da IL SEPOLCRO
*
Immensità criminale
vaso incrinato dell’immensità
sfacelo senza limiti
immensità che molle mi spossessa
io sono fiacco
l’universo è colpevole
la follia alata la mia follia
lacera l’immensità
e l’immensità mi lacera
sono solo
ciechi leggeranno queste righe
dentro interminabili tunnels
sprofondo nell’immensità
che sprofonda in se stessa
lei è più nera della mia morte
il sole è nero
la bellezza d’un essere è il fondo delle cantine un grido
della notte definitiva
quanto ama nella luce
il brivido che la rende di ghiaccio
è il desiderio della notte
*
il non-amore è la verità
e tutto mente nell’assenza d’amore
non c’è niente che non menta
paragonato al non-amore
l’amore è debole
e non ama
l’amore è parodia del non-amore
la verità parodia della menzogna
l’universo un suicidio gioioso
nel non-amore
l’immensità cade in se stessa
non sapendo che fare
*
l’eccesso di tenebre
è lo splendore della stella
il freddo della tomba è un dado
la morte ha giocato il dado
e l’abisso dei cieli esulta
per la notte che precipita in me
*
Il tempo mi opprime precipito
e scivolo sulle ginocchia
le mie mani tastano la notte
addio ruscelli di luce
non mi rimane che l’ombra
la feccia il sangue
attendo il tocco di campana
quando gettando un grido
penetrerò nell’ombra
*
Oltre la mia morte
un giorno
la terra volteggia nel cielo
io sono morto
e le tenebre
senza fine s’alternano al giorno
l’universo si chiude su di me
in esso cieco rimango
consegnato al nulla
da L’AURORA
*
T’incontro nella stella
t’incontro nella morte
sei il gelo della mia bocca
hai l’odore di una morta
i tuoi seni si spalancano come la bara
e mi ridono dall’ oltre
le tue lunghe cosce delirano
il tuo ventre è nudo come un rantolo
sei bella come la paura
sei folle come una morta.
*
È sorta una stella
tu sei io sono il vuoto
è sorta una stella
dolorosa come il cuore
luccicante come una lacrima
tu sibili è la morte
la stella riempie il cielo
dolorosa come una lacrima
so che tu non ami
ma la stella che sorge
tagliente come la morte
sfinisce e stravolge il cuore.
*
Son maledetto ecco mia madre
com’è lunga questa notte
la mia lunga notte senza lacrime
notte avara d’amore
oh cuore rotto di pietra
inferno della mia bocca di cenere
tu sei la morte delle lacrime
sii maledetta
il mio cuore maledetto i miei occhi malati ti cercano
tu sei il vuoto e la cenere
uccello senza testa che sbatti le ali nella notte
l’universo è fatto della tua poca speranza
l’universo è il tuo cuore malato e il mio
che batte quando sfiora la morte
al cimitero della speranza
il mio dolore è la gioia
e la cenere il fuoco
*
Tu sola sei la mia vita
disperati singhiozzi
mi separano dalla morte
ti vedo attraverso le lacrime
e riconosco la mia morte
se non amassi la morte
il dolore
e il desiderio di te
mi ucciderebbero
la tua assenza
la tua miseria
mi danno la nausea
tempo per me d’amare la morte
tempo di mordere le sue mani
IL VUOTO
Fiamme ci avvolsero
sotto i nostri passi si spalancò l’abisso
un silenzio di latte di gelo d’ossa
ci avvolgeva in un alone
tu sei la trasfigurata
il mio destino ti ha spaccato i denti
il tuo cuore è un singhiozzo
le tue unghie hanno incontrato il vuoto
tu parli come si ride
i venti sollevano i tuoi capelli
l’angoscia che stringe il cuore
precipita la tua insolenza
le tue mani dietro la mia testa
non afferrano che la morte
i tuoi baci ridenti non si aprono
che alla mia povertà d’inferno
sotto il baldacchino sordido
dove pendono i pipistrelli
la tua stupenda nudità
non è che menzogna senza lacrime
il mio grido t’invoca nel deserto
dove non vuoi venire
il mio grido t’invoca nel deserto
dove i tuoi sogni si compiranno
la tua bocca sigillata alla mia bocca
e la tua lingua nei miei denti
l’immensa morte ti accoglierà
l’immensa notte cadrà
allora avrò fatto il vuoto
nella tua testa abbandonata
la tua assenza sarà nuda
come una gamba senza calze
aspettando il disastro
quando la luce si spegnerà
sarò dolce nel tuo cuore
come il freddo della morte.
(grazie a giacomo cerrai
http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/554-Georges-Bataille-da-LArcangelico.html#extended )