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Tradizionalismo: La filosofia invisibile che muove la politica globale – L’INDISCRETO
Su L’Indiscreto un lungo articolo che riguarda la filosofia del Tradizionalismo; vi lascio a un estratto che ne inquadra – solo in parte, solo per il passato e non per le implicazioni del presente – le caratteristiche fondanti:
I tradizionalisti politicamente attivi che si rifacevano più a Evola che a Guénon diventavano sempre più visibili. In Russia, il libro di Dugin del 1997, The Foundations of Geopolitics: The Geopolitical Future of Russia, un bestseller. Quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel febbraio del 2022, alcuni cercarono una spiegazione nelle opinioni di Dugin sulla geopolitica e, nell’agosto del 2022, un’autobomba probabilmente indirizzata a Dugin ne uccise invece la figlia ventinovenne, Darya, che stava tornando a casa da un festival letterario intitolato “Tradizione”, dove il padre aveva parlato di “Tradizione e Storia”. È possibile che la bomba sia stata piazzata dagli ucraini.
Dopo il 1997, Dugin è diventato il tradizionalista politico più noto, ma ce ne sono altri. Un tradizionalista ungherese, Gábor Vona, ha fondato un partito politico di destra chiamato Jobbik che ha ottenuto un sorprendente successo nelle elezioni del 2010. Le elezioni ungheresi lo hanno visto conquistare 47 seggi in Parlamento e il terzo migliore risultato in assoluto. Qualcosa di simile è accaduto in Grecia. E poi, all’inizio del 2017, mentre il mondo cercava di fare i conti con l’inaspettata elezione di Donald Trump, il «The New York Times» ha pubblicato un articolo in cui si riportava che il manager e consigliere della campagna elettorale di Trump, Steve Bannon, aveva citato Evola.

