È così che si precipita
senza sparo alla partenza
senza avviso che disponga alla caduta.
All’improvviso si sta nel buio
della tana, spoglio il mondo si dilegua,
ignorando il tocco delle cose
il sapore del pane e del vino.
Si sta nel sottoscala
nemmeno la paura di passi sconosciuti
tiene desti. Ci raccontiamo del risveglio
– e sarà presto – come di una fame nominata:
si chiama luce a primavera, profumo
nel mese di maggio, rose tra i libri.
Ma è proprio questa la condanna:
non c’è più fame nel silenzio della tana.
Roberta Ioli, Radice d’ombra, Italic Pequod, 2016