Archivio per Touch screen
30 marzo 2017 alle 23:32 · Archiviato in Creatività, News, Tecnologia and tagged: Gesture, Interrogazioni sul reale, Ridefinizioni alternative, Touch screen, Video
[Letto su Neural]
La tecnologia ha educato gli esseri umani ad ampliare la loro comunicazione con nuovi gesti. Questi possono inizialmente essere percepiti come strani, ma poi diventano parte di un linguaggio universale e contemporaneo. I touch screen hanno portato questo linguaggio a un livello completamente nuovo, forzandoci nel toccare il nostro telefono per un tempo medio che comprende più di due migliaia di tocchi al giorno. Ma questi gesti, inestricabilmente sia intimi che pubblici, non hanno trovato un modo definitivo per essere esteticamente rappresentati. “Touching Software” di Ben Grosser è un’opera d’arte che ha a che fare con questo specifico e ideale aspetto da un punto di vista immaginario e pubblico: quello delle serie televisiva web. Grosser ha assemblato un supercut di interazioni touch-based ricavandolo dalla famosa serie televisiva House of Cards, ovviamente senza voce e utilizzando varie strategie evolutive per mettere in mostra i contenuti. Si tratta di una difficile esteriorizzazione d’intimità, con lo schermo che è sempre orientato in direzione dei protagonisti e con le espressioni e i gesti da noi visualizzati che diventano improvvisamente sia empatici che iconici.
9 settembre 2012 alle 19:07 · Archiviato in Connettivismo, Digitalizzazioni, Postumanismo, Sociale, Sperimentazioni, Tecnologia and tagged: Apple, Application Programming Interface, Delos, Infection, Touch screen
Un mio articolo, incentrato sulla tecnologia, è apparso su Fantascienza.com, nell’ambito del numero 147 di Delos: Quale futuro per il digitale?
Ecco l’incipit:
Stralci di futuro, impressioni di tecnologie sfolgoranti, e il senso di una vita che si allunga e sfocia nel transumano, forse nel postumano.
La ragione di esistere di quest’angolo all’interno di Delos — Pillole del Basso Futuro, argomento che poi sfocia nell’altra mia rubrica, Postumanismo — è sempre lo stesso da un numero ormai considerevole di anni: indagare i germi del Presente così da cominciare a intravedere cosa il Futuro, più o meno remoto, potrà riservarci; ovvero, quali tendenze sono individuabili fin da adesso e quali, invece, possano essere soltanto estrapolate oltre la cortina impenetrabile dell’Orizzonte degli Eventi.
Mentre nell’ambito Transumano/Postumano non c’è cedimento dell’interesse e la tensione emotiva di chiunque segua l’argomento è sempre notevole (ma prima o poi bisognerà che alcune delle tante promesse fatte divengano reali), nel campo del Basso Futuro ravviso invece una flessione creativa, forse poiché il mondo che si sta verificando non è esattamente come ce l’aspettavamo e, principalmente, non sembra rappresentare nulla di nuovo rispetto al panorama che vedevamo formarsi una decade fa.
Eppure, direte voi, se c’è un momento in cui la tecnologia sembra trionfare è proprio questo; a voler essere pignoli, credo che la tecnologia debba significare progresso perché la sua funzione è indicare la strada per l’evoluzione e dev’essere foriera, quindi, di meraviglia…
31 agosto 2011 alle 15:14 · Archiviato in Creatività, Cyberpunk, News, Sociale, Sperimentazioni, Tecnologia and tagged: Smartphone, Touch screen
L’utilizzo del touch screen degli smartphone nelle piu’ disparate funzionalità quotidiane a volte mette a repentaglio la propria agilita’ in quanto richiede l’impiego di entrambe le mani. Ma per le (numerosissime) persone per cui lo stesso smartphone è un’appendice del corpo (come prevedeva McLuhan), questo impiego risulta essere molto frustrante. Colto da questa sensazione nella vasca da bagno, Dominic Wilcox artista e designer inglese, inventa una soluzione semplice ma geniale: l’utilizzo (indiretto) del naso. Pur essendo il principe dell’olfatto, questo organo sensoriale (come l’intera superficie della pelle umana) ha proprietà che si avvicinano sufficientemente a rendere il senso del tatto. Finger-nose è dunque una semplice protesi per allungare il naso e renderlo utilizzabile come se fosse un dito sul touch screen. Tecnicamente si tratta di una pennina da palmare incorporata in un naso di gesso e fibre di tessuto, che rendono il materiale leggermente peloso e quindi più simile alla pelle umana. Tale naso appuntito e’ di una lunghezza esagerata, tanto da raggiungere lo schermo mentre lo si indossa come una maschera. Al di là dell’ironia (esilarante) dell’oggetto creato, l’operazione fa riflettere su come l’interaction design in questo caso sposta il suo focus dall’oggetto tecnologico al corpo umano. Qui è il corpo che deve attrezzarsi attraverso una protesi per adattarsi alla tecnologia (e non viceversa), tecnologia di cui non riesce più a fare a meno, neanche nella vasca da bagno.