HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per agosto 8, 2012
Morphing
Discende sulla mia pelle, e contrabbanda il giusto per il delizioso: la tua lingua psichica assorbe la mia salinità, il sapore sale e infine non so più dov’è il confine che separa i diversi stati di consapevolezza, te sei ogni vibrazione sinestetica.
Inaspettato
Esili, lungo le estensioni del fiume di elettroni trovo esistenze misconosciute, margravi virali che si posizionano usando dominanze psichiche ed essenze esogene: lasciami guidare le tue domande per farle giungere fino al mio kernel, quello che non ti aspetti.
Non sai più chi sono
La grafia è la stessa, momenti granitici di perversione psicotica si alternano a periferiche lasciate decantare ai limiti della rete cognitiva che sei: ascolto, poi trascendo. Continuamente. Non sai più chi sono.
Dispersione
I meccanismi dell’ascolto s’insinuano oltre le barriere statiche del tempo; la tua esistenza può apparirti statica, la tua esistenza può sembrarti insignificante: se solo riesci a capire chi sei, nulla ti risulterà di nuovo insipido, non sarai più soltanto umori sessuali in dispersione.
Il romanzo di Costantinopoli | Lankelot
Su Lankelot.eu la presentazione_recensione di un’antologia che mi ha immediatamente incuriosito: Il romanzo di Costantinopoli, di Silvia Ronchey e Tommaso Braccini. Per me, che adoro Roma e i suoi spin-off, questo tomo rappresenta una gustosa possibilità di immergermi in quel mood esotico, che di tanto in tanto torna a sorprendermi e a farmi scrivere storie, che presto leggerete.
Il cuore di questo libro ha una matrice bizantinistica, una messa a fuoco da occidente. Grande attenzione è posta sulle labili tracce di quegli undici secoli in cui Costantinopoli fu la capitale sfarzosa e splendente dell’Impero bizantino, prosecuzione di quello romano: «La nostalgia per Roma e la volontà di continuare Roma sono tratti fondamentali della mentalità bizantina […] Ultimamente la bizantinistica ha molto riflettuto sulla Città guardata in questo senso […] microcosmo in cui la sapienza filosofica ellenica si era saldata con la tradizione giuridca e amministrativa romana, in una formidabile alleanza che avrebbe reso Bisanzio per undici secoli la superpotenza del Mediterraneo […] e che prolungherà l’evo antico in un’ellissi orientale destinata a ricongiungersi direttamente col Rinascimento, escludendo la nozione stessa di Medioevo.» L’evo antico si “incuba” in oriente e, scavalcando il tempo e i luoghi del Medioevo, torna in Europa scappando dalle grinfie dei nuovi barbari.

