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NeXT Hyper ObscureArchivio per Urania
25 anni con Franco Brambilla | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione di una festa speciale: il quarto di secolo con cui Franco Brambilla ha illustrato le copertine di Urania (sì, nel computo c’è anche il mio Premio Urania); ecco l’articolo:
Pare destinato a superare il record di Karel Thole, copertinista di Urania per 28 anni dal 1959 al 1988, Franco Brambilla, che praticamente dall’inizio del secolo nel 2001, e dalla serie con la “banda arancio”, ormai da venticinque anni firma quasi tutte le copertine di Urania e delle varie collane collegate, con grande apprezzamento del pubblico. Come Thole, e a differenza di altri pur validissimi illustratori che sono venuti dopo Thole come Segrelles o Chichoni, Brambilla è riuscito a dare la sua impronta alla collana, a far diventare il suo stile personale – pur evolutosi negli anni – un segno distintivo della collana. Un’impresa degna di un grande artista, tra l’altro ben dieci volte vincitore del Premio Italia (e qui batte Karel Thole, che ne vinse solo nove).
Urania festeggia questo quarto di secolo “brambilliano” ospitando sui numeri in uscita questo mese un estratto di una lunga intervista realizzata da Uraniamania, disponibile per intero sul forum di questa community: https://www.uraniamania.com/forum.php?board=60&action=display&threadid=11812.
Spazio infinito sul Millemondi estivo | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione del MilleMondi estivo di Urania: “Spazio infinito, parte 1”, i maestri della SpaceOpera mondiale in un primo volume curato da Bryan Thomas Schmidt; la quarta:
Preparate il biglietto: si parte verso lo Spazio Infinito! A luglio arriva in edicola il Millemondi Estate, con la prima parte di “Spazio Infinito”, antologia a cura di Bryan Thomas Schmidt che riunisce il meglio della space opera e della fantascienza militare mondiale. Ventiquattro racconti, di cui quattordici inediti, firmati da grandi autori, selezionati tra le serie più iconiche della narrativa fantascientifica. Entrerete così ancora una volta negli universi narrativi di Dune, della saga dei Vorkosigan, di Ender’s Game e di molte altre famose ambientazioni e firme prestigiose, tra cui non mancano vincitori di Hugo, Nebula e altri premi internazionali, come Orson Scott Card, Lois McMaster Bujold, Robert Silverberg, Nnedi Okorafor e Cordwainer Smith. Siete pronti a catapultarvi tra inquietanti draghi spaziali, rocambolesche fughe da campi di prigionia alieni, accademie militari interstellari e barbari del futuro? “Spazio Infinito. Parte 1” è un viaggio attraverso la storia e l’evoluzione della space opera dagli anni Cinquanta a oggi: un volume imperdibile per i lettori di Urania e per chiunque voglia esplorare i mille mondi della fantascienza.
Lista dei racconti:
Scuola della Flotta: Rinnegato di Orson Scott Card
Le acque del Kanly di Brian Herbert e Kevin J. Anderson
Il buon pastore di William C. Dietz
Il gioco del Topo e del drago di Cordwainer Smith
I confini dell’infinito di Lois McMaster Bujold
Tutto in un giorno di lavoro di Elizabeth Moon
L’ultimo giorno di addestramento di Dave Bara
La paga dell’onore di Catherine Asaro
Binti di Nnedi Okarafor
Riflesso di Larry Niven e Jerry Pournelle
Come essere un barbaro sul finire del Venticinquesimo secolo di Jean JohnsonE all’interno, oltre a una Nota del curatore Bryan Thomas Schmidt e alle biografie degli autori, appuntamento con Franco Brambilla – 25 anni con Urania, intervista al celebre illustratore a cura degli amici di Uraniamania per celebrare la collaborazione tra Urania e il celebre illustratore. E a seguire, per Oscar Vault – Il fantastico in libreria, Le fontane del paradiso di Beppe Roncari.
Pandora: Tradimento di Peter Hamilton | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania Jumbo in edicola: “Pandora: Tradimento” di Peter Hamilton, maestro della SpaceOpera; la quarta:
Il Commonwealth Interstellare è una rete di mondi abitati collegati da wormhole che permettono di viaggiare a una velocità superiore a quella della luce e in cui la mortalità sembra essere stata sconfitta grazie alla tecnologia del ringiovanimento. Ma c’è un mistero che inquieta gli scienziati: la sparizione improvvisa di una stella a oltre mille anni luce di distanza dai confini del Commonwealth, apparentemente avvolta da una sfera di Dyson di dimensioni colossali… Chi o cosa può aver provocato un’opera tanto titanica? E soprattutto, a che scopo?
Dato che è impossibile raggiungere quella remota regione dello spazio tramite i wormhole, a indagare sull’accaduto è stata spedita un’astronave, la Second Chance, guidata dal capitano Wilson Kime, ex pilota della NASA. La missione tuttavia viene ostacolata dall’organizzazione dei Guardiani del Sé, che abbiamo già incontrato in Pandora (Urania Jumbo n. 58 e n. 59). Ma il co-proprietario della CST, il ricchissimo e geniale Ozzie Fernandez Isaacs, si convince che ci sia un altro modo per indagare sulla stella di Dyson: interrogare l’enigmatica razza aliena dei Silfen, umanoidi dalla lingua incomprensibile. Mentre le indagini di Ozzie e della Second Chance proseguono, ventitré pianeti del Commonwealth vengono attaccati dai Prime, una razza aliena con coscienza alveare, in possesso di potenziale bellico pari e forse superiore a quello del Commonwealth. Presto però dilaga l’ombra del sospetto: è forse possibile che a dar fuoco alle polveri non siano stati i Prime… ma la misteriosa e intangibile entità aliena nota solo con il nome di Starflyer?“Pandora: Tradimento” è il nuovo, imperdibile capitolo della Commonwealth Saga firmata Peter Hamilton.
Perielio d’estate di Greg Egan | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: Perielio d’estate, di Greg Egan; la presentqazione di Giampaolo Rai e la quarta – intrigantissima:
Nella fantascienza gli esempi di corpi celesti erranti che entrano nel sistema solare sono innumerevoli. Per provocare un disastro non è necessario che ci sia uno scontro con la Terra come nel film Melancholia di Lars von Trier, gli effetti gravitazionali possono essere altrettanto distruttivi.
Nel breve racconto Un secchio d’aria di Fritz Leiber la Terra (assieme alla Luna) viene strappata al Sole da una stella oscura e diventa talmente fredda che perfino l’atmosfera ghiaccia. Insomma quando un corpo celeste errante si avvicina alla Terra non va mai a finire bene.
Così quando un buco nero entra nel sistema solare, Matt Fleming non crede alle ottimistiche previsioni degli scienziati e si rifugia sulla Mandjet, una piattaforma mobile completamente autosufficiente. In Perielio d’estate il buco nero (che si rivelerà essere doppio) è usato da Greg Egan come espediente per condensare nel breve spazio di una stagione i cambiamenti climatici in atto sul nostro pianeta. Così invece di avere decenni per cercare di mitigarne gli effetti l’umanità si ritrova di colpo ad affrontare un mondo devastato e la prospettiva dell’estinzione.Quarta: Se un buco nero attraversasse il Sistema Solare… cosa accadrebbe all’umanità? Alla scoperta del buco nero binario Taraxippos, la maggior parte degli esperti è convinta che il suo passaggio non avrà alcun impatto significativo sulla Terra, e così gli abitanti del pianeta continuano la propria vita come se nulla fosse. Certo, c’è una possibilità su cinquecento che si verifichino maree anomale, perturbazioni climatiche o persino sconvolgimenti globali, ma gli scienziati che osano prospettare simili scenari vengono tacciati di inutile allarmismo. Non la pensa così Matt Fleming, che saluta la propria scettica famiglia e si imbarca nell’Atlantico con un piccolo gruppo di amici sulla Mandjet, una piattaforma mobile per l’acquacoltura, del tutto autosufficiente in termini di cibo, energia e acqua potabile, e progettata appositamente per resistere ai più violenti sconvolgimenti oceanici. Il passaggio del buco nero, purtroppo, conferma le previsioni peggiori. Nessuna collisione spettacolare, nessuna apocalisse istantanea, ma sul pianeta si innesca una inesorabile trasformazione. Con il clima fuori controllo e le coste inghiottite dall’oceano, milioni di persone si rendono conto di colpo di non avere più un futuro. E il bizzarro esperimento del gruppo di amici di Fleming sarà destinato a diventare un faro di speranza per i sopravvissuti.
Eclissi totale di John Brunner | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: Eclissi totale, di John Brunner. La quarta di questa perla di fantaecheologia:
2020, Sigma Draconis III. A diciannove anni luce dalla Terra, una squadra internazionale scopre le vestigia di una civiltà aliena altamente evoluta, che sembra essere scomparsa nel nulla. I misteriosi dragoniani, forme di vita totalmente diverse dagli esseri umani, hanno lasciato diversi artefatti, tra cui un telescopio di dimensioni impensabili, custodito all’interno di un vasto cratere naturale. Mentre sulla Terra si avvicendano guerre e conflitti, gli archeologi continuano a studiare le rovine per quasi un decennio e stabiliscono che i dragoniani sono scomparsi da soli tre millenni dal pianeta. Ma per qualche motivo si sono estinti? Quando nel 2028 l’equipaggio di Ian Macauley sbarca sul pianeta, è questa la domanda a cui è imperativo trovare una risposta. Una risposta che potrebbe offrire un monito inquietante sul destino dell’umanità.
Fantascienza, il XXI secolo (8): nel paese del Gattopardo – Quaderni d’Altri Tempi
Faccio ammenda per aver saltato la settima puntata segnalandovi l’ottava, il carattere enciclopedico dell’operazione su QuaderniAltriTempi curata da Giovanni De Matteo sulla SF mondiale del primo quarto di secolo di questo millennio, si dispiega con tutto il suo ampio respiro; un estratto:
In effetti, anche nel nostro paese la fantascienza è viva e lotta insieme a noi. Anzi, per certi versi potremmo dire che in queste prime due decadi e mezze del XXI secolo abbia goduto di spazi e di visibilità con pochi precedenti. È vero, il mercato delle riviste è in crisi e non torneranno più i gloriosi anni Settanta, con le cinquantamila copie stampate di ogni romanzo di Urania della gestione Fruttero e Lucentini (ma anche con i romanzi sforbiciati e riscritti all’uopo per adattarsi a quello che il Fantastico Duo pensava dovesse essere il gusto del lettore italiano, oltre che per esigenze di paginazione dei fascicoli da edicola), tuttavia il premio Urania varato da Gianni Montanari nel 1989, l’apertura agli italiani sancita sotto la curatela di Giuseppe Lippi anche al di fuori del premio, e l’attenzione degli ultimi editor che hanno gestito le collane Mondadori da edicola, Sergio Altieri prima e dopo di lui Franco Forte fino ai giorni nostri, ha permesso ad almeno tre generazioni di autori di accedere a tirature che sarebbero state altrimenti impensabili per uno scrittore italiano di fantascienza. Ancora adesso che di Urania vengono vendute presumibilmente tra le cinque e le settemila copie al mese (non esistono purtroppo dati ufficiali a riguardo), i romanzi che ospita sono di gran lunga i libri di fantascienza più venduti in Italia.
Apriamo e chiudiamo una rapida parentesi, visto che li abbiamo menzionati, per spendere due parole sui connettivisti. Ufficialmente venutosi a formare la notte del solstizio 2004, con un manifesto che omaggiava la storia del genere, riconosceva l’ascendenza nobile di Valerio Evangelisti sulla sua ispirazione originale e indicava le possibili traiettorie da seguire per i suoi esiti futuri, il movimento connettivista rappresenta la prima esperienza di questo tipo tentata in Italia: un gruppo di autori che mettono insieme le forze per provare a esplorare l’immaginario fantascientifico e fantastico tout court, ognuno conservando il proprio specifico punto di vista, ma senza temere di confrontarsi con il futuro mettendo in opera una sintesi di cultura scientifica e umanistica, prediligendo di volta in volta l’estrapolazione tecnologica o l’indagine sociologica, la speculazione scientifica o l’avanguardia artistica. Perché i futuri sono per definizione possibili e quindi plurali, e non è sufficiente un solo punto di vista per provare ad abbracciarli tutti. Sulle orme dei connettivisti, nel corso dei due decenni successivi, altre esperienze analoghe sono state elaborate, con collettivi di giovani scrittori e movimenti di ispirazione steampunk o solarpunk, che menzioneremo ancora più avanti.
Fantascienza, il XXI secolo (3): cyberpunk reloaded – Quaderni d’Altri Tempi
Su QuaderniAltriTempi la terza puntata (qui la prima, qui la seconda) della vasta ricerca che Giovanni De Matteo ha scritto sulla SF del primo quarto di questo secolo; un estratto:
Dalla New Wave al cyberpunk, ecco tornare anche Bruce Sterling, benché con una presenza sempre più attiva fuori dal genere, sia come giornalista, promotore di iniziative e commentatore di costume e delle tendenze nel settore delle nuove tecnologie, che come scrittore di fantascienza. Intorno al 2000, Sterling esce con due importanti progetti antologici: nel 1999, Un futuro all’antica raccoglie i suoi migliori racconti degli anni Novanta, tra cui due vincitori del premio Hugo (Il riparatore di biciclette e Taklamakan), in cui progressivamente si discosta dalle tematiche più strettamente cyberpunk e dalle vertigini postumane de La matrice spezzata per regalare al lettore inquietanti irruzioni del futuro in quadri quotidiani molto vicini al suo presente; mentre Parco giochi con pena di morte è un volume che riunisce saggi suoi e di Gibson, insieme a interviste e brevi racconti di quest’ultimo, in una testimonianza diretta su un mondo al giro di boa del millennio, già in bilico sull’orlo di un futuro sempre più incerto. Dei suoi romanzi successivi, non sono stati tradotti né il techno-thriller The Zenith Angle (2004), su un esperto di cybersecurity che si ritrova invischiato nella guerra al terrorismo seguita all’11 settembre, né The Caryatids (2009), su un mondo minacciato dal cambiamento climatico e sul possibile ruolo che un gruppo di ragazze molto particolari, clonate dalla moglie di un criminale di guerra balcanico esiliato su una stazione spaziale, sono chiamate a svolgere per scongiurare la catastrofe globale. Ma almeno tre titoli devono necessariamente essere ricordati in questa sede ai lettori italiani: Il chiosco (2007) è un piccolo gioiello che ritrae una possibile rivoluzione economica del XXI secolo, basata sulla nanotecnologia e con epicentro in una disastrata città dei Balcani; l’antologia Utopia pirata – I racconti di Bruno Argento uscita per Urania nel 2015, che raccoglie i racconti di ambientazione italiana scritti dopo essersi trasferito a Torino, storie sospese tra il surreale, il fantastico e la fantascienza, tra universi paralleli e suggestioni New Weird; e, per finire, Robot tra le rose, un romanzo breve del 2017 che anticipa la riflessione sul possibile impatto dell’automazione nel mondo dell’arte, mai così attuale come in questi ultimi mesi dominati dal dibattito pubblico su IA e creatività, che, vale la pena ricordarlo, Sterling ha scritto espressamente per un progetto italiano, l’antologia definitiva del connettivismo Nuove eterotopie, uscita per Delos Digital quello stesso anno.
Missione Scarabeo di James Cambias | Fantascienza.com
Su Fantascienza.com la segnalazione dell’Urania di questo mese: Missione Scarabeo, di James Cambias; la quarta:
Cosa ci fanno un dinosauro, un cyborg, un corvide e un’umana in giro per lo Spazio? Benvenuti nel Decimo Millennio, un’epoca in cui il sistema solare è una distesa sterminata di habitat orbitanti, popolati da un mosaico di culture, specie e sistemi politici. Tra questi habitat si muovono gli “scarab“, i saccheggiatori di relitti, esperti nel recuperare tecnologie e materiali preziosi. Come l’improbabile equipaggio dell’astronave senziente Yanai, che trasporta l’umana Solana, una giovane donna affetta da un particolare problema neurologico che le provoca una profonda avversione per i volti umani, il suo compagno corvide Atmin, e due recenti acquisti dell’equipaggio: Pera, un sauropode “ingegnere da compattimento”, e Utsuro, un enigmatico cyborg dalla memoria danneggiata.
Il loro incarico li porta a Safdaghar, una gigantesca colonia in disuso nei pressi di Giove destinata all’oblio. Il bottino sembra promettente, ma all’arrivo Solana e i suoi scoprono di non essere i soli ad aver messo gli occhi sulla colonia. Ora che l’habitat è tornato accessibile, infatti, una banda di pirati spaziali ha pensato bene di mettersi tra i piedi. Come se non bastasse, tra le piazze spettrali di Safdaghar e i suoi mucchi di cadaveri congelati, si cela un’oscura minaccia…



