Archive for the ‘yang lian’ Category

Raccolto

novembre 30, 2019

Questi tetti spinosi     dopo la trebbiatura
risplendono sull’aia estiva
questi cieli che si sono esposti al sole d’improvviso anneriscono

il mare si restringe     argentee tegole abbaglianti
due alberi si precipitano in direzioni opposte
due carestie     seminate con il grano di un uomo

la morte dell’anno prossimo è già obsoleta
il sole s’è spezzato il collo
i tuoi occhi     spianano e smascherano la città folle

Yang Lian (Berna, 1955), da Dove si ferma il mare (Scheiwiller-Playon, 2004)

Vicinato

aprile 22, 2014

una poesia dei vivi è quanto di più vicino ai morti
una possibile tomba nascosta in cielo
come un’impossibile soffitta        chiude a chiave nella polvere
un ragno o una mosca
i cadaveri sono scatole intagliate che i fantasmi prenotano per abitarvi
aspettando che la mia mano       quando si apre lasci impronte
il topo della scala appena calpestato ritorna in vita

luce risvegliata cent’anni fa
che con stridule grida    taglia via l’ombra della fantasia del poeta
una nuvola in piedi sulle tegole
abituata a decomporsi in caviglie grigiastre
declama quanto di più vicino ai vivi
e come reliquie che rovistano fra le mie dita
esibisce     la vergogna che ogni uomo dovrebbe sentire

Yang Lian (Berna, 1955), da Dove si ferma il mare (Scheiwiller, 2004)


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