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NeXT Hyper ObscureArchivio per Tragedia
Droni della NOC sorvolano Cinisello Balsamo – NAZIONE OSCURA CAOTICA
[Letto su NazioneOscura‘s blog]
Sono stati segnalati sciamo di droni presumibilmente della NOC sorvolare località turistiche della Brianza come Cinisello Balsamo, Usmate Velate e Fumate sul Serio. Le autorità della NOC negano ogni coinvolgimento.
Le complessità tragiche
Momenti di complessità tecnologica ingestibile si trasformano in apocalissi cerebrali catastrofiche.
Le impressioni mutevoli
Le caustiche raccomandazioni delle tue gestualità riprendono vigore di fronte ai miei dinieghi, mentre il senso del comico cede il passo all’impressione di un’orrenda tragedia.
Le donne nel mito, parte quinta: Elettra. – Paveseggiando
Su Paveseggiando un lungo post sulla figura mitologica di Elettra e i suoi riferimenti emozionali e semantici con altre figure della Tragedia Greca. Un estratto:
La giustizia sola può consolare l’essere umano, non più gli dei, i quali si ritrovano addirittura a votare per comprendere se Oreste sia o meno da considerare colpevole del matricidio da lui commesso. Il mondo degli dei è messo in dubbio, lasciando così spazio all’uomo di prendere coscienza della sua libertà, benché non sia ancora in grado di gestire appieno il peso della responsabilità derivante dalle sue azioni.
Al contrario di Eschilo, che ci mostra sia Ifigenia che Elettra come semplici vittime di un infausto destino, incapaci di ribellarsi, completamente nelle mani del ramo maschile della loro famiglia, Euripide ci descrive Ifigenia, in Tauride salvata da Artemide, e un’ Elettra molto distante dal mito.“[…] E da Atreo nacquero Menelao ed Agamennone, il padre mio. Io sono Ifigenia. Mi fu madre la figlia di Tindaro. […] Agamennone sovrano radunò lo stuolo ellenico di mille navi, lui che per gli Achei voleva cogliere il serto del trionfo sulla città di Troia e trarre vendetta a favore di Menelao delle oltraggiate nozze con Elena fuggiasca. Ma bloccato dall’ assenza di venti, […] cercò soccorso in vittime ardenti sull’ ara e fu questo il responso che gli diede Calcante: ‘ […] mai non sarà che da questa terra tu dia l’ abbrivio alla tua flotta, prima che Artemide si prenda, immolata vittima , tua figlia Ifigenia’ .[…] Così, per le astuzie di Odisseo, mi strapparono alla madre col pretesto di darmi in sposa ad Achille. E invece, come giunsi in Aulide, fui afferrata, sollevata in alto al di sopra della pira e sgozzata con la spada. Però Artemide mi trafugò dall’ ara, sostituendomi con una cerva; poi mi mandò per l’ etere splendente e mi depose qui, perché abitassi questa terra di Tauri.”
[Ifigenia in Tauride, vv 39-51 – Euripide, trad. a cura di F. Ferrari]Il mito di Ifigenia è assente nei poemi Omerici, ma era ben conosciuto come antefatto della Guerra di Troia. La versione più nota della storia ci giunge attraverso i Canti di Cipro, nei quali è narrato il sacrificio di Ifigenia in Aulide e di come Artemide, mossa a compassione, la salvò portandola, in seguito, nella regione dei Tauri. A questa versione del mito si ricollega Euripide per la sua tragedia, ‘Ifigenia’, dove viene contrapposta la selvaggia terra dei Tauri con la Grecia, che viene descritta come una patria ove il padre è ben felice di sacrificare la figlia per avere venti favorevoli e dove il matricidio è un modo per lavare l’ ira dei figli.
Euripide, quindi, rivisita il mito, andando a scovare delle varianti rare, e donando a queste nuovo significato.

