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Lo scrittore automatico di Roald Dahl a teatro | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di uno spettacolo teatrale che fa riflettere sui temi dell’intelligenza artificiale, che potrà occupare tutti gli spazi artistici tranne proprio le performance live: “Lo scrittore automatico”, da un soggetto di Roald Dahl:

A metà degli anni ’50 Mr. Bohlen vive un momento di successo: grazie al genio del giovane Adolph Knipe, la sua impresa di tecnologia ha realizzato il primo supercalcolatore scientifico. Knipe però, nonostante i complimenti e le gratificazioni, non sembra soddisfatto, anzi. Scompare per le ferie e, al rientro, presenta al suo capo un progetto pazzesco: un grande calcolatore in grado di scrivere racconti che vengano comprati e pubblicati. Una proposta economicamente interessante per Mr. Bohlen, e che permetterebbe a Knipe di vendicarsi delle persone che più odia: i direttori delle riviste letterarie che regolarmente scartano i suoi racconti.
Lo scrittore automatico viene sviluppato in gran segreto. Il risultato è strabiliante. I racconti automatici sono talmente belli che la nuova “Agenzia Letteraria Adolph Knipe” conquista rapidamente il mercato letterario. Ma non solo: con l’aiuto di qualche sterlina, Knipe convince molti famosi scrittori a vendergli il proprio nome e a lasciarsi scrivere racconti e romanzi. Ma non tutti accettano…

Il testo teatrale rimane fedele all’originale, arricchito di alcuni elementi che aiutano a capire l’evoluzione tecnologica che rende l’IA di oggi diversa dalla macchina immaginata da Dahl oltre 70 anni fa. I temi sono di attualità: la non sovrapponibilità di intelligenza e performance, la creatività, la scivolosa facilità con cui deleghiamo alle macchine, l’impatto dell’IA sulla cultura e sulla società.
Lo spettacolo si presta per una riflessione di conoscenza critica dell’intelligenza artificiale tanto in un contesto scolastico (scuola media superiore o università), che in un contesto aziendale o di riflessione su tecnologia e cultura.

Al Teatro Oscar, Via Pietro Colletta, 21, 20135 Milano.

Uno sguardo a Claude Monet: The Immersive Experience | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della Mostra Claude Monet: The Immersive Experience, allo Spazio Ventura (via Privata Giovanni Ventura 15 a Milano, a pochi minuti dalla fermata MM2 Lambrate); è un’esperienza che penso lasci il segno, vivere olograficamente – quasi – i quadri dell’artista impressionista credo sia davvero un’estasi mentale di grande portata.

La mostra, porta a Milano un omaggio spettacolare e tecnologico al padre dell’impressionismo, trasformando le sue tele più celebri in un viaggio digitale a 360 gradi. La mostra, che ho potuto scoprire in anteprima durante l’inaugurazione del 4 dicembre, si presenta come un vero ambiente “abitabile” in cui entrare fisicamente dentro i colori, le luci e le atmosfere dipinte da Monet, che si sviluppa su quasi 2mila metri quadrati. Attraverso una tecnologia di mappatura digitale 4K il percorso espositivo si propone di trasformare oltre 300 dipinti del maestro dell’impressionismo in un capolavoro digitale interattivo a 360°. L’evento, reduce del successo in tutta Europa e negli Stati Uniti, ha anche il patrocinio del Municipio 3 del Comune di Milano.
Quasi 2.000 metri quadrati diventano un’unica grande installazione in movimento, dove le Ninfee, i ponti di Giverny e le nebbie di Londra scorrono come in un sogno condiviso, accompagnati da suoni e musiche che amplificano la dimensione emotiva. Non si tratta di una semplice riproduzione delle opere, ma di una traduzione sensoriale, le “impressioni” di Monet diventano spazio, luce e tempo da attraversare, più che immagini da contemplare a distanza.

Domenico Gallo a Milano racconta i suoi racconti | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione dell’incontro che avverrà stasera, a Milano, con Nico Gallo e le sue produzioni ideologiche e letterarie: questa sera 21 novembre dalle 19:30 (con aperitivo) e poi dalle 20:30 alla libreria Piano Terra, in via Confalonieri 3, vicino al Bosco Verticale, MM3 Garibaldi.

Dalla Resistenza italiana all’Aktion T4, dal movimento anarchico alle distopie cyberpunk, i racconti di Domenico Gallo raccolti danno voce a visionar* e combattenti di ogni epoca. Così viene annunciata la presentazione dei due volumi L’ultima cordata e La patria del ribelle, che raccolgono tutta la produzione breve di Domenico Gallo usciti per DelosDigital: chi può vada!

Strani giorni: Le poesie hanno i lupi dentro: nuova data


Continua fervida l’attività di Ettore Fobo nelle sue esplorazioni del Mitorealismo. Come scrive lui stesso, “Il 28 Marzo alle ore 21.00, presso il C.I.Q di Porto di Mare, a Milano, in via Fabio Massimo 19, si terrà la seconda lettura del mio work in progress, “Le poesie hanno i lupi dentro – atti e incantesimi di poesia mitorealista”. Lo spettacolo sarà diverso dal precedente con nuove poesie e nuove prose. Rimane costante l’approccio dinamitardo. Faremo saltare i fondamenti ontologici di questa agonizzante civiltà occidentale. Siete tutti invitati”.

Chi può vada!

Kali Yuga, un thriller fanta-indiano | Fantascienza.com


Su Fantascienza.com la segnalazione di Kali Yuga, nuovo romanzo di Caterina Mortillaro edito da DelosDigital; la quarta:

Giulia, editor per una prestigiosa casa editrice, scopre presso un antiquario di Milano un romanzo di fantascienza dei primi del Novecento, ambientato in India, intitolato “Kali Yuga”. Tuttavia, se si tratta davvero di fantascienza, perché le vicende narrate nel libro iniziano a manifestarsi nella realtà? In che modo il destino di Giulia si lega inesorabilmente a quello di Florien, un avvocato franco-indiano specializzato in crimini informatici? E quale è il vero obiettivo dell’uomo celato dietro lo pseudonimo di Kalki? Due uomini e due donne si trovano a combattere contro il tempo per evitare la fine del mondo in un thriller fantascientifico con sfumature esoteriche. La storia si svolge tra Milano, India, Stati Uniti e Porto Rico, intrecciando diversi piani temporali fino a un finale ineluttabile.

Weimar Gesang – Our Silent Growth


Dai profondi recessi di un dark che non esiste più, lo spleen di generazioni fa.

Transthotep | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione di Transthotep, racconto di Alessandro Pedretta uscito per DelosDigital nell’ambito della collana weird “Innsmouth”, curata da Luigi Pachì; la quarta:

C’è qualcosa di ripugnante e incomprensibile che serpeggia tra le vie e che si intrufola nelle menti degli abitanti di Milano. Ne fa le spese un ignaro e spaventato ruffiano che si vede molestato da una torma di nuove squillo transessuali che godono di un potere terrificante.
In una nerissima e cupa Milano, tra la periferia nord, la Bicocca degli Arcimboldi e un inverno claustrofobico, si consumerà l’empio rituale di una congrega spietata e antichissima, governata da un Signore il cui nome non si può proferire.

Presentazione online di “Che la terra ti sia lieve, Drusilla”, con Lukha B. Kremo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Giovedì 30 novembre alle h. 21.00, sulla pagina FB della casa editrice, Kipple Officina Libraria presenta Live su StreamYard Che la terra ti sia lieve, Drusilla, racconto lungo di Lukha B. Kremo uscito nella collana SpinOff; qui l’evento FaceBook.

Saranno presenti l’autore, l’editor Sandro Battisti e Stefano Spataro della nuovacarne.

Drusilla vive a Milano, è operatrice di Borsa. Ed è proprio lì che, insospettabili, s’infiltrano gli elementi dell’Impero Connettivo per colonizzare uno spaziotempo non dominato come vorrebbero e verso il quale potrebbero occultarsi; Drusilla, però, si sente destabilizzata da visioni di altre epoche milanesi, e scopre che non è facile reagire allo sconcerto.

Ci vediamo lì?

Weimar Gesang – Show Me (Live – 1983-84 – Italy, New Wave, Coldwave)


Riflessi nella luce oscura sentenziano…

Esce per la collana SpinOff “Che la terra ti sia lieve, Drusilla”, di Lukha B. Kremo | KippleBlog


[Letto su KippleBlog]

Esce oggi in digitale, per la collana SpinOff di Kipple Officina Libraria, il racconto lungo “Che la terra ti sia lieve, Drusilla” di Lukha B. Kremo.

Drusilla vive a Milano, è operatrice di Borsa. Ed è proprio lì che, insospettabili, s’infiltrano gli elementi dell’Impero Connettivo per colonizzare uno spaziotempo non dominato come vorrebbero e verso il quale potrebbero occultarsi; Drusilla, però, si sente destabilizzata da visioni di altre epoche milanesi, e scopre che non è facile reagire allo sconcerto.

SINOSSI
Il racconto vive nello stesso spicchio dell’Impero Connettivo esplorato dal romanzo di Sandro Battisti, “Sit tibi terra levis”, ambientato a Roma, nel nostro cronotopo.
La tela illusoria dello spaziotempo illustrata da Lukha B. Kremo in questo racconto arretra ed espande il continuum postmoderno con insospettabile elasticità, scopre e ricopre della ricchezza imperiale ogni iato di ciò che siamo e rispecchia la Mitologia nei miti di creazione all’alba della cultura umana, nel ricorsivo mordere della postumanità, nella surreale presenza dei Nephilim. Milano appare alla protagonista Drusilla un susseguirsi di panorami, che oscillano tra l’urbana metropoli del nostro inizio secondo millennio e la capitale dell’Impero Romano tardoantico, fino a sconfinare nel periodo celtico e in quello medioevale del Barbarossa; lo sconcerto visionario della protagonista renderà la sua esistenza un’esperienza unica, inarrivabile, al limite del doloroso.

ESTRATTO
Drusilla si rende conto che sta per svenire, allora si distende, incurante di essere scorta da qualcuno, magari un poliziotto. Chiude gli occhi e comincia a respirare lentamente, in profondità. Sente la testa viaggiare come se fosse su una giostra, poi vede i colori cangianti che spezzano il nero sotto le palpebre.
Devo resistere, devo restare presente. Drusilla respira e mantiene la calma. È abituata: lo fa anche durante le cadute a picco del prezzo delle azioni. Comincia a pensare a quello che succederebbe se la trovassero svenuta in piazza Fontana, magari i colleghi, o chi le ha affidato l’intero patrimonio da investire. Perderebbe la loro fiducia?
Rimane immobile per un po’.
Un lasso di tempo che, a occhio e croce, potrebbe essere un quarto d’ora ma che, al momento in cui se lo chiede, non sa assolutamente valutare. Drusilla è distesa, e non ricorda nemmeno a cos’abbia pensato. Allora considera il fatto che se restasse sdraiata troppo a lungo a occhi chiusi, qualcuno potrebbe considerarla svenuta.
Così alza le palpebre. E si trova in un parco. Non è più in piazza Fontana.

— Eccone un’altra, guarda!
— E come lo sai? — risponde Glauco.
Decimo sta per rispondere, guarda l’immunes, poi scuote la testa. Non ha una risposta, o meglio, non ha una risposta esprimibile a parole.
— Vieni — dice semplicemente, attraversando il foro e avvicinandosi alla donna.
Lei non parla, è seduta sul piastrellato del foro, attorniata da una folla di venditori ambulanti.
— Tu! Come ti chiami? — le chiede Decimo.
La donna osserva i due con gli occhi sgranati, è vestita da orfanella, con stracci al posto degli abiti, ma l’età è indefinibile. Scuote la testa, come terrorizzata.
— Coraggio, donna. Il Principales ti ha fatto una domanda! — la incalza Glauco.
— Drusilla — dice lei, ritrovando la voce.
— Da dove vieni, Drusilla?
Lei si guarda intorno, come se fosse in mezzo a un’arena circondata da belve feroci.
— Mi… Milano… — balbetta.
Glauco e Decimo si guardano. La donna non ha usato il termine romano, Mediolanum.
— Una catalizzatrice — deduce Glauco. — Ci stava aspettando?
— Non è detto. Potrebbe essere entrata nelle trame imperiali connettive per caso, come la casa che si trovi proprio lungo il tragitto di un’autostrada…
— Do… dove siamo?
Decimo sorride. Poi allarga le braccia. — Foro di Mediolanum, capitale occidentale dell’Impero Romano. C’è qualcosa che non ti aspettavi? — chiede quasi cinico.
Drusilla crolla a terra, chiude gli occhi aspettando che quel sogno si sciolga. Ma quando riapre gli occhi, tremante, la realtà è ancora attorno a lei, concreta come il piastrellato del foro.
— Ma io, sto sognando? Sto vivendo…
— Non devi preoccuparti, Drusilla — la interrompe Decimo. — Una decisione imperiale può creare fratture nei continuum spaziotemporali passati o futuri. Tutto si sistemerà. Ora noi proseguiamo, ci aspetta ancora un lungo viaggio, fino a Roma…
La donna avanza, lievemente prostrata, e prende implorante la mano del Principales.
— Tornerò a casa?
— Non sei mai andata via da casa. La tua coscienza qui non è una forma stabile, non ti succederà nulla — le assicura Decimo ponendole la mano sul capo, a mo’ di benedizione.
— Andiamo, Glauco. Dobbiamo fare visita al più grande teatro della città.
Decimo guarda ancora la donna, le carezza i lunghi capelli biondi, constatandone una certa origine barbara. Le sorride, poi fa un cenno a Glauco e si allontana dalla lei. Drusilla ricade sulle ginocchia, quasi in lacrime.
Quando i due sono abbastanza lontani, Glauco chiede: — È vero quello che le hai detto?
Decimo allarga le braccia. — Chi lo sa? Certamente la coscienza è ancora al suo tempo. Bisogna vedere se le interferenze arriveranno a cambiarle la vita…
I due procedono attraversando il foro e dirigendosi verso Porta Vercellina, mente il caos dei venditori ambulanti attorno a loro è incessante.

LA QUARTA
A Milano, Drusilla conduce una frenetica esistenza moderna e legata alla Finanza, ma cosa si agita sotto di essa? L’Impero Connettivo tesse le sue trame anche nel cronotopo illusorio del nostro presente, e da lì tutta la Storia di un luogo esplode mostrando le energie e i drammi avvenuti senza requie. Quali segnali fissano il passato nel presente? Quali avvisaglie raccontano delle brane spaziotemporali che collassano nel presente? Quale finale illustrerà la mitologia che tutto ha già preordinato?

L’AUTORE
Lukha B. Kremo è autore di romanzi e racconti non solo di fantascienza. Ha vinto il Premio Urania 2015 con il romanzo Pulphagus® fango dei cieli (vincitore anche del Premio della critica Vegetti e del Premio Cassiopea), il Premio Robot 2018 con Invertito (pubblicato nell’omonima rivista e sulla rivista ungherese Galaktika) e cinque Premi Italia (nel 2023 grazie al racconto !#A9sRi@1%l€leSo0). Oltre al Premio Urania, ha pubblicato i romanzi Il Grande Tritacarne, Storie di Scintilla, Gli occhi dell’anti-Dio, Trans-Human Express, la trilogia degli Inframondi, Korchin e l’odio, il noir Quando cade un angelo, il pamphlet satirico Pop-politics (con Pee Gee Daniel), e il saggio autobiografico Chthulupunk. Ha pubblicato più di cento racconti, tra cui L’incanto di Bambola (pubblicato anche in Giappone e in Ungheria) e Il gatto di Schrödinger, che nel 2011 è stato 1° nella classifica generale degli eBook su Amazon.it. Nel 2014 i migliori racconti sono stati raccolti nell’antologia L’abisso di Coriolis. Ha fondato la Kipple Officina Libraria ed è condirettore della collana Avatar. Prende parte al movimento del Connettivismo nel 2005. A livello non professionale segue progetti di mail-art e della Nazione Oscura Caotica, la simulazione di una micronazione sovrana, e ha pubblicato diversi CD di musica elettronica con il nome di Krell. Dopo aver vissuto molti anni a Milano, si divide tra Livorno e Torriglia (provincia di Genova).

LA COLLANA
La collana SpinOff è dedicata alla diffusione delle storie ambientate nell’Impero Connettivo e che narra gli eventi di un impero postumano simile a quello Romano, dove lo Stato governa sullo spazio e sul tempo sotto il comando di un alieno Nephilim. La valuta monetaria in vigore è l’informazione.

Lukha B. Kremo, Che la terra ti sia lieve, Drusilla

Kipple Officina Libraria – Collana SpinOff
Formato ePub – Pag. 34 – 1.95€ – ISBN 978-88-32179-84-2

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