Il mondo comincia ad un tavolo di cucina. Non importa cosa, ma dobbiamo mangiare
per vivere.
I doni della terra sono portati e preparati, messi sul tavolo. Così è stato fin dalla creazione e così sarà sempre.
Cacciamo via polli e cani. I piccoli mettono i denti ai suoi angoli. Strofinano le ginocchia sotto.
È qui che i bambini imparano cosa significa essere umani. Vi facciamo uomini, vi facciamo donne.
A questo tavolo chiacchieriamo, ricordiamo i nemici e i fantasmi degli amanti.
I nostri sogni bevono il caffè con noi mentre abbracciano i nostri figli. Ridono con noi dei nostri poveri ego crollanti e di come ci ricomponiamo ancora una volta intorno al tavolo.
Questo tavolo è stato una casa nella pioggia, un ombrello sotto il sole.
Guerre sono cominciate e finite intorno a questo tavolo. È un luogo per nascondersi nell’ombra del terrore. Un posto dove celebrare la terribile vittoria.
Abbiamo dato vita su questo tavolo e abbiamo preparato i nostri morti per essere sepolti.
A questo tavolo cantiamo con gioia, con dolore. Preghiamo per la sofferenza e il rimorso. Rendiamo grazie.
Forse il mondo finirà al tavolo da cucina, mentre ridiamo e piangiamo, mentre diamo l’ultimo dolce morso.
Joy Harjo, Traduzione di Susanne Detering