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30 anni di underground: inaugurazione il 28 marzo, domani, a narni | slowforward


Sul blog slowforward la segnalazione di una celebrazione importante: i venti anni della scomparsa del prof. BadTrip, l’artista underground che ha dato vita agli ultimi trent’anni di cultura underground; a Narni (TR), da domani 28 marzo:

30 anni di underground
Rocca Albornoz, Narni (TR)
Dal 28 marzo al 26 novembre 2026
Inaugurazione sabato 28 marzo, ore 18:00

La Rocca Albornoz di Narni torna a farsi epicentro della scena culturale nazionale trasformandosi, dal 28 marzo al 26 novembre 2026, nel laboratorio a cielo aperto di NOVANTA. 30 anni di underground.
Il progetto, presentato da Archeoares come capofila dell’ATS NarniArt si propone di indagare quello strappo mai ricucito con il mondo dell’arte ufficiale che proprio negli anni Novanta ha generato linee di ricerca inesplorate e radicali.
Il percorso espositivo non è una semplice celebrazione nostalgica, ma un dialogo vivo tra i protagonisti di quella stagione e gli artisti eredi di una medesima attitudine critica e indipendente, offrendo una panoramica su una produzione che, ripartendo dalle istanze del movimento del 77, ha saputo rileggere la tradizione dell’avanguardia per farla confluire nella potenza visiva della scena rave.
Dal punto di vista pittorico la scena è dominata dalla figura di Gianluca Lerici, meglio noto come Professor Bad Trip, presente con un corpus di tele, disegni e fanzine che ne testimoniano il ruolo di creatore di icone capaci di saldare la patafisica al cyberpunk, transitando senza sosta per le visioni distopiche di William S. Burroughs.
A fare da contrappunto tridimensionale a questo immaginario intervengono le sculture di Lucia Peruch, in arte Lu Lupan, che aprono una finestra sulla storica Mutoid Waste Company; dal 1996 Peruch è parte integrante della Compagnia che, facendo letteralmente arte degli scarti, ha forgiato un’etica e un’estetica basate sul rifiuto totale dell’omologazione…

L’EVENTO, I LUOGHI INVISIBILI – OrticaWeb


La Mostra di Silvia Faieta, “1 . 1 . 2 . 3 . 5 . 8 . 13 – Al di là del difetto” che si sta svolgendo a Roma presso la Galleria 291 Est, in via dello Scalo di San Lorenzo, sabato 28 febbraio raggiungerà un nuovo apice; vi lascio all’articolo che lo segnala:

L’appuntamento si terrà sabato 28 febbraio negli spazi della galleria e sarà accompagnato da un intervento olfattivo a cura di Lume di Naso, studio specializzato nella progettazione di ambienti sensoriali e nella divulgazione culturale dedicata al linguaggio dell’odore.
Contestualmente all’evento, la mostra sarà prorogata e resterà visitabile su prenotazione fino al 28 marzo.
L’intervento di Lume di Naso si inserisce nel progetto espositivo ampliandone la dimensione immersiva e multisensoriale. Il percorso della mostra si sviluppa attraverso dodici opere scultoree, ciascuna affiancata da un componimento poetico originale e da una composizione musicale appositamente realizzata da Stefano Bertoli. A questo sistema percettivo si affianca una dimensione olfattiva: a ciascuna opera viene associata una specifica molecola odorosa, scelta come elemento essenziale e autonomo capace di attivare un ulteriore livello di esperienza sensoriale.
L’intervento non si configura come semplice accompagnamento atmosferico, ma come parte integrante del percorso espositivo, in dialogo con la ricerca artistica di Silvia Faieta. Il progetto, curato da Vania Caruso, nasce da una riflessione sul concetto di imperfezione come principio generativo e trova nella sequenza di Fibonacci una struttura simbolica che regola i rapporti tra crescita, trasformazione e armonia tra ordine e caos.
L’inserimento della componente olfattiva contribuisce ad ampliare la relazione tra opera e pubblico, favorendo una fruizione che coinvolge simultaneamente percezione visiva, uditiva e sensoriale, in coerenza con l’impianto concettuale e immersivo dell’allestimento.

LA MOSTRA

Il progetto espositivo di Silvia Faieta assume l’imperfezione come principio generativo, sovvertendo il rapporto convenzionale tra scarto e forma originaria.
L’esposizione prende avvio da un’opera concepita durante il periodo del lockdown e trova nella sequenza di Fibonacci la propria struttura portante: non un mero riferimento matematico, ma un codice simbolico e metafisico che orienta dodici sculture, ciascuna intitolata secondo il numero che ne determina significato e composizione (Luogo 1, Luogo 2, ecc.).
L’intersezione tra rigore geometrico e visione immaginifica dà forma a microcosmi percettivi in bianco e nero, nei quali la ricomposizione degli opposti si traduce in un linguaggio visivo essenziale e tensionale. Ogni “luogo” è accompagnato da un testo poetico di Francesca Del Moro, Olivia Balzar, Angela Botta, Ksenja Laginja, Ilaria Palomba e Annamaria Giannini, nonché da una sonorizzazione originale composta e interpretata dal vivo da Stefano Bertoli, contribuendo a una fruizione immersiva che oscilla tra contemplazione e dialogo sensibile.
1.1.2.3.5.8.13 – Al di là del difetto propone così una riflessione sul limite inteso come spazio di possibilità, restituendo la crescita come processo aperto all’errore, alla deviazione e alla trasformazione.

Tra Sogno e Magia Pittura Surreale e Fantastica | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della Mostra “Tra Sogno e Magia, Pittura Surreale e Fantastica”, che si svolgerà fino al 3 maggio a Mondovì, vicino Cuneo; il tema è meraviglioso, un universo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il sogno diventa visione e l’arte si trasforma in esperienza sensoriale. Il percorso espositivo riunisce maestri italiani e internazionali attraverso dipinti, sculture, arazzi, fotografie e litografie, offrendo un viaggio immersivo nei territori del simbolo, dell’onirico e della fantasia. Il curatore è Vincenzo Sanfo e gli artisti coinvolti sono tre protagonisti assoluti dell’arte del Novecento: Salvador Dalí, Marc Chagall e Joan Miró, figure iconiche del Surrealismo e della poetica del sogno, le cui creazioni rappresentano un punto di riferimento imprescindibile dell’intero percorso.

La mostra è ospitata a Mondovì, Ex Chiesa di Santo Stefano, e propone un percorso che intreccia storia dell’arte, immaginazione e poesia, offrendo al pubblico un’esperienza di grande suggestione.

Il limite come principio di creatività: “Al di là del difetto”, dialogo con Silvia Faieta – Roma Report


Su RomaReport la recensione alla Personale di Silvia Faieta, “1.1.2.3.5.8.13 – Al di là del difetto”, che si sta svolgendo in questi giorni a Roma, alla “Galleria291Est”; un estratto e poi l’intervista:

È una serie di opere scaturite dalla necessità di lavorare in una condizione di isolamento e precarietà, tra fornitori e negozi obbligatoriamente chiusi. “Abituata a una metodologia fondata sulla purezza del manufatto e sulla precisione formale – si legge nelle note della curatrice, Vania Caruso – l’artista sovverte la propria consuetudine tecnica e concettuale, assumendo l’imperfezione come principio generativo. Questo slittamento si configura al contempo come processo di trasformazione interiore e come rieducazione dello sguardo, in cui il limite diventa condizione di possibilità e il difetto matrice di nuove forme”.
La Mostra si sviluppa quindi secondo la sequenza di Fibonacci: un principio in grado di regolare tanto i processi di crescita naturale quanto l’equilibrio tra ordine e caos, trasformando l’imperfezione in un potenziale generativo inedito, una serie di opere scaturite dalla necessità di lavorare in una condizione di isolamento e precarietà, tra fornitori e negozi obbligatoriamente chiusi. “Abituata a una metodologia fondata sulla purezza del manufatto e sulla precisione formale – si legge nelle note della curatrice, Vania Caruso – l’artista sovverte la propria consuetudine tecnica e concettuale, assumendo l’imperfezione come principio generativo. Questo slittamento si configura al contempo come processo di trasformazione interiore e come rieducazione dello sguardo, in cui il limite diventa condizione di possibilità e il difetto matrice di nuove forme”.
La Mostra si sviluppa quindi secondo la sequenza di Fibonacci: un principio in grado di regolare tanto i processi di crescita naturale quanto l’equilibrio tra ordine e caos, trasformando l’imperfezione in un potenziale generativo inedito.

Tra matematica e ingegneria, l’artista riconosce nel numero un simbolo rivelatore, in quanto ogni cifra reca con sé una vibrazione specifica, una qualità energetica che si traduce in forma, ridefinendo il concetto di “difetto” come principio di discontinuità generativa. Le dodici sculture in mostra (dodici ambienti ideali, progettati in serie e identificati come “luoghi” in progressione) esprimono i valori numerologici che le strutturano, quasi microcosmi impostati sulla geometria, la visione artistica e la sublimazione metafisica. L’utilizzo esclusivo del bianco e nero si configura qui come “principio di ricomposizione degli opposti”: le dodici poesie originali e la sonorizzazione di Stefano Bertoli contribuiscono a rendere particolarmente efficace un ambiente multisensoriale.

Elementi di un impero


Le pietre avvolgenti comunicano variazioni cromatiche nel breve volgere del fascino estremo, simbologie che scivolano via, mostri da trasformare in messaggi: da lì si costruisce l’impero della tua energia, del tuo pensiero, della tua Volontà.

Uno sguardo a Claude Monet: The Immersive Experience | FantasyMagazine


Su FantasyMagazine la segnalazione della Mostra Claude Monet: The Immersive Experience, allo Spazio Ventura (via Privata Giovanni Ventura 15 a Milano, a pochi minuti dalla fermata MM2 Lambrate); è un’esperienza che penso lasci il segno, vivere olograficamente – quasi – i quadri dell’artista impressionista credo sia davvero un’estasi mentale di grande portata.

La mostra, porta a Milano un omaggio spettacolare e tecnologico al padre dell’impressionismo, trasformando le sue tele più celebri in un viaggio digitale a 360 gradi. La mostra, che ho potuto scoprire in anteprima durante l’inaugurazione del 4 dicembre, si presenta come un vero ambiente “abitabile” in cui entrare fisicamente dentro i colori, le luci e le atmosfere dipinte da Monet, che si sviluppa su quasi 2mila metri quadrati. Attraverso una tecnologia di mappatura digitale 4K il percorso espositivo si propone di trasformare oltre 300 dipinti del maestro dell’impressionismo in un capolavoro digitale interattivo a 360°. L’evento, reduce del successo in tutta Europa e negli Stati Uniti, ha anche il patrocinio del Municipio 3 del Comune di Milano.
Quasi 2.000 metri quadrati diventano un’unica grande installazione in movimento, dove le Ninfee, i ponti di Giverny e le nebbie di Londra scorrono come in un sogno condiviso, accompagnati da suoni e musiche che amplificano la dimensione emotiva. Non si tratta di una semplice riproduzione delle opere, ma di una traduzione sensoriale, le “impressioni” di Monet diventano spazio, luce e tempo da attraversare, più che immagini da contemplare a distanza.

Museo di Roma in Trastevere, il mito di Frigidaire. C’era una volta l’underground – la Repubblica


Su Repubblica la segnalazione della Mostra a Roma dedicata alla rivista Frigidaire, ponte tra le sensibilità caustiche diversificate attraverso i decenni italiani, un unicum nato da un’altra celebre rivista, Il Male. Dall’articolo tiro fuori gli estratti sottostanti, l’appuntamento è a Piazza di S. Egidio, 1/b, Roma, al “Museo di Roma in Trastevere”:

Un giornale d’arte diventato un’opera d’arte. È la storia di Frigidaire, rivista di culto tra le migliori di sempre in Italia, il cui archivio è stato acquistato dalla Yale University per 200mila euro, a testimonianza della sua preziosità. E ora tutto ciò va in mostra, per raccontare cos’è stata quell’esperienza seminale e folgorante, fino al 7 settembre al Museo di Roma in Trastevere, con più di trecento opere tra numeri iconici, copertine, tavole originali, grafiche e fotografie d’epoca. Non è solo un viaggio in un’altra epoca, ma in un altro universo.
Nata nel 1980 — la sua età dell’oro si spinge fino al 1995, poi singhiozzi e chiusure: ora è disponibile su abbonamento — per testimoniare il mondo dell’avanguardia, quello, a detta dei redattori, «dell’arte maivista», da subito Frigidaire si sarebbe trasformata in un più ampio e spericolato raccoglitore di fumetti, provocazioni, satira politica e sociale e giornalismo d’inchiesta su temi allora sommersi come la tossicodipendenza e l’uso ricreativo delle droghe. Unendo alto e basso, pop e underground, trivialità e filosofia. Ribaltando, a volte, i canoni stessi d’impaginazione e di struttura di un giornale canonico. In una parola: la controcultura, nelle parole e nei fatti. Cose mai viste, su carta e con quella risonanza, nell’Italia di allora. Gran parte dei suoi autori venivano da Il Male, l’unico antenato, già famoso per delle trovate situazioniste come il busto ad Andreotti e i falsi d’autore delle prime pagine dei quotidiani (tra cui il celebre «Ugo Tognazzi è il capo delle Brigate Rosse»). Frigidaire sarebbe ripartito da lì, ma con un approccio più giornalistico e maggioritario.

oggi, 11 gennaio, a roma, al museo di roma in trastevere: colonne sonore per gli anni ’80 | slowforward


…mi troverete lì… Da SlowForward:

OGGI, sabato 11 gennaio 2025, alle ore 17, presso la Sala Multimediale del Museo di Roma in Trastevere la presentazione del volume Tondelli e la musica. Colonne sonore per gli anni ’80 e Frequenze fiorentine. Firenze anni ’80 di Bruno Casini.
Intervengono:
📌 𝐈𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐌𝐢𝐚𝐫𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚𝐧𝐢, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali;
📌 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐏𝐢𝐬𝐭𝐨𝐥𝐢𝐧𝐢, giornalista;
📌 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐏𝐢𝐜𝐜𝐢𝐧𝐢𝐧𝐢, giornalista;
📌 𝐃𝐢𝐧𝐨 𝐈𝐠𝐧𝐚𝐧𝐢, fotografo;
📌 𝐈𝐥𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨, attivista e poeta;
Presente l’autore, 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐂𝐚𝐬𝐢𝐧𝐢.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
è una rassegna a cura della Direzione Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina, promossa dalla promossa da Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Immagini della mostra Nescienza | Daniele Cascone


Daniele Cascone e la sua suggestiva Mostra Nescienza a Licodia Eubea, Ragusa:

La mostra è visitabile tutti i weekend e festivi fino al 10 novembre, dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 19:30. Maggiori informazioni sulla mostra.

Nescienza | Daniele Cascone


Nuova Personale per Daniele Cascone, prototipo di illustratore connettivista ancor prima della primissima ora del Movimento: Nescienza, tutti i giorni dal 9 al 13 ottobre e tutti i weekend e festivi dal 19 ottobre al 10 novembre, con i seguenti orari di apertura: 9:30-12:30 / 16:30-19:30, presso presso la presso la chiesa di San Benedetto e Santa Chiara a Licodia Eubea e a Chiaramonte Gulfi.

Nelle opere presentate in mostra, si identificano diverse fasi dell’autore ragusano. Si inizia dai lavori realizzati tra il 2019 e il 2022, a colori, estrapolati dalle serie “Fragments of Phidias’s mind”, “The weight of forgotten bones” e “A black obsession”. Qui il corpo umano è centrale, adornato di oggetti di varia natura o trasformato in statua di carne immobile e vivente al tempo stesso. Seguono le opere realizzate tra il 2015 e il 2016, appartenenti alla serie “The inner room”, dove peso ed equilibrio si alternano ai soggetti nudi, quest’ultimi impegnati a sorreggere e a trovare un ordine simbiotico con gli elementi in scena. Le opere della serie “Mimesis”, realizzate tra il 2012 e il 2013, indagano il legame tra natura e umano, mostrando i simboli di una cultura tribale artefatta. Infine, alcuni dei lavori appartenenti alle serie “Nihil” e “The lonely people”, realizzati tra il 2011 e il 2013, ci mostrano dei personaggi dal volto celato, intenti a vivere (o a sopravvivere?) in uno spazio surreale e angusto.

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