia materialmente, sia agli occhi di chi la osserva. Addomesticata dall’economia agricola, violentata dall’economia industriale su scala locale, la natura non regge ai ritmi di sviluppo del mercato globale e pertanto, presto o tardi, salvo imprevisti, verrà sterminata. Dapprima chiusa in parchi e riserve recintati – come i nativi americani – infine dissolta.
15 novembre 2017 alle 15:53 · Archiviato in Accadimenti, Creatività, Sociale and tagged: Antispecismo, Francesco Cortonesi, Liberismo, Proteste, Roberto Contestabile, Vegetariani
Sul blog di Roberto Contestabile, un post che relaziona un intervento del ben noto dalle nostre parti Francesco “DeadToday” Cortonesi, uno dei primi ad aver creduto nel Movimento Connettivo, ormai 13 anni fa, sia dal lato autoriale che cinematografico. Il tema? Antispecismo…
L’antispecismo è un movimento rivoluzionario che vuole mostrare ciò che pur essendo davanti ai nostri occhi viene abilmente nascosto da una società basata sul dominio. Un dominio subdolo che a sua volta viene occultato da una moltitudine di parole come “libertà”, “uguaglianza”, “solidarietà”, “fratellanza” usate impropriamente dal potere costituito come dei paraventi per rendere eticamente accettabile ciò che non lo è. La reclusione, proposta come forma positiva di controllo, strutturata secondo una precisa divisione spaziale trova nel Panopticon, la grande struttura utopica della fine del Settecento che Jeremy Bentham aveva immaginato, la figura architettonica ideale, riproducibile, a seconda delle esigenze, in forme perfettamente integrabili e accettabili nella società che ci avvolge.
Il suo effetto principale è indurre nel detenuto una coscienza del proprio stato di visibilità che assicurerebbe il funzionamento automatico del potere. Per Bentham il potere doveva essere visibile e al contempo inverificabile. Non sono più necessari strumenti coercitivi estremi come le catene, gli spazi totalmente ristretti, la violenza continua per ridurre alla docilità. Il detenuto deve percepire una parvenza di libertà all’interno dello spazio limitato e per far questo tutto quello che serve è che le separazioni siano nette e le aperture che permettono visibilità e controllo ben disposte. In poche parole, con il modello Panopticon la prigionia assume un’altra forma: non più coercizione estrema e punizione, ma controllo e osservazione.