Se mi sento fisicamente come se mi scoperchiassero la testa, so che quella è poesia.
È l’unico modo che ho di conoscerla. Ce ne sono altri?
(Emily Dickinson)
(Emily Dickinson)
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(…) Ma ora liquido non posso
non posso camminare
(Lorenzo Calogero)
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Dopo la meraviglia
passò simile a se stesso un misterioso accordo
un ricordo.
(Lorenzo Calogero)
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(Sylvia Plath)
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tuttavia, chi vuole sapere
di questa bocca pallida, questo
rossetto cremisi chi
delle mie corde vocali da travestito del mio amaro ritmare
l’occhiata in tralice che oltre la spalla getto
alle grandiose strofe e antistrofe
il mio canto, il mio ululato, i sacri resti delle mie unghie,
dei capelli, la mia dissenteria, la mia scandalosa gola allegra
la colonia penale del mio davanzale senza uccelli (..)
(Adrienne Rich)
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Silenziose limousine vanno incontro a jet che atterrano sulle
Montagne Rocciose. Saune, spessi teli immacolati, vasi
di tuberosa e gelsomino, vini pregiati attendono dopo lo
sci.
Stanze di mogano e pelle, conversazioni aperte in codice
internazionale. Cosce e natiche da aprire più tardi a
seconda degli accordi.
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, lei combatte da sola
un grande piumino, rinfodera pesanti cuscini con nappe.
Un letto dopo l’altro. Di notte, nella sua stanza,
rinfresca le braccia sfinite. Riposa le gambe.
Altrove, nell’Andhra Pradesh, un altro agricoltore ingerisce
pesticidi.
(Adrienne Rich, frammento da Bozza #2006)
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Arrotolo una ciocca dei tuoi capelli
alle dita la lascio cadere
sul cuscino la porto alle narici
respiro il tuo corpo intero
Dormire con te dopo
settimane di separazione com’è normale
eppure dopo mezzanotte
voltarmi e passare il braccio
lungo la tua coscia
ranicchiata nel sonno
che fragile meraviglia
(Adrienne Rich, frammento da Memorizza questo)
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“Hapax”, da “hapax legomenon”, ossia “detto una sola volta”, è una parola di cui si possiede un’unica attestazione all’interno di un sistema linguistico o di un dato corpus. Ogni poesia è un apax, in quanto è sempre unica, sola, eccezionale. Un testo poetico può dirsi tale perché, letteralmente, senza eguali.
Inassimilabile a medie, statistiche, diagrammi caratteristici della produzione in serie, l’opera d’arte, commovente fossile, giace raccolta nella sua aura come l’insetto dentro la sua ambra, impronta digitale, prodotto individuale fatto a mano e fatto per passare di mano in mano.
(Valerio Magrelli)
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Ognuno di noi, per tutta la durata della vita, non smette di stupirsi di essere precisamente colui che è. Il dramma dell’unicità è inesauribile e insolubile.
(Emil Cioran)
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Ho sentito la poesia crescere come il corpo,
diventava qualcosa di intimamente attivo.
(Andrea Zanzotto)
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