HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per agosto 1, 2012
Dominanza & appartenenza
Ricoperte di pura angoscia, scopro le vette di queste montagne per la prima volta, assaporandole sotto il limite delle mie percezioni: le guglie di dolore che sopporto sotto i polpastrelli amplificano il senso di possessione che ho di te, dominanza e appartenenza.
Chimica
L’istinto di fagocitare si amplia di feroci disposizioni alla distopia, così da inglobare altri continuum nella mia fame chimica.
0h!m1gas, sorveglianza biomimetica per lo ‘scratch’ – Neural.it
[Letto su Neural.it]
Il rapporto fra arte e natura è consolidato da tempo – anche se perlopiù a livello estetico – ma quello che fa Kuai Auson, va ben oltre la classica osservazione. La sua installazione “0h!m1gas”, infatti, compie un lungo passo verso la scienza, ricreando un ambiente chiuso, un ecosistema artificiale, definito di “stridulazione biomimetica”, dove vive una colonia di formiche sottoposta a sorveglianza visiva e sonora. Il motore vivo del progetto è la biomimetica, strumento conoscitivo già proprio della scienza ma che si sta affermando anche in ambito artistico e che si basa sull’osservazione della natura per riprodurre strutture ad essa ispirate. Il movimento delle formiche, interpretato da una matrice digitale, fa girare due dischi in vinile che a loro volta generano suoni sorprendentemente simili a quelli prodotti dagli stessi insetti. Formiche che come Dj inconsapevoli scratchano all’interno di un sistema a reazione sonora che raccoglie le attività dei singoli insetti per dare vita ad un panorama sonoro più complesso e comunque imprevedibile. Il micromondo delle formiche è assoggettato alla sorveglianza dell’uomo preso dalla sua ricerca di risposte e infatti, come dice lo stesso Auson “Mi aspetto che le mie formiche mi sorprendano sempre”. Questa installazione si colloca al centro dell’indagine rivolta a quei processi socio-artistici che mettono in luce similitudini e differenze tra gli uomini e gli animali. La ricerca di una base comune per la comunicazione tra le specie che ci possa condurre ad interpretare fenomeni ancora emergenti in natura gettando nuova luce, da una prospettiva diversa, all’importanza biologica delle reti sociali.
∂| FantasyMagazine | Eva
FantasyMagazine.it recensisce il film spagnolo Eva, di Kike Maillo, prova ambientata nel mondo degli androidi in cui si sviscera un po’ di filosofia legata all’apprendimento.
Già Alan Turing il matematico inglese, che fu tra i più importanti tra i padri della moderna informatica, nonché uno dei primi teorici dell’intelligenza artificiale, parlò della creazione di “macchine che apprendono”, arrivando a chiedersi: “Invece di elaborare un programma per la simulazione di una mente adulta, perché non proviamo piuttosto a realizzarne uno che simuli quella di un bambino?”. (1)
Non cita però Turing il soggetto di Kike Maillo e Martì Roca, sceneggiato dal drammaturgo catalano Sergi Bebel e da Aintza Serra perché ai concetti di ricostruzione della meccanica del corpo robotico, la storia concepisce il lavoro di creazione dell’intelligenza artificiale non come algoritmico, posto in termini di computazione, bensì come quello di una costruzione caratteriale.
In effetti il lavoro di Alex più che ingegneristico è psicologico. Tramite il “display ad ampolle” chiamato Hand-Up, maneggia sfere che rappresentano possibili caratteristiche caratteriali del cervello del robot, recuperando i precetti della “frenologia” una pseudoscienza (come l’alchimia del resto) per la quale ogni parte del cervello umano sarebbe collegata a un tratto del carattere.
Ne consegue una esplorazione dei sentimenti dei robot, che possono per esempio avere dei livelli di emotività programmabili, e su come gli esseri umani interagiscono empaticamente con la loro “simulazione” dei sentimenti.
Il film si prende tre stellette su cinque, ed è comunque – pare – una buona pellicola da godere mentre si specula sulla crescita dei piccoli androidi, parallelo della razza umana creata da… chi?

