Archive for the ‘luigi severi’ Category

marzo 14, 2020

da Lai de l’ombre (variazioni sull’Odissea)

 

(prologo)

 

avremmo voluto esserci meglio, esercitarci
fino al torso, comprovare il cordame e stimolare
le ossa in vetro del vento, fino al suo midollo,
al suo discorso

 

così scendevamo di giorno verso il porto
tutto sommato senza grandi domande,
ma con certe tuniche sportive, scarpe aperte, viso assorto,
il peso in sabbia di troppi attimi alle spalle
le mille dita in tasca, tabacco, una biro con l’ultimo inchiostro,
e una manciata di calcoli sicuri
in diecimila lingue diverse, un fatto di competenza
giullari elementari
in equilibrio, mani in alto, sul piano dell’eclittica

 

contava il fuoco sulla testa,
la linea addomesticata del sale
in ricordo di una stanza muta,
contava tutta quell’ombra stipata controsole,
bianco di unghia lungo la murata

 

(i morti invece sono cadmio blu, diceva piano,
scopri di notte le fosforescenze, medusa noctiluca,
fumando la pipa, e corde le vene:
considera la distanza
senza ambizione, che richiede aria: ossigeno che accende:
adesso espira)

 

griselle, sartie di rinforzo, manovelli
roncigli (scintille) puntelli / aggràppati alle cose,
a ogni decoro di ozono:

 

i calcoli finiscono di notte
frantuma l’atomo con gli occhi e vai oltre,
si tratta dell’oggetto di ghiaccio, in solitudine,
al limite di tutto viaggia Eris, da questo stesso mare di bitume
aggrappati al suo strascico, dirada verso l’alba

 

fino a che:
chi può intercedere, domandi nel sonno: chi c’è dietro quel vetro / e intanto
il vento ha un osso fermo, a rodere la musica, e ritorno

 

è un fatto di rigore, un’urgenza geometrica di
definizione: idea che puoi pesare, vestire di stagnola
ovvero, in altre parole: le ramaglie,
se preferisci, da sfalci, potature, e quel signore
che si dilegua subito dopo, di arancione, quanto scuro nel volto, apostrofandolo,
ha un buco nella fronte, un liquido dalle tempie, una passione
indurita da rughe

 

o i fondi di caffè, filtri di tè, gusci di uova, gusci di noci,
lettiere biodegradabili di animali, non carnivori, mi raccomando,
bisogna anche evitare: e se ne ottiene: il modello migliore in commercio, per capire,
azoto, fosforo, potassio: un titolo possibile

 

da uomini vivi coi piedi ancora caldi (Benn), sopra le moltitudini di
sieri / tagliacapelli ricaricabile, i maxi-dischetti struccanti sono ideali, 100 %
cotone, sospensione orale gusto menta / ancora mi ricordo, ero ragazza
(240 ettari, tra le 4500 e le 5000 tonnellate scaricate, 330 tonnellate di fanghi,
poi cadere in un butto, non riemergerne che a sera tarda
(si versava all’interno, calce viva

 

la qualità delle barche può variare: ad esempio, la
persona da sacrificare era stata individuata in un uomo ghanese
dai fiumi o dagli scarichi fognari / nel mare di fronte alla città
ma basta con la retorica, vi prego: denti fissi in sei ore, una più facile definizione,

 

finché non ne potei più, non potei continuare / Thilafusi è un luogo tipico, confronta, conforta, rianima: avevo
la casa piena di motivi / ci ricavavo da vivere, ricordo / poi continua:
ma senza retorica, io non sopporto chi / bidone nero lucido
il migliore (75 litri) da tenere

 

basta osservare bene: distinguere, anzi, con chiarezza
razionale: parola chiave:
le bianche città sono vuote, e mi ricordo davvero (ero ragazza):
ha una proterva tendenza a succedere realmente

 

(Luigi Severi, L’oggetto di ghiaccio, inediti)

gennaio 15, 2018

una cosa stipata,
basti pensare all’occhio. Confronta
faccia a faccia
ci sono certi atlanti storici, dei progetti
di osservazione dall’alto

Leggo per esempio che:
la grammatica delle cose è molto semplice, è fatta per ripetere,
non per imparare, è fatta per
terminare contando, indietro
e avanti

 

Luigi Severi, Sinopia, Verona, Anterem Edizioni

gennaio 15, 2018

con certi gesti, a secco, con certe
soluzioni di luce a metà
alla fine ci siamo: due figure in piedi, che si incontrano
le mie parole caute nella sua mente, e senza dire, fredde pietre levigate,]
il suo corpo indolore, di lei tutta in un passo, un quasi
fiore: blocca di più, concentra le risorse: la bella mano, ecc.

Così camminava davanti a
Così si avviava con semplice fierezza
Così restava immobile, libera da (fino a che morte

cessava il vento vivo, ora scolpito, perenne
in un panneggio

 

Luigi Severi, Sinopia, Verona, Anterem Edizioni

gennaio 15, 2018

è questa la città, conclude indomito: poche pareti, esterne,
quattro pannelli, lustri alla luce del neon, cubi di cartongesso,
idrofugo insonorizzante
ultima generazione / conclude:
prospettiva perfetta, come la casa di Livia
(ci si cala, fare attenzione, dall’alto), tutto un rigore osseo
per ospitare

c’era prima una festa, si capisce
dalle tracce di uva, dalle carte
di pizza che un vento freddo enumera, a lato della
strada, da quel silenzio bianco, popolato a distanza, che rimane

 

Luigi Severi, Sinopia, Verona, Anterem Edizioni

gennaio 15, 2018

qui non viene più pioggia, diceva, la strada
finisce oltre il parcheggio, non c’è più nulla, qui, oltre a un
carrello, milioni di buste, un’adidas,
molta polvere a mulinare:

la spartizione, prima,
quando la raffica di perle, di bauli
giace dove
[Indica un punto] E qui

tieniti saldo: sei nella trama: ma
sarebbe questo il massimo che sai fare, la tua
città ecc. ideale? (brusio di sottofondo): Lungo il viale
(apostrofare chi passa: con soprannomi scherzosi:
farli fermare: poi inizia l’azione: l’importante
prima è rassicurare, carezze sopra il muso, odori cari:
soltanto poi, senza strafare / pistola abbattibuoi per mattazione
proiettile captivo, punta di ferro di cm. 6: distribuzione dei viveri
senza sopraffazione (incipit sogno uno:
more geometrico demonstrata: via

(vi si teorizza, qua: Politèia,
lancetta dei minuti
ferma a un passo dagli occhi

 

Luigi Severi, Sinopia, Verona, Anterem Edizioni


Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora