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A cosa si poteva assistere ai concerti dei Floyd
Cos’erano i concerti dei Pink Floyd, pure quando non si era giunti alle sofisticazioni di “The Wall” e successivi? Su FB un post che rende qualche idea di ciò che successe nel 1971…
Il concerto del 15 maggio 1971, tenutosi in occasione del Garden Party al Crystal Palace di Londra, è ricordato per essere stata una delle prime esibizioni dal vivo della suite che sarebbe diventata Echoes, all’epoca intitolata ancora Return of the Son of Nothing. L’evento è rimasto celebre soprattutto per un singolare esperimento scenografico: un polpo gonfiabile gigante posizionato nel lago antistante il palco.
Roger Waters ricorda l’episodio con queste parole: “Non ricordo di chi fu l’idea, ma realizzammo un polpo gigante, lo immergemmo nel lago e poi vi pompammo aria nel bel mezzo del concerto a Crystal Palace. Così emerse dal lago con i suoi tentacoli che, ne sono certo, sembravano incredibili”.
Peter Dockley, che si occupava degli effetti speciali, descrive il caos dietro le quinte: “Era una giornata calda e alcuni spettatori si rinfrescarono nello stagno, calpestando il polpo che si sgonfiò riempiendosi d’acqua. Così qualcuno dovette entrare in acqua e scuotere le estremità per farlo sollevare, mentre io ero lì a gettare ghiaccio secco nell’acqua per creare fumo”.
Aubrey “Po” Powell sottolinea come questo evento facesse parte della crescita teatrale della band: “Cose come il polpo gonfiabile a Crystal Palace seguirono la costruzione di tavoli sul palco alla Festival Hall e portarono a quello che alla fine divenne The Wall”.
Lo scrittore automatico di Roald Dahl a teatro | FantasyMagazine
Su FantasyMagazine la segnalazione di uno spettacolo teatrale che fa riflettere sui temi dell’intelligenza artificiale, che potrà occupare tutti gli spazi artistici tranne proprio le performance live: “Lo scrittore automatico”, da un soggetto di Roald Dahl:
A metà degli anni ’50 Mr. Bohlen vive un momento di successo: grazie al genio del giovane Adolph Knipe, la sua impresa di tecnologia ha realizzato il primo supercalcolatore scientifico. Knipe però, nonostante i complimenti e le gratificazioni, non sembra soddisfatto, anzi. Scompare per le ferie e, al rientro, presenta al suo capo un progetto pazzesco: un grande calcolatore in grado di scrivere racconti che vengano comprati e pubblicati. Una proposta economicamente interessante per Mr. Bohlen, e che permetterebbe a Knipe di vendicarsi delle persone che più odia: i direttori delle riviste letterarie che regolarmente scartano i suoi racconti.
Lo scrittore automatico viene sviluppato in gran segreto. Il risultato è strabiliante. I racconti automatici sono talmente belli che la nuova “Agenzia Letteraria Adolph Knipe” conquista rapidamente il mercato letterario. Ma non solo: con l’aiuto di qualche sterlina, Knipe convince molti famosi scrittori a vendergli il proprio nome e a lasciarsi scrivere racconti e romanzi. Ma non tutti accettano…Il testo teatrale rimane fedele all’originale, arricchito di alcuni elementi che aiutano a capire l’evoluzione tecnologica che rende l’IA di oggi diversa dalla macchina immaginata da Dahl oltre 70 anni fa. I temi sono di attualità: la non sovrapponibilità di intelligenza e performance, la creatività, la scivolosa facilità con cui deleghiamo alle macchine, l’impatto dell’IA sulla cultura e sulla società.
Lo spettacolo si presta per una riflessione di conoscenza critica dell’intelligenza artificiale tanto in un contesto scolastico (scuola media superiore o università), che in un contesto aziendale o di riflessione su tecnologia e cultura.Al Teatro Oscar, Via Pietro Colletta, 21, 20135 Milano.
Nero a contatto
Vagando tra le differite di una scena, riempiendola non capitalizzandola, mostrando cosa è l’antro non cosa sei, i risvolti emotivi si pittano di nero a contatto.
Fissare nuove espressioni
…è necessario ampliare il proprio orizzonte espressivo, rimanere confinati nelle cose che già si eseguono non porta altro che a noia da coverband, fissare nuovi confini per rendere più incisive le proprie visioni diviene una necessità…
Lankenauta | La vita è un sogno
Su Lankenauta la recensione a “La vita è un sogno”, romanzo della particolare Lodovica San Guedoro che sviscera temi fantasmagorici e fantastici; ecco i dettagli:
La fantasmagoria, forma di teatro nata nel XVIII secolo, grazie a particolari lanterne magiche, generava immagini mostruose oppure fantastiche, per poi mettere in scena storie soprattutto caotiche – in senso buono – ovvero ricche di immagini e personaggi che si succedevano vorticosamente uno dietro l’altro. L’aggettivo fantasmagorico, proprio per questo motivo, se può significare qualcosa di nebuloso, nello stesso tempo proprio in virtù di questa ambiguità, permette di esprimere tanta creatività. Non è un caso quindi che Lodovica San Guedoro, nel raccontare il suo “La vita è un sogno”, abbia usato più volte il termine “fantasmagorico”, che – lo abbiamo capito leggendo il suo romanzo – è un concetto ben distinto rispetto il “fantastico”. Romanzo felicemente anomalo anche nel suo sviluppo: basato su un dramma, scritto tra il 2002 e l 2003, era nato con grandi ambizioni, degno di grandi scenografie. Poi sappiamo come vanno le cose in Italia e della rappresentazione rimase soltanto una lettura scenica in quel di Roma.
Un peccato perché fin dalle prime pagine di questo romanzo si coglie perfettamente quanto potevano risultare suggestive sulla scena tutte le ipnotiche visioni che si susseguono senza soluzione di continuità. In realtà si dovrebbe parlare di visioni solo in parte. Forse più corretto esprimersi in termini di realismo magico congiunto con una lettura straniante di tante vicende contemporanee.
“Nel giardino di Ecate”, la performance a Genova, il 28 settembre – last seal
Performance e Movimento di Cherie Roi
Musica eseguita dal vivo da AndromacA
Scenografia e Live Painting di Sonia Soffritti
Locandina di Diana Daniela Gallese
“Nel giardino di Ecate”, la performance a Genova, il 28 settembre – second seal
Performance e Movimento di Cherie Roi
Musica eseguita dal vivo da AndromacA
Scenografia e Live Painting di Sonia Soffritti
Locandina di Diana Daniela Gallese
“Nel giardino di Ecate”, la performance a Genova, il 28 settembre
Performance e Movimento di Cherie Roi
Musica eseguita dal vivo da AndromacA
Scenografia e Live Painting di Sonia Soffritti
Locandina di Diana Daniela Gallese




