HyperHouse
NeXT Hyper ObscureArchivio per novembre 14, 2012
Un altro continuum
Singole estensioni della miscellanea intrinseca di nulla. Mescolando il nulla non si arriva al Nulla, mescolando il vuoto non puoi sperare di giungere pieno al distacco singolare, quando ogni evento è di proprietà di un altro continuum.
Flumen
Il paragone è precipitato nell’angoscia dei limiti superati, resi umidi e stracciati dalla piena. Mi rivolto nel letto, come un cadavere che galleggia.
Il grande sacerdote | Lankelot
Bellissima recensione del libro Il grande sacerdote, di Timothy Leary, il grande divulgatore della cultura psichedelica degli anni ’60. Lankelot.eu ne traccia un poderoso profilo, dell’opera ma anche dell’autore, attraversando così tutta la controcultura di 50 e passa anni fa facendolo, però, dietro le quinte, svelandoci i meccanismi dei sipari che muovevano le ombre psichiche e acide di quegli anni.
“Esiste all’interno del sistema nervoso umano, all’interno delle nostre strutture cellulari una banca di memoria biochimica, di tessuti organici. La persona che entra a tastoni in questa stanza interna vede e conosce esattamente cosa è stato visto e appreso dai visionari del passato”.
Nel margine di una delle ultime pagine del libro scrive Leary qualcosa che secondo lui è il senso di tutta la sua esperienza con le sostanze psichedeliche e che personalmente trovo interessante ma che non condivido. Dice infatti il testo: “Per accenderti hai bisogno di un sacramento. E’ una cosa esterna, visibile, che muove la chiave delle porte interiori. Un sacramento deve provocare dei cambiamenti corporali. Il sacramento ti proietta fuori dal gioco dello studio televisivo e ti prepara al flusso interiore di due miliardi di anni” (pag. 353)
Perché non condivido queste affermazioni? Perché è mia opinione che il “sacramento” sia un fatto tutto interiore, sia una ricerca dentro se stessi che si può e si deve fare senza l’uso di alcuna sostanza. Ciononostante ho trovato intensamente interessante questo libro. Come si è capito quello che proponeva Leary era un uso religioso delle sostanze psichedeliche; tutto il contrario di quello che poi invece avvenne, cioè l’uso dell’LSD a fini di puro “sballo”. Negli anni ’70 quando ormai l’uso di sostanze come l’LSD divenne di massa in America, molti giovani si recarono a Kathmandu dove le droghe erano legali (smisero di esserlo a metà del ’70). Qui alcuni si persero, altri videro nelle droghe un passaggio verso altre esplorazioni della mente e si avvicinarono al buddismo tibetano; le droghe avevano fatto capire loro che la mente non è qualcosa di statico e immutato, con stabili e rintracciabili caratteristiche; la meditazione fece loro intraprendere un viaggio dentro se stessi senza l’aiuto di “sacramenti” esterni che per molti dura tuttora. Di Leary ricordo il romanzo – biografia “La fuga” sulla sua permanenza in carcere per uso di marijuana e la sua fuga in Algeria. Ricordo anche un libro di poesie “Poesie psichedeliche”.
L’Odissea di Francesco Verso | Ferruccio Gianola’s blog
Bellissima intervista a Francesco “Xabaras” Verso, da leggere sul blog di Ferruccio Gianola. Molte domande sul mondo dell’editoria e sul personale approccio autoriale di Francesco, e per farvi capire un po’ il tenore della chiacchierata vi incollo qui sotto alcuni passaggi.
Come nascono le tue storie?Hanno origini diverse: articoli di giornale, chiacchiere con mia moglie, sogni lucidi. Poi il passaggio dall’idea alla storia vera e propria si compone della stesura di una trama grezza – utile per “vedere” lo scheletro della narrazione – che alla fine vado a rimpolpare di scene necessarie al compimento della vicenda. Considero il tema della narrazione l’elemento più importante e imprescindibile, quello senza il quale non avrebbe senso raccontare alcunché. La narrativa per me è una modalità di trasmissione di senso. E senza senso decade anche la funzione della narrazione stessa. Per questo – e lo dico senza timore di essere impopolare – non amo molto il postmoderno e neppure la narrativa votata esclusivamente all’intrattenimento. Per fare un esempio l’horror – svuotato di un senso nella sua rappresentazione macabra o truculenta della realtà – mi lascia del tutto indifferente.

