Archive for the ‘daniele poletti’ Category

XX. deprivazione

gennaio 21, 2018
vedeva il /corpo/ ma non il termine qualcosa di continuo, di secchezza
in secchezza fino alla bocca prosciugata; non parlava; capiva
ciò che diceva dentro di sé; gli si era fatto vicino a somiglianza di
una falce; si liquefece; l’indescrittibile non lo ha potuto /conoscere/
dalla fondazione fino a soltanto /colui/; disgiunto dall’/oggetto/
dalla /cosa/ dal /soggetto/; nella combinazione esiste una scala
ascendente di libertà, ma le espressioni non dipendono più in alcun
modo dal /contesto/, il subordine la dipendenza l’accordo vengono
meno a non /essere/; sostituzione con dispositivi anaforici /astratti/,
verso l’ossatura, rimbombo della cassa toracica ottusione, qualcosa
di continuo dallo stomaco alla bocca prosciugata, non usciva; /
lingua/ saliva denti appercezione del fiume senza fiume, capiva ciò
che diceva dentro di sé; semi di suono voci di /memoria/ disturbi
vari; capiva ma non riconosceva: il /malato/ è un cittadino, un individuo,
un soggetto parlante, secondo l’istituzione; alieno dalla
propria /voce/ il soggetto diventa puramente inconscio, nel quale
essendo uno diverrà due; quando i due siano uno e l’interno come
l’esterno e l’esterno come l’interno e ciò che è su come ciò che è
giù e al posto di un occhio rifarete due occhi e una mano al posto
di una mano e un piede al posto di un piede e un’/immagine/ al
posto di un’immagine, allora non sarà più necessario; desunto n°1
/riconoscere/ è un atto di ridondanza della /conoscenza/ che varia
a seconda del /tempo/ a disposizione, il percorso di un corpo in un
tempo imponderabile è un accavallarsi continuo di riconoscimenti;
la falce, si liquefece e parlò attraverso il sonno senza parlare; il rumore
ambientale del sonno copula liturgica della; diceva dentro di
sé; in primo luogo i /mutamenti/ consistono nella creazione di nuove
/relazioni/ tra; divengono materiale significante solo in quanto
utilizzati in un altro /sistema/; una macchia contenuto e contorno;
una macchia su una macchia è identica in qualunque punto dell’estensione;
sarà una certa /forma/ immune da tutti gli atti; essa ne
può produrre in altrui, ma ha in se stessa il connaturale; diaspora
cellulare e tagmemi, il /caso/, espansione, bisogno di spazio; dinamica
oppositiva fuori da sé gli si erano fatti vicini a somiglianza;
desunto n°3 la rottura del /significante/ avviene attraverso l’innesco
della macchina-macchia, bestia e testa cessano di essere discernibili
nella espressione verbale e scritta, il sistema fonologico è un sistema
di rapporti produttivi che libera l’inconscio e sedimenta /storia/; quantità
in qualità, coincidentia oppositorum, negazione della negazione;
il /fiato/ organizzatore sovvertito in allume accorpa i predicati
in feldspati;

 

Daniele Poletti – Ottativo – Edizioni Prufrock spa, 2016

XV.

gennaio 21, 2018

tutto ciò che svia è il dialogo. [quattro pareti una porta; la porta è sulla parete opposta al muro crudo che dà a nord;
la stanza è sempre un parallelepipedo; sostiamo o permaniamo avvolti in parallelogrammi;
ci sono anse rientri polmoni, ma la porta sembra non mutare posizione; lo sviluppo è sempre a croce; il corpo è duale
rispetto alla stanza ma ha diversa struttura combinatoria rispetto alle seggiole]. La mela è tutto ciò che svia
[un ramo spunta da un albero, porta nome e essenza dell’albero; ciò che esce è identico a quello che rimane all’interno;
il frutto non è espressione di se stesso]
.
1.9 imitazione è alla base dell’acquisizione del sistema, il principio di riferimento fonda ma anche seppellisce
Se fosse soppressa ogni mediazione tra me e il muro ⟨terminazione solo
in apparenza legittima⟩. [il bene è sconfortante quanto il male; nel dialogo tra due seggiole si sviluppano
segmenti di inappartenenza; cause ed effetti sono assimilabili alla statistica degli strappi della carta]

 

Daniele Poletti – Ottativo – Edizioni Prufrock spa, 2016

XV.

gennaio 21, 2018

Una volta che si è accolta in sé non pretende più si creda in lei
parlare fa saliva tutto ciò che svia è dialogo tra due seggiole
nella camera suono cubo di oggetti in parallasse. La mela è tutto
ciò che svia, in un certo senso è sconfortante come la mela conosca l’albero
e l’albero non conosca la mela terminazione solo in apparenza
legittima il timbro lo è del suono la parola della voce la voce del fiato.
I secondi fini coi quali l’accogli in te non sono tuoi ma suoi.
Tutto ciò che svia le coordinate della mela rispetto alle seggiole
variabili al variare della solerzia, delle losanghe a strappo sulla carta da parati.

 

Daniele Poletti – Ottativo – Edizioni Prufrock spa, 2016

XIII.

gennaio 21, 2018

fanno irruzione continuamente la previsione è certa diventa una parte
che si ripete continuamente [ciclo iterativo, è una struttura di controllo che attraverso costrutti sintattici di flusso serve a
specificare se, quando, in quale ordine e quante volte]
all’irrompere si tace – seduzione del potere – imposizione
(consacrante) – masticamenti per stomaci mai ingombri – chiacchiere inesorate.
Il soggetto resta prigioniero delle strutture ripetitive catene ⟨corde⟩ di significanti non svincolate.
A livello sistemico aumento delle frequenze, i volumi produttivi deviano
il flusso sanguigno verso il fegato
aumento della glicemia. [descrizione di una foglia (platano occidentale): organo specializzato, ascella pronunciata che restituisce
il tipico rumore su pavimento in ceramica, cinque corde o nervi principali: rachide portante e quattro vertebre coassiali da cui
partono numerosi nervi emissari; margine lobato e superficie leggermente tomentosa; generosità e abnegazione; la massa fogliare
è strutturata come un linguaggio, ma i rapporti gerarchici che organizzano la funzione sono incapaci di esprimere la razionalità dei
processi economici; il senso di morte è ciclico come un processo economico con la costante del potere avvolto dalla dura madre]
.
Lo si può prevedere con certezza quanto ode qua riferisce là per la disunione di quelli
quanto ode là riferisce qua per la disunione di questi.
Continuamente esce dal campo previsionale – certezza è verità – la parola fa parte della cerimonia

 

Daniele Poletti – Ottativo – Edizioni Prufrock spa, 2016

XIII.

gennaio 21, 2018

Che si ripete continuamente con certezza diventa una parte
della cerimonia vuotano sorsate masticamenti per stomaci mai ingombri
è un fare irruzione continuamente la previsione certa già della cerimonia
l’irrompere, tacere, seduzioni del potere chiacchiere inesorate,
chiacchiere su presidenti chiacchiere su ladri chiacchiere su primi ministri
chiacchiere su eserciti chiacchiere su guerre chiacchiere sul cibo
chiacchiere su bevande chiacchiere sull’abito chacchiere su profumi
chiacchiere su parentele chiacchire su città chiacchere su province
chiiacchere su donne chiacchierere su uomini ciacchiere su eroi
chiacchiere da strada chiacchierre da pozzo chiaccchiere su spiriti
chiaachiere vane sull’origine del mondo sull’origine dell’acqua sull’essere
non essere, sulla storia proprio così come l’adrenalina si trova nel carrello emergenza
primo cassetto a livello sistemico intestino bronchi, aumento della frequenza cardiaca
volume sistolico in gittata cardiaca, deviazione del flusso sanguigno fegato
aumento della glicemia. Quanto ode qua non riferisce là per la disunione di quelli
quanto ode là non riferisce qua per la disunione di questi. La si può prevedere
con certezza e allora diventa una parte della cerimonia.

 

Daniele Poletti – Ottativo – Edizioni Prufrock spa, 2016

XI. (saliva)

gennaio 20, 2018

Non lasciare ti faccia che tu possa verso di esso
credere di avere. Il corpo accoglie il corpo espelle conserva
l’occhio calmo alla penetrazione del foraneo, vulnerario
di salvia lumache incarnativi. La pelle lisa
delle cicatrici è nucleo di immortalità. Deviazione dei flussi
: ciò che sta dentro
sconfina per spinta esercitata
sulla parete contenitrice attraverso
le bocche il dentro sconfina cambi continui
di frequenza nel fuori che si lascia sempre occupare
scarica l’occhio colmo a bocca chiusa il dubbio
della fonazione. Mai stato qui, sempre una prima volta,
neppure l’uso della sedia è così chiaro eppure
i moti nei pressi della sedia secreti. Scavalcare
cancelli ritorna nella mantica ritorno del giorno.

 

Daniele Poletti – Ottativo – Edizioni Prufrock spa, 2016

gennaio 20, 2018

 

[fase di apertura: la bocca è aperta e la mandibola abbassata;
fase di chiusura: la mandibola viene alzata verso la mascella; fase di occlusione o intercuspidale:
la mandibola è ferma i denti dell’arcata superiore e di quella inferiore si approssimano].

A partire dalla presenza si determina il segno la mandibola
è sostituto dell’impensabile inizio e fine entro cui la luce consuma le superfici
ingiallimento sbiancatura screpolo, si ritiene che le possibilità ⟨necessità⟩ di dormire
diminuiscono al diminuire dei giorni uno dei primi segni è il desiderio
⟨non vergogna di voler morire, eppure; adattamento⟩
ogni mattina i denti serrati si lisano la mandibola non è che un ferro di cavallo [due spine ossee
simmetriche danno origine al muscolo genioglosso: nelle apnee ostruttive del sonno il muscolo è interessato; deprivazione].

Continuano a perdere le foglie un carminativo per ⟨alleviare⟩ il tatto
dal supplizio delle mosche per non separarsi. A partire dalla presenza
si determina il segno del vacuo

Daniele Poletti – Ottativo – Edizioni Prufrock spa, 2016

IX.

gennaio 20, 2018

La masticazione è un adattamento uno dei primi segni
durante le due dentizioni è discontinuo, tutto ciò che può essere addentato
fonda sicurezza radicamento; liso di masticatura.
In trentadue giorni si appalesano i distretti venosi
: continuano a perdere foglie per torsione
: il frasario dei tigli è liso e scopre un’armatura saia
: cedono le valvole a nido di rondine sporgendo nel suo lume
c’è reflusso, desiderio di una cella
nuova, uno dei primi segni il desiderio di
per mordere ogni mattina un carminativo rende
lieve un mordicativo per non separarsi.
La nervatura rimane diagonale i decidui rimangono e variano.

Daniele Poletti – Ottativo – Edizioni Prufrock spa, 2016

IV. (iris)

gennaio 20, 2018
senza ordine alcuno trombe a meridione ombre nelle pozzanghere grandi ali spiegate
giallo grava sul suolo su ogni cosa [da 561 a 580 nm: zona del giallo nelle sue seguenti tonalità intermedie:
da 561 a 570 nm: giallo-verde da 571 a 575 nm: giallo citrino da 576 a 580 nm: giallo]
lo spettro
del visibile è limitato colori a noi sconosciuti
quelli della rondine [l’iride forma la tonaca vascolare dell’occhio: anteriormente l’umor acqueo lo separa
dalla cornea e forma la parete posteriore della camera anteriore dell’occhio; posteriormente
è appoggiato al cristallino con il quale delimita la camera posteriore dell’occhio]

il cui orlo esterno si estende indefinitamente.
Alle spalle non sono servite a niente la statura deposta
ha memoria dell’immediato [essendo una parte dell’estensione non può fornire
informazioni sull’estensione in generale]
i lavandini le vasche tutta la nervatura murata dei tubi
⟨ce le strapperemmo di dosso⟩ ottusa di morti e dèi

 

Daniele Poletti – Ottativo – Edizioni Prufrock spa, 2016

IV.

gennaio 20, 2018

La più piccola distanza al di sotto della quale il concetto di dimensione perde ogni significato fisico
la più piccola unità di misura del tempo al di sotto della quale il concetto di durata
: un grande giallo secreto del fegato gravava sul suolo su ogni cosa grandi ali
spiegate il cui orlo esterno proietta un’ombra infinitamente divisibile
senza alcun ordine lunghezza larghezza profondità le pozzanghere portano sembianze
trombe a meridione premevano alle spalle la sua stessa statura.
L’estensione è omogenea e continua infinitamente divisibile; è indefinita.
Non sono servite a niente tutti i lavandini intasati le vasche
i bidè perché volare via i nostri morti i nostri dei.

Daniele Poletti – Ottativo – Edizioni Prufrock spa, 2016


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