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Archivio per Death in June

Death In June – Uonna Club, Roma, Italy, 10 dec 1991


Quello che vedete qui sopra è uno stralcio video di un concerto che ho amato a lungo, di trentaquattro anni fa esatti, al Uonna Club di Roma: DeathInJune in concerto, con David Tibet al basso – qui una mia recensione. Qui sotto, invece, l’intero concerto, solo in audio: lasciatevi andare…

Death in June – Doubt to Nothing


I dubbi riguardano la noia esistenziale.

Death In June – We Are The Lust


L’oscuro senso dell’orgoglio misto a malate istanze del nero: è la sopraffazione sacra perpetuata dalla devianza marziale.

Death In June: Nada! – Ver Sacrum


Su VerSacrum una bella recensione di Cesare Buttaboni all’album “Nada!”, dei Death in June, lavoro che è datato 1985; vi lascio ad alcuni stralci:

Ci sono dischi che non appartengono semplicemente a un’epoca, ma sembrano fluttuare nel tempo, sospesi tra il crepuscolo di un passato in rovina e un futuro incerto, inafferrabile. Nada! dei Death in June, pubblicato dalla New European Recordings nel 1985, è uno di questi. mostra Douglas P. e Patrick Leagas (prima che questi uscisse dai Death in June per formare gli esoterici Sixth Comm) sono qui ancora uniti (mentre nel frattempo se ne era uscito Tony Wakeford) sotto l’egida di una visione comune: l’album rappresenta una frattura rispetto al passato e, al contempo, un’inevitabile evoluzione. Per molti fan della band, questo album rappresenta ancora oggi il loro apice creativo, il lavoro che meglio incarna l’estetica e la poetica dei Death in June. Personalmente non si tratta del disco dei Death In June che amo di più ma rimane il primo che ho ascoltato e ne riconosco l’importanza. Se gli esordi della band affondavano le radici in un post-punk contaminato da pulsioni marziali, con Nada! il suono si spoglia delle impetuose asperità post-punk e si cristallizza in un folk apocalittico e decadente a cui non è estraneo il contributo dell’allora amico David Tibet. Fra i membri troviamo anche Richard Butler.

Un’estetica decadente e nichilista, in cui l’iconografia di Nada! è tanto evocativa quanto la sua musica. La copertina, in un bianco e nero sepolcrale, ritrae tre figure di spalle di fronte a un sepolcro, su cui sono disposte una spada, un pugnale e un teschio. La scena sembra quasi un rituale funebre, immerso in un’atmosfera di silenziosa contemplazione e di morte. Questa immagine trasmette perfettamente il senso di ineluttabilità e decadenza che permea l’album. In alto a destra sulla copertina viene inoltre raffigurato (come anche nella inner sleeve e sull’etichetta del disco) il simbolo del Whiplash Hand, una mano guantata e borchiata che stringe una frusta, circondata da un cerchio con un piccolo “6” nell’angolo. Utilizzato dai Death in June sin dall’uscita di “She Said Destroy”, questo simbolo afferente anche l’immaginario BDSM, come dichiarato da Pearce, rappresenta il concetto di controllo, ispirandosi all’espressione britannica “avere la mano a frusta”.

Le indagini di Simon Iff – Aleister Crowley


Su Scheletri.com la recensione di Cesare Buttaboni a “Le indagini di Simon Iff”, di Aleister Crowley, per i tipi di Arcoiris.

Grazie alle Edizioni Arcoiris vedono finalmente la luce Le indagini di Simon Iff di Aleister Crowley all’interno della collana La Biblioteca di Lovecraft, un testo che giunge finalmente anche nelle mani dei cercatori di enigmi e segreti.
Franco Pezzini, con acume, ci introduce al protagonista Simon Iff scrivendo come “”Iff è nei fatti un alter ego dell’autore mago e profeta delle leggi di Thelema, sgomitante del suo egocentrismo e della sua voglia di colpire gli interlocutori”. Questo detective del mistero, sgomitante del suo egocentrismo, si manifesta come una figura enigmatica che sfida il lettore a perdersi nei meandri delle sue indagini. Crowley ha influenzato anche il sottobosco della musica esoterica, lasciando un’impronta indelebile nei Current 93 e nei Death in June. La filosofia di Crowley, chiamata Thelema, ha ispirato profondamente soprattutto i Current 93 (Il nome del gruppo rimanda a “The 93rd Current”, definizione della religione Thelema), divenendo una forza guida nei loro primi dischi esoteric-industrial.

Scritti durante la sua permanenza in America (probabilmente per sbarcare il lunario), questi racconti rivelano una prosa non eccelsa, ma intrisa di un fascino oscuro e sulfureo che persiste ancora oggi. Crowley si avventura nel genere del giallo, intrecciando abilmente elementi di occultismo e misticismo nella trama classica del detective. Franco Pezzini suggerisce un parallelo con Chesterton e i suoi racconti di Padre Brown, mentre non possiamo ignorare l’atmosfera dell’epoca dei John Silence di Algernon Blackwood e Carnacki di William Hope Hodgson.
Simon Iff, il protagonista, emerge come un detective esperto, praticante delle arti occulte, un’ombra carismatica in un mondo di misteri. La trama, permeata di atmosfere mistiche, si svela attraverso casi intricati che si snodano come fili sottili nella notte.
Crowley, con maestria, integra elementi di occultismo nella narrazione, citando persino le sue celebri parole “Fa Ciò che vuoi sarà tutta la legge”. Tra i racconti più suggestivi, “Caccia grossa” e “Il temperamento artistico” emergono come gemme in cui si svelano club di adorazione del diavolo e analisi profonde sulla natura dell’arte. “Non abbastanza bravo” risuona di echi di Frazer, aggiungendo ulteriore profondità alle indagini di Iff.
Questa raccolta offre ai lettori un viaggio stimolante e avvolgente, dove la luce del razionale si fonde con l’ombra dell’inspiegabile. Aleister Crowley continua a dimostrare la sua maestria nel plasmare mondi narrativi unici, offrendo una prospettiva letteraria che sfida e affascina, in un crepuscolo di conoscenza inesplorata.

Death In June – Crush My Love


Il vuoto di una fine su cui si è sospesi.

Death in June – Cést un rêve


…gli orrori originati dalle devianze umane, gli abusi di chi si crede superiore e invece è soltanto una merda uscita dalle fogne… In questo brano dei DIJ l’intera epopea delle aberrazioni che la razza umana può impersonare, e poi superare.

DARKROOM: la rivista online interamente dedicata al mondo della musica oscura


Su DarkRoom una vecchia intervista a Patrick Leagas, ex DeathInJune, che risponde a domande di vario tipo con un modo sfuggente, elusivo e tutt’altro che autoincensante, davvero un antidivo fino all’osso, disinteressato a una gran quantità di cose. Tra gli argomenti affrontati dall’intervista, anche il nazismo portato dalla scena NeoFolk (di cui Patrick, ovviamente, dichiara di non farne parte).

Le rune e la mitologia nordica sono state relazionate in passato a precise ideologie e a regimi totalitari; ugualmente, ai giorni nostri, qualcuno usa tali temi con finalità politiche. Qual è la tua opinione riguardo a tutto ciò?

“Sono state utilizzate da un ‘unico’ regime totalitario in Germania. Principalmente ciò avvenne per l’interesse che c’era al tempo in tutta Europa nel riscoprire, e perlopiù nel ricreare, una nuova mitologia nazionalistica. Ciò è stato fatto anche dagli inglesi, dagli italiani e dai francesi per le loro visioni romantiche (celtiche, romane, galliche, anglosassoni) del passato: all’epoca la storia e la mitologia sono state ampiamente riscritte e reinventate al fine di adattarle ai punti di vista delle nazioni che intendevano celebrare la grandezza del proprio passato e della propria storia, nonché per collocare sé stesse in una posizione di superiorità rispetto ai paesi confinanti. Forse in realtà ciò fu un mezzo utile a tutte le nazioni che si combattevano l’un l’altra nell’economia, nell’industria e via dicendo, ai tempi in cui iniziava la fine degli imperi. Allora una nuova religione accomunava l’intera nazione e la indirizzava verso poteri che ben si adattavano all’industria, alla guerra o all’arte. Di certo la visione germanica della mitologia sembra essere la più forte e precorse molte idee alla base del nazionalismo tedesco, il quale sfociò più tardi nel nazismo. Tali idee provengono principalmente da Von List, Von Liebenfeld, dalla società segreta Thule e via dicendo. Il sistema runico creato da Von List è assai poco veritiero e ruota attorno a un’interpretazione aggressiva e di potenza delle Rune, piuttosto che collegarsi all’Edda. Tuttavia, ogni genere di magia che venga affrontato seriamente e dalle persone giuste è destinato a mostrare risultati. Per quanto mi riguarda, benché io sia molto interessato all’argomento sia sul piano storico che magico, non ho mai aderito a nessuno dei due aspetti, né ho mai preso sul serio un dogma creato da una manciata di scolari post-vittoriani per i loro propositi di discordia sociale. Inoltre l’influenza che tali aspetti hanno avuto su e altri membri della società Thule può essere solo congetturale.”

Ordo Eqvitvm Solis – This Is The Way


Il senso di poesia che mi pervade, chiudendo gli occhi come se fossero gonfi, mentre scendo negli abissi del sublime.

Death In June & Boyd Rice – Get Used To Saying No!


Dall’abisso dell’anima, le parole che seguono ogni percezione occulta.

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