HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per agosto, 2012
Caressing
Ascolta la furia degli elementi e decrittane ogni singolo respiro. Lascia che sia il tuo corpo a essere accarezzato, ogni vibrazione racconta di esoterismi psichici da altri continuum.
Intervista a Roberto Bommarito | KippleBlog
[Letto su KippleBlog]
No, non me la sento. Scherzo. In realtà è difficile autodefinirsi, anche perché più spesso che mai sono le persone che ci circondano a prendersi il disturbo al posto nostro. Purtroppo, aggiungerei. Ma, dato che me ne dai l’occasione, quello che posso dire è che ho vissuto una vita abbastanza complessa e questo si riflette, credo, nel mio bisogno di esprimermi, di comunicare qualcosa. Scrivere è un modo di farlo. Penso anche, però, che chi scrive sia un pessimo comunicatore. Sembra paradossale, ma quello che voglio dire è che uno scrittore, secondo me, è una persona che usa valanghe di parole per dire le cose più elementari, quelle cose che tutti gli altri invece esprimono con una semplice frase. Forse proprio perché lo scrittore è estraneo a quella semplicità. Oppure perché le frasi facili troppo spesso scadono in cliché privi di significato – e scrivere è il tentativo di rimediare a questo vuoto, di ridare appunto un significato autentico alle parole. Se dovessi autodefinirmi, direi che sono un pessimo comunicatore che, malgrado ciò, cerca di dire qualcosa.
Aeoga – Let the Sun Become Your Eye
Senti salire la definizione del Nulla senziente, ammantato di poche vesti biologiche: è il fascino della decadenza della nascita.
Cortometraggio – “Io ritengo”
Interessante cortometraggio intessuto di presenze quantistiche; i conterranei di Giovanni “X” De Matteo alle prese con un lavoro cinematografico che per qualche verso mi ricorda La trentunesima ora e che ha spunti originali, e maestria, fermi nelle navigazioni dei flutti dell’indeterminazione: complimenti davvero.
Concrezioni dal nulla
Sul suolo l’impronta si è formata dopo che la voce è stata urlata dal nulla, dal niente, da una ferita sulla realtà che non ho mai visto né percepito. Tutto era vero, tutto era plausibile, ne continuo a sentire l’eco nel mio corridoio craniale, istante infinito di compromissione biologica.
Software gassoso
Si è offuscato l’orizzonte, la distesa di software gassoso si ripete in ogni cluster asfittico e dona, non visto, istanti di catarsi inumana.
Genialità
Affaticato isterico e sterile, partorisci idee evanescenti eppure potenti, la struttura eterea si fa beffe della materia e persiste come memi, archetipi, genialità.
Il Vallo come pretesto
Mi distendo oltre il Vallo, tenendo dentro la definizione di atemporale. Mi guardo intorno e sento vibrare ogni aspetto dell’anima, ogni frangente di vita del software che sono: frammenti di un’eternità che non riescono a comporre il senso di olistico, ma lo annunciano.
Altre forme di dimensione
Muovendo rapidamente il corpo, la comunicazione sensoriale attiva la comunicazione interdimensionale, flutti e schegge di altri spaziotempo divengono reperti taglienti di altre forme di vita, altre destinazioni che altrimenti non conosceremmo mai.


