Archivio per Ucraina
27 ottobre 2025 alle 07:55 · Archiviato in Cognizioni, Filosofia, Oscurità, Passato, Storia and tagged: Aleksandr Gelʹevič Dugin, Donald Trump, Gábor Vona, Julius Evola, René Guénon, Russia, Steve Bannon, Sufismo, Tradizionalismo, Ucraina
Su L’Indiscreto un lungo articolo che riguarda la filosofia del Tradizionalismo; vi lascio a un estratto che ne inquadra – solo in parte, solo per il passato e non per le implicazioni del presente – le caratteristiche fondanti:
I tradizionalisti politicamente attivi che si rifacevano più a Evola che a Guénon diventavano sempre più visibili. In Russia, il libro di Dugin del 1997, The Foundations of Geopolitics: The Geopolitical Future of Russia, un bestseller. Quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel febbraio del 2022, alcuni cercarono una spiegazione nelle opinioni di Dugin sulla geopolitica e, nell’agosto del 2022, un’autobomba probabilmente indirizzata a Dugin ne uccise invece la figlia ventinovenne, Darya, che stava tornando a casa da un festival letterario intitolato “Tradizione”, dove il padre aveva parlato di “Tradizione e Storia”. È possibile che la bomba sia stata piazzata dagli ucraini.
Dopo il 1997, Dugin è diventato il tradizionalista politico più noto, ma ce ne sono altri. Un tradizionalista ungherese, Gábor Vona, ha fondato un partito politico di destra chiamato Jobbik che ha ottenuto un sorprendente successo nelle elezioni del 2010. Le elezioni ungheresi lo hanno visto conquistare 47 seggi in Parlamento e il terzo migliore risultato in assoluto. Qualcosa di simile è accaduto in Grecia. E poi, all’inizio del 2017, mentre il mondo cercava di fare i conti con l’inaspettata elezione di Donald Trump, il «The New York Times» ha pubblicato un articolo in cui si riportava che il manager e consigliere della campagna elettorale di Trump, Steve Bannon, aveva citato Evola.
Leggi il seguito di questo post »
11 luglio 2025 alle 11:06 · Archiviato in Cognizioni, Passato, Storia and tagged: Barbari, Costantinopoli, Giovanni Zimisce, Imperium, Impero Romano, Russia, Ucraina, Video
Un video molto dettagliato e interessante che traccia gli eventi, legati all’imperatore Giovanni Zimisce, tra i più significativi di tutta la storia di questo Impero Romano in esilio greco – con cui terminerà i suoi giorni secoli più tardi.
Quello che viene descritto nel video era comunque l’imperium romano, che si è perpetuato per millenni sotto il nome dell’Urbe (e che è continuato sotto altre forme, ma ciò diventa poi un’altra storia); sono soprattutto interessanti le implicazioni che ora respiriamo come attualità, come per esempio i Rus che comprendevano anche Kiev: ma non solo queste nozioni, c’è molto altro da approfondire e da meditare su quello che viene raccontato in questa lezione di Storia.
27 marzo 2025 alle 21:08 · Archiviato in Deliri, Sociale, Storia and tagged: CarmillaOnLine, Cina, Donald Trump, Europa, Guerra, Infection, Liberismo, Luce oscura, Russia, Sandro Moiso, Ucraina, USA
Su CarmillaOnLine un’analisi di Sandro Moiso sullo stato attuale del Capitalismo sfrenato, di come si stia avvitando su se stesso e stia tentando di non divorarsi da solo; un paio di estratti, qui sotto, per far capire il tenore del post:
«Come ci si sente se Trump tratta l’Europa da debole? Come ci si sente se i diritti e la giustizia sono sottomessi al business? Tutto questo lo conoscono bene e da tante tempo i popoli arabi e quelli dell’Africa».
C’è da dire, le posizioni espresse dall’attuale amministrazione americana, dal possibile ritiro dall’impegno militare in Europa e nella Nato fino ai dazi sui prodotti europei e canadesi (oltre che cinesi) e al disconoscimento di organizzazioni internazionali ormai fallimentari come l’ONU o il tribunale penale internazionale dell’Aja o l’estromissione dei maggiori paesi europei da qualsiasi trattativa diplomatica riguardante le sorti dell’Ucraina, non sono, come molta stampa liberaldemocratica vorrebbe far credere, frutto di decisioni improvvise e inaspettate. Piuttosto, invece, sono il frutto obbligato di una crisi dell’Occidente che ha finito, inevitabilmente, col riflettersi nel voto americano, prima, e nel sistema delle alleanze interne allo stesso ordine occidentale, dopo. In fin dei conti la brutalità e la “mancanza di tatto” del presidente statunitense, la nuova ricerca di una nuova condivisione del governo del mondo, successivo al tanto agognato nuovo ordine mondiale ventilato fin dalla caduta del muro, e il rifiuto di coinvolgere ancora l’Europa e i suoi rappresentanti nelle politiche globali, ha almeno un pregio: quello di togliere il velo che nascondeva la finzione insita nelle roboanti dichiarazioni atlantiste e liberali sul ruolo dell’Occidente e di un’Europa sempre più evanescente sulla scena politica mondiale, dell’ONU e degli altri organismi internazionali nel governo democratico del mondo e sulla diffusione di valori e diritti liberali dati per scontati, ma scarsamente condivisi in diverse aree del globo.
19 febbraio 2025 alle 16:38 · Archiviato in Cognizioni, Cultura, Digitalizzazioni, Empatia, Experimental, Filosofia, Futuro, InnerSpace, OuterSpace, SF, Sociale, Tecnologia, Virtual Reality and tagged: Dekru, Interrogazioni sul reale, Mimetismi, Ridefinizioni alternative, Teatro, Ucraina
Su FantasyMagazine la segnalazione di un evento teatrale, Virtual Reality, che si svolgerà a Milano dal 20 al 23 febbraio; ecco di cosa si tratta:
Andrà in scena al Teatro Oscar (Via Lattanzio, 58/A, 20137 Milano MI), Virtual Reality, uno show di virtuosismo corporeo del quartetto di mimi ucraini Dekru, nel quale il concetto di “realtà virtuale” assume tre significati che si intersecano tra loro. Virtuale, infatti, è la realtà dei device tecnologici che usiamo quotidianamente; quella della pantomima, che riesce a far vedere cose che non ci sono ed è quindi la forma espressiva più adatta a raccontare l’universo iperconnesso nel quale siamo immersi; e, infine, quella che ogni spettatore costruisce nella sua mente.
Virtual reality è un’indagine umoristica, suggestiva e dinamica sul rapporto tra corporeo e digitale e sull’influenza che i moderni media hanno sulle nostre vite. Una serie di scene, tra il quotidiano e l’onirico, che senza l’utilizzo di parole, di attrezzi e di scenografia, riesce a restituire perfettamente i dettagli concreti ed emotivi delle situazioni esposte grazie ad una capacità mimetica straordinaria e a una flessibilità plastica di corpi che diventano qualsiasi cosa voglia la fantasia dei quattro artisti in scena. Uno show fatto di storie e di stories: amore e Instagram, poesia e TikTok. Complice l’immaginazione del pubblico, il palco pur restando vuoto si riempie di visori, telefonini, social network, ma anche di manichini del crash test che prendono vita e ambigui personaggi da nightclub. Come in un gioco interattivo o in un videogame analogico gli spettatori prendono parte all’azione interagendo con gli artisti, che li sfidano a basket (ovviamente con una palla immaginaria), li trasformano in statue viventi e li coinvolgono nelle loro coreografie.
12 ottobre 2023 alle 20:40 · Archiviato in Creatività, Editoria, Fantastico, Letteratura and tagged: Giallo, Guerra, Thriller, Tullio Avoledo, Ucraina
Su Fantascienza.com la segnalazione di I cani della pioggia, romanzo di Tullio Avoledo che tradisce un bellissimo summa di alcune sue opere precedenti; la quarta:
L’autore dell’Elenco telefonico di Atlantide fa incontrare i due protagonisti di alcuni dei suoi libri più recenti e fortunati e, divertendosi a ibridare generi e registri narrativi, ci regala una storia al tempo stesso avventurosamente romanzesca e di bruciante attualità, attraversata in molte pagine da vene di poesia e di humour.
Marco Ferrari, ex poliziotto diventato autore di romanzi gialli in Germania, non ha più notizie della fidanzata Magda, scomparsa mentre era impegnata in un servizio fotografico ai confini tra l’Ungheria e l’Ucraina. Infischiandosene dei rischi, nel tentativo di riportarla a casa sana e salva Marco si imbarca in un avventato e rocambolesco viaggio verso Est, ritrovandosi nel bel mezzo dell’Operazione militare speciale ordinata da Putin. Troverà laggiù un alleato inatteso in un altro ex sbirro di origine italiana, Sergio Stokar. Assieme, i due uomini percorreranno le strade e i campi di battaglia di un paese martoriato da una guerra feroce e sanguinosa. Quella che hanno davanti è una mission impossible che solo due tipi fuori dagli schemi e dalle mille risorse come loro possono sperare di affrontare con successo. Mentre cercano di ritrovare Magda evitando di lasciarci la pelle, si imbatteranno anche in un losco traffico di minori e droga tra le frontiere dei paesi in guerra. Eroismo e crudeltà, luci e ombre, amore e morte si incrociano in un romanzo duro e vibrante, ambientato nel momento più drammatico del nostro presente, che procede inesorabile verso un epilogo inaspettato.
18 febbraio 2023 alle 14:32 · Archiviato in Cognizioni, Oscurità, Storia and tagged: Impero Romano, Interrogazioni sul reale, Nazismo, Ridefinizioni alternative, Russia, Ucraina, USA
Su L’Indiscreto un interessante articolo che prova ad analizzare, storicamente, le cause del conflitto in Ucraina, scavando nel passato e formulando alcuni avvenimenti che illuminano parecchio; il resto è non detto, però la lettura integrale dell’articolo rimane obbligatoria.
L’Ucraina è una nazione che ha la stessa origine della Russia, ma che si è trovata storicamente smembrata fra la Polonia, l’Impero austriaco e la Russia zarista, che alla fine la integrò in gran parte. Essa ha mantenuto la propria lingua, affine al russo, e, come in altre nazioni asservite, nel diciannovesimo secolo alcuni intellettuali vi suscitarono una corrente indipendentista.
Durante i disordini e le guerre che seguirono la Rivoluzione d’ottobre, l’Ucraina, sotto la guida dell’anarchico Machno, proclamò la propria indipendenza, ma fu conquistata dai bolscevichi e incorporata nell’URSS.
L’URSS lasciò che esprimesse la sua lingua e il suo folklore, ma vi represse ogni velleità di autonomia. La ricca terra d’Ucraina fu la principale vittima della kolchozificazione forzata, della deportazione in massa dei kulaki e soprattutto della gigantesca carestia del 1931. Da qui, un enorme risentimento nei confronti della Russia, cosa che spiega gli applausi, filmati dai nazisti, di una parte degli abitanti di Kiev all’arrivo della Wehrmacht.
Ma la cosa più grave fu che il movimento indipendentista ucraino, esiliato in Germania, si era legato al potere nazista sotto la direzione di Bandera, e poi cooperò con la Wehrmacht nell’invasione dell’Ucraina e nella sua occupazione. Costituì un’amministrazione agli ordini dei nazisti e partecipò alle vessazioni perpetrate dall’occupante, compreso il massacro degli ebrei. Vasilij Grossman espresse il suo dolore quando, alla liberazione dell’Ucraina dai nazisti, apprese che sua madre era stata uccisa dagli ucraini. Come riporta Serge Klarsfeld, il motto dei nazionalisti ucraini di Bandera collaboratori dei nazisti, affisso per le strade di Kiev nel 1941, era: “I tuoi nemici sono la Russia, la Polonia e i giudei”. Nel 1941, sotto l’occupazione della Wehrmacht, Bandera proclamò anche una “Repubblica ucraina indipendente”. Ci furono coinvolgimenti militari di ucraini nella “Legione ucraina” che appoggiava le truppe di occupazione naziste; l’UPA (Armata insurrezionale ucraina) continuò dopo la guerra a combattere l’Armata Rossa, fino al proprio annientamento nel 1954. Bisogna però d’altra parte dire che migliaia di ucraini si arruolarono come partigiani contro l’occupante tedesco.
Così, si comprende come i volontari stranieri che nel 2022 si arruolano per l’Ucraina siano di due tipi: il primo animato dall’ideale democratico, il secondo dall’ideale fascista.
Con la sua situazione geopolitica strategica vicina alla Russia e il suo patrimonio economico, l’Ucraina è una preda importante, tanto per la Russia putiniana che conserva il sogno di ricostituire l’Impero slavo, quanto per gli Stati Uniti che insedierebbero cosi la NATO alle frontiere occidentali della Russia. Di fatto, l’Ucraina è la posta in gioco di due volontà imperiali, l’una che vuole salvaguardare il proprio dominio sul mondo slavo e proteggersi da una nazione vicina sotto l’influenza degli Stati Uniti, l’altra che mira a integrare l’Ucraina nell’Occidente e a togliere alla Russia il titolo di superpotenza mondiale. Gli Stati Uniti, indebolendo permanentemente la Russia per interposta Ucraina, eliminerebbero uno degli ostacoli al mantenimento della propria egemonia planetaria (l’altro ostacolo è la Cina).
11 febbraio 2023 alle 15:29 · Archiviato in Catarsi, Empatia, InnerSpace, Letture, Notizie, Oscurità, OuterSpace, Sociale and tagged: Guerra, Luce oscura, ONU, Pace, Roger Waters, Ucraina
Su PinkFloydItalia il discorso di Roger Waters all’ONU, pochi giorni fa, sulla situazione politica internazionale determinata dalla guerra in Ucraina:
Signora Presidente, Eccellenze, illustri membri del Consiglio di Sicurezza, Signore e Signori.
Mi sento profondamente onorato di avere questa singolare opportunità di informare oggi le vostre Eccellenze. Con la vostra pazienza, cercherò di esprimere quelli che ritengo essere i sentimenti di innumerevoli nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo, sia qui a New York che oltreoceano. Li inviterò in queste sale sacre per dire la loro.
Siamo qui per considerare le possibilità di pace nell’Ucraina dilaniata dalla guerra, soprattutto alla luce del crescente volume di armi in arrivo in quell’infelice Paese. Ogni mattina, quando mi siedo al mio computer, penso ai nostri fratelli e sorelle, in Ucraina e altrove, che, senza alcuna colpa, si trovano in circostanze terribili e spesso mortali. Laggiù, in Ucraina, possono essere soldati che affrontano un’altra giornata mortale al fronte, o possono essere madri o padri che si pongono l’atroce domanda di come posso sfamare mio figlio oggi, o possono essere civili che sanno che oggi la luce si spegnerà di sicuro, come accade sempre nelle zone di guerra, che non c’è acqua fresca, che non c’è carburante per la stufa, che non ci sono coperte, ma solo filo spinato e torri di guardia e muri e inimicizia. Oppure possono trovarsi qui, in una grande città ricca come NY, dove fratelli e sorelle possono ancora trovarsi in gravi difficoltà. Forse, in qualche modo, per quanto abbiano lavorato duramente per tutta la vita, hanno perso l’equilibrio sul ponte scivoloso e inclinato della nave neo-liberale capitalista che chiamiamo vita in città e sono caduti in mare finendo per annegare. Forse si sono ammalati, o forse hanno contratto un prestito studentesco, forse hanno saltato un pagamento, i margini sono sottili, chi lo sa, ma ora vivono per strada in un mucchio di cartone, forse anche in vista di questo edificio delle Nazioni Unite. In ogni caso, ovunque si trovino, in tutto il mondo, zone di guerra o meno, insieme costituiscono una maggioranza, una maggioranza senza voce. Oggi cercherò di parlare per loro.
Noi popoli vogliamo vivere. Vogliamo vivere in pace, in condizioni di parità che ci diano la possibilità reale di prenderci cura di noi stessi e dei nostri cari. Siamo grandi lavoratori e siamo pronti a lavorare sodo. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è un giusto colpo di frusta. Forse si tratta di una scelta idiomatica infelice, dopo cinquecento anni di imperialismo, colonialismo e schiavitù.
Leggi il seguito di questo post »
28 gennaio 2023 alle 22:28 · Archiviato in Cognizioni, Futuro, Passato, Storia and tagged: Asiatico, Colonialismo, DNA, Impero Romano, Luce oscura, Medio Oriente, Preistoria, Ridefinizioni alternative, Roberto Trizio, Roma, Ucraina, Video
Quali sono le origini dei Romani? E degli italiani? Quali sono stati i popoli che hanno colonizzato il suolo su cui viviamo? Le risposte possono essere sorprendenti per qualcuno, ma la realtà si nasconde dietro una battuta: i romani devono mantenere pura la loro genia, rimanere Troiani fino in fondo; e aggiungerei anche mediorientali, oppure dell’area caucasica, and so on…
PS – Ciò apre inquietanti scenari sul nostro presente, ma magari qualcun altro ci aveva già pensato.
12 gennaio 2023 alle 20:53 · Archiviato in Cognizioni, Digitalizzazioni, Futuro, Passato, Sociale, Tecnologia and tagged: CarmillaOnLine, Cristiani, Donald Trump, Guerra, Imperialismo, Infection, Joe Biden, Liberismo, Luce oscura, Margaret Thatcher, Ridefinizioni alternative, Russia, Sandro Moiso, Ucraina, USA
Su CarmillaOnLine considerazioni di Sandro Moiso sparse sullo stato attuale del consenso globale, da leggersi ognuna per suo conto ma sapendo che insieme forniscono il quadro mondiale della compressione liberista e politica. Vi lascio ad alcuni stralci, mentre sullo sfondo continua ad agitarsi la guerra:
«Accorrevano folle per farsi ipnotizzare dalla sua voce, dagli inni di partito, dalle parate alla luce delle torce […] Erano disposte in file e squadre, su sfondi elaborati, con vessilli color sangue e uniformi nere»5. Oggi le cattedrali del consumo, i social network, la Rete, i media riescono a ricreare solo in parte tale tipo di assembramento unitario. Vale per coloro che convocano su Facebook o TiKTok e WhatsApp manifestazioni e flash mob cui di solito non partecipa nessuno o pochissimi oppure si trasformano in assalti spettacolari ma privi di risultato alle istituzioni del potere, ma anche per le grandi reti di vendita di dati e merci che iniziano a dover licenziare i dipendenti a migliaia o decine di migliaia. Manca il collante comune, il minimo comune denominatore che la tanto decantata società aperta si è persa da qualche parte per strada.
La celebre massima di Margaret Tatcher, la società non esiste esistono solo gli individui, si è sostanziata nella realtà attuale, ma il risultato “politico” è stato che, mentre un tempo le grandi folle si radunavano per perdere la propria individualità in nome di un’identità comune, semplicemente, oggi le “masse” hanno perso qualsiasi tipo di identità, sia individuale che comune. Senza nemmeno trasformarsi in quelle moltitudini costituenti che han fatto gran parlare di sé fino a qualche anno or sono e senza alcun costrutto materiale. Se non l’esser fondato sulla costante e instancabile ricerca di un “nuovo soggetto” che ha sempre caratterizzato certe teorizzazioni dell’operaismo italiano (di derivazione più gramsciana che marxiana).
Leggi il seguito di questo post »