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Archivio per Silvio Sosio

Cent’anni di fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com si celebrano i cent’anni esatti della SF; come? Ce lo dice Silvio Sosio:

La data ufficialmente sarebbe “aprile 1926”, che è quella scritta sulla copertina di questa rivista che vedete nella foto. Ma la verità è che il numero venne distribuito con un certo anticipo, il 10 marzo appunto. Quel numero 1 di Amazing Stories era in effetti il primo numero di una rivista dedicata specificamente alla fantascienza, fondata e diretta da Hugo Gernsback. “Un nuovo tipo di rivista”, diceva Gernsback nell’editoriale.

“Esistono le solite riviste di narrativa, quelle dedicate alle storie d’amore e al sex appeal, quelle dedicate all’avventura e così via, ma una rivista di “Scientifiction” è pionieristica nel suo campo in America”.

Scientifiction, era questo il termine che nasceva in  quel momento, e che poco dopo sarebbe stato semplificato in science fiction. Ovviamente opere e scrittori di fantascienza ne esistevano già prima – basti pensare a Wells e Verne, ma ce n’erano molti altri che poi si sarebbero alternati sulle pagine di Amazing Stories – ma con quella rivista il genere in un certo senso prendeva coscienza di se stesso.

È morto Dan Simmons, autore di Hyperion | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la notizia – sono un bel po’ incredulo – della morte di Dan Simmons, avvenuta ormai giorni fa e resa nota soltanto ieri; ecco come lo ricorda Silvio Sosio:

Simmons è noto soprattutto per il ciclo monumentale I Canti di Hyperion, una saga che fonde spazio, filosofia e letteratura, vincitrice dei più importanti premi di genere e considerata un classico moderno della science fiction, composta dai romanzi Hyperion, La caduta di Hyperion, Endymion e Il risveglio di Endymion.
La sua carriera letteraria ha attraversato i confini dei generi: dalla fantascienza all’horror, dal fantasy al thriller. Tra gli altri romanzi più celebri si ricordano il ciclo di Ilium, Il canto di Kali, Danza macabra e The Terror, dal quale è stata tratta una serie tv.

 

IF, torna la rivista accademica sulla fantascienza | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della nuova iterazione di IF la rivista dell’insolito e del fantastico che, da questo numero, approda su DelosBooks; così ne parla l’editore Silvio Sosio:

Nata sotto l’ala delle edizioni Tabula Fati, passata dopo qualche anno a Odoya, a fine dell’anno scorso sembrava che per IF fosse arrivato il momento di chiudere le pubblicazioni. In fondo al numero 31 una breve presentazione del prossimo numero che non sarebbe mai uscito: e invece, come dice James Bond, mai dire mai.
Delos Books ha raccolto il testimone e ora esce questo numero 32 dedicato ai cento anni che la fantascienza compirà nel 2026, secondo la convenzione che fissa nell’uscita di Amazing Stories nell’aprile del 1926 la nascita del genere.
Il numero, disponibile in edizione ebook e stampata (14 euro, 128 pagine formato 17×24, copertina di Franco Brambilla) ospita saggi di Nico Gallo, Carlo BordoniRiccardo Gramantieri, Carlo Pagetti, Roberto Risso, Giuseppe Panella, Giada Longhi, Alessandro Scarsella e altri. La nuova serie di IF edita da Delos Books si apre con un anniversario importante: il compleanno della Science Fiction, nata un secolo fa sulle pagine di Amazing. Ma nel 2026 anche la fantascienza italiana – con un neologismo che ha fatto discutere – arriva a 73 anni, mentre la nostra rivista diventa maggiorenne, dopo 18 anni di ininterrotta attività.

IF è nata nell’ormai lontano 2009 da un’idea di Marco Solfanelli, che ne affidò la direzione a Carlo Bordoni, sociologo e giornalista, presto coadiuvato da un gruppo di appassionati, tra cui spiccava per impegno la figura di Giuseppe (Beppe) Panella, scomparso nel 2019, filosofo eclettico che ha dato molto alla fantascienza. Lo ricordiamo in questo numero con un testo inedito, “Home of the Brave. Il sublime, il terrore, il coraggio”: il suo intervento al convegno Elogio del sublime. Da Kant al Graphic Novel (Venezia, aprile 2018). La seconda serie di IF uscì con le edizioni Odoya dal 2016 al 2024, per terminare con il n. 31, dedicato alla Fantascienza italiana. La nostra storia prosegue ora con Delos Books. Vogliamo mantenere l’impegno preso nel 2009, quando IF fu definita la “Micromega della fantascienza”: un impegno a cui abbiamo cercato di mantenere fede nel tempo, tanto che non si può negare che questa sia l’unica rivista italiana che si occupi in maniera continuativa di critica e di letteratura fantascientifica e fantastica (in ciò comprendendo l’horror e ogni altro genere narrativo correlato al gothic novel), nell’ambito più vasto delle letterature comparate e della sociologia della letteratura.
La terza serie di IF presenta altre novità di rilievo, pur mantenendo la cadenza semestrale: in primo luogo la conduzione della rivista da parte di un Board Editoriale di cui fanno parte Carlo Bordoni, Domenico Gallo, Riccardo Gramantieri e Alessandro Scarsella. Poi la rinuncia a pubblicare racconti, per dedicare tutto lo spazio alla critica e all’analisi delle pubblicazioni del settore. Ma anche al cinema, ai fumetti, alla graphic novel e alle nuove tecnologie.
Il primo numero della terza serie è volutamente non monografico. Presenta un ventaglio di contributi e di approcci diversi che intendono rappresentare in qualche modo la versatilità di questo genere letterario che si è da tempo scrollato di dosso l’umiliante etichetta di “paraletteratura”, per essere riconosciuto a tutti gli effetti come letteratura tout court.

La fantascienza di Primo Levi. Dal Versificatore a Chat GPT | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione della Mostra che si svolgerà oggi al MuFant di Torino sul Versificatore, tool ingegnato da Primo Levi ben più di mezzo secolo fa, che altro non era che una versione antesignana dell’odierno Chat GPT; vi lascio alle note di Silvio Sosio:

“Ho l’impressione che una buona parte del mio pubblico troverà strano che uno scrittore nato come scrittore dall’esperienza dei campi di concentramento, trovi poi una strada nel campo della fantascienza; a mio parere però non c’è contraddizione, ritengo che le mostruosità e i mostri partoriti dal sonno della ragione che entrano in scena e si rappresentano nel campo della fantascienza non siano poi così diversi da quegli altri mostri, i maggiori dei quali è Auschwitz, a cui abbiamo assistito nel corso di questi ultimi venti anni e che non sono scomparsi”.
Queste sono le parole di cui Primo Levi si è servito per descrivere i suoi racconti di fantascienza in una intervista RAI, divenuta storica, della fine degli anni ’60 in occasione della messa in onda dell’adattamento del racconto Il Versificatore, per la regia del torinese Massimo Scaglione. Levi alternò la professione di chimico – per quasi trent’anni alla Siva di Settimo Torinese – alla scrittura. La sua incursione nella fantascienza non è stata casuale né estemporanea: quando nel 1947 esordiva con Se questo è un uomo, aveva già nel cassetto un racconto fantastico, I mnemagoghi. Da quel momento la sua produzione letteraria di genere fantascientifico non si è mai interrotta, andando a costituire oltre la metà della sua opera.

Uno dei 15 racconti che compongono la sua raccolta Storie naturali è intitolato Il Versificatore. Si tratta di un macchinario all’avanguardia che un poeta, subissato di lavoretti di poco conto come annunci matrimoniali, rime funebri e slogan pubblicitari, acquista per realizzare più velocemente i componimenti che la clientela gli chiede. Il Versificatore permette di impostare parametri come argomento, registro, forma metrica, periodo storico e in pochi secondi emette il testo compiuto, licenze poetiche comprese. È inevitabile, oggi, il rimando a ChatGPT, intelligenza artificiale anch’essa capace di generare testi compiuti grazie al dialogo con l’utente tramite “semplici” prompt testuali. Questa analogia non fa altro che esaltare la forza visionaria e anticipatrice che ebbe Primo Levi nell’immaginarne il funzionamento a metà anni ’60. Ed è proprio sul Versificatore che si fonda la nuova area espositiva del museo, realizzata grazie a “Profezie Artificiali”, il progetto triennale curato dalla direzione artistica del museo – Silvia Casolari e Davide Monopoli – e sostenuto da “Torino Che Cultura” della Città di Torino, con l’obiettivo di seguire da vicino l’evoluzione e gli impatti dell’arrivo dell’intelligenza artificiale, soprattutto in ambito culturale e creativo.

L’interesse del Mufant per il Versificatore di P. Levi converge con il progetto artistico di Bruce Sterling, scrittore di fantascienza statunitense, fondatore del movimento cyberpunk, nonché direttore artistico di Share Festival, il festival torinese di arte tecnologica. Nell’ultimo biennio Sterling ha avviato un progetto di ricerca incentrato sul Versificatore, promuovendone l’unicità come anticipazione tecnologica tutta torinese dell’odierna intelligenza artificiale, da valorizzare anche in ambito internazionale. Arriva così in mostra al MUFANT il Versificatore co-prodotto da Sterling e Mufant, una replica fedele e tecnologica del modello proposto nell’omonimo sceneggiato RAI degli anni ’70, per la realizzazione del quale sono stati coinvolti il designer torinese Marcello Michielini e lo studio statunitense Multiplayer. Nell’area espositiva anche una versione digitale del Versificatore nel metaverso del Museo, fruibile da visitatori e visitatrici attraverso visore VR, realizzato dal digital creator Mariano Equizzi.

Il postumano è ancora umano? | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione ufficiale dell’uscita – ieri – di Postumanesimo. L’Alterità nell’era dell’Antropocene, tesi di laurea di Azzurra Rattinghieri che ho curato per DelosDigital nell’ambito della collana non-aligned objects; ecco cosa scrive l’editore Silvio Sosio:

Esce per Delos Digital nella collana “non-align objects” la tesi di laurea di Azzurra Rattighieri che in un periodo di confronto con l’avvento delle AI è di estrema attualità.
Il postumano è contrario all’umano? Transumano è più o meno di umano? Sono temi che magari non tutti si pongono in questi termini, ma sono sempre più di attualità, in un’epoca in cui i confini dell’umano e della macchina cominciano ad avvicinarsi. In modo preoccupante, secondo alcuni. Eppure approfondire il postumanesimo può essere un’opportunità: sia per capire meglio cosa significa, in fondo, il termine “umano”, sia per espanderlo, aprirlo a nuove dimensioni.
Di tutti questi argomenti si occupa il libro Postumanesimo. L’Alterità nell’era dell’Antropocene, tesi di laurea di Azzurra Rattinghieri, uscito in ebook questa settimana nella collana non-align objects curata da Sandro Battisti.

Per una Teoria dello Screampunk | Fantascienza.com


Nell’ambito di Delos 270 segnalo questo speciale su Screampunk, la proposta editoriale di DelosDigital scritta da Cosimo Argentina che rompe un po’ la tradizione patinata della SF italica – ma non solo – dove tutto è levigato e non trasmette altro che edulcorazioni a favore del Mercato. Gli interventi sono qui e qui:

Si ritorna al punk più puro. Violento, duro, bastardo, senza argini, disperato come solo il futuro del mondo può essere, Argentina ci trascina in una storia letteralmente sporca, così come sporco, irriverente e ruvido, per usare un eufemismo, è il linguaggio usato dallo scrittore.
Il romanzo è ambientato nel 2095 e il protagonista è Sumatra, un balordo piccolo criminale, un maniaco sessuale, che (soprav)vive ai margini della società. Va contro le regole, la legge, l’etica e tutto ciò che è corretto sia politicamente che umanamente. Nel 2035 viene condannato a essere traslato nel 2095. Ma scopre presto che il mondo del futuro è marcio come quello che ha lasciato. Le scariche elettriche del suo controllore, le scopate che gli sono precluse, un lavoro asfissiante in fabbrica… il futuro diventa per lui una prigione senza sbarre. Una via d’uscita, il nostro antieroe, scopre che però è nelle sue possibilità e allora ecco che si fa, lentamente, coinvolgere in qualcosa che è più grande di lui, riguarda la salvezza dell’universo e, forse, della sua anima (Sumatra mi chiede di correggere quest’ultima affermazione. Mi dice che col caxxo che la sua anima si salverà).

Ecco come lo stesso protagonista si presenta ai lettori di Screampunk: “Sono nervoso ed eccitato, un tossico affamato di qualcosa, qualsiasi cosa, ma so di non poter fare chissà che con il gerente alle calcagna. Car mi ha accennato alla possibilità di scollegarmi da quel figlio di puttana per un tot di ore. E Sigis ha nominato una sorta di dark web illegale, oscuro, ombra, dove le identità vanno a puttane e ci si può muovere con disinvoltura a controllo zero. Dice che le autorità conoscono il sistema occulto, ma chiudono un occhio a meno che non sia necessario andare a recuperare dati identificativi di pregiudicati o di gente losca e pericolosa. Ma non è che uno arrivato nel 2095 possa dire ehi, cazzo, fatemi entrare nel dark web di fine secolo. E quanto a quel coglione di Carnaby, io non mi piego alle sue cazzate politiche. Va a finire che per un po’ di micetta mi spediscono nel 2150 e lì, da quello che ho capito, sono cazzi amari”.
Quello di Sumatra è un urlo disperato verso il mondo che lo vuole ingabbiato in un ruolo sociale ben preciso, quello del bravo cittadino, che non si ribella, diventa manovalanza per le multinazionali, non commette peccati e reati, insomma un cittadino modello. Ma lui non ci sta e la sua smania di godersi la vita prende presto il sopravvento. Del resto perché dovrebbe cambiare la sua vita, il suo modo di essere? Ma un urlo, stavolta, di rabbia è quello di Argentina che con questo romanzo vuole dissociarsi da certa letteratura paludata, poco importa che sia mainstream o di genere, dalla narrativa mordi e fuggi, dall’estetica imposta dalla ricerca dei bestsellers, dalle mode imperanti e da quelli che scrivono romanzi pur facendo nella vita (fatti loro, direbbe Sumatra) tutt’altro, vedi gente dello spettacolo, influencer, attori, guru e quant’altro che un giorno si svegliano e, senza arte né parte, pubblicano il “romanzo” e noi dovremmo accettarlo come il “capolavoro” della letteratura italiana.

Stralci dell’intervista:

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A proposito di alcune ultime uscite in non-aligned objects – la nuova carne edizioni


Sulla NuovaCarne, Stefano Spataro opera critiche acute e lucide ad alcuni titoli usciti per DelosDigital nella collana anarcopunk che curo, non-aligned objects. Il lavoro che Stefano ha prodotto ha una base ideologica di svisceramento delle cerebralità che il contenitore vuole suggerire, e propone altri spunti non esplicitati direttamente dalle opere e quindi non posso fare altro che ringraziarlo per quest’approfondimento, invitandovi a leggere tutta la recensione e, perché no, ad acquistare se volete i titoli selezionati; ecco il dettaglio dei tre titoli esaminati, ovvero l’antologia Delle eloquenti distopie 2, Zeitgeist e Mandela Effect, narrativa e saggi speculativi intrecciati senza soluzione di continuità di Helena Velena, Franco Ricciardiello, Michele Nigro, Fabio Aloisio, Mariano Equizzi; più sotto, invece, Stefano spende delle belle parole su me, lo ringrazio anche per questo:

L’antologia Delle eloquenti distopie 2, composta dai tre racconti di Helena Velena, Franco Ricciardiello e Michele Nigro, si presenta come un caleidoscopio di narrazioni che scandagliano i meandri della nostra realtà, dipingendone sia le speranze che i timori. Spicca con particolare forza il racconto di Helena Velena, la quale, con una prosa che unisce ironia e allucinazione, riesce a intrecciare il passato dell’ultimo secolo a una visione futuristica tanto affascinante quanto inquietante. L’autrice rievoca i momenti cruciali della storia occidentale, per poi proiettarsi in un futuro iper-tecnologico in cui la meccanizzazione del lavoro e l’automatizzazione delle interazioni sociali diventano la risposta – o, forse, la soluzione – ai problemi contemporanei. Con un tono insieme divertente e disturbante, l’autrice dipinge la civiltà capitalistica come in bilico tra l’entusiasmo per le innovazioni e la paura di una completa alienazione umana.
Accanto a questo spaccato visionario, gli altri racconti presenti nell’antologia ampliano il discorso sulla distopia, creando un mosaico narrativo che invita il lettore a interrogarsi sulle possibili traiettorie future. Anarcometaverso, di Michele Nigro segue le vicissitudini penitenziarie di un carcere futuristico, riprendendo alcuni stilemi classici libertari e rileggendoli in chiave fantascientifica. Il punk e l’arte della manutenzione della bicicletta, di Franco Ricciardiello invece ci regala un divertente pseudoaneddoto che vede un Bob Dylan saltare quanticamente in una realtà completamente diversa e cyber.
È interessante come la curva discendente del libro si concluda proprio con la seconda parte del contributo di Velena donando al complesso un’interessante dinamica, in cui il passato non è mai veramente sepolto, ma si trasforma in un presagio ironico e inquietante del domani.

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Robot, ecco il numero 101 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione del nuovo Robot, la rivista di SF italiana per eccellenza ed edita da Delos; alcune info scritte dall’editore Silvio Sosio:

Robot torna, dopo un anno di pausa seguito all’iconico numero 100. Si riparte da 101 con una nuova stagione e un nuovo agguerrito redattore, Andrea Cattaneo. Sei racconti di varia ambientazione (non tutti per forza pessimisti, via) e un reparto saggistico che parte con l’ultima intervista rilasciata – a Tea C. Blanc – da Giuseppe Lippi, per continuare con un’analisi dalla penna di Laura Coci di una autrice da riscoprire, Enrica Zunic’. Si dice sempre che la fantascienza è cominciata con Amazing Stories ma prima della rivista di Hugo Gernsback ci sono state tante riviste di narrativa popolare che pubblicavano anche fantascienza: Domenico Gallo le va a cercare tutte scendendo fino al diciassettesimo secolo. Si parla delle “macchine cattive” e della serie che forse ha più convinto l’anno scorso, Fall Out.
Il numero è disponibile da oggi in versione digitale (epub e pdf) e tra un paio di settimane in versione stampata.

Premio Italia, aperte le candidature spontanee | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la notizia dell’inizio operazione “Premio Italia 25”, ovvero l’apertura della prima fase delle votazioni al Premio; vi lascio al dettaglio di Silvio Sosio:

La fase zero, quella delle segnalazioni spontanee aperta a tutti, è stata appena aperta, ma ci saranno solo un paio di settimane o poco più fino al 17 gennaio. Poi si passerà al vivo con l’apertura della prima fase delle votazioni, dal 24 gennaio. Ci sarà circa un mese. La seconda fase, quella per la votazione dei finalisti, sarà attiva dal 1 marzo al 14 marzo. La premiazione avverrà il 12 aprile 2025 a Genova.

Segnalate, quindi, quel che vi sembra ci sia stato di interessante nell’anno appena concluso, cliccando qui.

 

Le uscite di Urania nel 2025 | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com l’elenco degli Urania del prossimo anno; condivido le parole di Silvio Sosio, quando dice:

La quantità e la qualità delle novità proposte da Urania per il 2025 è la migliore risposta a chi tenta di sminuire l’importanza di questa collana. Che con tutti i suoi limiti (sempre che lo siano, i numeri direbbero il contrario) di collana da edicola resta, da diversi anni, la sede del maggior numero di titoli inediti del settore.

Perché comunque, se non ci fosse la collana, la SF in Italia avrebbe una diffusione nettamente diversa, frammentata, notevolmente minore; al netto delle critiche più o meno giuste che si vogliono fare a Urania.

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