Archivio per Apple
22 dicembre 2025 alle 13:03 · Archiviato in Cognizioni, Creatività, Futuro, Passato, SF and tagged: Android, Apple, Arte.tv, Blade Runner, Cinema, Documentario, Giornata della Fantascienza, Isaac Asimov, Pop, Science Fiction Revolution, Star Wars, Terminator
Su FantasyMagazine la segnalazione di Science Fiction Revolution, serie di documentari dedicati ai film che dagli anni Ottanta a oggi hanno ridefinito i confini del genere e dell’intrattenimento pop – in una qualche misura, quindi, anche per la SF; lo spunto servirà come alibi per festeggiare il 2 gennaio la Giornata della Fantascienza, poiché in quella data si presume sia nato Isaac Asimov.
Dai futuri distopici di Blade Runner alle galassie di Star Wars, dal viaggio nel tempo di Ritorno al Futuro all’alieno “di casa” E.T., fino alla rivoluzione cyborg di Terminator: un decennio creativo che ha influenzato in modo profondo il cinema, le serie tv e l’immaginario visivo contemporaneo. Lo speciale ripercorre quell’epoca come un vero e proprio laboratorio di linguaggi e professioni che hanno inaugurato un nuovo modo di raccontare il futuro, anticipando temi oggi centrali.
I documentari sono già visibili gratuitamente sulla piattaforma Arte.tv, accessibile anche dalle relative app Android e Apple.
6 ottobre 2024 alle 13:21 · Archiviato in Creatività, Cybergoth, Cyberpunk, Digitalizzazioni, Experimental and tagged: Andrea Zingoni, Antonio Glessi, Apple, Frigidaire, Fumetti, Giovanotti Mondani Meccanici, Multimedialità
[Letto su Neural]

Nel 1984, la rivista Frigidaire era una pubblicazione affermata che combinava un atteggiamento tagliente, irriverente e schietto con un’ampia diffusione in edicola. Tra i vari esperimenti condotti sulle pagine della rivista, quell’anno fu pubblicato il primo fumetto generato al computer. A realizzarlo fu un classico duo di illustratori e sceneggiatori (Antonio Glessi e Andrea Zingoni) che lavorarono con un Apple II+ e una primordiale tavoletta grafica su un trio di ragazzi postmoderni chiamati “Giovanotti Mondani Meccanici”, che sarebbe poi diventato il nome d’arte del duo. Questo libro richiama tutti questi fumetti surreali, con testi, dettagli e correzioni di colore – i fumetti venivano originariamente fotografati dallo schermo e poi passati al tipografo, che li affiancava ai testi. Le palette di colori, diluite nelle fotografie dopo quarant’anni, sono state adattate ai colori visualizzati sugli schermi dell’Apple II. Giovanotti Mondani Meccanici ha attraversato molteplici media (personal computer, televisione, performance, video, musica, vjing, videocassette, fumetti stampati e molto altro) con una sintesi unica nel perfetto spirito dei tempi. Non si tratta solo del valore storico, ma delle dinamiche che possiamo riconoscere, come la ricerca di un’estetica nonostante gli scarsi mezzi digitali o l’uso non convenzionale di un nuovo mezzo per ridisegnare un formato consolidato.
3 dicembre 2023 alle 08:43 · Archiviato in Cognizioni, Cyberpunk, Digitalizzazioni, Filosofia, Matematica, Sociale, Tecnologia and tagged: Amazon, Apple, Cina, Europa, Facebook, Google, Infection, Instagram, Intelligenza Artificiale, Interrogazioni sul reale, Jeff Bezos, L’odio, Liberismo, Mark Zuckerberg, Matthieu Kassowitz, Microsoft, Movie, Ridefinizioni alternative, Shoshana Zuboff, Sorveglianze, USA, Vincent Cassel, WhatsApp
Su L’Indiscreto tante nozioni e considerazioni che ruotano attorno al moderno concetto di Intelligenza Artificiale ma che coinvolgono, pure, dettami del liberomercato e del CapitalismoSorvegliante, versa spina infetta nel fianco di ognuno di noi. Brani dell’articolo:
La nostra narrazione quotidiana serve a costruire giornalmente una percezione di un sé continuo, e ci serve per rappresentare il mondo come un flusso di avvenimenti più o meno collegati da un fil rouge, salvandoci così dall’accettarlo per quello che invece è: una grandissima accozzaglia di eventi randomici, spesso totalmente scollegati l’uno dall’altro. In questa narrazione, siamo portati come esseri umani a vedere correlazioni forti sulla base di quello che il nostro cervello ci suggerisce essere logico. Ci aspettiamo che qualcosa vada in una certa maniera, e allora stiamo particolarmente attenti a tutti i dettagli che secondo noi ha senso che siano la causa di quel qualcosa che accade. Qualcuno fuma due pacchetti di sigarette al giorno, e quindi se muore di tumore a quarant’anni è perché i suoi polmoni sono un colabrodo. Se la spiegazione ci appaga, non abbiamo bisogno di collezionare altri dati. Abbiamo già visto precedentemente come le nostre percezioni siano spesso sbagliate, perché fortemente condizionate dai bias insiti nel nostro cervello e nelle nostre culture. Su questo tema, l’intelligenza artificiale ha un grosso vantaggio, che può essere anche un’arma a doppio taglio: non ha un cervello, appunto. Il suo cervello siamo noi – anzi, sono i dati che le diamo in pasto. Per questo, è in grado di creare collegamenti tra dati che per noi risulterebbero totalmente invisibili. Sono i cosiddetti “segnali deboli”. Esercitando l’intelligenza artificiale su un quantitativo enorme di dati, può venire fuori dunque che tutti i quarantenni morti in un certo intervallo di tempo avevano una particolare abitudine alimentare – mettiamo che tutti mangiassero pomodori verdi fritti – e che quindi è quello, molto più dei pacchetti di sigarette fumati, che determina una morte precoce. O ancora, magari quei morti quarantenni sono concentrati tutti in una particolare regione, dove il gioco dei venti porta ad avere una concentrazione di polveri sottili e inquinamento particolarmente elevati.
Si può dire dunque che l’intelligenza artificiale abbia una sua “creatività”, che non risiede tanto nel software in sé, quanto nei risultati anche molto inaspettati che può produrre.
(…)
In un convegno, una nota imprenditrice italiana che non avrebbe piacere a essere ricordata per questo aforisma, disse: «Quando arriva un’innovazione tecnologica, gli americani ci fanno un business, i cinesi la copiano, e gli europei la regolano».
La citazione non è recentissima, ma lo stereotipo almeno parzialmente è ancora attuale. Già, perché se il senso innato del business è rimasto uno dei capisaldi di quel che rimane delle vestigia del “sogno americano”, e se gli europei non hanno perso un certo gusto per la regolamentazione, è invece da un pezzo che i cinesi si sono smarcati dalla loro fama di meri copycat, costituendo invece un vero e proprio polo di innovazione a sé stante.
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21 febbraio 2017 alle 16:11 · Archiviato in News, Sociale and tagged: Apple, Liberismo, Sarah Kember
[Letto su Neural]
Quelle riguardanti il corporate capitalism non sono certo questioni facili fra le quali districarsi, ma ci sono sottili narrazioni
che possono produrre effetti interessanti una volta correttamente manovrate. In questo libro, Sarah Kember prende a berdaglio l’enigmatico “i”, un concetto terribilmente efficace degli apparati tecnologici universalmente percepiti come prodotti Apple, costruendo progressivamente una forte critica di ciò che questo prefisso significa in molteplici sue manifestazioni. Un distintivo pensiero femminista permea questa critica. La struttura del libro è al tempo stesso sfuggente ed esplicita, con una natura duale oscillante che l’autrice definisce – non a caso – come “fumo negli occhi”. Infatti, i capitoli alternano saggi e un romanzo, gli uni a fondamento dell’altro, producendo interessanti effetti. Nei saggi la Kember si muove intorno a concetti come “capitalismo comunicativo” (dopo Dean) o il software che opera come governance “al di sotto della soglia di percezione” (dopo Rossiter). L’autrice sviluppa inoltre un diagramma chiave che sfata la “i”, prima per come viene percepita “come nel mio e io”, poi in guisa di “in/determinabile”, “infrastruttura invisibile d’informazioni”, “intelligente intelligenza”, terminando con “intervento”. Il romanzo della Kember è anche strabordante d’ironia e gli oggetti tecnologici coinvolti sembrano avere il ruolo di minare la nostra fede cieca nel loro positivisto compito. È interessante notare come la Kember cita “un fenomeno d’interferenza”, che sembra definire la natura nascosta dei suoi testi e ci sfida a immergerci nella loro critica filosofica e materiale.
20 Maggio 2014 alle 19:32 · Archiviato in Digitalizzazioni, News, Sociale, Tecnologia and tagged: Apple, Controllo sociale, Internet, Steve Wozniak
Un bell’articolo sul Corriere.it mostra perfettamente le paure che genera un’Internet a due velocità, come si sta prospettando in questi giorni, dove la velocità maggiore corrisponde ad aziende o corporazioni che pagano fior di soldi per avere un canale più veloce. Contro questo monopolio si è espresso Steve Wozniak, il cofondatore di Apple. Nell’articolo le sue assolutamente condivisibili motivazioni.
9 settembre 2012 alle 19:07 · Archiviato in Connettivismo, Digitalizzazioni, Postumanismo, Sociale, Sperimentazioni, Tecnologia and tagged: Apple, Application Programming Interface, Delos, Infection, Touch screen
Un mio articolo, incentrato sulla tecnologia, è apparso su Fantascienza.com, nell’ambito del numero 147 di Delos: Quale futuro per il digitale?
Ecco l’incipit:
Stralci di futuro, impressioni di tecnologie sfolgoranti, e il senso di una vita che si allunga e sfocia nel transumano, forse nel postumano.
La ragione di esistere di quest’angolo all’interno di Delos — Pillole del Basso Futuro, argomento che poi sfocia nell’altra mia rubrica, Postumanismo — è sempre lo stesso da un numero ormai considerevole di anni: indagare i germi del Presente così da cominciare a intravedere cosa il Futuro, più o meno remoto, potrà riservarci; ovvero, quali tendenze sono individuabili fin da adesso e quali, invece, possano essere soltanto estrapolate oltre la cortina impenetrabile dell’Orizzonte degli Eventi.
Mentre nell’ambito Transumano/Postumano non c’è cedimento dell’interesse e la tensione emotiva di chiunque segua l’argomento è sempre notevole (ma prima o poi bisognerà che alcune delle tante promesse fatte divengano reali), nel campo del Basso Futuro ravviso invece una flessione creativa, forse poiché il mondo che si sta verificando non è esattamente come ce l’aspettavamo e, principalmente, non sembra rappresentare nulla di nuovo rispetto al panorama che vedevamo formarsi una decade fa.
Eppure, direte voi, se c’è un momento in cui la tecnologia sembra trionfare è proprio questo; a voler essere pignoli, credo che la tecnologia debba significare progresso perché la sua funzione è indicare la strada per l’evoluzione e dev’essere foriera, quindi, di meraviglia…
6 settembre 2012 alle 13:24 · Archiviato in Digitalizzazioni, eBook, Kipple, Notizie and tagged: Apple, noDRM
[Letto su KippleBlog]
Un paio di giorni fa si sono diffusi in Rete alcuni
rumours riguardo una possibile causa che il celebre attore
Bruce Willis, interprete peraltro molto attivo anche sul fronte delle pellicole
SF – un titolo per tutti,
L’esercito delle dodici scimmie del geniale
Terry Gilliam – avrebbe pensato di intraprendere contro
Apple.
La notizia, diciamolo subito per sgomberare il campo da bizzarre illazioni, si è rivelata la classica
boutade da rotocalco di fine estate: sembra corrispondere al vero che Willis, orgoglioso possessore di diversi
iPod e grande acquirente di brani musicali da
iTunes Music Store, si sia posto il problema di come lasciare in eredità ai suoi figli la ricca libreria digitale accumulata nel corso degli anni, ma la ventilata ipotesi di portare in tribunale la
Casa di Cupertino è stata ufficialmente smentita dalla di lui graziosa consorte, Emma Hemming-Willis.
Tanto è bastato però perché si riaccendesse il
dibattito sulla spinosa questione della sorte degli account digitali al momento della, ahinoi, scomparsa dei titolari reali di quegli account. Il campo è al momento governato perlopiù dalle
policies delle singole compagnie erogatrici dei servizi on line, in assenza di precise disposizioni legislative in materia. Non mancano certo esempi negativi, come il caso paradossale, verificatosi anni fa sul Kindle Store di
Amazon, di un ebook ritirato dalle librerie digitali degli utenti, che pure lo avevano regolarmente acquistato, in seguito a disaccordi insorti tra Amazon e l’editore del libro conteso.
Pur augurando allo scatenato Bruce lunga vita e prosperità, non crediamo tuttavia che il pericolo di perdere il suo patrimonio di musica digitale sia davvero reale, a meno che le major discografiche non impongano ad Apple ulteriori restrizioni, che paiono però improbabili, a meno di non voler scatenare l’ennesima class action.
Per rimanere in tema, intendiamo comunque rassicurare i lettori degli
eBook acquistati presso
lo store della nostra casa editrice: i nostri libri digitali rimarranno di loro proprietà senza alcuna limitazione temporale.
Non solo. Fedeli alla politica adottata fin dagli inizi della nostra epopea digitale, tutti gli ebook di Kipple officina Libraria sono liberamente accessibili, senza le odiose e inutili restrizioni imposte dai
DRM, gli odiosi lucchetti digitali.
7 febbraio 2012 alle 14:21 · Archiviato in Accadimenti, Digitalizzazioni, eBook, Kipple, Letteratura, Sociale, Tecnologia and tagged: Amazon, Apple, Francesco Verso, La Repubblica, Lukha B. Kremo
[Letto su KippleBlog]
Affari e Finanza, supplemento del quotidiano
La Repubblica, ha dedicato un corposo articolo al “fenomeno
eBook“.
La tesi dell’autrice Paola Jadeluca, è che l’avvento del Kindle Store italiano di Amazon e di Apple (iBookstore) abbiano fatto decollare l’intero mercato dell’eBook, portando al successo nuove e promettenti realtà editoriali.
Kipple Officina Libraria è ovviamente tra queste, come segnala l’articolo:
In cima alla classifica dei libri più venduti online figurano a dicembre 2011 Il Gatto di Schroedinger e Sogno di un futuro di mezza estate, due dei 40 ebook nel catalogo di Kipple Officina Libraria, nata nel 1995 a Bologna da un’intuizione di Gianluca Cremoni. Quattro dipendenti, 1000 copie vendute: un microcosmo che però fa marciare l’economia e l’occupazione. «Fino al 2010 non arrivavamo al pareggio di bilancio per via dei costi della carta, della spedizione e distribuzione, dalla metà del 2011 dopo che abbiamo puntato sull’editoria digitale siamo in attivo», racconta Francesco “Xabaras” Verso, codirettore della collana di punta di Kiddle Avatar.
8 novembre 2011 alle 21:44 · Archiviato in Accadimenti, Commerciali, Digitalizzazioni, eBook, Fantastico, Letteratura, Mood, Notizie and tagged: Apple, Simplicissimus
NeXT, il bollettino del Connettivismo, è ufficialmente approdato su App Store. Cliccando su http://itunes.apple.com/it/app/ultima-kiosk/id442904009?mt=8 dal vostro iPad, potrete installare l’app di Simplicissimus.it e trovare, nell’ambito dell’edicola digitale, tutti i numeri di NeXT usciti finora, compreso l’ultimo, il 16, attualmente in stampa.
Ogni iterazione ha un costo irrisorio, 1.59 €, e la salvaguardia della festa grafica di ogni numero del bollettino è garantita e resa portabile. Come mai prima. Vi ricordiamo che NeXT si è recentemente aggiudicata il prestigioso Premio Italia nella categoria Rivista non professionale.
8 novembre 2011 alle 18:12 · Archiviato in Commerciali, Digitalizzazioni, eBook, Kipple, Letteratura, Notizie and tagged: Apple, Simplicissimus, Storia del Rock
Il saggio Da Woody Guthrie a Woodstock di Marco Dallabella, presente su Kipple.it sia in formato cartaceo che in PDF, è approdato nell’Apple Store tramite Ultima Kiosk, l’app di Simplicissimus.it, in formato ottimizzato per l’iPad al costo di 6.99 €.