HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per L’odio
Geopolitica dell’intelligenza artificiale – L’INDISCRETO
3 dicembre 2023 alle 08:43 · Archiviato in Cognizioni, Cyberpunk, Digitalizzazioni, Filosofia, Matematica, Sociale, Tecnologia and tagged: Amazon, Apple, Cina, Europa, Facebook, Google, Infection, Instagram, Intelligenza Artificiale, Interrogazioni sul reale, Jeff Bezos, L’odio, Liberismo, Mark Zuckerberg, Matthieu Kassowitz, Microsoft, Movie, Ridefinizioni alternative, Shoshana Zuboff, Sorveglianze, USA, Vincent Cassel, WhatsApp
Su L’Indiscreto tante nozioni e considerazioni che ruotano attorno al moderno concetto di Intelligenza Artificiale ma che coinvolgono, pure, dettami del liberomercato e del CapitalismoSorvegliante, versa spina infetta nel fianco di ognuno di noi. Brani dell’articolo:
La nostra narrazione quotidiana serve a costruire giornalmente una percezione di un sé continuo, e ci serve per rappresentare il mondo come un flusso di avvenimenti più o meno collegati da un fil rouge, salvandoci così dall’accettarlo per quello che invece è: una grandissima accozzaglia di eventi randomici, spesso totalmente scollegati l’uno dall’altro. In questa narrazione, siamo portati come esseri umani a vedere correlazioni forti sulla base di quello che il nostro cervello ci suggerisce essere logico. Ci aspettiamo che qualcosa vada in una certa maniera, e allora stiamo particolarmente attenti a tutti i dettagli che secondo noi ha senso che siano la causa di quel qualcosa che accade. Qualcuno fuma due pacchetti di sigarette al giorno, e quindi se muore di tumore a quarant’anni è perché i suoi polmoni sono un colabrodo. Se la spiegazione ci appaga, non abbiamo bisogno di collezionare altri dati. Abbiamo già visto precedentemente come le nostre percezioni siano spesso sbagliate, perché fortemente condizionate dai bias insiti nel nostro cervello e nelle nostre culture. Su questo tema, l’intelligenza artificiale ha un grosso vantaggio, che può essere anche un’arma a doppio taglio: non ha un cervello, appunto. Il suo cervello siamo noi – anzi, sono i dati che le diamo in pasto. Per questo, è in grado di creare collegamenti tra dati che per noi risulterebbero totalmente invisibili. Sono i cosiddetti “segnali deboli”. Esercitando l’intelligenza artificiale su un quantitativo enorme di dati, può venire fuori dunque che tutti i quarantenni morti in un certo intervallo di tempo avevano una particolare abitudine alimentare – mettiamo che tutti mangiassero pomodori verdi fritti – e che quindi è quello, molto più dei pacchetti di sigarette fumati, che determina una morte precoce. O ancora, magari quei morti quarantenni sono concentrati tutti in una particolare regione, dove il gioco dei venti porta ad avere una concentrazione di polveri sottili e inquinamento particolarmente elevati.
Si può dire dunque che l’intelligenza artificiale abbia una sua “creatività”, che non risiede tanto nel software in sé, quanto nei risultati anche molto inaspettati che può produrre.(…)
In un convegno, una nota imprenditrice italiana che non avrebbe piacere a essere ricordata per questo aforisma, disse: «Quando arriva un’innovazione tecnologica, gli americani ci fanno un business, i cinesi la copiano, e gli europei la regolano».La citazione non è recentissima, ma lo stereotipo almeno parzialmente è ancora attuale. Già, perché se il senso innato del business è rimasto uno dei capisaldi di quel che rimane delle vestigia del “sogno americano”, e se gli europei non hanno perso un certo gusto per la regolamentazione, è invece da un pezzo che i cinesi si sono smarcati dalla loro fama di meri copycat, costituendo invece un vero e proprio polo di innovazione a sé stante.
Condividi:
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit
- Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest
- Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

