E poi restano
sul pavimento
angeli di lettere
con le ali spezzate
e voci
appese per sempre
agli stipiti delle porte.
Strano
seppellire così le domande,
senza un funerale. Strano
non sentire i tuoi passi su
per le scale
ma soltanto queste lacrime
portate dalla notte
che cadono senza rumore
come fossero neve
o bolle di sapone
spinte dal vento
contro le pareti del cuore
Anna Ruchat (dfhgh), da Angeli di stoffa (Pagine d’Arte, 2009)