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NeXT Hyper ObscureArchivio per Giampaolo Rai
Love, Death & Robots dallo schermo alla carta stampata | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione di Giampaolo Rai dell’Urania Millemondi di questa stagione, “Love, Death & Robots”, raccolta crossSF in chiave fantastica estrema curata da Tim Miller. La quarta:
Vi è piaciuta la serie animata Love, Death & Robots? Se vi chiedete da dove arrivano le incredibili idee alla base degli episodi, state per trovare risposta.
Il nuovo Millemondi di primavera, infatti, riunisce i primi diciotto racconti dei grandi autori della scifi internazionale da cui è stata tratta la celebre serie omonima.Prima degli effetti speciali, delle animazioni e del montaggio serrato, c’erano le pagine che state per leggere.
Preparatevi a immergervi in futuri post-umani dove la coscienza può abitare corpi artificiali, tra marine in armature potenziate, creature aliene, guerre infinite e foreste infestate da presenze demoniache. Pronti a perdervi tra mostri di rifiuti, spiriti volpe ibridati con ingranaggi steampunk, soldati mannari, loop temporali?
Passeggerete insieme ai turisti robot tra le rovine della nostra civiltà, scoprirete come lo yogurt può amministrare un pianeta, e che alcuni oggetti quotidiani possono nascondere intere civiltà.
Settate il navigatore su amore, morte e tecnologia: le coordinate esatte per lanciarsi in una valanga di universi narrativi.
Ritorna su Urania Robert Silverberg | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: una raccolta di racconti di Robert Silverberg sul tema del viaggio nel tempo; la quarta:
“Quello era il cinquantesimo secolo. “Il cinquantesimo secolo dopo cosa?” aveva chiesto più volte, ma nessuno sembrava saperlo, o non gliene importava.”
In questa antologia Robert Silverberg, uno dei più grandi autori di fantascienza, tira le fila di sessant’anni di carriera e seleziona sedici dei suoi migliori racconti, dai suoi esordi alla maturità, sul tema del viaggio nel tempo. Sedici storie ricche di paradossi temporali, multiple versioni di sé e universi alternativi.
Tra aragoste giganti, giornali che rivelano notizie dal futuro, dinosauri e incesti cross-generazionali, il passato può essere plastico, e il futuro un oceano di possibilità. Come nel celebre racconto “Verso Bisanzio”, vincitore del premio Nebula 1986 e finalista al premio Hugo, in cui l’umanità di un futuro lontanissimo ha ricreate gigantesche repliche delle meraviglie dell’antichità per vivere l’ebbrezza di un passato inimmaginabile.“La Roma dei Cesari, la Alessandria dei Tolomei, la Venezia dei Dogi, la Chan’an della dinastia Tang, la Asgard degli Asi, nessuna di quelle città era per loro meno reale o irreale delle altre. Ciascuna non era altro che una semplice sfaccettatura di un passato lontanissimo, di un fantastico passato perduto, come un frutto rubato a quell’oscuro abisso di tempo dimenticato.”
Il pianeta del silenzio di Stanislaw Lem | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: Il pianeta del silenzio, di Stanislaw Lem; la quarta:
Durante un viaggio con il suo cargo verso Titano, Angus Parvis viene coinvolto in una missione di soccorso. È il prologo di una vicenda destinata a concludersi molti anni dopo, quando il genere umano invia l’astronave Hermes sul lontanissimo pianeta Quinta, da cui sono giunti segnali di una civiltà tecnologicamente molto avanzata. Una volta arrivati, però, i terrestri scoprono che i Quintani sono violenti, poco comunicativi e sembrano impegnati in una cruenta guerra spaziale. Contro chi? L’equipaggio della Hermes è deciso a portare a termine la sua missione: stabilire il primo contatto con una specie aliena intelligente. Ma scoprire i segreti nascosti sotto la superficie silenziosa di Quinta potrebbe avere un costo davvero troppo elevato… Capolavoro della fantascienza classica, Il pianeta del silenzio è un romanzo sorprendente e illuminante, che ancora oggi stupisce per la sua preveggenza.
Dopo un prologo ambientato su Titano, il gigantesco satellite di Saturno, l’azione si sposta perciò su Quinta, un mondo lontano abitato da alieni. Gli umani sono superiori tecnologicamente ma sin da subito emergono seri problemi,il pianeta è circondato da un anello di ghiaccio chiaramente non naturale, ha diversi satelliti artificiali che sono stati distrutti da nanomacchine e le comunicazioni sono disturbate al punto da essere impossibili.
Appare evidente che gli abitanti di Quinta non sono interessati a incontrare altre specie intelligenti e preferiscono continuare un conflitto strano e totale contro un nemico misterioso.
Perielio d’estate di Greg Egan | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: Perielio d’estate, di Greg Egan; la presentqazione di Giampaolo Rai e la quarta – intrigantissima:
Nella fantascienza gli esempi di corpi celesti erranti che entrano nel sistema solare sono innumerevoli. Per provocare un disastro non è necessario che ci sia uno scontro con la Terra come nel film Melancholia di Lars von Trier, gli effetti gravitazionali possono essere altrettanto distruttivi.
Nel breve racconto Un secchio d’aria di Fritz Leiber la Terra (assieme alla Luna) viene strappata al Sole da una stella oscura e diventa talmente fredda che perfino l’atmosfera ghiaccia. Insomma quando un corpo celeste errante si avvicina alla Terra non va mai a finire bene.
Così quando un buco nero entra nel sistema solare, Matt Fleming non crede alle ottimistiche previsioni degli scienziati e si rifugia sulla Mandjet, una piattaforma mobile completamente autosufficiente. In Perielio d’estate il buco nero (che si rivelerà essere doppio) è usato da Greg Egan come espediente per condensare nel breve spazio di una stagione i cambiamenti climatici in atto sul nostro pianeta. Così invece di avere decenni per cercare di mitigarne gli effetti l’umanità si ritrova di colpo ad affrontare un mondo devastato e la prospettiva dell’estinzione.Quarta: Se un buco nero attraversasse il Sistema Solare… cosa accadrebbe all’umanità? Alla scoperta del buco nero binario Taraxippos, la maggior parte degli esperti è convinta che il suo passaggio non avrà alcun impatto significativo sulla Terra, e così gli abitanti del pianeta continuano la propria vita come se nulla fosse. Certo, c’è una possibilità su cinquecento che si verifichino maree anomale, perturbazioni climatiche o persino sconvolgimenti globali, ma gli scienziati che osano prospettare simili scenari vengono tacciati di inutile allarmismo. Non la pensa così Matt Fleming, che saluta la propria scettica famiglia e si imbarca nell’Atlantico con un piccolo gruppo di amici sulla Mandjet, una piattaforma mobile per l’acquacoltura, del tutto autosufficiente in termini di cibo, energia e acqua potabile, e progettata appositamente per resistere ai più violenti sconvolgimenti oceanici. Il passaggio del buco nero, purtroppo, conferma le previsioni peggiori. Nessuna collisione spettacolare, nessuna apocalisse istantanea, ma sul pianeta si innesca una inesorabile trasformazione. Con il clima fuori controllo e le coste inghiottite dall’oceano, milioni di persone si rendono conto di colpo di non avere più un futuro. E il bizzarro esperimento del gruppo di amici di Fleming sarà destinato a diventare un faro di speranza per i sopravvissuti.
Way Station, torna La casa dalle finestre nere di Clifford D. Simak | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione della riedizione per Mondadori di “La casa dalle finestre nere”, di Clifford D. Simak; le note di segnalazione di Giampaolo Rai e la quarta:
Enoch Wallace è molto preoccupato: Stati Uniti e Unione Sovietica sono sull’orlo dell’apocalisse nucleare. Enoch ha visto molte guerre, è sopravvissuto alla guerra di secessione, mezzo secolo dopo è arrivata la prima guerra mondiale e poi la seconda, solo che la prossima potrebbe essere davvero l’ultima. Certo, Enoch sopravviverebbe alla guerra, dopotutto lui è immortale e la sua fattoria non può essere distrutta nemmeno da una bomba atomica, dato che in realtà ospita una stazione di transito per alieni, ma resterebbe confinato nella stazione, circondato da un pianeta morto.
Questa la situazione di partenza di Way Station, uno dei migliori romanzi di Clifford D. Simak e vincitore del premio Hugo 1964.Un uomo che non invecchia mai, una casa con finestre indistruttibili, una pietra tombale con il segno dell’infinito: ce n’è abbastanza perché la CIA cominci ad avere dei sospetti e perché Clifford Simak cominci a tessere una delle sue trame più suggestive. Dai boschi del Wisconsin alle frontiere della galassia, tutto si carica di quel senso del meraviglioso caratteristico di un autore che ci ha insegnato a guardare tanto lontano nel cosmo quanto in profondità nell’animo umano.
Il sangue e l’impero | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com una recensione al mio romanzo covincitore del Premio Urania 2014. L’impero restaurato.
The origins – Recensione su Fantascienza.com | Kipple Officina Libraria
[Letto su KippleBlog]
Su Fantascienza.com è uscita una bellissima recensione a The origins, la raccolta di racconti di Marco “pykmil” Milani, Giovanni “X” De Matteo, Lukha B. Kremo e, sì, anche io, relativa soprattutto ai
primi periodi del Connettivismo, di cui gli autori sono esponenti. Una estrapolazione della disamina a cura di Giampaolo Rai, che contiene tra l’altro anche dettagliate analisi di ogni singolo racconto e autore:
Un libro consigliato agli appassionati del movimento ma anche a chi volesse accostarsi per la prima volta al connettivismo, The origins riesce a darne una panoramica completa. Se poi siete persone poco interessate ai movimenti letterari ma molto alle buone storie di fantascienza allora questa antologia sarà soddisfacente anche per voi, magari gli autori non saranno riusciti a farvi “comprendere la natura del Connettivismo e dei suoi protagonisti”, ma avrete letto comunque otttima fantascienza.
Sandro Battisti, Giovanni De Matteo, Marco Milani – The Origins
Special Guest Lukha B. Kremo
A cura di Marco Milani
Kipple Officina Libraria
Collana Avatar (Vol. 20) — Formato ePub e Mobi — Pag. 198 – € 1.99
ISBN 978-88-98953-08-0
Link
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Mondo9 ∂ Fantascienza.com
Recensione eccelsa per Dario Tonani e il suo Mondo9 su Fantascienza.com. Leggendo l’articolo ci si accorge della levatura artistica di Dario, nessuna sorpresa per chi lo conosce ma un bel biglietto da visita, invece, per il mondo letterario non di genere che si sta pian piano accorgendo di lui.
Parlare di un’opera come Mondo9 non è facilissimo, apparentemente le quattro storie non sono collegate tra loro, tuttavia più di un legame unisce e cementa l’intero arco narratico.
Il più evidente di questi legami è la Robredo, sebbene distrutta e abbandonata nel primo racconto la gigantesca nave ritorna a più riprese e alla fine ritrova anche Garrasco, in un modo spettacolare e sorprendente.



