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NeXT Hyper ObscureArchivio per Hans Zimmer
YouTG.NET – È morta Christina Moser, l’altra metà dei Krisma
Arnaldo Pontis dà notizia della morte di Christina Moser, che col marito Maurizio Arcieri (morto qualche anno fa) hanno costituito per lunghissimo tempo il duo dei Krisma, sperimentatori elettropunk e newwave indimenticati e rimpianti. Un estratto dall’articolo, con in coda un loro video rivisitato dai Machina Amniotica di Arnaldo, insieme hanno collaborato più volte:
È morta all’età di 70 anni Christina Moser, cantante e compositrice di origine svizzera del duo new wave/synth pop Krisma, che formava insieme al marito Maurizio Arcieri, scomparso nel 2015. Moser e Arcieri, come riporta RumoreMag, si sono conosciuti nel 1966 e hanno formato i Chrisma, un acronimo nato dall’unione delle prime lettere dei loro nomi. Il gruppo nel 1980 è stato rinominato Krisma. Con loro, per un breve periodo nel 1980 si unì anche il noto compositore tedesco Hans Zimmer.
Il primo brano dei Chrisma dal titolo Amore, prodotto da Niko Papathanassiou – fratello di Vangelis – è presentato al Festivalbar 1976. Il primo album arriverà nel 1977, Chinese Restaurant e tre anni dopo, dopo il cambio di nome e per la prima volta come Krisma, la pubblicazione del loro terzo lavoro, Cathode Mamma. Un disco importante e seminale nello scenario della musica elettronica del tempo, osannato dalla critica musicale italiana e internazionale. A cui faranno seguito numerosi altri dischi di altissimo livello sonoro. In totale i Krisma pubblicheranno dieci album in studio spaziando dalla new wave al synth pop e all’elettronica di stampo più techno sempre con uno spirito irriverente e un’attitudine punk che rendeva i loro lavori immediatamente riconoscibili nel panorama musicale italiano. I Krisma sono stati, a detta dei molti estimatori, una delle coppie musicali più provocatrici e allo stesso tempo pionieristiche e di avanguardia degli anni ’80, con un sound potente frutto della loro costante ricerca di sonorità elettroniche particolari e di matrice mitteleuropea delle quali loro, come ben pochi altri alle nostre latitudini, riuscivano a intuire le potenzialità. Sonorità che sono, ancora oggi a distanza di tanti anni, moderne e attuali e che hanno costituito il vero e proprio marchio di fabbrica di un gruppo musicale rimpianto da molti fan.
Jodorowsky’s Dune: il più fecondo fallimento della storia del cinema
Su PostHuman Mario Gazzola traccia mirabilmente le coordinate di Jodorowsky’s Dune, il documentario video in cui si racconta il making of del regista cileno attorno al concept di Dune. Un estratto:
La parte più pazzesca del film di Pravich è infatti il dopo, in cui la regia ci giustappone esempi dei disegni di Moebius per lo story board di Dune accanto a scene di film successivi, talmente simili da non poter pensare che sia stato un caso: il libro era rimasto nel cassetto di tutte le major hollywoodiane, quindi non è stupefacente che intuizioni della geniale coppia siano filtrate nei duelli di Star Wars di Lucas, nelle soggettive di Terminator di Cameron, nelle apparizioni fantasmatiche dei Predatori dell’Arca Perduta di Spielberg o in altri titoli minori come Flash Gordon, fino alle minacciose montagne scolpite nel Prometheus di Ridley Scott.
Al cui epocale capostipite Alien peraltro diedero decisivi contributi proprio O’Bannon (col soggetto originale) e Giger (coll’indimenticabile, orroroso xenomorfo), “scoperti” da Jodo e indi “adottati” da Hollywood dopo il naufragio del cosmico progetto, se ne parla alle pagine 101-106 del mio FantaRock (con Ernesto Assante, Arcana, 2018).Mai pubblicata neppure in forma di libro cartaceo, la fertilissima, profetica sceneggiatura Jodo/Moebius si connette infine anche all’imminente, attesissimo Dune di Villeneuve (di cui già è trapelato il progetto di una trilogia cinematografica per sviluppare compiutamente l’impianto narrativo di Herbert) attraverso la colonna sonora: infatti le solenni musiche di Hans Zimmer per il film in uscita comprendono anche un brano riarrangiato dei Pink Floyd ambìti da Jodo: è Eclipse, proprio da quel The Dark Side Of The Moon le cui session di registrazione volgevano alla fine al momento dell’incontro col visionario regista cileno).
Hans Zimmer – Interstellar – Quantifiable Connection
Ipnotico e rivelatore, il finale in musica di Interstallar, poesia siderale da sciogliersi in un momento catartico di surrealtà.


