L’opinione di una vecchia poetessa dal binario di partenza
(Nel mio ottantesimo compleanno)
Non riesco ad apprezzare le poesie che le acque vogliono intorbidare,
Che confondono per impressionare;
O che ancheggiano sulla pagina con null’altro addosso che calze e giarrettiere
Per confessarsi e per mostrare.
Arretro di fronte alle poesie le cui prosodiche lasse morali
Generano versi adulterini.
Casi di incesto, accoppiamenti tra singolari e plurali,
non sono errori veniali, sono criminali.
Allontano le poesie in fermento dove ragione e sentimento
Come olio e acqua non si voglion mescolare.
Come se la prosa fosse deputata al senso, le poesie ai gemiti e al lamento,
Effusioni fumanti che il tocco del pensiero potrebbe rovinare.
Le poesie professionali in gergo misterioso
Mi mettono sempre più a disagio –
Parole su parole su parole per gratificare l’ego
Di qualche teoretico barbogio.
Osservo costernata chilometri e chilometri di sbrindellata prosa,
Vite tristi, fastidioso dolore.
Soffocano nella sabbia il fuoco che è il cuore della rosa.
Sopravvive il seme, non il fiore.
(Anne Stevenson)