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NeXT Hyper ObscureArchivio per novembre 8, 2012
The Nanny Terror | Carmilla on line ®
Certo, sarebbe sin troppo facile spiegare così le baby sitter assassine o le morti di Halloween. Parrebbe quasi di ripercorrere la tesi militante della possessione demoniaca in un contesto laicamente esoterico che attribuisce sempre la colpa a un Altro, o meglio all’Altro, liberando l’uomo dal fardello della responsabilità individuale. Temo che al momento attuale non esistano risposte certe. Mi permetto solo di ricordare, come già fece Valerio Evangelisti un paio d’anni fa in un contesto del tutto analogo a questo, che la “vita” di un Eggregoro, in quanto specchio – funzionale e funzionale – di una coscienza collettiva, è divenuto tema basilare di alcune positive derive della neuroscienza cognitiva. In modo particolare è degna di seguito l’opera di Michael Persinger Jacksonville, 1945, autore di testi notevoli che s’intitolano The Paranormal, The Weather Matrix and the Human Behavior e Neuropsychological Bases of God Belief, dai quali si evince che la realtà dell’Eggregoro possa essere almeno in parte spiegata e descritta, quando non riprodotta sperimentalmente, in termini scientifici. Una conferma di quell’Anima Mundi cara agli ermetisti e che Persinger, in una videconferenza che si può trovare tranquillamente in Rete, analizza attraverso il meccanismo connettivo dei 7 miliardi di cervelli presenti sul pianeta che possono entrare in comunicazione quando il campo elettromagnetico totale è debole. Da qui a ipotizzare una sorta di “internet telepatico” non sembra mancare molto, soprattutto alla luce di un recente post a firma Rocco Bruno che sostiene che “Facebook è diventato un Eggregoro impressionante, una porta infernale che divora il tempo delle persone… tanto più tempo ognuno vi dedica, tanto più l’Eggregoro si carica… L’Eggregoro non è nulla di fisico, ma pura materia mentale che vive dell’energia vitale dei suoi membri.”
Questo è il core dell’articolo di Danilo Arona apparso su CarmillaOnLine: The Nanny Terror. L’argomento verte sugli omicidi che alcune babysitter praticano sui bambini che dovrebbero guardare e il buon Danilo amplifica le cause e le pone in un letto connettivo, degno di essere considerato a livello energetico. Buona lettura
Crepe nella realtà ∂ Fantascienza.com
Mario “Black M” Gazzola approda su Fantascienza.com, dove si dà risalto alla sua ultima fatica letteraria uscita per ALEA: Crepe nella realtà. Si tratta di una raccolta di racconti composta da tre pezzi, molto particolari.
I racconti, indipendenti per trama e personaggi, sono ambientati in luoghi e tempi indefiniti e uniti dal fil rouge di un’atmosfera surreale e apocalittica: i protagonisti di ciascuna storia si trovano in qualche modo prigionieri di una situazione in cui la realtà si manifesta ben diversa da quella che siamo soliti ritenere “normale”, e che si confonde con il loro peggior incubo.
Come in una scultura di Pomodoro, la superficie liscia del quotidiano si squarcia per lasciarci intravedere la trama del sottostante inferno… o della realtà ‘vera’?”, è l’immagine con cui Mario Gazzola riassume il senso dei tre racconti. Nei quali ricorrono sempre i temi del predominio dei mass media nella società e della confusione fra informazione, spettacolo (trash) e pubblicità, della fine della politica, della frammentazione e dell’incertezza sulla stessa identità individuale, della realtà intera come “gioco di ruolo” o appunto grande reality show.
Un mondo impazzito figlio delle visioni di Franz Kafka, Philip K. Dick e James G. Ballard, in cui l’autore si spinge in arditezze narrative (il racconto intervallato da spot pubblicitari inventati come un programma tv) o sperimentalismi linguistici vicini ai deliri di William S. Burroughs o di José Saramago.
Anche lo stile di Gazzola infatti diventa più sperimentale da un racconto all’altro, assorbendo e parodiando modi e linguaggio della tv e della pubblicità (che l’autore ben conosce, lavorando nel campo delle PR), annullando i nessi logici e la narrazione lineare.
All’interno dell’articolo potrete leggere anche le brevi sinossi di ognuno dei tre racconti. Intanto mi complimento con Mario, finalmente di nuovo in pista con le sue produzioni, non certo pop.
Microestensioni spaziotemporali
Italiano: Linea di universo con disegnati alcuni coni luce, nello spaziotempo (piatto) di Minkowksi (Photo credit: Wikipedia)
Ricostruisci la sequenza d’impatto e trovi sul terreno microestensioni di altri spaziotempo non generati, riccioli di una matematica aliena che si è distesa alle nostre latitudini in virtù di una forzatura dimensionale ineffabile, incomprensibile, impensabile.
Il laboratorio
Essenziale ed estremo, rapprendo ogni richiamo alla psiche come una coltre di pura angoscia disciolta nel kernel metafisico, istantanee di un tempo fake che si risolvono in continue scene da baraccone, cadenti momenti energetici che lasciano intravedere la trama sfilacciata di uno spaziotempo costruito in laboratorio. Ma questo laboratorio, dovè? Cos’è? Chi l’ha organizzato?
Il bando del Premio Kipple 2013 | Kippleblog
[Letto su KippleBlog]
Premio Kipple 2013

